Elmore Lonard.
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Punch al rum.
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Titolo originale: Rum Punch
Traduzione di: Stefano Massaron.
2014 Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Trafficanti d'armi, delinquenti di terz'ordine e una donna strepitosa. 
Una carrellata di personaggi memorabili per uno dei pi bei romanzi di Elmore Lonard.
Portato sugli schermi da Quentin Tarantino con il titolo Jackie Brown.
Jackie Burke arrotonda lo stipendio da hostess lavorando per Robbie Ordell, un trafficante d'armi con manie di grandezza.
Fra la gente di Ordell, l'unica davvero in gamba  proprio lei, che facendo la spola tra Palm Beach e le localit turistiche riesce a trasportare in cabina qualsiasi cosa.
Ma sulle tracce di Ordell ci sono un bel po' di persone, federali compresi. E Jackie dovr ricorrere a tutta la sua abilit e a tutto il suo fascino per cavarsela. E magari per salvare anche i soldi del boss.
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L'AUTORE.
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ELMORE LONARD, autore di decine di romanzi e centinaia di racconti tra noir e western,  considerato uno dei maestri del crime contemporaneo. I suoi libri hanno ispirato alcuni dei migliori registi delle ultime generazioni, da Quentin Tarantino a Steven Soderbergh.
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Punch al rum.
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a Jackie, Carole e Larry.
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Capitolo 1.
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Domenica mattina, Ordell port Louis a dare un'occhiata alla manifestazione della supremazia bianca nel centro di Palm Beach.
- Giovani skinhead nazi, - disse Ordell. - Guarda, ci sono anche piccole nazi-girls che marciano in Worth Avenue, ci credi? E adesso ecco che arriva il Klan. Oggi per non ce ne sono molti. Alcuni sono vestiti di verde, dev'essere la nuova moda primaverile delle teste di cono. Dietro di loro sembra che ci siano i Bikers per il razzismo, pi noti come i Cavalieri di Dixieland. Meglio che ci spostiamo pi avanti, facciamoci largo tra la folla qui, - disse Ordell portandosi dietro Louis.
C' un uomo che voglio farti vedere. Vediamo chi ti ricorda. Mi ha detto che marceranno sulla South County e faranno il loro spettacolino sui gradini della fontana davanti al municipio. Hai mai visto tanta polizia? S, credo di si. Ma non tante uniformi diverse tutte nello stesso momento, eh? E fanno anche sul serio, c'hanno su gli elmetti e tengono i manganelli pronti.
Resta sul marciapiedi, senn rischi che te li diano in testa. Tengono le strade sicure per i nazi.
La gente si girava a guardare Ordell.
- Amico, tutti 'sti fotografi, le telecamere della tiv. Questa merda  una notiziona, hanno mandato tutti a dare un'occhiata. Altrimenti, di domenica, qui ci sono pi che altro signore ricche che portano a spasso i loro cagnolini per fare la pip. Intendo che la fanno i cani, la pip, non le signore. -
Una ragazza di fronte a loro sorrise da sopra la spalla, e Ordell disse: - Come va, baby? Tutto a posto? - Poi guard pi in l, guard Louis e disse: - Mi pare di vederlo, - e si fece largo tra la folla per avvicinarsi di pi alla strada. - Esatto, eccolo l. Lo vedi? Camicia nera e cravatta? Uno skinhead nazi adulto. Io lo chiamo Big Guy. E gli piace.
-  Richard, - disse Louis. - Cristo santo.
- Sembra proprio lui, eh? Ricordi che Richard aveva tutta quella merda nazista sparsa per la casa? Tutte le armi? Ecco, Big Guy ne ha di pi. Di qualsiasi cosa.
- Fa sul serio, - disse Louis. - Guardalo.
- Vuole il potere. E un fanatico delle armi, - rispose Ordell. - Sai dove si trovano i tipi strani come lui di solito? Alle fiere delle armi.
Ordell lasci che la frase restasse sospesa tra di loro.
Louis a quel punto avrebbe dovuto chiedergli che cosa c'entrava lui con le fiere delle armi, ma non lo fece. Era troppo occupato a guardare le ragazze nazi. Erano tutte delle bifolche magre, con i capelli tagliati corti come maschi.
- Ho io qualcosa che le sistemerebbe, - disse Ordell.
- Che gli farebbe luccicare gli occhi.
E di nuovo la gente si volt a guardarlo. Qualcuno sogghign.
Louis si allontan dalla folla e Ordell dovette affrettare
il passo per raggiungerlo. Louis aveva le spalle
pi grosse di una volta, perch si era allenato in prigione.
- Da questa parte, - disse Ordell, e si incamminarono
sulla South County davanti al corteo, come due vecchi
compari. Ordell Robbie e Louis Gara, un nero dalla pelle
chiara e un bianco dalla pelle scura che venivano entrambi
da Detroit, dove si erano conosciuti in un bar, avevano
cominciato a parlare e avevano scoperto di essere stati
tutti e due nel penitenziario dell'Ohio del Sud e di avere
un po' di cose in comune. Non molto tempo dopo Louis
era andato in Texas, dove si era fatto beccare di nuovo.
Quando era uscito, Ordell aveva una proposta da un milione
di dollari per lui: rapire la moglie di un tizio che faceva
soldi illegalmente e si nascondeva alle Bahamas. Louis
aveva detto okay. Il piano era andato all'aria e Louis aveva
detto mai pi. Tredici anni prima...
E adesso Ordell aveva in mente un altro piano, Louis ne
era sicuro. Era quello il motivo per cui stavano l a guardare
gli skinhead e le teste di cono marciare per le strade.
- Ti ricordi quando sei uscito da Huntsville e ti ho presentato a Richard? - domand Ordell.
Stava cominciando ad arrivare al punto, ora Louis ne era certo.
-  quello che mi fa venire in mente la giornata di oggi, -
continu Ordell. - Credo che il destino sia al lavoro.
Questa volta tu esci dal penitenziario di Stato di Folsom
e io ti faccio conoscere Big Guy, proprio come se Richard
fosse tornato indietro dal regno dei morti.
- Quello che ricordo io di quella volta, - disse Louis, - 
di essermi augurato di non aver mai incontrato Richard.
Che storia c' tra te e i nazi?
- Sono divertenti da vedere, - rispose Ordell. - Guarda
la loro bandiera, con quelle due saette disegnate sopra.
Non si riesce a capire se dovrebbe essere il simbolo delle
SS o quello di Capitan Marvel.
- Hai un'altra ideona da un milione di dollari da propormi?
- domand Louis.
Ordell si volt verso di lui con uno sguardo freddo, serio.
- Sei salito sulla mia macchina. Questa non  soltanto
un'idea, amico. E costata soldi veri.
- E perch mi stai facendo vedere questo nazistone?
- Big Guy, vuoi dire? Il suo vero nome  Gerald. Una
volta l'ho chiamato Jerry e lui ci  mancato poco che mi
sollevasse di peso da terra. Mi fa: Io non mi chiamo
cos, ragazzo. Ma poi gli ho detto che sono a favore della
segregazione razziale, quindi pensa che sono un tipo a
posto. L'ho incontrato una volta, a una fiera delle armi -.
Di nuovo su quell'argomento.
- Non hai risposto alla mia domanda, - disse Louis.
- Che cosa ci facciamo qui?
- Te l'ho detto. Volevo vedere chi ti ricorda Big Guy.
Ascolta, c' qualcun altro che non crederesti mai di vedere,
qui. Si tratta di una donna. Indovina chi .
Louis scosse la testa. - Non lo so.
Ordell sogghign. - Melanie.
- Stai scherzando.
Un'altra superstite del colpo di tredici anni prima.
- Sul serio, ci siamo tenuti in contatto. E poi un giorno
mi telefona...  in un posto che ho a Palm Beach Shores.
Vuoi vederla?
- Vive con te?
- Io ci sono e non ci sono, diciamo cos. Possiamo passare
di l oggi pomeriggio, se vuoi. Melanie  ancora una
ragazzona niente male, solo un po' pi grossa. Amico, te
lo sto dicendo, il destino  al lavoro qui, ci ha rimessi tutti
insieme in questo posto. Quello che ho in mente di fare 
presentare Big Guy a Melanie -. E con una precisa intenzione.
Louis se lo sentiva.
- E perch?
- Solo per vedere cosa succede. Credo che sarebbe uno
spasso. Conosci Melanie. Non  cambiata per niente. Riesci
a immaginartela con questo stronzo di nazista?
Ordell si comportava come un bambino che ha un segreto
e muore dalla voglia di spiattellarlo, ma aspetta che
qualcuno glielo chieda.
Disse a Louis: - Non sai dove cazzo sei, vero? Continui
a entrare e a uscire di prigione e a ricominciare tutto
da capo. Vedo che ti sei tagliato i baffoni e hai un po' di
grigio in mezzo ai ricci. E ti stai mantenendo in forma, e
questo  un bene.
- E tu cosa hai fatto? - domand Louis. - Ti sei fatto
stirare i capelli? Una volta li avevi afro.
- Devo mantenermi alla moda, amico.
Ordell si pass con cura una mano tra i capelli, sentendone
il crespo, la port fino alla lunga coda intrecciata e
se la arrotol tra le dita, giocherellandoci mentre diceva:
- No, non credo che tu sappia quello che vuoi.
- Davvero, eh? - ribatt Louis.
- E adesso mi fai quello sguardo da carcerato. Be',
almeno qualcosa l'hai imparato, in galera, - disse Ordell.
- Altrimenti, Louis, quella camicia che hai addosso
d l'idea che pompi pi benzina che caricatori. Dovresti
avere LOU ricamato sul taschino, l. Pulisci il parabrezza,
controlla l'olio...
Poi sorrise, per fargli capire che stava scherzando.
Ordell aveva un completo di lino, una felpa arancione e pantaloni
larghi bianchi, e gioielli d'oro che gli scintillavano
al collo, al polso e su due delle dieci dita.
- Forza, - disse, - andiamo a vedere lo spettacolo.
- Sei tu lo spettacolo, - ribatt Louis.
Ordell sorrise e mosse le spalle come un pugile. Si spostarono
dietro la folla, trattenuta dal nastro giallo della
polizia che formava un cordone intorno ai gradini di fronte
alla fontana. Un giovane nazista, lass, teneva un discorso,
mentre gli altri se ne stavano rivolti verso la folla
nelle loro uniformi da supremazia bianca. Ordell cominci
a farsi largo tra la gente per avvicinarsi e Louis lo prese
per un braccio.
- Io l non ci vengo.
Ordell si volt a guardarlo. - Non  la stessa cosa della
prigione, amico. Nessuno di quelli ha un coltello addosso.
- Non ho intenzione di andare l in mezzo con te.
- Be', questa mi piace, - disse Ordell. - Non  che siamo
obbligati.
Trovarono un posto da dove potevano vedere abbastanza
bene il giovane nazista. Stava gridando: - Che cosa
vogliamo? - E i suoi compari e le nazi-girls e il resto
dei pappagalli sui gradini gli rispondevano in coro: - Potere
ai bianchi!
Continuarono finch il giovane nazista non ebbe finito.
Grid: - Un giorno il mondo si render conto che Adolf
Hitler aveva ragione! - Questa uscita provoc qualche grido
tra gli spettatori, qualcuno gli diede dell'idiota e del
ritardato. Allora lui url di nuovo alla folla: - Reclameremo
questa terra per la nostra gente! - mentre la sua voce
di giovane nazista vibrava. E la folla gli rispose gridando a
sua volta, chiedendo di che gente parla, degli stronzi come
lui? Una donna di colore disse: - Vieni un po' a Riviera
Beach a dire 'ste cose, e sei morto Il giovane skinhead
si mise a strillare Sieg Heil! e i pappagalli si unirono subito
a lui, facendo il saluto nazista.
Adesso dei giovani tra la folla li stavano chiamando razzisti
bastardi, gli gridavano di tornarsene a casa, di andarsene
di l, e sembrava proprio che lo spettacolo fosse finito.
- Andiamocene, - disse Ordell.
Louis e Ordell raggiunsero a piedi Ocean Boulevard, dove
avevano lasciato la macchina di Ordell, una Mercedes
nera decappottabile, con il tettuccio abbassato. Il tempo
sul parchimetro era scaduto e una multa per divieto di sosta
era infilata sotto il tergicristallo dalla parte del guidatore.
Ordell prese la multa e la lasci cadere sull'asfalto. Louis
lo guard, ma non fece nessun commento. Non disse praticamente
nulla finch non furono sul ponte che portava
a West Palm. Poi cominci.
- Perch hai voluto mostrarmi quel tipo? Lui ti chiama
negro e vuoi che gli spezzi le gambe?
- Sempre questa stronzata della vendetta, - disse Ordell,
- Devi esserti contagiato stando troppo tempo con
gli italiani. Non c' nessuno meglio di loro nelle vendette.
Questo  poco ma sicuro.
- Vuoi vedere dove bazzico? - disse Louis. - Prendi la
Olive e svolta a destra. Poi vai su lungo la Banyan, una
volta si chiamava First Street, e svolta a sinistra -. Quando
furono sulla Olive aggiunse: - Sulla destra c' il tribunale.
- So dove sono i tribunali, - disse Ordell. Svolt sulla
Banyan e a met dell'isolato Louis gli disse di fermarsi.
- Proprio qui, l'edificio dipinto di bianco, - disse. - Ecco
dove sto di solito.
Ordell volt la testa per guardare dall'altra parte della
strada. C'era una costruzione a un piano, la vetrina di un
negozio con la scritta max cherry prestiti e cauzioni.
- Lavori per uno che presta i soldi delle cauzioni? Un
cacciatore di taglie? Mi hai detto che eri con una specie
di compagnia di assicurazioni di propriet degli italiani.
- La Glades Mutual a Miami, - disse Louis. - Max
Cherry si occupa delle loro cauzioni. Io me ne sto in ufficio.
Se qualche tipo non si presenta in tribunale, vado
a prenderlo.
- Davvero? - Detta cos suonava un po' meglio, come
se Louis fosse un cacciatore di taglie e corresse dietro ai
cattivi in fuga.
- Quello per cui gli servo, pi che altro,  vedere se
posso portargli le cauzioni di qualcuno di quei grossi trafficanti
di droga, roba da centocinquantamila dollari in su.
- Gi, - disse Ordell. - Immagino che ti sarai fatto dei
bei contatti, in galera.  per questo che ti hanno assunto?
-  stato il mio compagno di cella, uno che era dentro
perch aveva ucciso la moglie. Mi ha detto di cercare questi
amici suoi, quando uscivo. Io vado a incontrarli e loro
mi chiedono se conosco qualche colombiano. Io gli dico di
s, ne conosco qualcuno, me li ha fatti incontrare un detenuto
di nome JJ. Ti ho parlato di lui, no? Quello che  stato
beccato di nuovo? Ecco, adesso sto a casa sua. - Louis
prese una sigaretta dal taschino della sua camicia da lavoro.
- Cos, quello che faccio  cercare questi colombiani, gi a
South Beach, e dargli il biglietto da visita di Max Cherry.
Se mai finite in prigione, io penso alla vostra cauzione.
Ce ne ho anche un altro che dice Gli uomini preferiscono
un bel prestito (gioco di parole intraducibile con il titolo del famoso film con Marilyn Monroe Gli uomini preferiscono
le bionde) con il suo nome sotto e il numero di telefono e tutto quanto -. Si frug di nuovo in tasca per cercare un fiammifero da cucina.
- E allora? - domand Ordell.
- Tutto qui. La maggior parte del tempo me ne sto seduto l dentro.
- E vai d'accordo con i colombiani?
- Perch non dovrei? Sanno da dove vengo. -  Louis
sfreg la capocchia del fiammifero sull'unghia del pollice.
- E, in ogni caso, suonano quella loro musica cha-cha
tanto forte che non riesci a parlare.
Ordell prese una sigaretta delle sue e Louis gliela fece
accendere tenendo il fiammifero tra le mani a coppa.
- Non mi sembri felice, Louis.
- Qualsiasi cosa hai in mente, - disse lui, - non voglio
averci niente a che fare, d'accordo? Una volta  stata pi
che abbastanza.
Ordell si lasci andare contro lo schienale a fumarsi la
sua sigaretta.
- Come con Steady Eddie, eh? Sono io quello che ha
mandato a puttane quel rapimento?
- Sei stato tu a tirarci in mezzo Richard.
- E questo cosa c'entra?
- Sapevi che avrebbe tentato di violentarla.
- Gi, e tu l'hai aiutata a uscire da quel casino. Ma non
 stato quello a mandare a monte la faccenda, Louis. Sai
benissimo perch  successo. Noi diciamo a quel tipo, paga
oppure non vedrai pi tua moglie. Perch  cos che si fa,
giusto? E poi scopriamo che lui non vuole vedere pi sua
moglie, nemmeno per cinque minuti, messo com' laggi
nel suo nido d'amore alle Bananas insieme a Melanie. Se
non sei in grado di negoziare con l'uomo, Louis, o di minacciarlo,
allora non hai nemmeno uno straccio di possibilit
di trovare un accordo.
- Il piano sarebbe andato a puttane comunque, - disse
Louis. - Non sapevamo che cosa stavamo facendo.
- Vedo che adesso sei tu, l'esperto. Dimmi, allora, chi
 stato in galera tre volte e chi ci  stato una volta sola?
Ascoltami, ho della gente che lavora per me, adesso. Ho
dei fratelli che fanno il lavoro sporco. Ho un uomo, a
Freeport... Ti ricordi Mister Walker? Ho un giamaicano che
sa fare i conti nella testa. Sa fare le addizioni,  capace di
moltiplicare quanto costa una cosa per un tot di volte, -
Ordell fece schioccare le dita, - cos, come niente.
- Hai un ragioniere, - disse Louis. - Sono felice per te.
- Ti ho chiesto forse di venire a lavorare per me?
- No, non ancora.
- Sai cos' una mitragliatrice M-60?
- Una di quelle grosse, un'arma militare.
- Ne ho vendute tre per ventimila dollari l'una e mi
sono comprato questa macchina, - disse Ordell. - Perch mai dovrei avere bisogno di te?
...
.
...
Capitolo 2.
...
.
...
Il luned mattina, Renee telefon a Max nel suo ufficio
per dirgli che aveva bisogno di ottocentoventi dollari
subito e voleva che lui le portasse un assegno. Renee era
nella sua galleria al Gardens Mail, un grosso centro commerciale
sul PGA Boulevard. Max ci avrebbe messo almeno
mezz'ora soltanto per arrivare in macchina fino a l.
- Renee, - disse, - anche se volessi, non potrei farlo.
Sto aspettando notizie di un tipo. Ho appena parlato di
lui con il giudice Poi dovette ascoltare mentre lei gli
raccontava come avesse tentato di trovarlo. - Era l che
ero, in tribunale. Ho ricevuto il tuo messaggio sul cercapersone...
sono appena rientrato, non ho avuto il tempo
di... Renee, sto lavorando, cristo santo Max fece una
pausa, tenendosi la cornetta all'orecchio, incapace di dire
nulla. Sollev lo sguardo e vide in piedi nel suo ufficio
un uomo di colore con un vestito sportivo. Un nero con
i capelli luccicanti che teneva in una mano una borsa da
ginnastica dei Miami Dolphins. - Renee, ascolta un attimo,
okay? - disse Max. - Ho un ragazzino che si far dieci
fottutissimi anni di galera se non lo prendo e lo porto
davanti al giudice, e tu vuoi che io... Renee?
Max rimise a posto la cornetta.
- Ti ha attaccato il telefono in faccia, eh? - disse il nero.
- Scommetto che era tua moglie.
E gli sorrideva.
Max arriv a un pelo dal dirgli: S, e sai cosa mi ha
detto?
Avrebbe tanto voluto farlo. Solo che non avrebbe avuto
alcun senso raccontare le sue faccende private a uno che
non conosceva nemmeno, che non aveva mai visto prima...
- Non c'era nessuno nell'atrio, - disse il nero, - cos
sono entrato. Ho del lavoro per te.
Il telefono squill di nuovo. Max rispose, indicando una
sedia con la mano libera. - Cauzioni e prestiti.
Ordell lo sent dire: - Non importa dove sei, Reggie,
hai saltato l'udienza. Adesso io devo... Reggie, ascoltami,
d'accordo? - Quel Max Cherry stava parlando con un tono
pi calmo di quello che aveva usato con sua moglie. Parlare
con lei era stato difficile, a quanto pareva. Ordell pos
la borsa da ginnastica su una scrivania vuota di fronte a
quella di Max Cherry e prese una sigaretta.
La stanza sembrava pi lo studio di un uomo sposato
che l'ufficio di uno che prestava i soldi per le cauzioni:
un'intera parete di scaffali pieni di libri dietro alla sedia
dove Max Cherry era seduto, libri di ogni genere, alcuni
uccelli di legno, qualche boccale da birra in ceramica.
Era troppo pulito e casalingo per quel genere di lavoro di
merda. Anche l'uomo sembrava pulito: la faccia rasata, la
camicia azzurra sbottonata, niente cravatta, spalle piuttosto
larghe. Era quel genere di persona dalla pelle olivastra
e l'aria da duro tipo Louis: capelli scuri come lui, solo che
Max Cherry stava diventando calvo in cima alla testa. Doveva
essere sulla cinquantina. Poteva essere italiano, solo che Ordell non aveva mai conosciuto uno che prestava
soldi che non fosse ebreo.
Adesso Max stava dicendo al tipo all'altro capo del filo
che il giudice era pronto a farlo diventare un cliente abituale.
-  questo quello che vuoi, Reggie? Dieci anni invece
di sei mesi di libert vigilata? Io dico: Vostro Onore,
Reggie  sempre stato un cliente straordinario. So che
posso trovarlo subito...
Ordell si accese la sigaretta, e fece una pausa insieme
a Max.
- ... proprio all'angolo di casa sua, ecco cosa gli ho
detto.
Rimase in ascolto. Si alz in piedi.
- Posso far mettere da parte i capi d'accusa, Reggie. Il
mandato come latitante... be', ti cercheranno, amico. Ma
questo significa che devo venirti a prendere.
Ordell soffi fuori il fumo e si guard intorno in cerca
di un posacenere. Vide il cartello vietato fumare sopra
la porta di quella che sembrava una sala riunioni: dentro
c'erano un lungo tavolo di legno, una specie di frigorifero
e una macchinetta del caff.
- Resta da tua madre finch non arrivo io. Dovrai tornare
dentro... una sola notte, tutto qui. Domani sarai fuori.
Te lo prometto.
Ordell osserv Max riagganciare il telefono, dicendo:
- Meglio che sia a casa quando arrivo, altrimenti avr un
problema da cinquemila dollari. Qual  il tuo, di problema,
invece?
- Non trovo un portacenere, - disse Ordell, sollevando
la sigaretta. - L'altra cosa  che ho bisogno di una cauzione
di diecimila dollari.
- Che cos'hai come garanzia?
- Devo darti dei contanti.
- Li hai con te?
- Sono li nella borsa.
- Usa quella tazza li sulla scrivania.
Ordell fece il giro intorno alla scrivania: era pulita, sopra
non c'era niente a parte la sua borsa dei Miami Dolphins,
un telefono e una tazza con dentro ancora un po'
di caff. Scosse la cenere nella tazza e si sedette di nuovo
sulla poltroncina girevole di fronte a Max Cherry.
- Se hai contanti, - disse Max, - perch hai bisogno
di me?
- Be', - disse Ordell, - lo sai come fanno, quelli. Vogliono
sapere dove li hai presi, poi se ne tengono una bella
fetta e dicono che  per le spese del tribunale. Insomma,
tirano a fregarti sempre.
- Ti coster mille dollari per la garanzia.
- Lo so.
- Per chi , un parente?
- Un tizio che si chiama Beaumont. Lo tengono su alla
prigione di Gun Club.
Max Cherry continuava a fissarlo da dietro la scrivania,
leggermente piegato in avanti. Vicino a s aveva un computer,
una macchina da scrivere e una pila di cartellette.
Quella in cima era aperta.
- L'hanno preso i vicesceriffi sabato sera, - disse Ordell.
- All'inizio era guida in stato di ebbrezza, ma poi
hanno scritto possesso di arma da fuoco. In effetti, aveva
una pistola.
- Diecimila mi sembrano troppi, per una cosa del genere.
- Hanno passato il suo nome al computer e hanno trovato
qualcosa, hanno visto che era gi stato in galera. Oppure
non gli va gi il fatto che  giamaicano. Sai cosa intendo?
Hanno paura che possa svignarsela.
- Se lo fa e io devo andare in Giamaica a riprenderlo,
sarai tu a coprirmi le spese.
Interessante. - Credi che riusciresti a beccarlo laggi? -
domand Ordell. - Metterlo su un aereo e riportarlo indietro?
- L'ho gi fatto. Qual  il suo nome per intero?
- Beaumont. E l'unico nome che conosco.
Max Cherry prese delle carte dal cassetto e guard di
nuovo Ordell. Di sicuro stava pensando: E tu metti in
ballo tutti 'sti soldi per uno che non sai nemmeno come
si chiama?
Ordell aveva un sesto senso per quello che la gente pensava
di lui, e quell'uomo - bastava guardarlo in faccia - si
stava trattenendo dal fargli la domanda.
- Ho della gente che mi fa dei favori che non ha neanche
un nome a parte Zulu, Cujo e roba cos. Uno lo chiamano
Wa-wa. Nomi di strada. Sai come mi chiamano, a volte?
Whitebread. Panebianco, per il colore della mia pelle. A
volte dicono solo Bread, per fare prima. Per me  okay,
non  che mi stanno mancando di rispetto Chiss cosa
pensava Max Cherry di questo.
Ma l'altro non disse niente e prese il telefono.
Ordell si fum la sua sigaretta, osservando il tipo che
picchiava sui tasti. Poi lo sent chiedere dell'ufficio del registro,
e poi a qualcuno se avevano la carta di ammissione
e il rapporto di arresto di un imputato di nome Beaumont.
Disse che credeva fosse il cognome, ma che non ne
era sicuro, e che controllassero quelli che erano stati portati
dentro sabato sera. Dovette aspettare un po' prima
di ottenere ci che voleva, facendo domande e intanto
riempiendo un modulo che aveva sulla scrivania. Quando
ebbe finito, riagganci e disse: - Beaumont Livingston.
- Ah, Livingston?
- L'altra volta si  fatto nove mesi e adesso sta scontando
quattro anni di libert vigilata, - disse Max Cherry.
- Per possesso di mitragliatrici non registrate.
- Non mi dire.
- Quindi ha violato la libert vigilata. Sta per beccarsi
dieci anni, pi la condanna per la pistola.
- Cavolo, non gli piacer neanche un po', - disse Ordell.
Tir dalla sigaretta e la fece cadere nella tazza di caff.
- Beaumont non ha il carattere giusto per stare dentro.
Max Cherry lo fiss a lungo prima di dire: - Sei mai
stato in galera?
- Tanto tempo fa, quando ero giovane, ci sono stato per
un po'. In Ohio. Niente di speciale. Furto d'auto.
- Ho bisogno anche del tuo nome e del tuo indirizzo.
Ordell gli disse che si chiamava Ordell Robbie, glielo
sillab quando Max Cherry glielo chiese, e gli disse dove
abitava.
-  un nome giamaicano?
- Ehi, amico, ti sembro forse uno di quelli l? Li senti
mai parlare quel dialetto isolano tra di loro?  una lingua
completamente diversa. No, amico, sono afroamericano.
Una volta ero un negro, cos mi chiamavano, poi mi hanno
chiamato nero, ma adesso sono afroamericano. E tu
cosa sei, ebreo?
- Se tu sei afroamericano, immagino di essere franco-
americano, - rispose Max Cherry. - Con magari un po'
di sangue creolo di New Orleans, qualche generazione pi
indietro -. Ora stava scartabellando tra le scartoffie sulla
sua scrivania per trovare quelle che cercava. - Devi riempire
un modulo per la comparizione, uno per la cauzione,
un accordo di indennit, una nota compromissoria contingente...
E quella pi importante: se Beaumont non si presenta
e io devo andare a prenderlo, sei tu a pagare le spese.
- Beaumont non se ne va da nessuna parte, - disse
Ordell. - Dovrai trovare qualche altro modo per fare la
cresta e rimpinguare il tuo dieci per cento. Sono sorpreso
che tu non abbia tentato di raddoppiare la tariffa, visto
che lui  giamaicano...
-  contro la legge.
- S, ma si fa, no? Voi avete i vostri modi. Tipo non
rimborsare le garanzie -. Ordell si alz, si avvicin alla
scrivania con la borsa da ginnastica che aveva comprato al
negozio di souvenir all'aeroporto, e ne prese una mazzetta
di banconote, dollari usati tenuti insieme da un elastico di
gomma. - Cento biglietti da cento, - disse Ordell, - pi
altri dieci per la tua fetta. Fai le cose per bene, d'accordo?
Quello che voglio sapere  dove terrai i miei soldi finch
non me li riprendo. Nel cassetto?
- Dall'altra parte della strada, alla First Union Bank, -
rispose Max Cherry, prendendo le banconote e togliendo
l'elastico. - Vanno a finire su un conto fiduciario.
- Cos ti fai qualche soldino extra con gli interessi, eh?
Lo sapevo.
L'uomo non disse n s n no, occupato a contare le cento
banconote. Quando ebbe finito e Ordell ebbe firmato
tutte le carte necessarie, l'uomo gli chiese se sarebbe andato
alla prigione con lui. Ordell si raddrizz e ci pens
su, poi scosse la testa.
- No, se non  necessario. Di' a Beaumont che mi metter
in contatto con lui. - Ordell si abbotton la giacca
sportiva giallo canarino che quel pomeriggio aveva indossato
sopra una maglietta e un paio di pantaloni di seta entrambi
neri. Si chiese quanto fosse alto quel Max Cherry,
cos disse: -  un piacere fare affari con te, - e gli tese la
mano senza sporgersi verso di lui. Max Cherry si alz: era
alto poco pi di un metro e ottanta, qualche centimetro pi
di Ordell, e aveva una mano grossa che Ordell strinse e lasci
subito andare. L'uomo annu: la faccenda era sistemata.
Rimase in piedi ad aspettare che Ordell se ne andasse.
- Sai perch sono venuto qui e non sono andato da qualche
altra parte? - chiese Ordell. - A quanto ho capito, un
mio amico fa del lavoro per te.
- Ti riferisci a Winston?
- Un altro, Louis Gara. E il mio amico viso pallido, -
disse Ordell, e sorrise.
Max Cherry non sorrise affatto. - Oggi non l'ho visto, - disse.
- Gi, be', prima o poi lo incontrer -. Ordell prese la
sua borsa e si diresse verso la porta, poi si ferm e si volt.
- Ho un'altra domanda per te. Che cosa succede, mi
stavo chiedendo, se per caso prima dell'udienza in tribunale
Beaumont finisce sotto una macchina o qualcosa del
genere e ci lascia la pelle? Mi riprendo i miei soldi, giusto?
Quello che stava dicendo, in realt, era che sapeva che
avrebbe avuto indietro i soldi. Era il tipo d'uomo che faceva
di tutto per sembrare fico, ma in realt moriva dalla
voglia di parlare di s. Conosceva il sistema, sapeva che la
prigione di contea veniva chiamata prigione di Gun Club
dal nome della strada in cui si trovava. Era stato dentro,
conosceva Louis Gara e guidava una Mercedes decappottabile.
Che altro c'era bisogno di sapere? Ordell Robbie.
Max era sorpreso di non averne mai sentito parlare. Si allontan
dalla vetrina e torn al suo ufficio per battere a
macchina i moduli delle cauzioni.
Il primo, la procura legale. Max lo infil nella macchina
per scrivere e fece una pausa, riflettendo sul suo problema.
Era un problema che lo colpiva come un pugno in un
occhio ogni volta che riempiva un modulo con l'intestazione
GLADES MUTUAL CASUALTY COMPANY in cima al foglio.
La procura legale identificava Max Cherry quale rappresentante
legale della compagnia assicurativa autorizzato
alla gestione della cauzione nella pratica riguardante
Beaumont Livingston. Per come funzionavano le cose, la
compagnia di assicurazioni si sarebbe presa un terzo della
commissione del dieci per cento di Max e avrebbe messo
un terzo di tale cifra in un fondo speciale per coprire le
eventuali perdite per confisca.
Se Max avesse compilato cinquantamila dollari di cauzioni
ogni settimana, avrebbe guadagnato cinquemila dollari
meno le spese e il terzo che andava alla Glades Mutual
a Miami. Era un lavoraccio, ma erano dei bei soldi, se ci
aggiungeva le tariffe orarie.
Il problema era che, dopo aver rappresentato la Glades
Mutual negli ultimi diciannove anni senza nessun reclamo
da entrambe le parti, ora la compagnia aveva una nuova
gestione: gente collegata al crimine organizzato, Max ne
era sicuro. Avevano persino piazzato un ex detenuto nel
suo ufficio, l'amico di Ordell Robbie, Louis Gara. Per
darti una mano, gli aveva detto lo scagnozzo della Glades
Mutual, uno che non ne sapeva un cazzo di quel genere
di affari. Sai, per attirare un po' delle cauzioni di quei
grossi trafficanti di droga.
Quello che fa quella gente, - aveva detto Max al tipo,
-  filarsela non appena, grazie alla cauzione, sono fuori,
te lo dico io.
E il tipo aveva risposto: E allora? Noi ci becchiamo
il premio.
Io non firmo moduli per gente che so gi che se la dar
a gambe.
Il tipo aveva detto: Se non vogliono presentarsi in tribunale
sono affari loro.
E per chi garantisco io con il mio nome sono affari
miei.
E il tipo della Glades Mutual aveva detto: Tu hai un
atteggiamento negativo, e poi gli aveva messo Louis alle
costole nel suo ufficio, un rapinatore di banche condannato
e appena uscito di galera.
Winston entr mentre Max stava preparando i moduli.
Winston Willie Powell, un cacciatore di taglie con regolare
licenza dopo una carriera da mediomassimo con un
record di trentanove vittorie e dieci sconfitte. Ora che
era in pensione, era pi un massimo leggero, basso e corpulento,
con una faccia scura e una barba tanto nera che
era difficile distinguergli i lineamenti. Max, ora all'altra
scrivania, rimase a guardarlo mentre apriva con la chiave
il cassetto di destra e ne tirava fuori una calibro trentotto
e poi sollevava lo sguardo.
- Devo andare a prendere quel piccolo topo d'appartamento
portoricano che si crede di essere Zorro. Hai presente,
quello che ha le spade appese alle pareti? Ecco, questo
tizio mente alla sua responsabile della libert vigilata, lei
gli fa rapporto, noi gli paghiamo la cauzione e poi lui non
si fa vedere all'udienza. Ho chiamato il dipartimento di polizia
di Delray e gli ho detto che forse avr bisogno di un
po' di rinforzi, dipende da come vanno le cose. E loro mi
fanno:  un problema tuo, amico. Non vogliono mettersi
nei casini con le donne che vivono l. Se a quelle gli
tocchi Zorro, ti graffiano via gli occhi a unghiate.
- Vuoi aiuto? Prenditi Louis.
- Preferisco farlo da solo, - rispose Winston, infilandosi
la trentotto nella cintura e lisciandosi la maglietta per
nasconderla. - Per chi stai facendo i moduli?
- Porto d'armi abusivo. Diecimila.
-  un po' alta come cauzione.
- Non per Beaumont Livingston. Una volta l'hanno
beccato con dei mitra.
- Beaumont... E giamaicano, e quindi  gi sparito.
- Un afroamericano che ci sta mettendo i soldi dice di no.
- Lo conosciamo?
- Ordell Robbie, - disse Max, e rimase in attesa.
Winston scosse la testa. - Dov' che vive?
- Sulla Trentunesima strada, appena fuori Greenwood.
Conosci quel quartiere?  tenuto bene. La gente ha le
sbarre alle finestre.
- Se vuoi faccio un controllo su di lui.
- Conosce Louis. Sono amici di vecchia data.
- Allora sai per certo che  sporco, - disse Winston.
- Dov' che vive Beaumont?
- Riviera Beach. Lavora come dipendente, ma a quanto
pare per il signor Robbie vale dieci testoni.
- Vuole che il suo uomo venga tirato fuori prima che
lo spremano e faccia un accordo con gli sbirri. Posso tirarlo
fuori io quando vado a prendere Zorro.
- Devo andarci comunque. Per consegnare Reggie.
- Ha saltato di nuovo l'udienza? Che persone squisite,
non trovi?
- Dice che era il compleanno di sua madre e che si 
dimenticato.
- E tu credi a queste stronzate. Giuro, a volte ti comporti
come se questa gente non fosse diversa da tutti gli altri.
- Sono contento che ci stiamo facendo questa bella
chiacchierata, - disse Max.
- Gi, be', a me invece mi irrita come ti comporti, - disse
Winston, - quindi faresti meglio a non fare il furbo con
me. Come se non avessi nessun problema al mondo. Come
se non ti importasse nemmeno del signor Louis Gara e
di come gli permetti di farti perdere tempo. Gli fai anche
fumare le sue sigarette del cazzo qui dentro.
- No, Louis invece mi preoccupa, - disse Max.
- Allora buttalo fuori a calci in culo e chiudi la porta
a chiave. Poi chiama quella compagnia assicurativa corrotta
e digli che li saluti. Se non lo fai, ti ingoieranno o ti
metteranno nei casini con la commissione statale, e lo sai
benissimo.
- Gi, - disse Max. Si volt verso la macchina da scrivere.
- Ascoltami. Tutto quello che devi fare  smettere di
firmare le loro richieste di cauzione.
- Vuoi dire chiudere bottega.
- Per un po'. Che cosa ci sarebbe di male?
- Non hai dato un'occhiata ai libri contabili, ultimamente, -
disse Max. - Abbiamo in giro quasi un milione
di dollari.
- Non vuol dire che devi lavorare. Cavalca l'onda e falla
esaurire. E poi, quando tutto  fuori dai libri contabili,
ricominci da capo.
- Ho le bollette da pagare come chiunque altro.
- Gi, ma potresti farlo, se volessi: ci sono i modi per
riuscirci. Quello che penso  che ti sei stancato di questo
lavoro.
- Hai ragione di nuovo, - disse Max, che si era rotto
di parlarne.
- Ma non riesci a vedere un modo per uscirne e cos ti
comporti come se non ci fosse niente che non va.
Max non si mise a discutere. Erano nove anni che lavoravano
insieme, e Winston lo conosceva bene. Ci fu un
attimo di silenzio, poi Winston disse: - Come se la passa
Renee? - Lo stava affrontando da un'altra direzione. - Ce
la fa, adesso?
- Vuoi sapere se le pago ancora i conti?
- Non dirmi niente se non ne hai voglia.
- D'accordo, la seconda che hai detto, - disse Max. Si
volt, allontanandosi dalla macchina per scrivere. - Entro
in ufficio che sono appena tornato dopo aver visto il
giudice per Reggie, e lei mi chiama.
Fece una pausa mentre Winston si sedeva e si sporgeva
in avanti sulla scrivania, appoggiandosi sulle braccia. Lo
stava fissando, adesso, in attesa.
-  al centro commerciale. Tre vasi per le olive, che ha
ordinato con pagamento alla consegna, sono arrivati e lei
ha bisogno subito di otto e venti. Intendo ottocentoventi
dollari.
- Che cos' un vaso per le olive?
- E come posso saperlo? Quello che voleva da me era
che mollassi all'istante qualunque cosa stessi facendo e le
portassi un assegno.
Winston rimase li seduto, a fissarlo, la testa incassata
nelle sue grosse spalle. - Per quei vasi per le olive.
- Allora dico: Renee, sto lavorando. Sto cercando di
salvare un ragazzo da farsi dieci anni di galera e sto aspettando
che mi chiami. Cerco di spiegarglielo in modo gentile.
E sai cosa mi risponde? Mi risponde: Be', sto lavorando
anch'io.
Winston aveva l'aria di stare sorridendo. Era difficile
capire. - Ci sono andato, l, una volta. Renee si  comportata
come se non mi avesse visto, ed ero l'unica persona
presente.
-  proprio questo che voglio dire, - comment Max.
- Lei dice che sta lavorando... Ma cosa fa? Non vedi mai
nessuno li da lei, a meno che non abbia tirato fuori il vino
e il formaggio. Capisci cosa intendo? Per una mostra.
Allora ecco che ci sono tutti gli scrocconi. Li vedi, questi
tipi, hanno l'aria di gente che vive in scatole di cartone
sotto la tangenziale, e sono l che mangiano tutto, che
bevono vino... Sai chi sono? Gli artisti e i loro amici. Ho
persino riconosciuto delle persone a cui avevo pagato la
cauzione. Renee gioca a vivere da Peter Pan, ha i capelli
tagliati corti, e tutti questi stronzi sono i Ragazzi Perduti.
Poi, quando il posto si svuota, non ha venduto nemmeno
un cazzo di quadro.
- Allora quello che mi stai dicendo, - disse Winston,
-  che stai ancora finanziando il suo vizio.
- Ha un uomo cubano, adesso. David. Voglio dire
Da-veed, con l'accento sulla seconda sillaba. Lei dice che
lo scopriranno e far il botto, ormai  questione di giorni.
Fa il cameriere al Chuck and Harold's.
- Vedi, quello che non capisco, - disse Winston, -  che
tu permetti a una donna che non pesa nemmeno cinquanta
chili di calpestarti per bene. E lo stesso di come tratti
qualcuno di quegli stronzi da quattro soldi con cui abbiamo
a che fare. Loro ti mettono nella merda in ogni modo
possibile e tu lo sopporti. Poi ti vedo andare a prendere un
tipo che ha saltato l'udienza, un bastardo ubriaco: lo ammanetti
senza nessun problema e lo porti dentro. Capisci
cosa sto dicendo? Perch non dici a quella donna di pagarsi
i suoi conti da sola o altrimenti chiedi il divorzio? Oppure
va' avanti e divorzia comunque. Non vivete insieme.
Che cosa ci ricavi dall'essere sposato con lei? Niente. Ho
ragione o no? A meno che tu non ci vada ancora a letto.
- Quando sei separato, - disse Max, - non fai quelle
cose. Non ti viene voglia.
- Gi, okay, immagino che te la cavi bene con le signore.
Ma dov' che lei si prende la sua soddisfazione? Dagli
artisti? Da questo cameriere cubano, Da-veed? Se lo fa,
ecco una buona ragione per divorziare. La cogli sul fatto
che ti tradisce.
- Adesso stai andando sul personale, - disse Max.
Winston sembrava sorpreso. - Amico, abbiamo parlato
solo di cose personali. E la tua vita personale che hai incasinato,
con un problema dietro l'altro. Visto il modo
in cui Renee ti tiene per le palle, non hai la forza di scrollarti
di dosso la compagnia di assicurazione. Tutti i soldi
che metti nella sua galleria, i suoi conti che paghi... Potresti
chiudere questo posto e vivere con quei soldi li finch
non sarai in grado di permetterti di ricominciare da capo,
pulito, con un'altra compagnia assicurativa. E sai anche
che ho ragione, quindi non ho intenzione di dire nemmeno
un'altra parola.
- Bene, - fece Max. Torn al modulo di procura legale
che aveva ancora nel rullo della macchina per scrivere.
- Le hai portato l'assegno che voleva?
- No, non l'ho fatto.
- Ha richiamato?
- Non ancora.
- Ha pianto e ha fatto scenate come al solito?
- Mi ha attaccato il telefono in faccia, - disse Max.
- Senti, devo finire questa cosa e uscire.
- Non voglio disturbarti.
Max ricominci a battere a macchina.
Sent Winston dire: - Ehi, merda... - e sollev lo sguardo.
Lo vide in piedi davanti alla scrivania con in mano la sua tazza.
- Quel maledetto di Louis, hai visto cosa ha fatto? Ha
buttato il mozzicone qui dentro. Appena lo vedo gli do un
pugno su quella sua bocca da fumatore del cazzo.
Max torn a guardare il modulo, con la scritta glades
mutual casualty stampata in cima al foglio. Poi disse:
- So come ti senti. Ma quando colpisci un ex detenuto che
 gi stato condannato tre volte, dicono che allora faresti meglio a ucciderlo.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Ordell chiese a uno dei suoi ragazzi di procurargli una
macchina con le chiavi nel quadro e lasciarla nel parcheggio
del centro commerciale Ocean, quello vicino alla
spiaggia. Il ladruncolo gli chiese che tipo di macchina voleva.
- Una con un grosso bagagliaio con dentro un fucile, - rispose Ordell.
Gli piacevano i suoi ragazzi perch erano fuori di testa.
Si guadagnavano da vivere ripulendo gli spacciatori di strada
per arrotondare e facendo irruzione nelle case del crack
con armi d'assalto. A loro piaceva Ordell perch era tosto,
non uno qualunque che conoscevano tutti: lui veniva
da Detroit e faceva sul serio, aveva diverse donne con cui
stava quando gli pareva e poteva farti avere un'arma automatica
con solo due giorni di preavviso. E cos, adesso
alcuni dei teppisti delle gang lavoravano per Ordell, recuperando
tipi speciali di armi di cui lui aveva bisogno per
soddisfare i suoi clienti. Quello che gli doveva procurare
la macchina, Cujo, lo chiam quel marted sera nel posto
in cui Ordell stava con una delle sue donne per dirgli che
la macchina era l che lo aspettava, una Oldsmobile 98 con
un calibro dodici nel bagagliaio.
- La macchina, - disse Ordell. - Se adesso  pulita, dopo non lo sar.
- Non importa, Bread, - disse Cujo, -  rubata. Era di
un fratello che  morto l'altra notte. Ne hai sentito parlare?
Uno sbirro gli ha sparato sia al petto che alla schiena.
Abbiamo provato a portarlo fuori dalla casa, ma perdeva
troppo sangue e cos l'abbiamo lasciato li.
- L'ho letto sul giornale, - disse Ordell. - Lo sbirro ha
detto che s, a volte quando spari a qualcuno quello fa una
giravolta, non  una cosa insolita, ed  proprio cos che
 successo. Ma dov' che gli ha sparato la prima volta, al
petto o alla schiena?
- Gi... - disse Cujo, - esattamente, dico io, eh?
Potevi incasinare la testa di un teppistello, fargli pensare
quello che volevi, perch avevano il cervello fritto dal crack.
Ordell lo ringrazi per la macchina e Cujo disse: - Bread?
C' una pistola sotto, insieme alle chiavi, nel caso la volessi.
Apparteneva al fratello a cui hanno sparato.
Ordell aveva tre donne che teneva in tre case diverse.
Aveva Sheronda che viveva in una casa sulla Trentunesima
strada all'angolo con Greenwood Avenue, a West
Palm. Sheronda, una ragazza giovane che aveva raccattato
passando da Fort Valley, in Georgia, una volta di ritorno
da Detroit. Era l sul ciglio della strada, senza scarpe,
con la luce del sole che mostrava il suo corpo attraverso il
vestito sottile. Sheronda cucinava degli ottimi cavoli con
carne di maiale, fagioli neri, bistecche fritte, puliva la casa
e forniva a Ordell una dose soddisfacente di fica a qualsiasi
ora del giorno o della notte giusto perch lui l'aveva
portata via dalle piantagioni di arachidi. Non c'era niente
in quel piccolo cottage di mattoni rossi che tradiva ci
che Ordell faceva per vivere. Pi o meno una volta alla
settimana doveva spiegare a Sheronda come impostare il
sistema d'allarme. La ragazza aveva paura di rimanere intrappolata
dentro la casa, di non poter uscire perch c'erano
griglie di ferro alle finestre.
Poi c'era Simone, una donna bella per la sua et, sessantatre
anni. Veniva da Detroit e sapeva tutto dei sistemi
di allarme, e in pi le piacevano le sbarre alle finestre.
Ordell l'aveva messa a vivere in una casa in stile
spagnolo sulla Trentesima strada, vicino a Windsor Avenue,
a meno di due isolati da dove stava Sheronda, ma senza
che l'una sapesse niente dell'altra. Simone si metteva
bigodini tra i capelli ed era convinta di assomigliare
a Diana Ross. La cosa che le piaceva di pi era cantare
sui dischi della Motown e fare i passi di danza e i gesti
accompagnando le Supremes, Martha and the Vandellas,
Gladys Knight and the Pips, Syreeta Wright, insomma
tutti i vecchi successi. Tutte le volte che Ordell permetteva
a Simone di portarlo a letto, era dieci volte meglio
di quanto si aspettava. Simone avrebbe potuto scrivere
un manuale su come dare piacere a un uomo. Ordell sistemava
le armi temporaneamente a casa di Simone, armi
semiautomatiche come i Tec-9 comprati legalmente
dagli acquirenti-fantoccio che Simone assumeva per
fare proprio quel lavoro, quasi tutte donne in pensione.
Dava a una vecchia i contanti pi altri venti dollari per
comprare un fucile d'assalto. Nessuno degli acquirenti-fantoccio
sapeva niente di Ordell, non sapevano nemmeno
come si chiamava.
Poi aveva la sua donna bianca, Melanie, che viveva
nell'appartamento di Palm Beach Shores, all'estremit
sud di Singer Island, a solo due isolati dalla spiaggia libera.
Melanie era la bella ragazzona che Ordell aveva conosciuto
alle Bahamas quando ci era andato per incontrarsi
con il marito della donna che lui e Louis avevano rapito.
Allora Melanie aveva soltanto ventun anni, il che voleva
dire che adesso ne aveva trentaquattro, ma all'epoca aveva
gi agitato il suo culetto sodo in giro per il mondo per
accalappiare i ricconi. Stava insieme al marito della donna
rapita ma, quando Ordell era andato a cercarlo, lui si era
nascosto e lei non gli aveva voluto dire dove. E cos Ordell
aveva chiamato il suo amico Mister Walker e si era fatto
portare assieme a lei al largo con la barca e a quel punto
aveva buttato Melanie oltre il parapetto. Si erano allontanati
un po', poi erano tornati nel punto in cui la testa
bionda di Melanie galleggiava nell'acqua dell'oceano come
una boa, e Ordell le aveva chiesto: Adesso vuoi dirmi
dov' il tuo uomo? Melanie era uno spettacolo. Aveva
detto a Ordell che l'avrebbe aiutato a beccare il marito
della donna rapita perch lui, Ordell, le piaceva di pi di
quell'altro. Aveva anche detto che lo faceva perch non 
che le andava a genio di finire in fondo al fottuto oceano
a farsi mangiare dai pesci.
E cos ecco Melanie. Dopo essere rimasti in contatto,
si erano incontrati per caso a Miami... Melanie era ancora
disposta a una truffa, in qualsiasi momento. Non cucinava
n puliva troppo bene e, per quanto parlasse e facesse
la sexy, a letto era appena appena sopra la media. (Ordell
si chiedeva spesso se non la dovesse mandare da Simone
per qualche lezioncina privata). Quella bella ragazzona in
tredici anni era diventata ancora pi grossa, le sue tette
da spettacolo erano diventate tette da circo ma andavano
ancora bene, abbronzata, sempre fuori sul terrazzo dell'appartamento
a prendere il sole davanti all'oceano. A volte
Ordell usava quella casa per affari e allora faceva alzare il
culo alla sua biondona perch servisse da bere mentre lui
mostrava il suo video delle armi a compratori di Detroit o
New York. Mister Walker, gi a Freeport, ne aveva una
copia che mostrava ai compratori colombiani.
Il teppistello, Cujo, aveva chiamato l qualche istante
prima per dirgli che la Oldsmobile 98 lo stava aspettando.
Ordell aveva ancora il telefono in mano. Compose un numero
di Freeport, sull'isola di Grand Bahama.
- Mister Walker, come te la passi stasera?
Melanie sollev lo sguardo da Vanity Fair, la rivista
che stava leggendo sul divano. Se ne andava in giro
in pantaloncini corti e aveva le lunghe gambe abbronzate
piegate sotto di s.
- Ho fatto uscire Beaumont. Mi  costato dieci testoni.
Me li riprender, ma non mi piace averli lontani dagli
occhi -. Ordell ascolt e poi disse: - Ieri,  stato ieri.
Ho dovuto pensarci su un po',  per questo che non ti ho
chiamato subito.
Melanie lo stava ancora fissando. Ordell la guard e lei
abbass gli occhi sulla rivista come se non fosse interessata.
Ma avrebbe ascoltato, come no, e la cosa gli andava
bene. Voleva che Melanie sapesse alcune cose, senza per
che sapesse proprio tutto.
- Sei molto pi avanti di me, Mister Walker. Ho pensato
la stessa cosa -. Cedric Walker era stato una guida da
quattro soldi che portava la gente a pesca con una baleniera,
finch Ordell non gli aveva fatto vedere dove stavano
i soldi veri. Adesso il tipo aveva un Carver di ventidue
metri con tutti gli ultimi ritrovati tecnologici per la navigazione.
- Capisci, gi solo la guida in stato di ebbrezza
viola la libert vigilata di Beaumont. La storia della pistola
che aveva addosso non cambia niente... Esatto, tireranno
fuori di nuovo la condanna per il mitra. Questo vuol dire
che lo aspettano dieci anni, pi quello che si beccher
per la pistola. E l'ha detto anche il tipo delle cauzioni...
No, ho lasciato che fosse lui a pagare la cauzione. Max
Cherry... s,  cos che si chiama. Sembra il nome di un
cantante di calypso, eh? Maximilian Cherry and the Oil
Can Boppers... Cosa? No, non me lo vedo nemmeno io.
Se lo tengono dentro una notte, quello si strappa i capelli.
Lo rimanderei a casa a Montego se non mi costasse i diecimila...
No, non c' niente di cui parlare. Mister Walker?
Melanie ti saluta.
Ordell ascolt ancora, poi disse: - Le
piacer moltissimo, amico. Glielo dir. Adesso fa' il bravo,
capito? - E riagganci.
Melanie, con la rivista sulle gambe, chiese: - Dirmi cosa?
- Ti sta mandando un regalo. Arriver con la prossima
consegna.
- Ma quanto  dolce. Mi piacerebbe un sacco rivederlo.
- Potremmo andarci, qualche volta, prendere un aereo.
E uscire con la sua barca. Ti piacerebbe?
- No, grazie, - rispose Melanie, e riprese a leggere la
rivista.
Ordell rimase a guardarla. - Ma lo sai che la barca 
sempre li.
Alle due del mattino, Ordell usc dall'appartamento e
and a piedi all'Ocean Mail, un centro commerciale con
un bar chiamato Casey's, dove la gente andava a ballare,
il ristorante Portofino, qualche negozio, qualche fast food
e non molto altro, in quell'edificio lungo un isolato di
fronte alla spiaggia libera. Il parcheggio era sul retro del
centro commerciale. Erano rimaste solo poche automobili,
dato che tutti i negozi e i locali ormai erano chiusi. Ordell
sal a bordo della Oldsmobile 98 nera, cerc le chiavi
e la calibro trentotto nascosta sotto il sedile, armeggi
con la strumentazione per trovare i fari e l'aria e poi usc
dal parcheggio e oltrepass il ponte per Riviera Beach, un
tragitto di due minuti.
Ordell era convinto che, se non sapevi esattamente qual
era la casa di Beaumont, ti bastava andartene in giro per
le stradine buie di Blue Heron finch non sentivi il reggae
delle Indie Occidentali riempire la notte, musica perfetta
per sballarsi, e allora seguivi il ritmo fino al piccolo palazzo
intonacato dove Beaumont viveva con un gruppetto
di giamaicani, tutti ammassati l dentro. Tenevano la
musica a palla mentre si strafacevano di crack - solo che,
quella notte, dando un'occhiata, Ordell vide che fumavano
erba, ammucchiati nella stanza come profughi felici e
accompagnando la maria con un po' di vino dolce e di rum
scuro. Bastava entrare l dentro e fare un respiro per sentirsi
fatti. Quasi sempre c'era anche odore di cucina. Era
un casino totale. Una volta Ordell aveva dovuto usare il
bagno: aveva dato un'occhiata e poi era uscito all'aperto
per svuotarsi la vescica in mezzo ai bidoni dell'immondizia
e ai vestiti freschi di bucato appesi ai fili di nylon.
Dalla porta incroci lo sguardo di Beaumont. Era quello con i capelli imbrillantinati e con un taglio regolare in
mezzo a barbe e dreadlock. Lo salut e, in una nuvola di
fumo, gli fece cenno di raggiungerlo fuori.
- Quella ganja, amico, fa sorridere tutti a trentadue
denti, eh? - disse Ordell portando fuori Beaumont nei
cespugli e poi verso la grossa Oldsmobile parcheggiata vicino
al marciapiedi. - Siete la gente pi rilassata che ho
mai conosciuto.
Tranne che ora Beaumont si stava passando una mano
sulla mascella, fissando la macchina che sapeva benissimo
non essere quella di Ordell.
- C' un tipo, - disse Ordell, - uno con cui non ho mai
fatto affari prima, che vuole comprare della merce. Voglio
metterlo alla prova. Mi capisci? - Apri il bagagliaio.
Mentre lo sollevava, disse: - Quando aprir questo per
mostrargli i miei articoli, tu sarai li dentro a puntargli un
fucile addosso.
Beaumont si accigli. - Vuoi che gli sparo?
Beaumont non era un teppista. Era l'uomo di punta
di Ordell in qualcuno dei suoi affari, calcolava i prezzi a
mente, e a volte lo usava come supporto. Mister Walker
invece organizzava le consegne, riceveva i pagamenti e
faceva in modo di far arrivare i soldi da Grand Bahama a
Palm Beach.
Beaumont stava guardando il bagagliaio buio.
- Quanto tempo devo restarci, l dentro?
- Solo fin gi alla spiaggia, amico.
Beaumont continuava a fissare il bagagliaio, le mani
infilate nelle tasche dei pantaloni. Era senza camicia, e le
spalle strette erano un po' curve.
- Qual  il problema?
- Non mi piacciono i posti chiusi.
- Ci ho messo diecimila dollari per far uscire il tuo culo
secco di galera, - disse Ordell. - E adesso mi fai storie?
Amico, non ci posso credere a questa merda -. Il suo tono
era sorpreso, ferito. - Non succeder niente,  soltanto
per sicurezza.
Beaumont si prese il suo tempo per pensarci, mentre Ordell
ascoltava il ritmo reggae che veniva dalla casa, muovendosi
solo un po' insieme ai bassi. Alla fine il giamaicano
disse: - Okay, ma prima devo vestirmi.
- Stai benissimo, amico, stai da dio cos. Tanto torniamo
subito.
- Che cosa uso?
- Guarda l dentro. Vedi quel sacco della spazzatura?
Osserv Beaumont sporgersi nel bagagliaio, prendere il
sacco e togliere la plastica dal fucile calibro dodici con le
canne mozzate appena dopo il caricatore a pompa.
- No, non caricarlo, amico, non ancora, finch non arriviamo
l e io apro il bagagliaio. A quel punto lo carichi,
intesi? Cos attiri l'attenzione del tipo.
Ordell guid di nuovo sul Blue Heron Boulevard fino
al ponte che si ingobbiva su Lake Worth, poi segu la
strada che curvava a nord oltrepassando l'Ocean Mail, gli
alberghi e i condomini di lusso con i cancelli di sicurezza,
e continu finch i fari della Oldsmobile illuminarono
un muro di alberi dietro una recinzione metallica sul lato
della strada, il MacArthur State Park, e quella che sembrava
una giungla dall'altra parte. Ordell trov un tratto
sabbioso per accostarsi a sinistra: tutte mangrovie, pi
qualche palma spelacchiata che cresceva spontanea. Non
c'erano macchine in vista n da una parte n dall'altra.
Ordell scese e apr il bagagliaio. Quando il portello si sollev,
una luce si accese all'interno, e c'era Beaumont raggomitolato
su un fianco con il fucile che tirava su la testa
per vedere chi era.
- Sono solo io, amico, - disse Ordell. - Mi stavo chiedendo,
non  che qualche federale  venuto a farti visita
in prigione e io dovrei guardarmi le chiappe?
Beaumont chin la testa per avere una visuale migliore
fuori dal bagagliaio e subito si accigli.
- Non me lo diresti, se fossero venuti, e non te ne farei
certo una colpa, - disse Ordell, slacciandosi la giacca
sportiva, quella color giallo canarino. All'ascella aveva una
Targa che sparava proiettili calibro ventidue a punta lunga,
l'ideale per un lavoretto a quella distanza. Oppure avrebbe
potuto usare la pistola che gli aveva lasciato Cujo - e
decise che, s, avrebbe usato quella.
E cos ora Beaumont si ritrovava a fissare la canna della
trentotto che Ordell si era tolto dalla cintura. Il giamaicano
azion rapido la pompa del fucile, premette il grilletto,
e si ud quel clic che si sente quando un'arma  scarica.
Quando pomp di nuovo, Beaumont aveva un'aria da
cane bastonato. Clic. Lo azion di nuovo, ma questa volta
non fece in tempo ad arrivare al terzo clic. Ordell gli
spar in mezzo al petto nudo. Beaumont sembr crollare
su s stesso come se qualcuno gli avesse fatto uscire tutta
l'aria e Ordell gli piazz un proiettile in testa. Un rumore
assordante. Accidenti, era una pistola maledetta, quella,
che saltava da tutte le parti e pareva quasi che ti mordesse
la mano. Rimpianse di non aver usato la Targa. Ripul
la pistola tirandosi fuori la maglietta dai pantaloni, la butt
nel bagagliaio insieme a Beaumont e chiuse il portello.
Quando Ordell entr nel parcheggio dietro il centro
commerciale, l'orologio digitale sul cruscotto segnava le
due e quarantotto. Us dei fazzoletti di carta che aveva
trovato per terra vicino a un bidone dell'immondizia per
ripulire il volante, la maniglia della portiera, il portellone
del bagagliaio e tutte le parti della macchina che poteva
avere toccato.
Tornando a casa a piedi lungo la spiaggia, l'oceano Atlantico
era scuro, silenzioso, in giro non c'era nessuno e
poteva sentire il rumore delle onde e il vento che soffiava.
Non c'era altro. Gli dava una bella sensazione di fresco
sulla faccia.
Ordell torn a casa e vide che tutte le luci dell'appartamento
erano spente. Melanie stava dormendo, dalla camera
da letto veniva un piccolo russare da ragazza. Era
difficile svegliarla, se volevi qualcosa. Simone russava di
pi, ma la smetteva subito se facevi il minimo rumore e
poi con voce assonnata ti diceva: - Vieni a letto qui con
me, baby -. Sheronda l'avrebbe sentito aprire la porta e
disinserire l'allarme e sarebbe uscita dalla camera da letto
con gli occhioni sgranati, perfettamente sveglia, a chiedergli
cosa voleva.
Melanie era diventata un po' pi lenta, in tredici anni.
Era diventata una cocainomane e non era pi sveglia
come un tempo. Un vero peccato. Ma, d'altra parte, non
era una da cui aspettarsi delle sorprese. E Ordell era cos
vicino al suo sogno di diventare un ricco pensionato che
non aveva bisogno di nessuna sorpresa.
Quello di cui aveva bisogno era qualcuno che prendesse
il posto di Beaumont. Non un teppista. Qualcuno di pi
furbo, ma non troppo furbo. Tipo Louis. Era quello giusto.
Con Louis si poteva parlare. Potevi scherzare e fare
lo stupido, se ne avevi voglia. Dio, se avevano riso quando
avevano scelto le maschere da indossare per rapire quella
donna. Adesso per sembrava pi serio. Aveva l'aria pi
cattiva di prima. E a Ordell un po' di cattiveria poteva
anche tornare comoda. Forse la galera gli aveva fatto bene,
a Louis. Ma Louis diceva che non voleva avere niente
a che fare con quello che aveva in mente Ordell, qualunque
cosa fosse.
Forse un modo per arrivare a lui era mettergli Melanie
alle costole.
E poi, al momento giusto, usarla con Big Guy.
Il nazista.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Guardarono Jackie Burke scendere dall'aeronavetta dalle
Bahamas nella sua uniforme marrone della Islands Air,
poi la guardarono oltrepassare la dogana e il controllo immigrazione
senza aprire il bagaglio, una valigia marrone
di nylon che si tirava dietro su quattro rotelle, il tipo di
bagaglio che usavano le assistenti di volo.
La cosa non sorprese nessuno dei due uomini che tenevano
la signorina Burke sotto sorveglianza: Ray Nicolet e
Faron Tyler, entrambi in jeans, giacca sportiva e cravatta
in quel mercoled pomeriggio all'aeroporto internazionale
di Palm Beach. Jackie Burke passava di l cinque giorni
alla settimana volando da West Palm a Nassau, poi da
West Palm a Freeport e ritorno.
-  a suo agio, - disse Nicolet. - Te ne sei accorto?
- Non  neanche male, - disse Tyler, - per una donna
della sua et. Quanti ne ha, quaranta?
- Quarantaquattro, - rispose Nicolet. - Vola da diciannove
anni. Un po' di altre compagnie aeree prima di questa.
- Dove vuoi beccarla, qui oppure fuori?
- Quando sale in macchina.  di sopra.
La tennero d'occhio da un ufficio dietro una parete
di vetro in quell'ala remota del terminal. Ray Nicolet fece
dei commenti sulle gambe di Jackie Burke, sul suo bel
culo fasciato dalla gonna marrone. Faron Tyler disse che
non sembrava proprio che avesse quarantaquattro anni,
almeno non da quella distanza. La osservarono prendere
un paio di occhiali scuri dalla borsa che portava a tracolla
e sistemarseli tra i capelli. Erano biondo scuro, e li portava
sciolti e non troppo lunghi. Non furono sorpresi quando
Jackie Burke prese la scala mobile per salire al livello
principale. La osservarono entrare nel bagno delle signore
e uscirne pi o meno cinque minuti dopo con l'identico
aspetto di prima per poi trascinare il suo bagaglio fino al
bar. La videro sedersi con una tazza di caff e accendersi
una sigaretta. Cosa stava facendo? Ray Nicolet e Faron
Tyler entrarono nel negozio di souvenir proprio di fronte
a Jackie e rimasero in piedi tra gli scaffali pieni di t-shirt
color pastello con la scritta Palm Beach.
- Credi che ci abbia visti? - domand Tyler.
Nicolet si stava chiedendo la stessa cosa.
- Non scendi da un volo e ti fai una tazza di caff. Te
ne vai a casa, - disse Tyler. - Per non sembra per niente
nervosa.
-  tranquilla, - disse Nicolet.
- Chi c' qui, a parte noi?
- Nessuno. La faccenda  venuta fuori troppo alla
svelta -. Nicolet tast distrattamente il tessuto di una
maglietta rosa con stampati dei gabbiani verdi e bianchi,
poi sollev di nuovo lo sguardo verso il bar. - La becchi
tu, d'accordo?
Tyler lo guard. - Il caso  tuo. Pensavo di essere venuto
solo per darti una mano.
- Voglio fare una cosa semplice. Con un'accusa statale,
non avr grossi problemi a uscire su cauzione. Voglio dire,
se siamo costretti ad arrivare fino a quel punto. Tu fai
vedere il distintivo, ci vai gi pesante... lo sai come funziona.
E poi io entro nella conversazione.
- E dove, qui?
- Che ne dici del tuo ufficio? - disse Nicolet. - Nel mio
non ho abbastanza sedie. Il tuo  pi in ordine.
- Ma se tutto quello che ha addosso sono soldi...
- Il tipo ha detto che sono cinquantamila, in questo
viaggio.
- Esatto. E qual  l'accusa? Che non li ha dichiarati?
E un reato federale.
- Puoi usarlo, se vuoi, intendo tenerle la dogana sospesa
sulla testa. Preferirei comunque che si trattasse di un
arresto statale, una specie di traffico di qualcosa. Altrimenti,
se la porto in centrale, - disse Nicolet, - e lei deve
pagarsi la cauzione di un tribunale federale... be', amico,
la mettono gi dura, loro. Non voglio che sia incazzata con
me, voglio soltanto vederla sudare un po'.
- Se sai a chi li sta portando...
- Non lo so. Per un'idea ce l'abbiamo. Il tipo continuava
a non parlare, non ci voleva dire nemmeno il nome.
Aveva paura che quello potesse fottergli la vita peggio
della galera.
- Immagino che avesse ragione, - disse Tyler. - Quindi
che ne dici se la seguiamo e vediamo a chi d i soldi?
- Se avessimo pi agenti, okay. Ma cos la perdiamo, -
disse Nicolet, - e ci tocca tornare qui e ricominciare tutto
da capo. No, credo che, se la mettiamo a sedere in un
ufficio e la guardiamo storto, ci dir quello che vogliamo
sapere. Qualunque cosa sia.
- Di sicuro ha un bell'aspetto per la sua et, - comment
Tyler.
Erano una coppia di ragazzi della Florida meridionale,
avevano tutt'e due trentun anni ed erano amici fin da
quando si erano conosciuti alla Florida State University.
Gli piacevano le pistole, la birra, gli stivali da cowboy, le
barche ad aria con cui andavano a caccia nelle Everglades,
e gli piaceva beccare i cattivi. Avevano passato qualche
anno nel dipartimento dello sceriffo della contea di Palm
Beach prima di dividersi: Ray Nicolet era andato all'ATF
- l'agenzia del dipartimento del Tesoro che si occupava
di alcol, tabacco e armi da fuoco - mentre Faron Tyler era
entrato nell'FDLE, il dipartimento di polizia della Florida,
nella divisione investigativa criminale. Di tanto in tanto
riuscivano a lavorare insieme. In quel momento, l'ufficio
dell'ATF era occupato a smascherare un'operazione clandestina
la cui copertura era un banco dei pegni che avevano
incastrato comprando un sacco di armi non dichiarate
e filmando il tutto. Cos Nicolet aveva chiamato l'FDLE
e aveva chiesto che il suo vecchio compare lo aiutasse in
un'indagine. Un'indagine che ritenevano avesse a che fare
con la vendita illegale di armi da fuoco.
- Se ne sta andando, - disse Tyler.
Uno dei due tipi che Jackie Burke aveva notato nell'ufficio
della dogana sal in ascensore con lei. Era quello con
i capelli scuri. Le chiese a che piano andava. - Fino in fondo, -
rispose Jackie.
Lui sorrise e disse: - Anch'io, - poi premette il pulsante
e si tocc i capelli. Era il tipo d'uomo abituato che sono le
donne ad andare da lui. Un gran fisico, anche se non eccezionale.
Jackie era quasi sicura che, se gli avesse chiesto se
il suo compagno era gi ad aspettarli all'ultimo piano, non si
sarebbe mostrato troppo sorpreso. Forse le avrebbe sorriso
di nuovo. Erano tutti e due giovani, ma avevano quella pigra
sicurezza di s degli atleti professionisti o degli uomini
che portano pistole e distintivi. Jackie sperava di riuscire
a essere forte, sent l'impulso di accendersi una sigaretta e
pens di lasciare la sua borsa da viaggio in ascensore.
Le porte si aprirono. L'uomo con i capelli scuri disse:
- Dopo di lei, - e Jackie usc tirandosi dietro il trolley nel
parcheggio semibuio. Oltrepass file e file di macchine
aspettandosi che quell'altro, che aveva pi l'aria da ragazzino,
sbucasse di fronte a lei da un momento all'altro.
Non lo fece, per. Jackie aveva gi aperto il bagagliaio della
sua Honda grigia e stava sollevando la valigia per metterla
dentro quando lo sent e si guard alle spalle. L'uomo
arriv tenendo ben in vista il distintivo.
- Salve, sono l'agente speciale Faron Tyler. Dipartimento
di polizia della Florida.
Non sembrava troppo sicuro, lo disse come lo stesse chiedendo
a lei. Nel portadocumenti c'erano un distintivo e una
tessera identificativa con stampigliate su le lettere FDLE.
- FDLE: Fiddle? Non ne ho mai sentito parlare, - disse
Jackie.
- Gi, eppure esiste, - disse Tyler. - Posso chiederle
che cos'ha in quella valigia?
Le stava parlando in tono ufficiale. Ma la sua voce era
morbida, con un accento forse del Sud. Jackie aveva un'idea
di quello che sarebbe successo, ma voleva esserne assolutamente
sicura. - Le solite cose, - disse. - Vestiti, bigodini,
eccetera. Sono un'assistente di volo della Islands Air.
- E il suo nome  Jackie Burke? - disse Tyler.
Okay, stava per succedere.
Prov ancora una volta l'impulso di accendersi una
sigaretta e abbass la valigia posandola di nuovo sulle
rotelle. L'uomo con i capelli scuri apparve alle spalle di
Tyler, uscendo dalla fila di automobili, proprio mentre
lei stava prendendo le sigarette dalla borsetta che portava
a tracolla.
- Mi scusi, - disse l'uomo con i capelli scuri. - Non ho
potuto fare a meno di osservare il suo disagio. Posso esserle
d'aiuto?
- Fatemi il piacere, - disse Jackie, e si accese la sigaretta
con il suo accendino Bic.
Ora Tyler, il tipo dell'FDLE, glielo stava presentando.
- Questo  l'agente speciale Ray Nicolet, dell'Alcol, tabacco
e armi da fuoco. Le spiacerebbe se guardassimo in
quella valigia?
- Se mi dispiacerebbe? Ho forse scelta?
- Pu sempre dire di no, - disse Tyler, - e aspettare
qui con lui mentre io mi procuro un mandato. Oppure potremmo
fermarla come sospettata.
- Sospettata di cosa?
- Tutto quello che vuole fare  dare un'occhiatina alla
sua valigia, - disse Nicolet. - Mi assicurer che non prenda
niente.
- Si tratta soltanto di un controllo di routine, - disse
Tyler. - Okay?
Jackie tir dalla sigaretta, sbuff fuori il fumo e si strinse
nelle spalle. - Faccia pure.
Rimase a guardare Tyler che si piegava in avanti per
sganciare le bande elastiche e appoggiare la borsa da viaggio
sul pavimento del parcheggio. Nicolet spost il trolley
e lo mise nel bagagliaio della macchina. Ora Tyler aveva
aperto la valigia e stava tastando tra le sue cose: una camicetta
da lavare, poi la camicia della divisa. Alla fine prese
una busta di carta marrone, una busta grossa, venticinque
per trenta. Jackie lo osserv armeggiare con la graffetta di
chiusura, aprirla e guardarci dentro. Nicolet si avvicin
mentre Tyler tirava fuori diverse mazzette di banconote
da cento dollari tenute insieme da elastici. Nicolet emise
un fischio, un suono simile a un sospiro. Tyler sollev lo
sguardo su di lei.
- Direi che qui ci sono, uh... direi cinquantamila dollari.
Che cosa mi dice?
Jackie non aveva intenzione di dire niente, al momento.
Sapevano quanto c'era nella busta senza nemmeno
contare i soldi.
-  denaro suo? - domand Tyler.
- Se proprio devo dirglielo, no, non ...
Vide Tyler che cominciava a sogghignare.
- In realt dovevo aspettare alla caffetteria e un uomo
che non conosco doveva passare a prenderli... - Senza
nemmeno bisogno di guardare quell'altro, sapeva che
anche lui stava sogghignando. La cosa la fece arrabbiare.
- Poi ho visto voi due cowboy che guardavate le magliette
e ho pensato che uno di voi due potesse essere la persona
che aspettavo... Ascoltatemi, se sono vostri, prendeteli -.
Lanci uno sguardo a Nicolet.
Stava ancora sorridendo. Quei due si divertivano, non
c' che dire.
- Dovrebbe sapere, - disse Tyler, - che se porta negli
Stati Uniti una somma superiore ai diecimila dollari deve
dichiararla. Se l' dimenticato o cosa? Potrebbe beccarsi
una multa di duecentocinquantamila dollari e due anni di
prigione. Vuole parlarcene, oppure preferisce parlare con
la dogana?
- Non ho intenzione di dire una sola parola di pi, -
rispose Jackie.
Era furiosa. Con quei tipi, con il loro atteggiamento, e
con s stessa per essere stata cos stupida.
- Ci hai provato, - disse Nicolet a Tyler, e mise una
mano sulla spalla di Jackie. Poi disse: - Quei tipi della dogana
vedono tutto il giorno gente che torna dalle vacanze,
da viaggi in Europa, ai Caraibi, mentre loro devono
starsene l seduti a lavorare. Di sicuro pu immaginare che
la cosa renda piuttosto difficile averci a che fare. Vuole
parlare con loro, oppure con due persone tranquille come
noi? Troviamo un posto tranquillo, dove possiamo sederci
e fare due chiacchiere con calma.
- Non sono costretta a parlare con nessuno, - disse
Jackie.
- No,  vero, - disse Nicolet. - Ma ci farebbe almeno
la cortesia di ascoltare quello che abbiamo da dirle, di aiutarla
a sistemare questa faccenda?
L'FDLE - il Florida Department of Law Enforcement, in
breve il dipartimento di polizia della Florida - era all'ottavo
piano di un palazzo di vetro grigio-blu su Centrepark
Boulevard a West Palm. Si trovavano in un ufficio che
Faron Tyler divideva con un altro agente, che per si era
preso la giornata libera. Due scrivanie ordinate, un'ampia
finestra che guardava a est, un calendario alla parete e un
cartello su cui c'era scritto: Una tua errata pianificazione
non  automaticamente una mia emergenza.
Jackie Burke pensava che magari fosse anche vero, ma
qual era il punto?
Era in piedi davanti alla finestra. Voltando leggermente
la testa verso sinistra poteva vedere le gambe di Ray
Nicolet che si allungavano verso di lei, gli stivali da cowboy
appoggiati all'angolo della scrivania. - Vedi il canale
proprio sotto di noi? - le disse. - Ero li, una volta, e ho
visto un falco che volteggiava nel cielo. Poi si  tuffato e
ha preso una spigola, anche piuttosto grande. Faron, te
lo ricordi?
-  stato l'estate scorsa.
Faron Tyler era da qualche parte dietro di lei.
- Sta cominciando a fare buio, eh? - sent dire a Ray
Nicolet. - Il traffico dell'ora di punta sull'autostrada sta
aumentando, tutti che se ne vanno a casa...
- Voglio un avvocato, - disse Jackie. Prese le sigarette
dalla borsetta e si accorse che nel pacchetto ne restavano
soltanto quattro o cinque. Si chiese se non fosse il caso di
tenerle da parte.
Poi, per, Tyler disse: - Qui non si pu fumare.
Cos Jackie si accese la sigaretta, usando il Bic dello stesso
colore della sua uniforme e poi lo fece ricadere nella borsa.
Poi, senza guardare Tyler, disse: - Arrestatemi, allora.
- Pu succedere, - rispose Tyler. La sua voce ora era
pi vicina. - Oppure possiamo stipulare quello che viene
chiamato un accordo di collaborazione sostanziale. Se
non sai cos',  un documento che permette a un imputato
di ottenere benefici se aiuta la corte federale ad arrestare
un altro individuo. Questo sempre che tu voglia collaborare
e dirci chi ti ha dato il denaro e a chi lo stavi portando.
Ci fu un lungo silenzio.
Per loro era un gioco. Nicolet faceva la parte del buono,
poco credibile ma si stava divertendo. Tyler, al contrario,
si capiva che era un tipo gentile e non era troppo convincente
nella parte del poliziotto cattivo. Jackie era piuttosto
sicura che non volessero accusarla formalmente. Le stavano
chiedendo di collaborare, fare un paio di nomi, e l'avrebbero
lasciata in pace per un po'. Magari avrebbero anche
mandato qualcuno a comprare le sigarette.
Quando Nicolet le chiese: - Hai un buon avvocato? -
lei non gli rispose.
- La vera domanda, - disse Tyler, -  se pu permetterselo.
Non aveva tutti i torti.
- Altrimenti finir al Serraglio per tre settimane, facile
facile, prima che le venga assegnato un avvocato d'ufficio.
L dentro con tutte quelle cattive ragazze... Non so, forse
la pagano abbastanza da potersi permettere un difensore
di quelli che costano.
- Jackie, hai un appartamento a Palm Beach Gardens? -
disse Nicolet. Ora l'agente dell'ATF stava arrivando al punto.
-  un quartiere molto carino.
- Considerando, - aggiunse Tyler, - che lavori per una
piccola compagnia aerea di voli charter.
Ci fu un'altra pausa di silenzio. Jackie osservava il centro
di West Palm Beach in lontananza. Il cielo era ancora
azzurro, ma si stava scurendo. Sent un cassetto aprirsi.
Poi Nicolet disse: - Ecco, - e le offr un posacenere.
- L'ho portato io, per averne uno da offrire. E una volta
fumavo anch'io.
Ancora la recita del poliziotto buono.
- Quel parcheggio l in fondo, lo vedi? Quello dietro
l'albergo? Da dove siamo ora si pu guardare lo spaccio di
droga che gira l. Ma, il tempo di arrivare, e se ne sono
gi andati tutti.
Jackie sistem il portacenere sul davanzale. - E in questo
che pensate che io sia coinvolta?
- Noto che hai un precedente, - disse Tyler alle sue
spalle. - Non si trattava di droga?
- Trasportavo denaro.
- Quattro anni fa, - disse Tyler. - Con un'altra compagnia
aerea, dopodich ti hanno licenziata. Ma non hai
risposto alla mia domanda. Non si trattava di denaro derivato
dalla droga? Soldi che stavi portando fuori dal paese?
- Io credo, - disse Nicolet, - che lo stesse portando
per uno dei piloti. Il tipo che a quei tempi era suo marito.
L'hanno trovata colpevole di cospirazione...
- Ho patteggiato, - lo interruppe Jackie.
- Vuoi dire che ti hanno offerto un accordo e tu l'hai
preso al volo. Un anno di libert vigilata e tuo marito se
ne  beccati da cinque a dieci di galera. Ormai dovrebbe
essere uscito.
- Credo di si, - disse Jackie.
- Gi, hai divorziato e ti sei risposata. Che mi dici del
tuo attuale marito?
-  morto l'anno scorso.
- Usa e getta, - disse Nicolet. - Che tipo di lavoro faceva?
- Beveva, - rispose Jackie.
I due lasciarono perdere e Jackie sent la voce di Tyler.
- Adesso sei in un campo diverso, arrivi dalla direzione
opposta con un guadagno, vendi invece di comprare. Questi
soldi non ti sono stati dati da un bahamense di nome
Walker? Credo che il nome completo sia Cedric Walker,
e vive a Freeport?
Jackie non rispose, guardava la sua immagine riflessa
nel vetro portarsi la sigaretta alle labbra.
- Il nome non ti dice niente? E un certo Beaumont
Livingston?
Beaumont... l'aveva incontrato una volta sola, insieme a
Mister Walker. No, quella volta l'aveva visto e solo dopo
le avevano detto chi era. Poteva dichiarare di non averlo
mai conosciuto, ma si ripromise ancora una volta di non
dire assolutamente niente.
- Non conosci Beaumont?
Nemmeno una parola. Continu a fissare una striscia
scura che pensava fosse l'oceano, oltre la propria immagine
riflessa.
- Lui ti conosce, - disse Nicolet. - Beaumont  giamaicano.
O meglio, lo era. Beaumont non c' pi.
Jackie quasi percepiva la loro attesa. Non si mosse.
- Di solito volava a Freeport un paio di volte al mese, -
disse Nicolet. - Forse potresti riconoscerlo. Faron, potremmo
fare in modo che la signora Burke dia un'occhiata
al cadavere, vero?
- Nessun problema, - rispose Tyler.
Jackie volt la testa quel tanto che bastava per vedere
Ray Nicolet frugare nel suo stivale da cowboy, quello sinistro
appoggiato sopra il destro. Ne prese un piccolo revolver,
lo appoggi sulla scrivania e si infil di nuovo la
mano nello stivale per strofinarsi la caviglia.
Poi disse: - Hanno trovato Beaumont ieri mattina nel
bagagliaio di una macchina, una Oldsmobile nuova di zecca
registrata a nome di un tipo di Ocean Ridge che ne aveva
denunciato il furto. Aveva avuto la possibilit di parlare
con Beaumont proprio il giorno prima e di discutere
con lui del suo futuro. In quel momento era in prigione,
e non era troppo sicuro di avere voglia di farsi dieci anni
dentro -. Ci fu una pausa, poi Nicolet riprese a parlare.
- Beaumont  uscito su cauzione ed  stato fatto fuori prima
che io potessi parlargli di nuovo -. Un'altra pausa. - Pu
anche darsi che tu non conoscessi Beaumont, - continu
poi, - ma che succede se il tipo che l'ha ucciso conosce te?
Un lungo silenzio.
Jackie fece un tiro dalla sigaretta. Beaumont... l'aveva
sentito parlare con Mister Walker. Se ne era andato
e Mister Walker le aveva detto che Beaumont riusciva a
fare magie con i numeri, e addizionare e moltiplicare cifre
a mente senza usare la calcolatrice.
- Se non vuoi parlare con noi, - disse Tyler, - immagino
che dovremo consegnarti a quelli della dogana.
Jackie schiacci il mozzicone della sigaretta, indugiando
per un po' a fissare il posacenere di plastica nera prima di
voltarsi a guardare in faccia Tyler.
- Okay, - disse, - andiamo.
Tyler era in piedi vicino all'altra scrivania dell'ufficio,
dove avevano appoggiato la borsa da viaggio della hostess,
e aveva un dossier aperto tra le mani. - Rischi di farlo
incazzare davvero, - disse Nicolet. - Sai che Faron potrebbe
arrestarti per ricettazione e organizzazione criminosa?
Quei cinquantamila fanno pensare che tu sia invischiata
in un'attivit di racket di qualche genere. E, se conosco
Faron, compiler una dichiarazione giurata, otterr un
mandato e porter la faccenda fino in fondo.
Tyler la stava fissando. Jackie lo osserv mettere la cartelletta
sul tavolo e poi appoggiare una mano sulla borsa da
viaggio. - Vorrei il tuo permesso per aprirla di nuovo, -
disse. - Va bene? Cos sapremo con esattezza di quanti
soldi stiamo parlando, qui.
Jackie si avvicin alla scrivania e apr la cerniera della
borsa. Prese la busta marrone e la fece cadere sul ripiano.
- Fate pure.
- Gi che ci sei, - disse Tyler, - vediamo che altro c'
l dentro. Ti spiace?
Jackie lo fiss per un lungo istante, poi tir fuori un contenitore
di cuoio. - Il mio spazzolino da denti e le mie cose
da toilette -. Poi prese un beauty di plastica. - I miei
bigodini. Volete aprirlo?
- Prima vediamo che altro c', - disse Tyler.
Jackie prese la borsa con entrambe le mani, la capovolse
e la scosse con forza. Una camicetta bianca, una gonna,
un paio di slip, un reggiseno e dei collant caddero sulla
scrivania sopra la busta di carta. Jackie spost la valigia
di lato e guard Tyler prendere la busta, aprirla e tirare
fuori le mazzette di banconote. Poi lo vide guardare dentro
la busta e sollevare lo sguardo su di lei, e vide la sua
espressione sorpresa trasformarsi in un sogghigno. - Oh,
be', ma cosa abbiamo qui?
- Aspetta un attimo, - disse Jackie mentre la mano di
Tyler usciva dalla busta e gli stivali di Nicolet si appoggiavano
al pavimento.
Nicolet si avvicin. -  quello che penso?
Tyler teneva in mano una bustina di cellofan al cui interno
c'erano un centimetro o due di polvere bianca. Sollev
la bustina verso la lampada appesa al soffitto. - Questa
ce l'hai per venderla o per sballarti? E la domanda numero
uno.
- Non  mia, - disse Jackie.
E non lo era.
- Ascoltatemi, okay? Davvero...
- Non  abbastanza per un'accusa di traffico di droga,
- disse Nicolet. - Che ne dici di possesso con l'intenzione
di distribuirla?
- Considerando tutti quei soldi, - disse Tyler, - penso
che potrei ottenere una cospirazione per traffico di stupefacenti.
Davvero una coppia di ragazzi contenti.
Jackie stava scuotendo la testa. - Non ci credo, - disse.
Nicolet spinse la sedia lontano dalla scrivania. - Perch
non ci sediamo e ricominciamo tutto da capo? - disse, rivolgendo a Jackie un sorriso gentile. - Che ne dici?
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Louis Gara poteva anche sembrare un tipo a posto, un
ex detenuto con delle chance di farcela. Si poteva desumere,
pensava Max, dal modo in cui Louis minimizzava
la sua carriera di rapinatore di banche.
Diceva che tutto quello che faceva era passare al cassiere
un biglietto su cui c'era scritto: Non ti agitare. Questa
 una rapina. Tira fuori subito i pezzi da 50 e da 100.
Ti dir io cosa devi fare dopo. Raccontava che scriveva
i bigliettini a macchina in un negozio di articoli per ufficio
e poi ne faceva delle fotocopie. Max gli aveva chiesto
quante, giusto per capire quanto fosse ottimista. Venti, -
aveva risposto Louis. - E potevo sempre fotocopiarne
altre. Con le prime sette banche se l'era cavata bene,
facendo qualcosa pi di ventimila dollari in totale. No, i
rapinatori di banche che Max aveva conosciuto a Starke
erano dilettanti, quasi tutti fatti di crack. Alla banca successiva
ho preso millesettecento dollari in banconote sparse
e cinquecento in una fascetta che mi aveva passato la
cassiera e che avrei fatto meglio a non prendere. Era una
mazzetta con la vernice. Non appena me ne esco in strada
questa salta e io mi ritrovo tutta la pittura rossa sulle
mani, sulle braccia e sul davanti dei vestiti. Per sono riuscito
a fuggire. Max gli aveva chiesto se la tintura era
venuta via. S, si riesce a lavarla, - aveva risposto Louis,
- ma con alcune banconote non ho fatto un buon lavoro
e quindi sono restate pi o meno rosa. Se cerchi di pagare
con un ventone rosa, cosa che non avrei mai dovuto fare,
chi se lo prende ha gi un'idea del perch  conciato cos.
Subito dopo avevo la polizia alla porta. Mi sono preso
otto anni e ho scontato quarantasei mesi. Sono tornato a
Miami e mi hanno arrestato per aver violato la libert vigilata,
con l'accusa di frode perch avevo usato la carta
di credito di qualcun altro, una carta che avevo trovato.
Capisci, ho fatto la rapina in banca mentre ero in libert
vigilata e mi sarei dovuto fare due anni e mezzo solo per
la violazione dei termini, ma il giudice era un brav'uomo.
Ha calcolato il tempo che avevo gi passato in galera per
la rapina precedente e cos me la sono cavata.
Che dire di una cosa del genere? Raccontata in tono
tranquillo con quello che sembrava un atteggiamento ragionevole:
ti beccano per un crimine, passi del tempo dentro.
Aveva detto di aver lavorato all'officina di riparazioni
meccaniche all'interno della prigione di Stato della Florida
- comunemente chiamata Starke o PSF - il cibo non era
poi cos male, e lui andava d'accordo con il suo compagno
di cella, un tipo pi vecchio di Miami che aveva ucciso la
moglie perch, a suo dire, non se ne stava mai zitta, gli
dava continuamente il tormento per qualcosa e cos, alla
fine, lui ne aveva avuto abbastanza.
E come l'ha fatto? aveva chiesto Max. Renee aveva
chiamato poco prima e lui era rimasto ad ascoltarla per
venti minuti prima di riuscire a riagganciare il telefono.
Louis aveva detto che il tipo l'aveva soffocata con un
cuscino. Continuava a toglierglielo e a dirle: Adesso te
ne starai zitta? E lei ricominciava a latrare contro di lui
e allora lui le premeva di nuovo il cuscino sulla faccia, lo
teneva l un po', poi lo sollevava. Adesso te ne starai zitta?
Nemmeno per idea. Quella ha continuato a blaterare
finch, l'ultima volta che lui ha tirato via il cuscino, la
moglie si era zittita.
Max capiva che una cosa del genere potesse succedere:
perdi il controllo per un attimo ed  fatta. Di Louis gli dava
fastidio il fatto che fosse recidivo. Furto d'auto in Ohio,
aggressione in Texas, frode e rapine in banca l in Florida.
Louis aveva quarantasette anni e un'aria dura e sciupata,
capelli neri ricci con qualche striscia di grigio; e aveva dei
muscoli niente male, per aver fatto esercizio con i pesi alla
PSF. Le tre condanne gli avevano sottratto soltanto sette
anni della sua vita, cosa che, secondo Louis, non gli aveva
creato troppi problemi. In realt, erano stati sei anni e
dieci mesi. Di sicuro aveva l'aria di uno che pensa positivo,
no? Louis non si lamentava mai, n si comportava mai
come se covasse del risentimento.
Erano i suoi occhi a tradirlo.
Max se n'era accorto. Quegli occhi cupi che sembravano
privi di vita ma a cui non sfuggiva niente. Dopo tre condanne,
non si esce di prigione e ci si mette un completo nuovo
per tornare a essere una persona normale. Quella vita ti cambia.
Cos Max aveva detto a Winston: Tienilo d'occhio.
So chi , aveva risposto Winston. Poi aveva chiesto
a Louis se avesse mai tirato di boxe. Louis aveva risposto
che s, un po' di boxe l'aveva fatta, ma non avrebbe
mai voluto incrociare i guantoni con Winston.
Non  stupido, aveva detto Max.
Un round. Uno solo, - diceva Winston. - Potrei suonargliele
come si deve. Non lo vedremmo in giro per un po'.
Ma poi ti prenderebbe, se lo facessi, - ribatteva Max.
- Non sai come funziona? Non riesci a leggerglielo negli occhi?
Aveva detto alla Glades Mutual Casualty che Louis
non gli serviva e che non lo voleva: da ex galeotto, Louis non
sarebbe mai riuscito a ottenere la licenza. Il tipo della
Glades aveva detto a Max di usarlo per il lavoro pesante,
tipo andare a riprendere i tipi che non si presentavano
in tribunale. E cos Max si era fatto aiutare da Louis
con qualcuno dei pi violenti, persone che era probabile
potessero creare dei guai. Louis poteva portare con s un
paio di manette e nient'altro. Non gli avrebbero mai permesso
di tenere una pistola e nemmeno di sfiorare una
di quelle che avevano in ufficio: un paio di revolver e un
Mossberg 500 calibro dodici laminato in nichel, un fucile
a canna corta con l'impugnatura di una pistola e un mirino
laser. Tenevano le armi chiuse a chiave in un armadietto
in sala riunioni. A Louis non avevano dato nemmeno la chiave dell'ufficio.
Quel gioved, appena tornato da pranzo, Max lasci che
Louis andasse con Winston a prelevare Zorro, il topo d'appartamento
portoricano con le spade e le super maggiorate.
Il giorno prima, quando Winston era andato a prenderlo, Zorro non era in casa.
Tornarono alle tre e dieci.
Winston entr scuotendo la testa all'indirizzo di Max,
seguito da Louis Gara e Ordell Robbie. Ordell con un
sogghigno stampato in faccia disse: - Stavo venendo da
te e ho incontrato Louis qui di fronte. Fammi parlare con
il mio amico per un minuto, poi voglio prendermi i soldi
che mi devi e che mi firmi un'altra cauzione.
Max, seduto alla sua scrivania, non disse una parola.
Lo stesso fece Louis Gara. Non parl n guard Max
in faccia quando prese la tazza del caff dalla scrivania di
Max. Louis fece un cenno del capo e Ordell lo segu nella
sala riunioni. - Amico, - disse Ordell, - ti avr chiamato
non so quante volte...
Winston li segu fino alla porta poi la chiuse, sbattendola.
Si volt verso Max. - Perch diavolo l'hai mandato con
me? - domand.
- Cosa? - disse Max, preoccupato, mentre tentava di
dare un senso a Louis che prendeva la sua tazza di caff
senza chiedergli il permesso. - Davvero si sono incontrati
l fuori per puro caso? - domand a Winston.
Winston fu costretto a cambiare marcia ai suoi pensieri.
- Chi? Intendi quei due? Immagino di s.
-  stata un'idea di Louis venire con te, oggi.
- Be', non ci verr mai pi.
- Oggi sembra diverso dal solito, - disse Max.
Winston si avvicin alla scrivania. Si tocc la faccia e
disse: - Guarda qui. Li vedi questi graffi? - Allung un
braccio per mostrare la manica della sua giacca strappata
e macchiata di sangue. - Lo vedi questo?
Max si raddrizz sulla sedia. - Cristo, che cosa  successo?
- Ho detto a Louis che avrei parlato io, e che lui era l
soltanto per farmi da spalla e nient'altro. Gli ho ricordato
come non si prova mai ad ammanettare un cubano, un
portoricano, nessuno di quei latini, di fronte alle loro donne.
Non lo permettono, la loro virilit non gli consente di
farsi vedere dalle donne sottomessi a quel modo. Prima
bisogna portare il tipo fuori, alla macchina. Ho chiesto a
Louis se mi aveva capito bene. S, certo, lo sa, dice che lo
sa benissimo. Allora andiamo alla casa, Zorro ci fa entrare,
sa che sta per finire dentro ma prima deve fare un po'
di scena, un bel discorsetto sul fatto che qualcuno l'ha incastrato
e la situazione in cui si trova non  colpa sua. Louis
se ne sta l - dici che credi sia diverso oggi? Be', a un certo
punto mi guarda e mi fa: Fanculo con 'sta storia, prende
Zorro per un braccio e fa per ammanettarlo. A quel punto
la donna di Zorro e le sue due sorelle ci saltano addosso
graffiandoci e strillando come galline strozzate. Sua madre
esce dalla cucina con un coltello da macellaio... Guarda
qui -. Winston si sollev la manica strappata per mostrare
a Max un fazzoletto intriso di sangue avvolto intorno
al suo avambraccio. - Sai che Zorro ha quelle spade appese
al muro? Be', fa per prenderne una e Louis lo colpisce
duro con un pugno, poi continua a colpirlo mentre io mi
sto difendendo da 'sta vecchia con il coltello da macellaio.
Quando usciamo faccio a Louis: Non sei niente male con
un piccolo portoricano fatto di acido, perch non provi
con me? Voglio dire, ero incazzato per come aveva mandato
tutto a puttane. E allora lui mi guarda con quel suo
sguardo assonnato, dice che ci penser e che me lo far
sapere.  la prima volta che ha detto una cosa del genere,
come se stesse pensando davvero di incrociare i guantoni
con me. Tu credi che potrebbe essere diverso dal solito,
invece io credo che sia il suo vero io che sta venendo fuori.
Max osserv Winston sciogliere il fazzoletto e guardarsi
la ferita. - Zorro  ancora a casa? - domand.
- Ho capito che non sarei riuscito a prelevarlo senza
uccidere qualcuno. Cos ce ne siamo andati, si.
- Lo prender io, - disse Max. - Tu curati il braccio.
- Andr a posto. Mi far mettere qualche punto -.
Winston sollev il braccio vicino alla faccia e annus. - Credo
che quella vecchia stesse tagliando cipolle.
- Ho un altro lavoro per te, - disse Ordell a Max. - Una
mia amica, fa la hostess. E stata beccata di ritorno da
Freeport con un po' di roba. Sto pensando che quello che
potresti fare  usare i diecimila che mi devi, quelli che sono
avanzati da Beaumont. E questa la cauzione che fisseranno
per lei questo pomeriggio, diecimila per possesso
di droga. Dicono che Jackie avesse quarantadue grammi
addosso. Neanche mezzo etto. Merda.
- La cauzione per il possesso  solo di mille dollari, -
disse Max.
- Lo chiamano possesso con intenzione.
-  sempre troppo alta.
- Aveva addosso, credo, anche cinquantamila dollari, -
disse Ordell. - C'era uno sbirro all'udienza, un giovane
dell'FDLE, che voleva che la cauzione venisse fissata a venticinquemila
perch secondo lui c'era rischio di fuga. Jackie
potrebbe salire su un aereo e decollare in ogni momento,
se volesse. Come ti ho detto, fa la hostess.
Erano da soli nell'ufficio. Winston era andato a farsi
medicare; Louis aveva detto a Ordell che si sarebbero
incontrati pi tardi ed era uscito senza dire dove stava
andando. Ordell, seduto sul bordo della scrivania di Winston,
indossava la stessa giacca sportiva giallo canarino, ma
quel giorno la indossava sopra una camicia di seta color
ruggine. Max not che non aveva con s la sua borsa dei
Miami Dolphins, la sua sacca dei contanti. - Prima finiamo
la storia di Beaumont, - disse, e vide l'espressione di
Ordell cambiare e trasformarsi quasi in un ghigno.
- Qualcuno ci ha gi pensato. La polizia  venuta a
trovarmi, in merito alla questione. Devono aver scoperto
che sono stato io a pagargli la cauzione. Hanno parlato
anche con te?
Max scosse la testa. - Perch la polizia?
- Riviera Beach, un paio di detective con l'aria di aver
preso i vestiti all'Esercito della salvezza. Hanno spaventato
la mia donna, Sheronda. Pensava che volessero portarmi
via. Gli ho detto che fino all'altro giorno non sapevo
nemmeno come faceva Beaumont di cognome. Volevano
sapere perch avevo pagato la sua cauzione. Gli ho detto
che sua mamma un tempo si prendeva cura della mia
quando l'ho portata qui a vivere. L'ha accudita finch 
morta. Una donna gentile, si chiamava Rosemary. Buffo,
non ho mai nemmeno saputo il cognome da nubile di
Rosemary, la mamma di Beaumont. E tornata in Giamaica,
credo che viva in campagna. E cos, adesso, ti tieni i
soldi che mi devi e li usi per tirare fuori Jackie di prigione.
Si chiama Jackie Burke, una bella donna, coi capelli
pi o meno biondi.
- Che cosa ha fatto sua madre per te? - domand Max.
Questa volta Ordell rise apertamente. - Ehi, Jackie 
una mia amica, l'ho conosciuta durante un volo. E quando
i miei amici finiscono nei guai, a me piace aiutarli a
venirne fuori.
- Beaumont non lavorava per te?
Ordell scosse la testa. -  quello che pensava la polizia.
Gli ho detto che sono disoccupato, come potrei avere
qualcuno che lavora per me? Adesso che pago la cauzione
di Jackie mi sa che ce li avr addosso di nuovo, eh? Vorranno
sapere se stava facendo lavoretti per me, se mi stava
portando quei soldi...
- Ed  cos? - domand Max.
Ordell guard prima da una parte e poi dall'altra. Un
gesto studiato. Poi disse: - Questa storia tra me e te 
un rapporto tipo avvocato e cliente? Che l'avvocato non
pu riferire niente di quello che sente dire?
Max scosse la testa. - Non sei mio cliente finch non
vieni beccato e io ti faccio uscire su cauzione.
- Da come lo dici sembra che secondo te possa accadere.
Max si strinse nelle spalle.
- Se non c' nessuna... come si dice... riservatezza tra
noi, perch mai dovrei dirti qualcosa?
- Perch ci tieni a farmi sapere che tipo furbo sei, -
rispose Max. - Con una hostess che ti porta cinquantamila
dollari.
- E perch dovrebbe farlo?
- Adesso vuoi che mi metta a speculare su quel che fai.
Direi che sei nel giro della droga, Ordell, ma il problema
 che i soldi si stanno muovendo nella direzione sbagliata.
Potrei telefonare al dipartimento dello sceriffo, farti dare
una controllatina...
- Fa' pure. Se mi cercano nei loro computer non troveranno
nient' altro che quel colpo in Ohio di cui ti ho gi
parlato, ed  successo tanto tempo fa, amico. Potrebbe
anche non essere pi nei registri.
- Ordell, - disse Max, - sei un tipo subdolo. Mi sa che
quello che stai facendo, qualsiasi cosa sia, ti sta andando
bene. Okay, vuoi un'altra cauzione e vuoi spostare quei
diecimila che hai messo su Beaumont sulla hostess. Questo
significa scartoffie. Devo ottenere un certificato di morte
e presentarlo al tribunale, compilare una ricevuta per la
restituzione della garanzia, poi battere a macchina un altro
modulo, un accordo di indennit...
- Tu sai che c', - disse Ordell. - Hai i miei soldi.
- Ti sto solo dicendo quello che devo fare, - disse Max.
- Quello che devi fare tu, nel caso tu te ne sia dimenticato,
 presentarti con la mia percentuale. Mille dollari.
- Gi, perfetto. Non ce li avr ancora per un paio di
giorni, - disse Ordell, - ma puoi andare avanti, scrivi la
cauzione.
Max si appoggi allo schienale della sedia. - Un paio di
giorni? Posso aspettare.
- Amico, sai che sono in grado di pagarti.
- Se ti capita qualcosa prima che mi paghi...
- Non mi succeder proprio niente. Amico, ho una vita
pulita.
- Potrebbero spararti. Come hanno fatto con Beaumont.
Ordell stava scuotendo la testa. - Io ho i soldi. Non ne
ho con me, tutto qui. Mille dollari non sono niente.
- E niente  quello che otterrai, se non li vedo qui davanti
a me.
- Senti, - disse Ordell, avvicinandosi per piantare le
mani sulla scrivania e mettersi proprio davanti alla faccia
di Max. - Questa bella donna  nel Serraglio insieme a
tutte le puttane che portano l dentro. Jackie ha passato
la notte con loro e questo pomeriggio era presente alla prima
udienza, in quel tribunale vicino alla prigione di Gun
Club, hai presente? Non mi ha visto, teneva gli occhi bassi
e io ero in fondo. Ma, amico, aveva l'aria davvero a terra.
Un altro paio di giorni potrebbero ucciderla.
- Se non riesce a reggere il Serraglio, - disse Max alla
faccia di Ordell vicinissima alla sua, - come potr farcela
in una prigione di Stato?
Ordell lo fiss negli occhi. Sollev una mano dal ripiano
della scrivania, la infil nel colletto aperto della camicia di
seta e tir fuori una catena d'oro, facendola dondolare
dal pollice. - Questa l'ho pagata venticinquemila dollari.
- Non porto gioielli, - disse Max.
Ordell lasci andare la catena e allung il braccio davanti
alla faccia di Max. - Un Rolex. Guardalo. Vale cinquemila,
facile. Avanti, scrivi quella cazzo di cauzione.
- Non gestisco un monte dei pegni, - disse Max. - Impegna
l'orologio, se vuoi, e torna quando hai i mille dollari.
Questo  tutto quel che posso dirti.
- Guardalo bene ancora una volta, - disse Ordell, voltando
il polso. L'oro dell'orologio scintill alla luce della lampada. - Non  bellissimo?
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Max era seduto a parlare con Zorro in un soggiorno arredato
con un miscuglio di mobili di quercia scheggiati di
un'altra epoca, sedie a sdraio di plastica dai colori vivaci,
santini incorniciati e spade. Entrambi stavano bevendo rum
e Pepsi Cola. Zorro era seduto su una sdraio e si teneva uno
strofinaccio da cucina pieno di cubetti di ghiaccio sul lato
della faccia. Le donne erano in cucina: Max poteva sentirle,
voci in spagnolo che si mescolavano alle voci in inglese
della televisione. C'erano quattro televisori in soggiorno,
ma soltanto quello in cucina era acceso. - Questo  perfetto,
- disse Max sollevando il bicchiere e osservando le
spade con i foderi in cuoio incrociate sotto una raffigurazione
del Sacro Cuore di Ges. Alle pareti c'erano altre spade
comprate per corrispondenza: sciabole, un coltellaccio, una
scimitarra, e poi diverse immagini della Madre Benedetta,
di san Giuseppe e altri santi. Max ne riconobbe uno come
san Sebastiano, il corpo trafitto da frecce.
- Se ce ne andiamo adesso potrai fare in tempo a tornare
qui per l'ora di cena, - disse a Zorro. - Non mangiate
verso le cinque? O puoi anche cenare qui, va benissimo.
Aspetter in macchina, ti dar un po' di tempo da passare con la tua famiglia.
- Dovresti licenziare quel tipo, - disse Zorro, la bocca
premuta contro i cubetti di ghiaccio, - per quello che mi ha fatto.
Max annu. - Ci sto pensando seriamente. Non so che cosa gli  successo.
-  impazzito, ecco cosa.
Max annu di nuovo, pensando davvero di liberarsi di
Louis. - Ascolta, - disse, - domani parler con la tua responsabile
della libert vigilata. Karen  una brava ragazza, ma
al momento  incazzata nera con te perch le hai mentito.
Quella storia che dovevi andare al funerale di tua nonna.
Zorro si tolse il ghiaccio dalla faccia per annuire. Max
guard quei capelli folti e neri. Cristo, ne aveva pi di quanti gliene servissero.
- Ci sono andato. Davvero. Ci ho portato mia madre
e le mie sorelle.
- Ma non hai chiesto il permesso. Hai rotto un patto di
fiducia. Se l'avessi chiesto, probabilmente Karen ti avrebbe
detto che potevi andarci. A dirla tutta, sono sicuro che
l'avrebbe fatto.
- Lo so, - disse Zorro, -  per questo che ci sono andato.
- Ma poi le hai detto che eri a casa.
- Certo, perch non le avevo chiesto se potevo andarci.
Forse era un problema di linguaggio. Max lasci perdere.
- In ogni modo, - disse, - se Karen ha intenzione di
riprenderti, il giudice potrebbe essere clemente. Ma devi
presentarti all'udienza perch questo succeda. -
Max sorseggi il suo drink. Stava comodo, sulla sedia di plastica.
- Qual era l'accusa originaria?
- Furto in appartamento, - disse Zorro. - Mi sono preso
un anno e un giorno, pi la libert vigilata.
- Quanto hai fatto dentro, tre mesi, pi o meno?
- Un po' di pi.
- Sei stato fortunato, lo sai? Quanti furti hai commesso?
- Non lo so -. Lanci un'occhiata verso la cucina. - Forse
duecento.
- Mi sa che sei stanco, - disse Max. Guard di l e vide
la madre di Zorro sulla porta della cucina, una donna
tarchiata con indosso un grembiule: doveva avere la sua
et, ma sembrava un bel po' pi vecchia. - Qualsiasi cosa
stia preparando l dentro, ha un buon profumo, - le disse.
Guidavano la Seville dell'89 di Max verso il cielo rossastro,
in direzione ovest sul Southern Boulevard verso Gun
Club. Max si era mangiato una grossa porzione di asopao
de pollo, un piatto condito con carne salata di maiale e prosciutto,
con fagioli, cipolle, peperoni, peperoncino in una
salsa di pomodoro piccante, il tutto servito su un letto di
riso. Quella donna poteva anche essere una minaccia con
in mano un coltello da macellaio, ma cucinava come una
santa. Avrebbe ricominciato la dieta domani, doveva buttare
gi cinque chili, la maggior parte dei quali sul girovita.
Doveva tenersi lontano dalla birra per un po'.
- Sei pulito? - domand a Zorro, seduto sul sedile accanto
al suo.
Zorro, che indossava un paio di occhiali da sole, fissava
diritto davanti a s. Zorro, con i suoi duecento furti in
appartamento e tutti quei capelli, che faceva il fico. Dopo
un istante si mise una mano nella tasca dei pantaloni,
la infil gi fino all'inguine e tir fuori diversi quadrati di
cellofan di carta impregnata di acido.
- Questo  tutto.
- Liberatene.
Zorro fece volare i francobolli fuori dal finestrino.
- Adesso sei pulito?
- Credo di s.
- Andiamo... sei pulito o no?
Zorro sollev un ginocchio. Infil la mano in uno stivale
e ne tir fuori il manico di uno spazzolino da denti con
una lametta da barba fissata a un'estremit. La plastica era
stata fusa per trattenere la striscia metallica.
- Liberatene.
- Amico, devo avere un'arma, l dentro.
- Liberatene.
Zorro butt anche quello dal finestrino.
- Adesso sei pulito?
- Sono pulito.
-  meglio che tu lo sia, - disse Max. - Se ti trovano
addosso qualcosa, qualsiasi cosa, abbiamo chiuso. Siamo
intesi? Non garantir mai pi per le tue cauzioni. Non ti
parler pi, non parler con tua madre e con la tua ragazza
quando mi telefonano...
Che razza di lavoro. Sedersi a cena con un topo d'appartamento
e la sua famiglia e poi portarlo in galera. Max
spost la mano sul volante per guardare il Rolex d'oro che
stava tenendo per conto di Ordell. Erano le sei e mezza.
Avrebbe mollato Zorro e poi sarebbe andato al Serraglio per
quella hostess, Jackie Burke. A vedere di cosa si trattava.
La casa in cui stava Louis, nella parte meridionale di
West Palm, per qualcuno trent'anni prima avrebbe potuto
essere il sogno. Ora apparteneva a un tipo di nome JJ,
che era stato rilasciato nello stesso periodo di Louis e gli
aveva offerto di stare da lui, se gli andava. JJ era durato
meno di un mese a piede libero e ora era di nuovo dentro
per associazione a scopo di spaccio. Cos Louis aveva
la casa tutta per s ed era ancora sottosopra da quando la
polizia era entrata sfondando la porta e l'aveva messa a
soqquadro. Louis aveva sostituito la porta d'ingresso con
una presa da una casa abbandonata, aveva rimesso nei loro
cassetti i vestiti di JJ che gli sbirri avevano rovesciato
sul pavimento, poi aveva ripulito la cucina perch un po'
dappertutto c'erano zucchero, caff e cereali. Louis non
era in casa quando era arrivata la polizia ed era fortunato
che gli sbirri non sapessero che viveva l, altrimenti a
quell'ora sarebbe stato a Gun Club insieme a JJ in attesa
di un'udienza. Non c'era modo che Max Cherry pagasse
per tirarlo fuori. Max lo teneva a distanza, non lo voleva
nel suo ufficio, praticamente non si parlavano mai. Louis
poteva capire come si sentiva Max. Che cosa stava facendo
per lui? Di tanto in tanto andava a riprendere qualcuno
che se l'era data a gambe. E faceva ancora meno per la
compagnia assicurativa. Niente.
Domenica, quando l'aveva riportato indietro dopo la
manifestazione dei supremazisti bianchi, Ordell era rimasto
seduto nella sua macchina da sessantamila dollari a
guardare la casa. - Louis, vivi con il sussidio? - gli aveva
chiesto.
-  piccola, - aveva risposto lui, - ma io non ho bisogno
di molto spazio.
- Non sto parlando delle dimensioni, amico. Questa casa
 a un passo dall'essere demolita. Immagino che ci sia
una bella puzza l dentro, eh? Come ogni posto dove ha
abitato un tossico. Hai scarafaggi?
- Qualcuno.
- Qualcuno... merda. Ci scommetto che la notte non
puoi andare in cucina senza che scricchiolino sotto i tuoi
piedi. E quando accendi la luce li vedi che scappano. Quella
 la tua macchina, eh?
La Toyota dell'85 per cui Louis stava pagando le rate
era parcheggiata di fronte alla casa. (La compagnia assicurativa
lo pagava millecinquecento dollari al mese in contanti.
Gli avevano dato un'altra settimana per procurarsi
qualche affare, altrimenti aveva chiuso). Nel cortile c'era
un materasso che gli sbirri avevano tagliato e bidoni della
spazzatura che Louis non si era ancora deciso a portare
sul marciapiedi perch venissero svuotati.
- Che cosa vuoi? - aveva chiesto a Ordell. - Sono appena
uscito.
- Non  quello che voglio io, Louis, - aveva detto Ordell.
- Il punto  quello che vuoi tu.
Al loro incontro successivo, la sera di mercoled, Ordell
era arrivato mentre fuori c'era ancora luce. Louis gli aveva
chiesto di entrare in casa. Ordell aveva detto che gli andava
benissimo restarsene seduto in macchina: la sua auto
era pulita, l'aveva fatta lavare dentro e fuori.
- Sai qual  il tuo problema, Louis? - gli aveva detto.
- Sai perch non ce la farai mai a meno che non cambi?
Come suo padre che gli parlasse dalla macchina, mentre
lui se ne stava l in piedi.
- Tu pensi di essere un bravo ragazzo, - aveva detto
Ordell, - e questo ti incasina la testa.
Da quel momento in avanti, Ordell aveva smesso di assomigliare
a un padre. Louis si era rilassato e si era acceso
una sigaretta.
- Se entri in un affare, non ti ci vedi ad arrivare fino
in fondo, - aveva continuato Ordell, - a fare tutto quello che serve per concludere il colpo. Tu ci entri e cominci
subito a cercare una via d'uscita. Non perch hai paura.
 perch sei convinto di essere una brava persona e
ci sono cose che una brava persona non fa. Qual  la cifra
pi grossa che hai fatto rapinando una banca? Forse
duemilacinquecento dollari? Se fossi stato io a decidere
di darmi alle banche, amico, sarei entrato e avrei ripulito
il posto da cima a fondo. Con quello che hai rubato ogni
volta non sei nemmeno riuscito a comprarti un'auto usata
decente, giusto?
Poi aveva continuato: - Senti che cosa ti sto dicendo.
Una volta deciso quello che vuoi, vai fino in fondo, niente
fermate, niente tirarsi indietro. Se hai bisogno di usare
una pistola, la usi. Guarda la situazione. Se si tratta di lui
o di te, o se si tratta di andare in galera lui o tu? Non c'
niente su cui riflettere, amico, lo fai fuori e basta. Una volta
che ho scelto la merce e ho fatto un'altra consegna? Te
lo dico io, non dovr lavorare pi finch non avr speso
qualcosa tipo un milione di dollari. Credi che se qualche
tizio mi si mette di traverso non lo eliminerei?
- Ascoltami, - aveva detto dopo, - ho gi cos tanti
soldi nelle cassette di sicurezza in una banca di Freeport,
amico, che traboccano. Ne sto riportando indietro un po'
alla volta, quando ho bisogno di comprare qualcosa o di
pagare quelli che lavorano per me. Trovare l'aiuto giusto
 il vero problema, di questi tempi. Ho la hostess di una
compagnia aerea che trasporta denaro per me, una di cui
credo di potermi fidare. Non mi chiede da dove vengono
i soldi. Credo che non voglia saperlo, e la cosa mi sta bene,
io non glielo dico. Potrei portarli qui da solo, diecimila
alla volta, ma se mai guardassero una volta nella mia borsa,
ecco, da quella volta ci guarderebbero sempre. Mi farebbero
ogni genere di domanda, mi metterebbero il fisco
alle costole. Nella sua, in quella della hostess, dico, non
ci guardano nemmeno. Ma lei lo fa soltanto quando se la
sente. Io le dico: Ragazza mia, dobbiamo aumentare il
ritmo. Non mi piace che i miei fondi se ne stiano a marcire
laggi dove io non posso metterci le mani. Allora le
faccio: Portami centomila dollari alla volta. Che te ne pare?
Ma lei non vuole. Poi dice okay, ma porter soltanto
quello che ci sta in una grossa busta, altrimenti si rifiuta.
Non fa nessuna differenza: se ti beccano che sfori il limite
di diecimila anche di un solo dollaro, ti prendono per
le chiappe e non ti mollano pi. No, i soldi devono starci
in questa busta marrone, ti rendi conto? Lei pu vivere
tranquilla pensando che sta consegnando la busta che le
ha dato Mister Walker. Ma, se il pacco  troppo grosso,
come se io le chiedessi, che ne so, di portarmi cinquecentomila
dollari in una volta sola? Non potrebbe farlo. Non
si tratterebbe soltanto di una busta, a quel punto. Lei ha
paura che le mani le comincino a sudare e che quelli della
dogana se ne accorgano. Capisci come ragiona questa
donna? - gli aveva chiesto. - Lo capisci, vero? Anzi, mi
sa che per te la cosa ha anche senso.
Ordell nella sua Mercedes che teneva una conferenza,
spiegando come essere cattivi e avere successo nella vita.
Buttando fuori quelle cifre per impressionarlo. Ancora
una consegna, una sola, e sarebbe diventato milionario.
Ordell era pronto ad andarsene quando Louis gli aveva
detto: - Okay, stai parlando di armi. Di che tipo?
- Che cosa ti serve? - aveva risposto Ordell. - Una
Beretta quindici colpi, una Colt quarantacinque? Merda,
decidi tu. Vuoi un Mac-11 convertito in arma automatica,
con un silenziatore? Ti far vedere il mio filmino dimostrativo,
cos potrai fare la tua scelta.
- Dove le prendi?
- Qualcuna la compro, ma i pezzi pi difficili da ottenere
li rubo. Questa  una faccenda grossa, amico. Ho dei
fratelli che lavorano per me che adorano fare questo genere
di cose. Teppisti, esperti di effrazioni nelle case. Hanno
imparato il mestiere ripulendo le case della droga. Sono
senza paura perch sono fuori di testa. Abbiamo un colpo
in vista che potrebbe interessarti, visto tutte le domande
che mi fai sui miei affari. Dipende solo da te, se hai davvero
voglia di vedere dei soldi veri. Non sto cercando di
convincerti a fare niente.
- Che tipo di colpo? - aveva domandato Louis, sentendosi
attratto.
- Ti ho fatto vedere Big Guy, no? Hai presente, lo
skinhead nazista che assomiglia al nostro vecchio amico
Richard? Entreremo a casa sua e gliela ripuliremo, gli portiamo
via tutta la sua merda militare e poi la vendiamo.
Big Guy non  stupido come Richard, ma hai visto quanto
 serio. So che tenter di proteggere la sua propriet.
- Hai intenzione di ucciderlo?
- Hai sentito quello che ti ho detto un minuto fa? Non
prendo prima questo genere di decisioni, - aveva detto
Ordell. - Mi prender quello che mi serve per fare una
vendita. Quello che succede a Big, be', amico, sono cose
che capitano.
Louis aveva scosso la testa. - Non lo so.
- In che senso?
- Non so se mettermi in questa storia con te.
- Non credi che lo farai oppure lo sai gi?
Louis si era stretto nelle spalle e si era acceso una sigaretta.
- Te l'ho detto prima, - aveva continuato Ordell, - non
ti sto tirando dentro proprio in un bel niente. Ma tu rispondimi
solo a questo, Louis. Che cosa ha da perdere uno che
 gi stato perdente tre volte? - Aveva cominciato ad allontanarsi
dal vialetto, poi si era fermato. - Louis? - aveva
detto. - Tu pensi di essere un bravo ragazzo. Invece
sei proprio come me, solo che sei venuto fuori con la pelle bianca.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Avevano registrato Jackie al banco dell'ammissione, le
avevano tolto le manette e l'avevano portata a un altro
banco alla fine di uno stretto corridoio dove l'avevano perquisita,
fotografata e le avevano preso le impronte digitali
su sei cartoncini diversi. Aveva studiato una lista di agenzie
per il prestito delle cauzioni appesa alla parete mentre
i poliziotti inventariavano le sue propriet, prendendole
la borsa, l'orologio, i gioielli, le alette dorate che portava
sul bavero della giacca della sua uniforme da hostess. Le
presero le scarpe con i tacchi e i collant e le diedero un
paio di pattine che assomigliavano a pantofole da doccia.
Le presero il rasoio e lo specchio dalla sua trousse da
bagno. Le lasciarono tenere quello che rimaneva, le sue
sigarette - le due che le restavano nel pacchetto - e le
monetine che aveva nel portafogli. Le fissarono un braccialetto
identificativo azzurro al polso e le dissero che era
fortunata a essere stata schedata a inizio turno, prima che
portassero dentro una retata di battone. I poliziotti indossavano
uniformi verde scuro. Le fondine erano vuote. A
quel punto, le dissero che poteva fare la telefonata che le
spettava di diritto.
Jackie compose un numero. La voce di una giovane donna
nera disse: - Non  in casa, - e subito dopo riagganci.
Jackie rifece il numero. La voce della donna disse: - Non
 in casa, - con lo stesso identico tono di prima. Jackie
disse: - Aspetta, - ma non fece in tempo. I poliziotti l'assicurarono
che avrebbe potuto riprovare pi tardi, una
volta in dormitorio.
Il dormitorio. Jackie ripens al college.
Ma non era come un college, e nemmeno come un fortino,
anche se lungo la strada s'immaginava il Serraglio come
un posto chiuso da un recinto, con pali di legno appuntiti
ritti verso il cielo. La recinzione era di filo metallico, e gli
edifici a un piano sembravano essere di cemento grezzo.
Al buio, mentre ci andavano in macchina, Jackie vide del
materiale da costruzione, pile e pile di laterizi e ponteggi.
La portarono dall'amministrazione all'infermeria, dall'altra
parte della strada, dove le diedero un questionario da
compilare, le misurarono la temperatura, la pressione del
sangue e la esaminarono in cerca di parassiti. Una volta
fuori, sulla strada, l'agente che l'accompagnava, uno sbirro
con i gradi da sergente, disse: - Quello  il dormitorio F,
dove starai, - indicando un edificio circondato da una
doppia recinzione: la luce di alcuni riflettori baluginava
su spirali di filo spinato sistemate alla sommit. Aprendo
il cancello, il poliziotto le sorrise e disse: - Aumenta l'agitazione,
vero? - Jackie lo guard: era giovane, con il volto
sbarbato e i capelli pettinati con cura. - Dopo di te, -
disse, e Jackie entr aspettandosi di vedere una fila di celle
con le sbarre.
Ci che vide, invece, furono le porte di sei camerate,
ognuna con una finestra dotata di rete metallica: tre erano
da un lato del posto di guardia nel cortile, le altre tre
dall'altro lato. Jackie vide delle facce alle finestre che la
osservavano e ud dei rumori sommessi, delle voci. Una
donna poliziotto era in piedi all'interno del gabbiotto che le
arrivava alla vita, il posto di guardia: era alta, con le spalle
larghe e i capelli biondo spento tenuti su in una crocchia.
Stava fumando un cigarillo, e il pacchetto era visibile nella
fondina vuota.
- Miss Kay, prenditi cura di questa signora, per favore, -
disse il sergente, e consegn alla donna i documenti
del suo arresto.
- Ma certo, Terry, - disse Miss Kay, poi guard il foglio
per un attimo e quindi sollev lo sguardo su Jackie.
- Ci crederesti che sei la mia prima hostess da... fammi
pensare... almeno tre anni?
Jackie non disse nulla, chiedendosi se non la stessero
prendendo in giro. Colse l'aroma del cigarillo di Miss Kay.
Quello era reale.
Con due lenzuola sottobraccio si trascin in pantofole
fino alla prima camerata sulla sinistra, il dormitorio d'attesa,
le spieg Miss Kay, per i detenuti che aspettavano
di comparire in tribunale. Le facce si allontanarono dalle
grate metalliche delle finestre quando Miss Kay apr la
porta e la tenne aperta. Jackie entr nella camerata e vide
alcune donne sedute a due dei quattro tavoli da picnic nella
parte anteriore del dormitorio. Donne di colore, un paio
di ispaniche. E la stavano guardando, tutte, senza prestare
la minima attenzione al televisore acceso. I letti a castello
in fondo allo stanzone sembravano vuoti. Miss Kay disse
a Jackie che poteva prendersi qualsiasi letto volesse, a
patto che non fosse gi occupato. Le disse: - Se qualcuno
ti chiede di pagare per un letto, vieni a dirlo a me -. I bagni
e le docce erano sul retro. Dei due telefoni appesi alla
parete uno era una linea diretta con l'ufficio dei pubblici
difensori, l'altro un telefono a gettone. Alle detenute era
permesso avere sei dollari in monetine.
Il televisore trasmetteva un film. Mel Gibson... eppure
le donne stavano ancora guardando lei, in attesa. Miss
Kay le lasci fare. Spieg a Jackie che il dormitorio aveva
sedici posti, ma che al momento c'erano soltanto sette
detenute. Due dormitori erano per chi non manteneva la
disciplina, due per i trafficanti di droga, uno per i prigionieri
violenti. Miss Kay si volt verso le donne sedute ai
tavoli, che indossavano tutte abiti normali, pantaloni larghi,
qualcuna un vestito, e disse: - Questa  Jackie.
Una donna di colore con una parrucca nera lucidissima
disse: - E chi , una generalessa? Si  tenuta su l'uniforme?
Le altre detenute risero, alcune addirittura lanciando
grida di approvazione, per compiacere quella con la parrucca
o magari soltanto per lasciarsi andare e sentire il suono
delle proprie voci, che echeggiava potente tra le mura di
cemento, finch Miss Kay disse: - Chiudete la bocca, - e
loro tacquero. Miss Kay guard la donna che aveva parlato
e disse: - Ramona, te lo dir soltanto una volta. Sta'
lontana da lei.
Jackie compose il numero che aveva chiamato prima. La
voce della giovane donna cominci a dire: - Non  in... -
ma questa volta Jackie la interruppe: - Digli che ha chiamato
Jackie -. Ci fu un attimo di silenzio. - Digli che sono
in prigione, al Serraglio. Hai capito bene? - Un'altra pausa
di silenzio prima che venisse chiusa la comunicazione.
Jackie raccolse le lenzuola dal tavolo dove le aveva lasciate,
mentre le altre donne continuavano a fissarla, e
and verso quattro letti a castello posti su due file. Non
c'erano lampade, l, ma Jackie immagin che la luce fuori
sarebbe stata lasciata accesa tutta la notte. Quindi era
meglio prendere il letto di sotto. Cinque avevano gi delle
lenzuola. Ora c'era una radio accesa insieme alla televisione,
che continuava a trasmettere il film. Jackie scelse
una cuccetta chiedendosi se sarebbe riuscita a dormire e
si pieg in avanti, una mano sulla sponda del letto in alto,
per guardare il materasso. Qualcosa alle sue spalle si mise
davanti alla luce. Quando si raddrizz e si volt a guardare,
Jackie sapeva gi chi poteva essere: Ramona.
Robusta, la pelle molto scura, la parrucca nera illuminata
da dietro. - Hai intenzione di parlare con me? - disse.
- Se vuoi, - rispose Jackie. - Solo non darmi il tormento,
okay? Ho gi abbastanza problemi.
- Sei una hostess, eh? Lavori per le compagnie aeree? -
Jackie annu e Ramona continu: - Mi stavo chiedendo,
pagano bene?
Dormiva e poi si svegliava fissando le molle incrociate
del materasso sopra di s alla luce fioca che veniva da
fuori e udiva voci sommesse e una radio accesa. Allora si
tastava il braccialetto identificativo di plastica, rivoltandoselo
intorno al polso. Dentro di s continuava a sentire
la voce del sergente che diceva: Aumenta l'agitazione,
vero?, e si ricordava di averlo guardato perch non era
sicura di che cosa volesse dire.
Un paio di volte pens di mettersi a piangere.
Ma cambi idea, ripercorrendo parti della sua conversazione
con Ramona, che era li dentro per aggressione perch
- cos aveva detto - aveva spaccato la testa a un uomo
che non voleva andarsene da casa sua. Aggressione, o forse
sarebbe diventata una specie di omicidio, se l'uomo non
fosse uscito dall'ospedale del Buon Samaritano sulle sue
gambe. Ma, ehi, com' lavorare per le compagnie aeree...?
Jackie le aveva detto che potevi fare da trentacinquemila
a quarantamila dollari l'anno dopo dieci anni di servizio,
senza mai volare pi di settanta ore al mese, e che potevi
sceglierti le rotte che preferivi dalla tua sede centrale.
La sua esperienza... be', aveva fatto tre anni con la TWA
e poi quattordici con la Delta ed era stata licenziata. Con
la Islands Air guadagnava meno della met di quello che
prendeva prima. Ora la conversazione stava andando sul
personale. Non andava nemmeno vicino a coprire l'affitto,
i vestiti, le rate della macchina, l'assicurazione, e adesso
quelli della compagnia l'avrebbero licenziata non appena
avessero scoperto che era dentro.
Se non sei felice l, che cosa te ne frega se ti licenziano?
le aveva detto Ramona. Poi le aveva raccontato che
faceva le pulizie nelle case per cinquanta dollari al giorno,
quando riusciva a trovare lavoro, ma soltanto per tre
o quattro giorni la settimana, adesso c'era troppa concorrenza,
lo faceva chiunque, le haitiane portavano via il lavoro
alle cittadine regolari. Poi aveva chiesto a Jackie se
aveva qualcuno che puliva il suo appartamento.
E, nel giro di pochi minuti, Jackie stava raccontando
a Ramona la sua situazione, cercando il consiglio di una
donna delle pulizie con addosso una parrucca da quarantanove
dollari, e che per giunta non fumava nemmeno.
Possesso con cosa? Intenzione di spaccio? Non penso
che avrai problemi, dato il tuo aspetto. Con quei capelli
che hai? Se l'avessi fatto io, finirei dentro, ma tu?
No, tu no. Ti daranno una pacca sulla spalla e ti diranno:
Ragazza, non farlo pi, mi raccomando. No, se l'uomo
per cui lavori ha i soldi per pagarti un buon avvocato,
non hai niente di cui preoccuparti. E, se non te lo paga,
a quel punto cominci a pensare di fare un accordo con
gli sbirri, di farti togliere le accuse se collabori con loro.
Non una pena ridotta, proprio le accuse ritirate. Hai capito
cosa sto dicendo?
Si erano arrabbiati, le aveva raccontato Jackie, quando
si era rifiutata di parlare con loro, di collaborare.
Allora non preoccuparti, - aveva detto Ramona. - Quello a cui devi badare, se accusi quell'uomo,  che non abbia
degli amici che pu mandare da te.  questa la parte pi
rischiosa. Devi accusarlo senza che lui lo sappia. La cosa
peggiore che ti pu capitare, diciamo se non fai la spia sul
tuo uomo o se non accetti l'accordo? Potresti beccarti, be',
tre mesi in una prigione di contea, qualcosa del genere. Al
massimo sei, e sei mesi non sono niente.
Fantastico, - aveva detto Jackie. - Dovr ricominciare
la mia vita a quarantacinque anni.
Le torn in mente che Ramona, di cui Jackie pensava fosse
abbastanza vecchia da essere sua madre, le aveva sorriso
mostrando i denti incapsulati d'oro, dicendole che quarantacinque
erano proprio gli anni che aveva anche lei e domandandole:
Quand' il tuo compleanno, cara?
Si addormentava e si svegliava e ricordava di aver guardato
fuori dalla finestra panoramica dell'ufficio di Tyler,
West Palm che si offuscava nel crepuscolo, e ricordando
gli stivali di Nicolet sulla scrivania e il suono della sua voce,
Nicolet che le raccontava del giamaicano che era stato
trovato morto nel bagagliaio di una Oldsmobile.
A mezzogiorno dell'indomani, gioved, Jackie fu ammanettata
a una catena con Ramona e altre quattro donne
del dormitorio. Furono portate fuori e scortate oltre
una squadra di prigionieri maschi intenti a fare le pulizie
e poi a bordo di un autobus del servizio carcerario. Jackie
fissava il terreno, i calcagni nudi di fronte a lei. Un detenuto
appoggiato alla scopa disse: - Ecco le signore della
casa delle troie -. Jackie sollev lo sguardo mentre Ramona
diceva: - Bada a quel che dici, ragazzino -. Il prigioniero
con la scopa disse: - Vieni qui, ti ci faccio sedere, sul mio
coso -. E Ramona rispose: - Questo s che si chiama parlare -.
Risero e le donne alla catena con Jackie ripresero
vita, muovendo i fianchi e sculettando, voltandosi a sorridere
agli uomini che le stavano osservando. Uno si mise
le mani sul pacco e disse: - Controlla questo -. Jackie lo
guard: un bianco che sudava sotto il sole con la camicia
appesa alla vita, di almeno vent'anni pi giovane di lei, e
distolse lo sguardo. Lo sent dire: - Datemi quella bionda
l e rimango qui per sempre, - e Ramona, accanto a lei,
disse: - Ascolta quel bel ragazzone, sta parlando di te.
La sala del tribunale destinata alle udienze preliminari
le ricordava una chiesa, con il suo ampio corridoio centrale
e le panche ai lati. Prigionieri maschi in tute blu, come
quelle dei medici tirocinanti, erano seduti nelle prime
file. Le donne vennero slegate e guidate a sedersi dietro
di loro, e gli uomini si voltarono e fecero commenti finch
un agente in uniforme disse loro di stare zitti e guardare
in avanti. Quando il giudice entr, si alzarono e si risedettero.
E ancora non succedeva niente. Il personale del
tribunale e gli agenti di polizia si avvicinavano al giudice
e scambiavano con lui qualche parola, porgendogli documenti
da firmare.
- Quanto tempo dobbiamo aspettare? - domand Jackie.
- Finch ne hanno voglia, - rispose Ramona. -  quello
che si fa in prigione, cara. Si aspetta.
Dal momento in cui il cancelliere cominci a chiamare
gli imputati trascorse un'ora e venti prima che Jackie
venisse portata al tavolo del difensore d'ufficio. L'uomo
si volt verso di lei leggendo il suo dossier e le chiese come
voleva dichiararsi.
- Che scelte ho?
- Colpevole, non colpevole, o stare zitta.
Nicolet e Tyler erano presenti, da una parte, lontano
dal centro dell'aula. Erano appoggiati a una parete e la
stavano osservando.
- Non sono sicura di quello che dovrei fare, - disse
Jackie all'avvocato d'ufficio.
L'avvocato era giovane, sulla trentina, capelli ben tagliati,
abbastanza attraente, con un dopobarba dal profumo
piacevole... Per qualche motivo, questo le diede speranza,
le sembrava un tipo che sapeva il fatto suo.
- Posso far derubricare l'accusa a semplice possesso,
se ha intenzione di raccontare all'FDLE quello che vogliono
sapere.
E la speranza svan.
- La mia donna delle pulizie pu farmi ottenere un accordo
migliore di questo, - disse Jackie, e vide l'espressione
sorpresa dell'avvocato d'ufficio. Non era un buon
segno. - Avvisi quei tipi che dovranno fare molto meglio
prima che io apra bocca solo per salutarli.
Nicolet e Tyler erano sempre l a recitare la parte degli
spettatori innocenti.
- Be', questa  l'offerta dello Stato, - disse l'avvocato
d'ufficio. - Se si accorda sul semplice possesso, la sua cauzione
verr fissata a mille dollari. Se non lo fa, l'FDLE ne richieder
una di venticinquemila basandosi sui suoi precedenti
e sul rischio concreto di fuga. Se non la paga o non
conosce nessuno che pu farlo, passer da sei a otto mesi nel
Serraglio prima che venga fissata l'udienza del suo processo.
- Ma lei da che parte sta? - domand Jackie.
- Prego?
- Che cosa succede se mi dichiaro colpevole?
- E collabora? Potrebbe ottenere la libert vigilata.
- Non collaborer.
- Con i suoi precedenti? Potrebbe beccarsi da un anno
a cinque, a seconda di chi  il giudice -. Poi aggiunse:
- Vuole pensarci su? Ha pi o meno due minuti, prima
che tocchi a noi.
Era il suo atteggiamento ad affascinarla, il tono annoiato
della voce. E il modo in cui Nicolet e Tyler se ne stavano
appoggiati contro il muro con le loro espressioni innocenti
e indifferenti. - Far scena muta, - disse Jackie. - E poi
non dir una sola altra parola.
- Se  questo che vuole, - disse l'avvocato.
- Quello che vorrei  un fottuto avvocato, uno vero, -
disse Jackie.
Di nuovo l'espressione sorpresa sul viso dell'uomo.
- Non intendevo questo, - disse Jackie. Fece una pausa
per guardarsi intorno prima di dire all'avvocato: - Non
 che per caso ha un pacchetto di sigarette da lasciarmi?
- Non fumo, - rispose lui.
- Lo immaginavo, - disse Jackie.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Gioved sera, Max rimase in attesa all'ammissione mentre
gli agenti andavano a prendere Jackie Burke. Aveva
letto il rapporto dell'arresto e presentato i documenti per
il rilascio. Il mandato di comparizione e la procura legale.
Ora stava scambiando quattro chiacchiere con il sergente,
un giovanotto di nome Terry Boland. Max aveva lavorato
con suo padre, Harry Boland, quando Harry comandava i
detective al dipartimento dello sceriffo. Ora era colonnello,a capo dell'unit tattica. Amicone di Max e una delle
sue principali fonti di informazioni.
- Vedo che finalmente hanno cominciato a costruire i nuovi dormitori.
- Gi, - disse Terry, e aggiunse che, anche quando li
avessero finiti, gliene sarebbero gi serviti di nuovi.
- Un vero peccato, - disse Max, - che non si possano
investire soldi nelle carceri, come si fa per le imprese immobiliari.
E l'unico settore che non smette mai di crescere -.
Terry sembrava non sapere se doveva dichiararsi
d'accordo o meno, e Max disse: - Come sta la signorina Burke? Se la cava bene?
- Non ha dato nessun problema.
- Non vi aspettavate che ne desse, giusto?
- Voglio dire che non  crollata, - rispose Terry. - Alcuni di loro, sai...  uno shock mica da poco arrivare qui dal mondo civilizzato.
- Era gi stata dentro, - disse Max. - Questo aiuta.
Quello che l'aveva sorpreso, nel leggere il rapporto, era
l'et di Jackie Burke. Si era fatto l'idea di una hostess piuttosto
giovane. Ora, l'immagine mentale rivisitata e corretta
era quella di una donna di quarantacinque anni che
iniziava a mostrare i segni del tempo. Poi, per, quando
i due agenti la scortarono attraverso l'ingresso, dal buio
esterno alle luci fluorescenti, Max si rese conto che, ancora una volta, si era sbagliato.
Era davvero una bella donna. Se non avesse saputo quanti
anni aveva, l'avrebbe giudicata fra i trenta e i trentacinque.
Una figura aggraziata nella camicia dell'uniforme, un
metro e sessantacinque abbondante, sessanta chili - gli piaceva
il tipo, il modo in cui si muoveva, facendo schioccare
le ciabatte sul pavimento in vinile, il modo in cui sollevava
la mano per ravviarsi i capelli e toglierseli dalla faccia...
- Signorina Burke? - domand Max, e subito dopo le
porse il suo biglietto da visita, presentandosi. Lei annu,
dando un'occhiata al biglietto. C'erano donne che singhiozzavano
di sollievo. Anche alcuni uomini. C'erano
donne che addirittura lo baciavano. Lei, invece, si limit
ad annuire. Gli agenti portarono i suoi effetti personali e
glieli restituirono facendone l'inventario. Mentre Jackie
firmava il documento, Max disse: - Posso darle un passaggio
fino a casa, se vuole.
Lei sollev lo sguardo e annu di nuovo. - Okay -. E
poi: - No, aspetti. La mia macchina  all'aeroporto.
- Posso lasciarla l.
- Lo farebbe davvero? - domand la donna, e sembr
vederlo per la prima volta.
Lo fiss apertamente, per nulla consapevole, sorridendo
un poco con gli occhi, occhi di un verde brillante in cui
c'erano piccole scintille di luce. Max rimase a guardarla
togliersi le ciabatte, voltandosi per appoggiarsi con un fianco
alla parete, prima una e poi l'altra, e alla fine rimettersi le
sue scarpe con i tacchi. Quando si raddrizz, scostandosi
i capelli di lato con la punta delle dita, sorrise per la prima
volta, un sorriso stanco, e sembr stringersi nelle spalle.
Nessuno di loro due parl finch non furono fuori e a quel
punto Max le chiese se era tutto a posto.
- Non ne sono sicura, - rispose Jackie Burke, che non
aveva nessuna fretta di arrivare alla macchina. Di solito
erano tutti ansiosi di andarsene da l il pi alla svelta
possibile.
Ora erano in auto, pronti a partire, e Max si accorse
che Jackie lo stava fissando.
-  davvero un agente per le cauzioni? - gli chiese.
Lui la guard. - Chi pensa che potrei essere?
Non rispose.
- Le ho dato il mio biglietto da visita, l dentro.
- Posso vedere un suo documento? - domand lei.
- Dice sul serio?
Jackie Burke rimase in attesa.
Max prese il portadocumenti dalla tasca, glielo diede e
apr la portiera per far scattare la luce dell'abitacolo. La
osserv leggere ogni singola parola, dalla dicitura Agente
di sicurezza con licenza dello Stato della Florida gi fino
alla sua data di nascita e al colore dei suoi occhi. Quindi
gli restitu il documento e disse: - Chi ha pagato la mia
cauzione, Ordell?
- In contanti, - disse Max, - tutti i diecimila.
Lei si volt e guard dritto davanti a s.
Rimasero entrambi in silenzio finch la macchina raggiunse
il cancello principale e Max abbass il finestrino.
Un agente usc dal gabbiotto di guardia tenendo in mano
il revolver calibro trentotto di Max con il tamburo aperto.
Max consegn il pass all'agente in cambio della pistola,
lo ringrazi e rimise il tamburo al suo posto prima di allungarsi
per mettere l'arma nel vano portaoggetti. Il cancello
si apr. - Di solito bisogna andare dentro, - spieg
Max, - ma mi conoscono. Vengo qui piuttosto spesso -.
Lasciando il Serraglio, accese i fari e si diresse verso Southern
Boulevard, raccontando alla signora Burke, tanto per
dire qualcosa, che nessuno entrava mai al Serraglio con
un'arma, nemmeno gli agenti; le raccont che il capanno
accanto al gabbiotto di guardia era pieno di pistole e fucili.
Quando lei fece scattare l'accendino si volt a guardarla
e alla luce della fiamma vide la sua faccia, le guance tirate
verso l'interno per inalare il fumo di un cigarillo sottile.
- Fuma i sigari?
- Se devo. Possiamo fermarci a comprare delle sigarette?
Max tent di ricordare dove ci potesse essere un tabaccaio
sulla strada verso il Southern.
- Il posto pi vicino che mi viene in mente, - disse, - 
il Polo Lounge. Ci  mai stata?
- Non credo.
-  un locale per bene. Un ritrovo di poliziotti.
- Forse preferisco aspettare.
- Pensavo che le andasse di bere qualcosa.
- Mi piacerebbe molto, ma non l.
- Potremmo fermarci all'Hilton.
-  buio?
- S,  un bel posto.
- Dobbiamo andare in un locale non troppo illuminato.
Lui la guard, sorpreso.
- Ho l'aria di una che  appena uscita di galera, - disse
lei, e soffi uno sbuffo di fumo di sigaro contro il parabrezza.
A cena con un ladro, e poi a bere con una hostess che si
faceva di coca e consegnava grosse somme di denaro. Un
pianoforte in sottofondo.
Jackie sembrava diversa ora, i suoi occhi erano pi vitali.Occhi verdi che si muovevano e scintillavano, riflettendo
la luce colorata di rosa del locale. Max la osserv aprire
un pacchetto di sigarette e accendersene una, prima di
bere un sorso di scotch e lanciare un'occhiata al pianista.
- Non dovrebbe essergli consentito di suonare Light
My Fire.
- Non qui, - disse Max, - non con indosso uno smoking.
- Da nessuna parte -. Jackie spinse il pacchetto di sigarette
verso di lui.
Max scosse la testa. - Ho smesso tre anni fa.
- Hai messo su peso? - Avevano deciso di darsi del tu.
- Cinque chili. Prima li ho persi, poi li ho ripresi.
-  per questo che io non smetto. Uno dei motivi, almeno.
Ieri sono rimasta chiusa dentro con solo due sigarette.
E ho passato la notte ad ascoltare i consigli di una donna
delle pulizie di nome Ramona, che non fuma.
Non sembrava troppo sconvolta.
- Ramona Williams, - disse Max, - beve. Mi sono occupato
di lei un paio di volte. Quando  ubriaca ha la tendenza
a perdere le staffe e colpire la gente con martelli,
mazze da baseball, eccetera... Vi siete trovate bene?
- Si  offerta di venire a fare le pulizie nel mio appartamento
per quaranta dollari e di lavare la parte interna
delle finestre.
Ora sembrava seria.
Max si spost sulla sedia. - Ti stava consigliando, eh...?
Di fare cosa?
- Non lo so. Immagino che quello di cui ho bisogno sia
un avvocato. Per scoprire quali sono le opzioni che ho a
disposizione. Fino a questo momento, posso collaborare e
forse ottenere la libert vigilata. Oppure posso stare muta
e beccarmi fino a cinque anni. Ti sembra giusto?
- Intendi giusto nel senso di giusto, o giusto nel senso
di accurato? Direi che, se vieni processata e riconosciuta
colpevole, ti becchi non pi di un anno e un giorno. Parlo
di penitenziario di Stato.
- Grandioso.
- Ma non vorranno portarti fino al processo. Ti offriranno
il possesso semplice, qualche mese in una prigione
della contea e un anno o due di libert vigilata -. Max
prese un sorso del suo drink, bourbon con ghiaccio. - Sei
stata arrestata gi una volta. Non ti ha insegnato niente?
Se diventi schiava di quella roba... l'anno scorso ho fatto
uscire una donna, una tossica di crack. L'ho vista di nuovo
l'altro giorno in tribunale. Sembrava che le avessero
fatto un trapianto di faccia.
- Io non mi drogo, - disse Jackie. - Non fumo nemmeno
erba, ormai da anni.
- Allora stavi portando quei quarantadue grammi per
qualcun altro.
- A quanto pare. Sapevo di avere i soldi, ma non la cocaina.
- Chi ti fa la valigia, la domestica?
- Sei divertente quanto i poliziotti, - disse Jackie.
Lo disse con la sua voce pacata, guardando dritto verso
di lui nella penombra del bar dell'Hilton con quegli occhi
verdi scintillanti.
- Okay, - disse lui, - non sai come ti  finita nella borsa.
Non era una bella situazione. Lei sorseggi il suo scotch e
non sembrava importarle molto che lui le credesse o meno.
Cos Max ricominci da capo. - L'altro giorno mi sono
reso conto di aver firmato almeno quindicimila cauzioni,
da quando sono in affari. E pi o meno l'ottanta per cento
riguardava reati di droga o in qualche modo collegati alla
droga. So come funziona il sistema. Se vuoi, posso aiutarti
a valutare le tue possibilit.
Lei lo sorprese.
- Non ti sei ancora stancato?
- In effetti s, mi sono stancato -. Max non aggiunse
altro: non aveva nessuna voglia di ascoltarsi parlare. - E
tu, che mi dici? Passi la met della tua vita volando?
- Anche quando non volo, credo di avere problemi a
condurre una vita normale, - disse Jackie. - E, a questo
punto, non ho la minima idea di dove sto andando Sollev
lo sguardo su di lui, schiacciando il mozzicone della
sigaretta. - Ma so dove non ho nessuna voglia di andare.
Era in grado di dire cose come quella perch lui era pi
vecchio di una decina d'anni. Era quella la sensazione che
aveva Max. - Vediamo se riusciamo a capire che cosa dovresti
fare, - disse. - Vuoi un altro bicchiere?
Jackie annu accendendosi una sigaretta. Ne fumava
una dopo l'altra. Max fece cenno alla cameriera di portare
un altro giro. Jackie stava guardando il pianista, adesso,
un uomo di mezza et con uno smoking e una parrucca fin
troppo ovvia che si stava dando da fare sul tema di Rocky.
- Poveretto, - disse Jackie.
Max lo guard. - Le prova proprio tutte, eh? - Poi
torn a guardare Jackie. - Sai chi ha messo la droga nella
tua borsa?
Lei lo fiss per un istante prima di annuire. - Ma non
 questo il punto. Erano l ad aspettarmi.
- Non  stata una perquisizione casuale?
- Sapevano che stavo portando dei soldi. Sapevano persino
quanti ne stavo portando. Quello che mi ha perquisito
la borsa, Tyler, ha dato ai soldi soltanto un'occhiata, di
sfuggita. Oh, direi che ci sono cinquantamila dollari qui.
Che cosa ne dici? Non era per niente sorpreso. Ma tutto
quello che potevano fare era minacciarmi di consegnarmi
alla dogana, e io avevo capito benissimo che non avevano
nessuna voglia di farlo.
- E cos ti hanno mandata davanti a un tribunale federale,
- disse Max. - Speravano che tu parlassi.
- Non hanno fatto altro che stare l, lasciandomi in attesa,
finch non hanno avuto il colpo di fortuna e hanno
trovato la coca -. Sollev il bicchiere e lo tenne per un
attimo davanti a s. - Devi capire, Max, che erano sorpresi
quanto me. Ma a quel punto avevano in mano qualcosa
per convincermi.
- Che cosa ti hanno chiesto?
- Se conoscevo un tipo di nome Walker, a Freeport.
Hanno parlato di un giamaicano...
La cameriera arriv con i loro bicchieri.
- Beaumont Livingston, - disse Max.
Jackie lo fiss mentre la cameriera raccoglieva i bicchieri
vuoti e posava quelli pieni su due tovaglioli, e continu
a fissarlo mentre la donna chiedeva se volevano qualche
nocciolina; quando Max la guard scosse la testa e aspett
finch lui non disse no grazie e la cameriera finalmente
se ne and.
- Come fai a conoscere Beaumont?
- L'ho tirato fuori di prigione luned, - rispose Max. - Ieri
mattina l'hanno trovato nel bagagliaio di una macchina.
-  stato Ordell a pagargli la cauzione?
- Diecimila dollari. Proprio come per te.
- Merda, - disse lei, e prese il bicchiere. - Mi hanno
detto che cosa gli era capitato... secondo l'agente federale,
per come l'ha messa gi, Beaumont  stato ucciso.
Max si sporse sul tavolino. - Non me l'avevi detto.
Uno dei due era un federale? Che dipartimento? La DEA?
- Ray Nicolet.  dell'Alcol, tabacco e armi da fuoco.
Pensavo di avertelo detto -. Lo sguardo di Jackie si spost
di nuovo sul pianista. - Questa  Tutti insieme appassionatamente.
Gli piacciono le canzoni famose.
- Quando comincia a suonare Climb Every Mountain ce
ne andiamo da qualche altra parte, - disse Max. Si sentiva
vivo e avrebbe anche potuto sorridere, cominciando a capire
qual era il punto della faccenda. - Ray Nicolet, - disse,
- non lo conosco, ma ho visto il suo nome sui rapporti
di arresto.  lui quello che ti vuole. Ti usa per arrivare a
Ordell, per costruire un caso e portarlo in ambito federale.
Max era compiaciuto di s stesso.
Finch Jackie disse: - Non hanno mai fatto il suo nome -.
Si blocc. - Stai scherzando?
- Non credo che sappiano niente di lui.
- Hanno parlato con Beaumont.
- S, e che cosa gli ha detto?
- Be', tu sai in cosa  coinvolto Ordell, no?
- Ne ho un'idea tutt'altro che vaga, - rispose Jackie.
- Se non  alcol e non  tabacco, cosa resta?  quello che il
federale vuole da me.
- Ordell non ti ha mai detto che vende armi?
- Non gliel'ho mai chiesto.
- Questa faccenda non lo fermer.
Max scosse la testa e la guard sporgersi verso di lui, la
testa oltre le braccia sul bordo del tavolo e quello scintillio
sempre negli occhi.
- Di che tipo di armi stiamo parlando?
Quel gesto gli diede la sensazione di essere insieme in
qualcosa, e la sensazione gli piaceva. Se poi lei lo stava pigliando
in giro o servendosi di lui... be', pazienza.
- Fai tu, - disse Max. - Viviamo nella capitale delle
armi d'America, la Florida del Sud. Qui ci metti meno
a comprare un fucile d'assalto che a ottenere la tessera
della biblioteca. L'estate scorsa ho tirato fuori un tizio
che era dentro per droga. Mentre  fuori su cauzione lo
beccano che tenta di far uscire verso la Bolivia trenta
Ak-47 di fabbricazione cinese attraverso l'aeroporto internazionale
di Miami. Hai presente di che tipo di fucile
sto parlando? - Jackie si strinse nelle spalle e forse con
la testa fece cenno di s. - E una copia dell'arma militare
russa, - spieg Max. - Un paio di settimane fa c'era
una storia sul giornale, la polizia ha beccato un tipo che
stava comprando dei Tec-9 nella contea di Martin, senza
alcuna attesa, e poi li rivendeva ai trafficanti di droga di
West Palm e Lake Worth, tutti criminali recidivi. C' un
altro tipo, a Coral Springs, che ha venduto delle bombe
a grappolo agli iracheni prima, dice lui, che cominciasse
la Guerra del Golfo. Non mi vedo Ordell che traffica
con roba militare, ma non si pu mai sapere. Quello
che mi stupisce, di lui,  che  un delinquente, su questo
non ho il minimo dubbio, ma  stato arrestato una volta
sola, vent'anni fa.
- Questo te l'ha detto lui?
- Un mio amico al dipartimento dello sceriffo ha controllato
il suo nome. E Ordell  il tipo di persona che adora
parlare di s.
- Non con me, - disse Jackie. - Quando l'ho conosciuto
andava avanti e indietro a Freeport; per giocare d'azzardo,
cos diceva. Mi raccontava quanto vinceva, o quanto
perdeva. E quanto aveva pagato i suoi vestiti...
- Accenna alle cose, - disse Max. - Vuole che sia tu a
capire che cosa fa davvero. Digli che pensi che sia nel traffico
di armi e guarda la sua espressione, si tradir subito.
Si fa pagare alle Bahamas, quindi opera fuori dal paese. E
tu porti il ricavato qui con uno dei tuoi voli...
Max rimase in attesa.
Jackie fece lo stesso.
Dopo un istante di silenzio, la donna disse: - Di solito
portavo diecimila dollari alla volta. Mai pi di cos e mai
soldi miei. Dovevo tenere in macchina solo la cifra sufficiente
per pagare il parcheggio e andarmene dall'aeroporto.
- Quanti viaggi hai fatto?
- Finora nove, sempre con diecimila dollari.
- Ha davvero tutti quei soldi?
- Voleva che cominciassi a riportargli pi di centomila
dollari alla volta.
- Ges, - sussurr Max.
- Mi  stato addosso finch non gli ho detto okay, porter
tutto quello che ci sta in una busta di carta venticinque
per trenta e voglio cinquecento dollari. Lui ha detto
che andava bene e ha organizzato il tutto. Il suo amico,
Mister Walker, mi ha dato la busta a Freeport...
- E non ci hai guardato dentro per controllare?
- E per cosa? Walker ha detto che ci aveva messo cinquantamila.
Benissimo. Poteva essere una cifra qualsiasi.
Quello a cui non ha fatto cenno era il sacchettino con dentro
i quarantadue grammi.
- Se sapevi che portare negli Stati Uniti qualsiasi cifra
superiore a diecimila dollari era rischioso, allora perch
non portarne centomila? Qual  la differenza?
- Quale che sia la cifra, deve starci nella mia borsa da
viaggio e non saltarti in faccia appena il trolley viene aperto.
L'idea era questa.
- Anche diecimila alla volta, - disse Max, - non devi
chiedergli cosa fa per sapere che li ha ottenuti illegalmente.
- Hai ragione, - disse Jackie. - Non devo chiederlo, dal
momento che non sono del fisco Fece una pausa, continuando
a fissarlo. - Di tanto in tanto sembri proprio uno
di loro. Non tanto Tyler, quanto Nicolet.
- Faccio fatica a essere me stesso, con te, - ammise
Max. - Al Serraglio non eri nemmeno sicura che fossi un
agente per le cauzioni. Pensavi che potessi essere uno sbirro,
vero? Credevi che stessi tentando di estorcerti qualche
informazione con l'inganno.
- Mi  passato per la mente, s, - disse Jackie.
- Ho passato dieci anni in polizia, - disse Max, - al dipartimento
dello sceriffo. Forse si vede ancora. O magari
 il genere di affari di cui mi occupo. Si tende a parlare lo
stesso linguaggio.
- Non  che per caso vuoi assumere qualcuno? - domand
Jackie. - Non ho ancora saltato il lavoro, oggi avevo il
giorno libero. Ma se non posso lasciare il paese, mi ritrovo
disoccupata. E se non posso lavorare, non posso nemmeno
pagarmi un avvocato.
- Fai domanda, ti daranno il permesso.
- Questo se collaboro.
- Be', devi dargli qualcosa. Vuoi restare fuori di galera,
no?
- S, ma non tanto quanto ho voglia di restare fuori dal
bagagliaio di una macchina.
- Che tu gli dia qualcosa oppure no, sono sicuro che ti
terranno comunque d'occhio.
Lei si sporse sul tavolo, fissandolo intensamente. - Stavo
pensando... se tutto quello che posso dargli  un nome,
ma niente su quello che fa, non ho molto con cui intavolare
una trattativa, no?
- Offriti di dare una mano, - disse Max, - ma rifiutati
di farti mettere un microfono. Non devi fare altro se
non mostrare la tua buona volont. E, quando l'avranno
preso, e questo  tutto quello che gli importa, credimi,
non verranno certo a dirti: Ehi, peccato, non hai fatto
abbastanza. No, quando avranno preso Ordell, diranno
al procuratore distrettuale di stampare un bel non luogo a
procedere sul tuo caso e sarai a posto. Questo significa
che potranno riaprire il caso entro trenta o sessanta giorni,
certo, ma non succeder. Se lo beccano prima della tua
udienza preliminare, ti lasceranno andare con un A-99, un
non luogo a procedere.
- Ne sei sicuro? - domand lei.
- Non posso garantirtelo, no. Ma che altro hai in mano?
- Quindi vado da loro e mi offro di aiutarli.
- Digli chi ti d i soldi, a chi li porti, quanto vieni pagata.
Tutto.
- Nomi, insomma.
- Quel tuo Mister Walker, devi darglielo.
- E fare la pentita?
- No, giocatela senza barare.
Rimase a guardarla, ora. Jackie fissava la punta della
sigaretta mentre la faceva rotolare nel posacenere, e Max
rest in silenzio, dandole il tempo di cui aveva bisogno.
Ma dopo un po' sent che la sua pazienza stava per finire.
- Dove sei? - chiese.
La donna sollev la testa e lui vide i suoi occhi, quello
scintillio verde, quello sguardo che, se lui l'avesse permesso,
avrebbe potuto cambiargli la vita.
- Sai una cosa? - disse lei. Lo scintillio si trasform in
un sorriso. - Potrei avere pi opzioni di quante pensassi.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Quel gioved sera, Louis entr in un negozio di liquori
sulla Dixie Highway a Lake Worth. Avevano vodka di
importazione, roba che veniva dalla Russia, dalla Polonia,
dalla Svezia e che andava dai quindici ai venti dollari al
litro. Magari ce l'avevano anche prima che lui si facesse
i suoi quarantasei mesi a Starke, ma Louis non ricordava
di averne mai vista. Aveva sempre bevuto la roba che costava meno.
Ora non pi.
Un uomo anziano dietro il bancone si avvicin. - Cosa
posso fare per lei? - disse. Anziano, s, ma pi grosso
di Louis, con i capelli grigi a spazzola. Sembrava un vecchio
ubriacone: non si radeva da giorni e indossava una t-
shirt con la scritta dio benedica L'AMERICA, di quelle che
andavano per la maggiore durante la Guerra del Golfo.
La pancia del tipo aveva stiracchiato la parola america, sformandola.
- Due bottiglie di Absolut, - disse Louis. L'uomo si allung
per prenderle dallo scaffale e Louis infil la mano
destra nella tasca della giacca blu che aveva trovato nell'armadio
e che indossava con sotto una maglietta bianca e
un paio di pantaloni color cachi. Quando il vecchio si volt
con le bottiglie e le pos sul bancone, Louis disse: - E
dammi anche tutti i soldi che hai in cassa.
Ora il vecchio stava fissando Louis che teneva la tasca
della giacca puntata verso di lui. Non sembrava molto sorpreso.
Si pass una mano sulla barba sale e pepe e disse:
- Perch non tiri fuori il dito da l dentro e te lo infili nel
culo mentre io prendo il mio fucile? - Scuotendo la testa,
si volt e si incammin verso il retro del negozio. Louis usc di corsa.
Niente male, come nuovo inizio.
Guid fino all'ufficio di Max Cherry ed entr con la
chiave che aveva preso dalla scrivania di Max quella mattina.
Quando l'aveva fregata, si sentiva ottimista, vicino
a fare la sua mossa. Quello che doveva fare ora era concentrarsi,
fare sul serio. Ordell aveva ragione: non aveva
niente da perdere. Louis usc dall'auto e prese il cric dal bagagliaio.
Quel pomeriggio era andato fino a South Miami Beach,
un viaggio di due ore e mezza, al Santa Marta sulla Ocean
Drive, vicino alla Sesta. L'albergo era di propriet di alcuni
colombiani, e alcuni di loro erano al bar nell'atrio.
Louis era entrato e ne aveva visti quattro al bancone. Uno
stava mostrando agli altri come eseguire un passo di danza,
con le spalle incurvate e i fianchi che si muovevano
al ritmo di una musica latino-americana che usciva a tutto
volume da altoparlanti nascosti. Avevano sollevato lo
sguardo, lo avevano visto, poi erano tornati a guardare il
tipo che ballava. Era stata la goccia. Louis avrebbe potuto
stamparsi un sorriso in faccia e avvicinarsi a loro, porgergli
i biglietti da visita di Max Cherry... Era andato l per essere
sicuro di avere ragione sul fatto di non poter fingere con quella gente.
Si era invece limitato a voltarsi e incamminarsi sulla strada
piena di alberghi art dco, in perfetto stile Miami Vice,
fino al Cardozo, e sedersi a un tavolino sul marciapiedi per
bersi un vodka tonic. Non era il suo ambiente pi di quanto
non lo fosse l'albergo dei colombiani, ma lo spettacolo era
migliore: tutti quei top minuscoli che nascondevano appena
le tette; e le scarpe da basket da cento dollari al paio.
Louis aveva vissuto l dieci anni prima, quando i pensionati
di New York se ne stavano seduti sulle verande degli
alberghi con i cappelli di paglia e i nasi dipinti di bianco,
e i cubani portavano avanti i loro traffici per le strade.
Cinque anni prima, quando le cose stavano cominciando
a cambiare, era tornato a rapinare una banca a non pi di
dieci isolati di distanza da dove si trovava ora, vicino al
negozio di alimentari di Wolfie. Ora stare nella Florida
del Sud era il massimo della vita modaiola. C'erano tipi
con gli occhiali da sole tra i capelli che mettevano in posa
ragazze magre sulla spiaggia e le fotografavano. Non era
pi possibile trovare parcheggio in Ocean Drive. Louis si
era fatto un altro paio di vodka tonic. Aveva guardato una
ragazza con i capelli scuri, una tutina attillata e le scarpe
con il tacco arrivare sul marciapiedi, una vincente senza
dubbio, e stava per allungare la mano e chiederle se le
andava di bere qualcosa, quando si era reso conto che si
trattava di un uomo con la faccia truccata e le tette al silicone.
Ecco come era diventata trendy la Florida del Sud,
adesso. Che cosa ci faceva lui li? Non era un commesso
viaggiatore che distribuiva biglietti da visita di un'agenzia
per le cauzioni. Se qualcuno gli avesse chiesto di che cosa
si occupava per vivere, sarebbe stato costretto a dire che
rapinava banche, anche se dall'ultima volta che ne aveva
ripulita una erano passati quasi cinque anni.
E se, mentre era nei paraggi, si fosse fermato di nuovo a
quella banca sulla Collins? Era quella in cui la ragazza alla
cassa gli aveva rifilato la mazzetta con dentro la vernice.
Louis aveva ordinato un altro vodka tonic e aveva scritto
una nota su un tovagliolino di carta. Questa  una rapina.
Non farti prendere dal panico..., poi aveva usato
un altro tovagliolino per scrivere e non premere nessun
bottone. Si era reso conto che avrebbe dovuto scrivere
molto pi in piccolo per farci stare anche altrimenti ti
faccio saltare la testa pi qualche frase sui soldi, il fatto
che voleva soltanto banconote da cento dollari e da cinquanta.
Aveva ricominciato da capo con un tovagliolino
pulito, bene aperto sul tavolino, e scritto le parole giuste.
Perfetto.
Ma, quando era arrivato il momento, aveva pagato il
conto, aveva camminato per diversi isolati fino a raggiungere
la macchina e poi aveva guidato lungo la Collins fino
alla banca, che per era chiusa.
La settimana prima avrebbe anche potuto lasciar perdere,
ma non oggi: stava facendo la sua mossa, si era finalmente
deciso. Aver fatto la figura dell'idiota con il tizio
del negozio di liquori non l'aveva nemmeno scalfito. Gli
aveva soltanto fatto capire, maledizione, che le cose doveva
farle bene. I negozi di liquori, lo sapeva, non erano
mai facili come le banche.
Louis us il cric per scardinare il lucchetto dell'armadio
delle armi di Max in sala riunioni, vicino al frigorifero e
alla macchinetta del caff. Dentro c'erano quattro pistole
e il Mossberg 500 laminato in nichel, il fucile con l'impugnatura
di una pistola e il mirino al laser che funzionava
a batterie. Louis sent la propria immagine cambiare
mentre diventava serio, sempre pi serio, e scelse la Colt
Python cromata che sapeva essere di Winston, una .357
Magnum con una canna di venti centimetri, grossa e impressionante.
Sarebbe andata bene. E in pi prese un paio
di scatole di munizioni a punta cava. Anche con il mirino
laser il fucile ci sarebbe stato sotto la giacca che aveva
indosso. Una volta abbottonata, gli calzava a pennello e
aveva i baveri pi larghi che Louis avesse mai visto. Tutti
i vestiti di JJ erano praticamente nuovi ma non pi di moda,
rimasti appesi per vent'anni negli armadi o rinchiusi
nei bauli mentre JJ entrava e usciva dal sistema carcerario.
Ordell non avrebbe mai visto quella giacca. Il giorno
dopo Louis sarebbe andato da Burdine's o da Macy's e si
sarebbe comprato dei vestiti nuovi. Niente di troppo vistoso,
tipo la giacca giallo canarino di Ordell, non si sentiva
in vena di dare spettacolo a quel modo. Qualcosa di
azzurro poteva andare bene.
Quando entr nel negozio di liquori per la seconda
volta, il tipo con la maglietta dio benedica L'AMERICA si
strofin il mento e disse: - Ges cristo, non dirmi che sei
tornato davvero.
Louis disse: - Dammi due bottiglie di Absolut, - questa
volta estraendo il Mossberg dalla giacca da sotto il braccio
sinistro. La placca di nichel scintillava alla luce delle lampade,
e il puntino rosso del mirino laser si ferm sulle bottiglie
che voleva mentre Louis stringeva bene l'impugnatura.
Il commesso disse: - Hai rubato quella pistola giocattolo
a qualche ragazzino?
- Vedi quel puntino rosso? - disse Louis. Lo spost dalla
bottiglia di Absolut, premette il grilletto, e fece saltare
tre file di alcolici a basso costo. -  vera, - disse. Cristo, gli
fischiavano le orecchie. - Voglio due bottiglie di Absolut,
tutto quello che hai in cassa e quella mazzetta che tieni
nella tasca dei pantaloni.
Si sentiva bene mentre beveva un po' di vodka e guidava
sulla Dixie cercando un motel perch ne aveva abbastanza
di vivere a casa di JJ. E ne aveva abbastanza di
starsene a bighellonare nell'ufficio di Max Cherry...
Ma si rese conto, cristo, che doveva tornarci subito.
Mettere la chiave nella scrivania di Max, dove l'aveva
trovata, e inscenare uno scasso, altrimenti Max avrebbe
capito subito che era stato lui. Avrebbe dovuto prendere
tutte le armi. Max poteva comunque arrivarci, per. Stare
dentro quattro anni l'aveva arrugginito, ecco tutto. Almeno
adesso sapeva cosa doveva fare. Continuare su quella
strada, fino in fondo. Senza fermarsi o guardarsi indietro
una volta cominciato. Non era cos che diceva Ordell?
Qualcosa del genere, si.
Ordell aveva provato a far vedere ai suoi teppisti come
si adoperava un grimaldello a tensione o, come veniva
chiamato in gergo, un rastrello - nessuno di tutti quegli
aggeggi era pi lungo di quindici centimetri, ti stavano
tranquillamente nella tasca - per aprire qualsiasi porta di
una casa chiusa a chiave. Vedete? Era facile, una volta
che avevi fatto un po' di pratica e ci avevi fatto la mano.
Ma no, ai teppisti piaceva entrare sfondando le porte. Gli
piaceva spaccare le finestre o far saltare le serrature con
un fucile. Il loro trip era guidare un grosso pick-up contro
la porta sbarrata di un monte dei pegni o di un negozio
di ferramenta: entrare, caricare e poi andarsene di nuovo
con il camioncino rubato che di sicuro aveva stampato sulla
fiancata il nome di qualche ditta. I negozi di armi mettevano
sbarre di ferro nel cemento fuori dalla porta, cos
non la potevi sfondare con le macchine. Quello che facevano
i suoi teppisti quando erano sovreccitati era entrare
a negozio aperto, estrarre le armi e buttarsi sui fucili d'assalto
per i quali andavano matti. Non aveva importanza
che comportandosi cos rischiavano di spararsi addosso,
erano dei figli di puttana fuori di testa. Ordell rinunci
a insegnare loro i modi pi sottili per entrare nei posti.
Ormai tirava fuori i suoi attrezzi soltanto quando era lui
stesso a doverli usare.
Come quella sera, che doveva entrare nell'appartamento
di Jackie Burke.
Max and a casa continuando a vedersela dall'altra
parte del tavolino nella penombra del bar, Jackie che lo
guardava in quel suo modo tutto particolare con quegli occhi
verdi scintillanti, Jackie che si voltava verso il pianista
e diceva che non doveva essergli permesso di suonare Light
My Fire, Jackie che aveva risposto grandioso con quel
suo tono di voce asciutto quando lui le aveva detto che
poteva farsi un annetto di galera. E Jackie che gli diceva:
Sei divertente quasi quanto gli sbirri, quando all'inizio
lui non le aveva creduto. Ma ben presto aveva cominciato
a fidarsi di lui e Max aveva avuto la sensazione che si
stessero avvicinando, come se si trovassero in quella storia
insieme e lei avesse bisogno di lui. Era una bella sensazione.
Max aveva osservato i suoi occhi per capire quale fosse
il suo umore. L'aveva osservata fumare le sue sigarette
e, per la prima volta da un paio d'anni a quella parte, ne
avrebbe voluta una anche lui. Prima di andarsene dal bar
dell'Hilton, si era reso conto che tra loro due poteva nascere
qualcosa, se lui l'avesse voluto.
Era un sacco di tempo che non provava quella sensazione.
E mai con un'imputata.
Una volta, nel corso degli ultimi due anni di vita solitaria,
era arrivato sul punto di dire a una donna che la
amava. Una cameriera di nome Cricket, con l'accento della
Georgia. Aveva avuto quella sensazione di tenerezza una
notte mentre era a letto con lei, una sensazione risvegliata
in lui dal modo in cui la luce che arrivava dalla finestra
ammorbidiva le guance incavate di Cricket e le accarezzava
il piccolo seno bianco. Solo che la luce proveniva
da un lampione per strada, non dalla luna della canzone
Moonlight Becomes You o magari quella di That Old Devil
Moon, e probabilmente a fermarlo pi che il buonsenso
era stata questa consapevolezza. Cricket cantava canzoni
di Reba McEntire imitando anche i gesti. Cantava quella
vecchia canzone di Tammy Wynette, d.i.v.o.r.c.e., poi
gli lanciava un'occhiata e gli diceva:  un suggerimento.
Cricket lo faceva sentire bene. Il problema era trovare
qualcosa di cui parlare. Con Renee era la stessa cosa:
tutti quegli anni senza parlare. Quando erano sposati da
poco aveva tentato di leggerle delle poesie. E, le volte in
cui lei alla fine aveva detto qualcosa, era stato: E cosa
vorrebbe dire?
Non aveva detto a Renee che la amava per quasi dieci
anni. Gliel'aveva detto qualche volta quando sapeva
di non amarla e poi aveva smesso. Qual era lo scopo? Lei
non gliel'aveva detto mai. Nemmeno all'inizio, quando
lui glielo ripeteva di continuo; perch lo faceva, eccome
se lo faceva. Renee era timida, carina come un insetto, e
lui voleva mangiarsela. Quando facevano l'amore lei non
diceva nemmeno una parola. Aveva paura di rimanere
incinta: a seconda dei momenti diceva che un dottore le
aveva detto che era troppo minuta e che una gravidanza
l'avrebbe uccisa, o che il suo utero era bloccato o che aveva
troppa paura delle bombe all'idrogeno. Se non apprezzava
il fatto che lui le leggesse delle poesie andava bene,
in ogni caso non erano poesie romantiche, si trattava pi
che altro di Ginsberg e Corso, tipi un po' strani. A Max
piacevano, anche se in quei giorni aveva dovuto affrontare
con in mano un manganello i dimostranti che lo chiamavano
porco per la strada, e allora si chiedeva: Ehi,
un attimo, che cosa ci sto facendo qui? Questo succedeva
prima che diventasse detective e scoprisse che il lavoro alla
Omicidi gli piaceva cos tanto che sarebbe stato disposto a
morirci. Una volta fin di leggere una poesia a Renee e lei
disse: Dovresti vederti. Si riferiva al fatto che per lei
era strano vedere un tipo in uniforme da sbirro che leggeva
poesie, non sapendo che si trattava proprio di uno dei
poeti della beat generation.
Ricordava una poesia pi recente, di un tipo di nome
Gifford, che si intitolava A Terry Moore e finiva con questi versi:
Dimmi, Terry
quando eri giovane
i tuoi amanti sono mai stati gentili?
Se la ricordava perch era innamorato di Terry Moore,
negli anni Cinquanta, subito dopo essere stato innamorato
di Jane Greer e subito prima di innamorarsi di Diane
Baker. Quell'anno aveva lasciato perdere Jodie Foster, solo
perch ormai era vecchio abbastanza da essere suo padre,
e si era preso una cotta per Annette Bening. Non gliene
fregava niente di quanti anni avesse Annette.
Mentre la accompagnava a recuperare la macchina,
Jackie Burke l'aveva fatto ripensare a quella poesia per
Terry Moore, all'ultima parte, i tuoi amanti sono mai
stati gentili? Jackie gli stava raccontando che volava da
quasi vent'anni e che si era sposata due volte. La prima
con un pilota di linea che  andato in prigione per una
dipendenza da duecento dollari al giorno. E la seconda
volta con un inglese, a Freeport, responsabile del casin
di un albergo, che una sera ha deciso che era arrivato il
momento di morire. E su di loro non aveva detto altro.
Max aveva pensato alla poesia perch poteva immaginarsi
fin troppo facilmente gli uomini che le ronzavano attorno
quasi per forza di cose, prima di quei matrimoni e tra
un matrimonio e l'altro e magari anche mentre era sposata,
magari a diecimila metri di quota.
In macchina, mentre andavano all'aeroporto, lei gli
aveva domandato se era sposato. Lui le aveva detto di si
e da quanto tempo e lei aveva detto: Ventisette anni?
Aveva quasi alzato la voce, Max se lo ricordava bene.
A sentirlo dire da lei, sembrava un periodo incredibilmente lungo.
Sembra pi lungo di quello che , aveva detto lui e,
nel buio, fissando la luce dei fari davanti all'automobile,
aveva tentato di spiegare la sua situazione.
Quando abbiamo cominciato a uscire insieme ero gi
nel dipartimento dello sceriffo, ma a Renee non piaceva
essere sposata con un poliziotto. Diceva che si preoccupava
da morire tutto il tempo immaginando che cosa mi
poteva succedere. E poi diceva anche che mettevo il lavoro al primo posto.
E lo facevi?
Devi farlo. Cos ho mollato. A lei non piaceva essere
sposata con uno sbirro - ma detesta essere sposata con un
agente delle cauzioni. Sono diciannove anni che racconta
alla gente che vendo assicurazioni.
Non hai l'aria di un agente delle cauzioni, in effetti.
E Max immaginava che fosse un complimento. Jackie
non gli aveva detto che aspetto avrebbe dovuto avere secondo
lei un agente di cauzioni. Max immaginava che nella
sua idea dovesse essere un tipo un po' viscido, losco,
magari grasso e con un vestito stazzonato, che masticava
un sigaro spento. Un sacco di gente se li immaginava cos,
quelli che facevano il suo mestiere.
Renee se ne  andata di casa. Ha aperto una galleria
d'arte e ha questi ragazzi, tipi che assomigliano a degli
eroinomani gay, che le girano intorno in continuazione.
In passato ci siamo separati gi due volte. Questa volta
sono ormai quasi due anni che non stiamo pi insieme.
Perch non hai chiesto il divorzio?
Ci sto pensando seriamente.
Intendo prima di tutto questo. Se non andate d'accordo...
Mi  sempre sembrato troppo un casino.
Ora non la pensava pi cos, mentre guidava verso casa
proiettandosi nella testa immagini di Jackie Burke. Soprattutto
le immagini in cui lei aveva quella luce negli occhi
verdi e quello sguardo che sembrava dirgli: Potremmo divertirci.
A meno che non lo stesse soppesando, con quello sguardo,
giudicandolo, e quello sguardo in realt volesse dire: Potrei usarti.
Forse.
In entrambi i casi era molto eccitante.
Max entr nel vialetto d'accesso della casa che lui e
Renee avevano comprato ventidue anni prima, quando lei
stava uscendo dal suo periodo dcoupage e stava entrando
nel suo periodo macram, o forse il contrario. La casa era
un bungalow in stile vecchia Florida mangiato dalle termiti
e quasi nascosto dalla strada dalle palme e dagli alberi
di banane. Renee si era trasferita in un appartamento a
Palm Beach Gardens, non lontano da dove viveva Jackie
Burke - almeno stando al rapporto del suo arresto. Prima
di entrare in casa Max lasci la macchina sul vialetto, perch
pi tardi aveva intenzione di fare un salto in ufficio.
Era sorpreso del fatto che il suo cercapersone non avesse
trillato mentre era con Jackie. L'ora di punta, per uno che
faceva il suo mestiere, era la fascia tra le sei del pomeriggio e le nove di sera.
Apr il vano portaoggetti per prendere la sua Airweight
calibro trentotto. Ogni volta che stava lontana dalle sue
mani per un po' di tempo, anche se breve, gli piaceva controllarla
con cura: quella sera, si assicur che fosse proprio
la sua pistola, quella che gli aveva consegnato la guardia
del Serraglio. Tast all'interno del vano, poi si sporse sul
sedile per dare un'altra occhiata.
La pistola non c'era.
Nessuno aveva toccato la macchina mentre erano nel
bar dell'albergo, altrimenti sarebbe scattato l'antifurto.
Quando erano usciti lui aveva fatto il galante e aveva aperto
la portiera a Jackie. Lei era entrata, lui aveva richiuso
la portiera e aveva girato intorno alla macchina per andare
dall'altra parte...
Forse, dopotutto, quello sguardo voleva dire: Sono in grado di badare a me stessa.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Era il tipo di costruzione che aveva le portefinestre sui
balconi e di notte si vedevano tutte quelle luci arancioni
su ogni piano della facciata. L'appartamento di Jackie
era al quarto piano, che si raggiungeva con l'ascensore,
e poi dentro, usando quell'aggeggio a tensione e infilando
il grimaldello e facendolo muovere finch non sentivi
la serratura scattare. Niente di speciale, davvero. Ordell
aveva controllato quel tipo di serratura la prima volta che era stato l...
C'era un breve corridoio che passava davanti alla cucina
e poi entrava in soggiorno e nella sala da pranzo a
forma di L. La camera da letto e il bagno erano sulla sinistra.
Ordell ricordava che Jackie aveva scelto un bell'arredamento,
ma l'aspetto era un po' nudo, con i mobili per
lo pi bianchi, con tende alla portafinestra che dava sul
balcone. Ordell apr le tende, cos poteva vedere meglio
alla luce che veniva da fuori. Si sedette sul divano e rimase
ad aspettare. Rimase seduto l, al buio, calcolando
quanto tempo avrebbe impiegato Max Cherry per andare
fino al Serraglio e farla uscire e poi darle un passaggio
fino a casa... a meno che Jackie non dovesse recuperare
la macchina. Gli veniva voglia di sorridere ripensando al
modo in cui Max Cherry aveva accettato l'orologio come
pegno per la cauzione. Quell'appartamento sembrava
freddo. Era sistemato bene, s, ma come se fosse pronto
perch Jackie se ne potesse andare in meno di dieci minuti.
Non era un posto che si poteva chiamare casa, con
un sacco di cianfrusaglie in giro. Ordell si allung oltre il divano e accese la lampada.
Non aveva senso spaventarla, farla tornare a casa e trovarsi
un uomo seduto al buio, che poi magari si metteva
a strillare. Meglio tenerla calma, senza paura di subire
violenza. Prima era meglio vedere come si comportava.
Se quando parlava con lui era nervosa. Dopotutto, di chi
ci si poteva fidare, di questi tempi? A parte Louis. Ecco,
gli era venuto in mente Louis. Lo conosceva da vent'anni
e sapeva che era un uomo che non avrebbe mai fatto la
spia. Aveva quell'idea dei vecchi professionisti di una volta
di tenere la bocca chiusa, sempre. Persino considerava
s stesso come una persona perbene. Louis non ti avrebbe
mai tradito. Louis poteva valere una fetta del bottino.
Non una grossa fetta, diciamo una briciola.
Ordell rimase in attesa.
Poi si stanc di aspettare e and in cucina, trov lo
scotch e ne vers un po' in un bicchiere con del ghiaccio
preso dal frigorifero. Non c'era praticamente niente da
mangiare, l dentro; quella donna viveva alla giornata.
Succo d'arancia, acqua Perrier, mezza forma di pane. Un
pezzo di formaggio che stava diventando verde. Alcune
di quelle coppette di yogurt magro con la frutta dentro,
evidentemente la tipa badava al peso. A Ordell non sembrava
che dovesse preoccuparsi di diventare grassa, aveva
proprio un bel corpo. Un corpo che Ordell avrebbe voluto
vedere pi da vicino, ma non era mai riuscito a mettere
Jackie dell'umore giusto per mostrarglielo. L'aveva toccata,
le aveva detto che era bella e lei l'aveva guardato come...
non esattamente da snob, ma pi come se imbarcarsi in
una storia del genere fosse troppo faticoso e lei avesse da
fare il bucato. Forse quella notte, se fosse tornata spaventata
e avesse capito che doveva compiacerlo...
Okay, doveva stare al buio. Ordell spense la luce in cucina,
si port il bicchiere di scotch in soggiorno e si sedette
di nuovo sul divano, spegnendo la lampada.
Aspett.
Fin il suo drink e aspett ancora un po'.
Alla fine, cominci a sentirsi a suo agio. Si sentiva sul
punto di appisolarsi, le palpebre erano pesanti... poi apr
gli occhi, alla svelta. Era completamente sveglio quando
sent la chiave girare nella porta. Jackie era tornata a casa,
finalmente. E un attimo dopo era l, illuminata dalla luce
che entrava dal balcone, con la borsa a tracolla, tentando
di ricordare - bastava guardarla per capirlo - se prima di
partire aveva chiuso le tende oppure se le aveva lasciate
aperte. Ora stava infilando le chiavi nella borsa...
- Come te la passi, Miss Jackie? - disse Ordell.
Lei non si mosse, cos lui si alz e le si avvicin. Adesso
poteva vederla in faccia, e sotto quella luce il suo viso
non aveva colore. And ancora pi vicino e le pos le mani
sulle braccia, appena sotto le spalle. - Hai un bell'aspetto,
questa sera. Hai intenzione di ringraziarmi come si deve?
- Per cosa?
- Chi credi che ti abbia tirato fuori di prigione?
- Lo stesso che mi ci ha fatto andare. Grazie tante.
- Ehi, ti hanno beccata con della coca, quelli sono affari
tuoi.
- Non era roba mia.
La sua voce non era rabbiosa, e lo stava guardando dritto
negli occhi, come per dirgli che era colpa sua. Ordell
dovette fermarsi e pensare. Poi disse: - Cazzo, scommetto
che era il regalo che Mister Walker voleva mandare a
Melanie. S, dev'essere stato lui a metterla nella borsa,
se non l'hai fatto tu. Ehi, mi dispiace che sia successa una
cosa del genere. Immagino che ti abbiano fatto un sacco
di domande su quella roba, eh? E su tutti quei soldi? Volevano
sapere dove li avevi presi?
Lei non gli rispose.
- A chi li dovevi consegnare? Ti hanno chiesto 'ste cose,
eh?
- Me le hanno chieste.
- E tu che cosa gli hai detto?
- Gli ho detto che volevo un avvocato.
- Non ti sei fatta sfuggire niente?
- Non mi stai facendo la domanda giusta, - gli disse
Jackie guardandolo in faccia.
Le mani di Ordell si alzarono per posarsi sulle sue spalle.
- No? - disse, sentendo il suo corpo sotto la giacca e
sotto la tracolla della borsa, piccole ossa fragili che cominci
ad accarezzare con la punta delle dita.
- Chiedimi perch sono stata fermata, - gli disse lei.
- Un cane ha sniffato la tua borsa?
- Non avevano bisogno di nessun cane. Sapevano gi
dei soldi, sapevano esattamente quanti erano.
- Ti hanno detto come l'hanno scoperto?
- Mi hanno chiesto se conoscevo Walker.
- S...?
- Non gli ho detto niente.
- Il mio nome  saltato fuori?
Osserv la sua testa andare da una parte all'altra, da destra
a sinistra, ma non sent le ossa muoversi. I suoi pollici
le sfiorarono la clavicola, le punte delle dita le toccarono
il collo, accarezzando la pelle. Ordell si rese conto con
quanta leggerezza riusciva a toccarla: non voleva che si
muovesse, che tentasse di scappare e magari si mettesse a
gridare. Gli occhi di Jackie non lasciavano trasparire nulla.
- Dici che sapevano di Mister Walker. E di chi altri?
Esit prima di rispondere. - Del giamaicano. Beaumont.
- Che cosa hanno detto su di lui?
- Gli hanno parlato quando era in prigione.
Ordell annu. Allora ci aveva visto giusto. - Sai che cosa
gli  capitato?
- Me l'hanno detto.
- Gi. Qualcuno doveva essere davvero incazzato con
Beaumont, o magari si  preoccupato del fatto che stava
per finire dentro. Capisci cosa sto dicendo? Qualcuno che
sapeva che cosa Beaumont poteva raccontare per non essere
impacchettato in un carcere federale. Immagino che ti
propinino ogni genere di stronzata su quello che sanno.
Ti fanno credere che a quel punto puoi anche raccontargli
quello che sai tu, eh?
La testa di Jackie fece cenno ancora di no, ma questa
volta si mosse di meno, con meno convinzione.
Ordell sollev i pollici dalla clavicola fino alla gola e appoggi
la mano sulla spalla con la tracolla, che si mosse come
se la donna volesse divincolarsi, ma lui la tenne stretta
e sent la spalla rilassarsi di nuovo. Gli piaceva come Jackie
stava tentando di fare la dura, fissandolo negli occhi. Gli
piaceva anche l'aspetto che aveva, il suo volto totalmente
bianco nella stanza buia, pi bianco di quello di Melanie
o di qualsiasi faccia bianca a cui era stato altrettanto
vicino, e pens che poteva farla sdraiare sul pavimento,
o magari prenderla in camera da letto, e dopo aver finito
metterle il cuscino sulla faccia e puntare la pistola dritta
sulla federa... Ragazzi, era un vero peccato doverlo fare...
- Hai paura di me? - le chiese.
Jackie fece di no con la testa senza mai staccargli gli
occhi di dosso.
Ordell sapeva che aveva paura. Cavolo, doveva avere
paura, ma non si comportava come se ne avesse, no, e allora
lui premette i pollici nella sua pelle morbida e strinse
le dita, perch voleva sapere che cosa aveva raccontato agli
sbirri e si rendeva conto che, per saperlo, doveva portarla
al limite. - Baby, - disse, - hai un motivo per essere cos
nervosa con me?
Vide i suoi occhi chiudersi e riaprirsi...
E sent quella che doveva essere la sua mano, laggi,
che gli sfiorava la coscia e poi si muoveva verso l'alto, e
suo malgrado la ammir perch usava arti da femmina per
arrivare fino a lui, e la cosa gli piaceva, s, gli piaceva, finch
qualcosa di diverso da una mano, qualcosa di duro,
premette contro di lui.
- La senti, - gli disse Jackie.
- S, la sento, - rispose Ordell. Voleva sorridere, farle
capire che non faceva sul serio e che quindi non doveva
fare sul serio nemmeno lei. - Credo che sia una pistola,
quella che preme contro il mio coso, - disse.
- Esatto, - disse Jackie. - Vuoi perderlo per sempre, il
tuo coso, o vuoi lasciarmi andare?
Se Max chiamava Winston dall'ufficio, o viceversa, e
diceva: Vestiti subito, voleva dire che l'altro doveva
andare l subito, e armato.
Questa volta fu Max a telefonare e Winston arriv mentre
gli uomini dello sceriffo erano ancora l, con le luci blu
lampeggianti sulle autopattuglie. Qualcuno aveva spaccato
il vetro della porta principale e aveva infilato la mano tra
le sbarre per aprirla. Max, che era in ufficio con due agenti
in uniforme che prendevano appunti, sollev lo sguardo
su Winston e disse: - Questi tipi sono arrivati nel giro di
due minuti da quando l'allarme ha cominciato a suonare -.
Max sembr impressionato.
- L'hanno preso? - domand Winston, sapendo gi
che non era cos. Vide Max indicargli con un cenno del
capo la sala riunioni e ci and. Vide l'armadio delle armi
scassinato, due pezzi mancanti, tre ancora appesi ai loro
ganci. Si volt a guardare la porta dell'ufficio mentre gli
agenti finivano i loro rapporti. I poliziotti se ne andarono,
e Max lo raggiunse.
- Che cosa mi sono vestito a fare, - domand Winston,
- se se ne era gi andato?
- Perch sappiamo chi  stato, - disse Max, oltrepassandolo
per raggiungere l'armadio delle armi.
- Stiamo parlando di Louis?
Osserv Max scegliere la Browning .380 automatica,
prenderla dal gancio e controllare il meccanismo di caricamento.
- Come sai che  stato lui?
- Non avrebbe avuto il tempo di entrare di forza, - disse
Max, - venire qui, scassinare l'armadio... nel frattempo
l'allarme fa un casino pazzesco. Hai idea di quanto sia
forte quella sirena? Non ci ha ripuliti, ha preso soltanto
la Python e il Mossberg, e ha fatto tutto in due minuti.
Credo che abbia spaccato il vetro uscendo, per farla sembrare
un'effrazione.
- E allora come ha fatto a entrare?
- Ha preso una chiave di riserva dal cassetto della mia
scrivania, ha fatto la copia e l'ha rimessa al suo posto. 
stato pianificato. Ecco perch credo che sia stato Louis.
- Non lo puoi sapere per certo.
- Andiamo a chiederglielo. Il tuo braccio  a posto? -
Max allung una mano come se volesse toccare la manica
di Winston.
- Tutto bene: mi hanno messo un po' di punti. E tu che
cos'hai l, un nuovo orologio?
- Un Rolex, - disse Max, girando il braccio per permettere
al cinturino d'oro di catturare la luce, proprio come
aveva fatto Ordell quando gliel'aveva mostrato. - L'ho
preso in garanzia per una cauzione finch non mi viene
pagato il premio.
- Fa' vedere, - disse Winston, mettendo la mano sotto
il braccio di Max per guardare l'orologio da vicino. - Detesto
dovertelo dire, ma non  un Rolex. Lo so perch ne
ho uno vero a casa. Questa decorazione, qui, non sembra
quella giusta.
Max ritrasse il braccio. -  un modello diverso.
- Sto parlando di questo orologio. A quanto ammonta
il premio?
- Non preoccupartene, okay?
- Stavo per dire, se  pi di duecentocinquanta dollari...
- Andiamocene di qui, - disse Max, infilandosi la Browning
nella cintura dei pantaloni. Prese la giacca da una sedia
e Winston lo segu.
- Come mai ti porti la Browning? Non hai quella piccola
Airweight in macchina?
Max si ferm di botto di fronte alla porta scassinata e
si volt. - Quasi dimenticavo, uno di noi due deve rimanere
qui -. Lo disse ancora con quella voce strana, tesa.
- Ho chiamato un tipo, verr a sistemare una tavola di legno
sulla porta. Aspettalo qui, d'accordo?
Glielo stava chiedendo, ma in realt era un ordine.
-  la mia punizione per averti detto che quello non 
un Rolex? - disse Winston.
La pistola che Ordell aveva puntata contro era la piccola
Targa calibro ventidue che usava per i lavoretti a breve distanza.
Jackie l'aveva trovata nella tasca del suo impermeabile.
L'aveva tastato ben bene con la mano libera, mentre
l'altra teneva la pistola premuta contro il suo inguine, prima
di fare un passo indietro. Si strinse nelle spalle e lasci scivolare
la borsa da viaggio, facendola cadere sul pavimento.
- Mi sa che c' stato un piccolo malinteso, qui, - disse
Ordell. Non si mosse: era convinto che Jackie gli avrebbe
sparato con una delle due mani, questa donna con due pistole
che lui aveva chiaramente sottovalutato.
- Stavi per strangolarmi. Quella parte l'ho capita benissimo,
- disse Jackie.
- Baby, stavo solo giocando con te. Tu fai parte della
squadra. Non sono stato forse io a farti uscire di prigione?
- Hai fatto uscire anche Beaumont, - disse lei.
Ordell le rivolse uno sguardo offeso. - Questo mi fa
male, davvero, quello che mi sembra che tu stia implicando,
qui. Potrei anche sbagliarmi... Baby, non hai addosso
un microfono, vero?
Lei non gli rispose.
- Ascolta, non ho niente a che fare con quella droga
che hai portato qui, ma ti far avere un avvocato, uno di
quelli bravi. Se avessi quei cinquantamila ti prenderei
F. Lee Bailey in persona.
- Ma non ce li hai, - disse Jackie.
- Ecco perch dovremmo sederci e parlare, - disse Ordell.
- Riuscire a trovare un accordo. Accendere le luci,
magari berci un bicchiere... - Reclin il capo per studiare
meglio quella donna, un po' sconvolta ma ancora decisamente
bella. Dovette sorridere. Una donna con due pistole
in mano che lo eccitava. - Baby, vuoi parlare oppure
spararmi? - E quando lei non gli rispose subito, aggiunse:
- Ehi, adesso, non voglio metterti strane idee in testa. Ti
pagher i cinquecento che ti devo. Anche se non hai portato
a termine la consegna. Ma, se dobbiamo parlarne, devi
dimostrarmi che ti fidi di me.
Jackie sollev entrambe le pistole, puntandole dritte
contro di lui. - Mi fido, - disse.
Ordell sorrise di nuovo, apprezzandola suo malgrado.
- Mi hai perquisito, - disse. - Adesso lascia che ti perquisisca
io cos mi metto l'animo in pace. Voglio vedere
se per caso hai un filo avvolto intorno al tuo bel corpo.
- Non ho microfoni, - disse Jackie. - Non ho ancora
parlato con gli sbirri. Se mi fido di te, allora tu devi fidarti
di me.
- S, ma tu hai detto una cosa che non  che mi sia piaciuta
molto. In un certo senso mi hai minacciato, dicendo
che non hai ancora parlato con loro.
Lei gli dedic un'alzata di spalle con quelle braccia che
gli piacevano cos tanto.
- Prima o poi, - disse Jackie, - mi offriranno un accordo
per parlare. Lo sai benissimo. Potrebbero addirittura
far cadere le accuse e lasciarmi andare, libera. L'unica cosa
di cui io e te dobbiamo parlare davvero  che cosa sei
disposto a fare per me.
- Te l'ho detto, baby. Ti procurer un avvocato.
Ora era lei che stava scuotendo la testa, sempre fredda
e calma. - Non credo che possa andare bene, - disse. - Diciamo
che, se parlo e faccio il tuo nome, me la cavo. E, se non lo faccio, finisco in galera.
- E quindi?
- Il mio silenzio, quanto vale per te?
Max apr il bagagliaio della macchina, parcheggiata in
fondo alla strada dove abitava Louis. La casa era buia.
Aveva bisogno di una torcia elettrica, quindi la prese con
s. E prese anche la sua pistola stordente, che era sempre
il miglior modo per tirare un pugno senza farti male alla
mano. Non voleva sparare a Louis. Voleva metterlo fuori
combattimento, ammanettarlo e consegnarlo alla polizia.
La casa sembrava vuota, deserta. Un po' dappertutto c'erano
bidoni dell'immondizia pieni. Max si avvicin all'entrata
laterale presso i posti auto e fu sorpreso di vedere
che non c'erano vetri rotti alle finestre. Prov la porta,
le diede una spallata, poi fece un passo indietro e con un
calcio fece saltare la serratura.
La casa puzzava di muffa.
Si sedette in soggiorno, al buio. Era esperto di attese,
aveva diciannove anni di esperienza in materia, passati
ad aspettare gente che non si era presentata in tribunale,
che aveva saltato udienze perch se ne erano dimenticati
o non gliene importava, e gente che era fuggita. Diciannove
anni di perdenti, di criminali incalliti che entravano e
uscivano di galera. Un altro di quelli, ecco cos'era Louis,
un altro delinquente che tornava alla sua vita abituale.
 questo che fai?
Sapeva perch si trovava li. Ciononostante, cominci a
domandarsi il vero motivo, pensando non tanto alle altre
innumerevoli volte in cui era rimasto ad aspettare qualcuno
negli ultimi diciannove anni, ma al fatto che lo stava
facendo ora, in quella stanza che puzzava di muffa. Vide
s stesso seduto nel buio con in mano un tubo di plastica
che sparava un sacchetto pieno di pallettoni.
Davvero? E questo che fai?
Max punt la pistola stordente contro una finestra, tir
il grilletto e guard il vetro andare in mille pezzi.
In macchina, mentre tornava in ufficio, nella mente
vide di nuovo Jackie e cap che era ansioso di raccontarle qualcosa.
A Winston, che lo stava aspettando in ufficio, disse:
- Non torner mai pi.
- Esatto, - disse Winston.
- Quindi, siamo a corto di un paio di pistole. Ne  valsa la pena.
- Non l'hai visto, - disse Winston.
- Credo che se ne sia andato.
- Non  venuto nessuno a sistemare la porta.
Max si volt a guardare l'ingresso senza dire nulla.
- Vuoi che rimanga qui ad aspettarlo?
- Chiudo la baracca. Esco dal giro, - disse Max, continuando
a fissare la porta.
Winston cominci ad annuire. Poi disse: - Mi sembra
una buona idea.
Ordell capi cos quello che Jackie gli stava dicendo: se
stava zitta e passava del tempo dentro al posto suo, voleva
essere pagata. Le chiese se era una minaccia. Lei disse
che piuttosto era un'estorsione. Poteva essere, certo, ma
lui voleva una risposta alla sua domanda. Jackie stava forse
dicendo che se lui non l'avesse pagata sarebbe andata a
parlare con la polizia?
Aspetta un attimo.
- Baby, - disse, - tu non sai niente pi di loro su quelli
che sono i miei affari.
- Ne sei sicuro? - ribatt lei.
- Porti un po' di soldi che dici che sono miei. Per cosa
dovrei essere condannato? - Quella sembrava la domanda chiave...
E lei rispose. - La vendita illegale di armi da fuoco -.
Cos, d'un botto. - C'ho azzeccato, vero? Vendi armi?
Sembrava innocente, dicendolo a quel modo, ingenua,
una hostess di bell'aspetto seduta dall'altra parte della
stanza sul suo divano bianco. Solo che aveva due pistole
appoggiate ai cuscini, una per parte, pistole piccole da vedere,
ma che non avevano niente di ingenuo. Jackie aveva
tenuto d'occhio Ordell mentre preparava da bere; il suo
bicchiere era sul tavolino di fronte a lei, adesso. Da dove
era seduto tenendo il suo scotch in mano, gli ci sarebbero
voluti due, tre, forse addirittura quattro passi per arrivare
fino a lei dopo essere saltato su, sempre ammesso che
non inciampasse sul tavolino. Ordell pensava che sarebbe
riuscito ad arrivare s e no a met strada, anche mentre
lei fumava e beveva, prima che Jackie afferrasse probabilmente
la Airweight di cui era entrata in possesso da
qualche parte tra il Serraglio e il suo appartamento e lo
scaraventasse indietro sulla poltrona con una pallottola.
Quindi, ora Ordell era pi interessato alla loro conversazione
piuttosto che a calcolare lo spazio che li separava e
le possibilit che aveva di arrivare fino a lei.
- Qualunque cosa sanno, - gli stava dicendo Jackie
adesso, - l'hanno saputa da Beaumont, non da me. Perch
mai l'ATF mi ha fermata, se non si tratta di armi? Anche
se non ti conoscevano prima, adesso ti conoscono. Ci hai
fatto uscire di prigione.
- Non si viene arrestati perch si pagano le cauzioni.
- No, ma credo che tu ti sia preso un bel rischio.
Accidenti, se aveva ragione.
- Se pensano che stai vendendo armi, - continu lei,
- ti terranno d'occhio. Non credi? E poi cosa succeder?
Che sarai fuori dal giro, ecco cosa.
- Sto cercando di ascoltare quello che stai dicendo, -
disse Ordell. - Se ti pago per stare zitta e loro ti chiedono
delle armi, allora tu dirai che non sai niente di niente.
Ho ragione?
- Non so niente davvero. Hai ragione tu, non me ne
hai mai parlato.
- Allora di cosa devo preoccuparmi? Mi stai dicendo che
parlerai se non ci mettiamo d'accordo su una cifra, giusto?
- Se ti dico che non lo far, - disse Jackie, - prenderai
per buona la mia parola?
- Adesso mi stai confondendo.
- Tutto quello che sto cercando di dire  che dobbiamo
fidarci l'uno dell'altra.
- Gi, ma quanto mi coster?
- Che ne dici di centomila se vengo condannata? - disse
lei. - Mi risarcirebbero della galera fino a un anno o se verr
messa in libert vigilata. Se devo farmi pi di un anno,
mi paghi altri centomila dollari.
- Faresti pi soldi dentro che fuori, eh?
- Dovrai mettere i soldi in una specie di conto vincolato
a mio nome. Se esco, li riavrai indietro.
- Semplicemente cos, eh?
- Dipende da te.
- Anche se acconsento, - disse Ordell, - penso che tu
stia sparando troppo alto. Ma facciamo che dico di s. Vedo
due problemi. Uno, tu metti centomila bigliettoni in
banca, qualsiasi cifra oltre i diecimila, il governo degli Stati
Uniti viene informato e a quel punto vorranno sapere
da dove sono arrivati.
- Credo che potremmo trovare una soluzione, per questo,
- disse Jackie. - E l'altro problema qual ? Scommetto
che lo so gi.
Ascolta quella donna.
- Tutti i miei soldi, - disse Ordell, - sono a Freeport.
La osserv annuire e bere un sorso del suo drink.
- Quelli che sono l adesso e quelli che arriveranno.
La vide inarcare le sopracciglia.
- Se l'ATF mi sta attaccata al culo come dici, come faccio
a far arrivare qui i soldi per pagarti?
- Hai ragione, - ammise lei, - questo  un problema.
Sono piuttosto sicura, per, di riuscire a risolverlo.
- Adesso che stiamo parlando di grosse cifre, vale davvero
la pena correre il rischio?
Lei gli sorrise.
- Okay, come farai se sei fuori su cauzione e non puoi
andare da nessuna parte?
- C' un modo, - disse Jackie. - Fidati di me.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Venerd mattina, otto e mezza. Tyler e Nicolet avevano
messo sotto sorveglianza la casa di Ordell Robbie. Erano
nella Chevy Caprice di Tyler parcheggiata su Greenwood
Avenue, abbastanza vicini all'angolo con la Trentunesima
strada per dar loro una vista chiara della terza casa sul lato
sud della via.
Alle otto meno dieci avevano controllato il garage e bussarono
alla porta principale. Non era successo niente finch
Tyler non aveva aperto il distintivo davanti allo spioncino.
Quel gesto aveva generato il rumore di serrature che vengono
aperte e la faccia di una giovane donna di colore che
li sbirciava da sopra la catenella. Non  in casa, aveva
detto, e poi aveva chiuso la porta. Tyler era stato costretto
a continuare a bussare e a suonare il campanello per farsi
aprire di nuovo e la donna aveva detto loro che no, era
stato fuori tutta la notte e che no, lei non sapeva proprio
dov'era. Occhi sgranati nell'apertura che si era fatta sempre
pi piccola finch la porta non si era chiusa di nuovo.
Avevano fatto il giro dell'isolato e avevano parcheggiato
sulla Greenwood per tenere d'occhio la casa: un piccolo
ranch in mattoni rossi, ben tenuto, con inserti rosa e fiori
bianchi nelle aiuole e sbarre alle finestre. A Tyler parve
di aver visto muoversi le tende e controll con il binocolo.
S, la donna stava guardando fuori.
- Sta aspettando il maritino, - disse Nicolet. - Quando
arriva a casa lo ammazza.
- Non sappiamo nemmeno se  sua moglie, - disse
Tyler, - o se Ordell ne ha una.
- Non sappiamo un cazzo, - disse Nicolet, - se non che
 coinvolto nel traffico d'armi, di questo ne sono strasicuro.
E fa anche dei buoni affari, altrimenti non sarebbe
uscito allo scoperto pagando le cauzioni a quei due. Era
disperato, doveva tirarli fuori prima che uno dei due vuotasse
il sacco.
- Oppure  stupido, - disse Tyler.
- Ha un solo precedente, e risale a vent'anni fa, - disse
Nicolet. - Questo non  uno che incasina le cose.
- Forse  rimasto pulito.
- Neanche per idea, ci  dentro fino al collo. Ha fatto
uscire Beaumont il pi alla svelta possibile e l'ha ammazzato,
oppure l'ha fatto ammazzare da qualcun altro.
Quelli di Riviera Beach dicono di aver interrogato Ordell.
Gi, ma non sapevano cosa chiedergli, ecco qual  stato il
problema. E lo stesso con Jackie Burke, Ordell l'ha fatta
uscire subito... Anzi, faresti meglio a chiamarla di nuovo.
Tyler prese il telefono e compose il numero della Burke.
- Tenta di spaventarla un po', - gli disse Nicolet.
Tyler rimase in attesa e poi disse: - Jackie, come te la
passi? Sono Faron Tyler... Oh, mi dispiace. Stavo solo
controllando per vedere se era tutto a posto. Abbiamo un
uomo fuori da casa tua... Be', giusto nell'evenienza... non
si pu mai sapere. Hai il mio numero... - Ascolt per qualche
istante e poi disse: - Oh? - E poi: - Possiamo farlo in
qualsiasi momento tu voglia, da te oppure da noi... Okay,
mi sembra una buona idea. Chiameremo pi tardi e ci dirai
tutto. Arrivederci -. Rimise a posto il telefono e disse
a Nicolet: - Vuole parlare.
- Una notte passata da sola pu fare questo effetto, -
comment Nicolet. - Quando?
- Oggi, pi tardi. L'ho svegliata di nuovo.
- Ragazzi, mi piace quel tipo di donne, - disse Nicolet.
- Non si riesce a tirarle fuori dal letto. Ti sparano quell'occhiata
assonnata, un po' gonfie, i capelli tutti incasinati.
Come quella tipa nella pubblicit della birra in televisione.
Hai presente? Quella che lavora in un bar nel deserto?
L'avrai vista di sicuro. C' 'sto uomo che entra, e lei
si mostra subito interessata, ma lui non si vede. Non lo si
vede mai. L'uomo chiede la marca di birra di cui stanno
facendo la pubblicit, non ricordo qual , e lei gli fa: Speravo
che lo dicessi, proprio come se lui fosse il suo tipo.
Lei ha persino un'aria un po' sudaticcia, amico, lo capisci
subito che  pronta. Quel genere di donna. Ecco, Jackie
Burke un po' me la ricorda.
- Quindi hai intenzione di andare avanti? - domand
Tyler.
- Potrei, se riesco a portarla dalla nostra parte, e sembra
che lei sia pronta a farlo, eh? Altrimenti, nossignore,
una cosa del genere pu metterti in guai seri.
Ray Nicolet era divorziato: andava dietro alle donne
dando per scontato che sarebbero state attratte da lui e,
in effetti, a trovarlo attraente ce n'erano abbastanza, a
sufficienza per renderlo felice. Faron Tyler era sposato
con una ragazza di nome Cheryl che aveva conosciuto alla
Florida State University: avevano due bambini piccoli, di
quattro e sei anni. Faron si dava da fare soltanto di tanto
in tanto, se era insieme a Ray e non riusciva a tirarsene
fuori. Come quando, durante la stagione dei cervi, erano
nei boschi a caccia e in un bar si erano imbattuti in due
ragazze decisamente amichevoli. Quando Ray cominciava
a fare le sue mosse con quella che voleva, Faron si sentiva
sempre in dovere di dedicarsi a quell'altra perch non
ci rimanesse male sentendosi respinta.
Ora Nicolet stava osservando una Cadillac Seville bianca
che svoltava sulla Trentunesima proveniente dalla Greenwood.
Procedeva a bassissima velocit, come se il guidatore
stesse controllando i numeri civici delle case, poi si ferm,
fece marcia indietro ed entr nel vialetto di Ordell Robbie.
- Be', e chi abbiamo qui? - disse Nicolet, prendendo
il binocolo da Tyler per puntarlo sull'uomo che stava
uscendo dalla macchina, un tipo grosso con una camicia a
maniche corte. - Vuoi fare una verifica?
- Dammi il numero, - disse Tyler prendendo il telefono.
Nicolet gli lesse il numero di targa. Ora il tipo era arrivato
alla porta. Nicolet vide che si trattava di un bianco
in un quartiere prevalentemente di neri, sulla cinquantina,
alto poco pi di un metro e ottanta e pi o meno sui
novanta chili. La porta si apr per un istante e poi si richiuse.
Il tipo rimase l. La porta si apr di nuovo e l'uomo
cominci a parlare con la donna di Ordell.
- Grazie, - disse Tyler, poi si rivolse a Nicolet. - Lo conosco,
 Max Cherry, un agente per le cauzioni. Lo trovi
sempre a pranzo nel locale di Helen Wilkes.
- Deve essere stato lui a occuparsi delle cauzioni di quei
due, - disse Nicolet. - Ma cosa ci fa qui?
Tyler prese il binocolo. - S,  proprio Max. Potrebbe
anche essere che Ordell abbia dato in garanzia la casa e
Max la stia controllando. Lo fanno spesso.
- Sta ancora parlando con lei, - disse Nicolet. - E adesso
lei sta parlando, guarda. Sta aprendo la porta... - Incredulo:
- Gli sta chiedendo di entrare?
- No, Max se ne sta andando, - disse Tyler.
La donna rimase sulla soglia mentre Max risaliva in macchina,
poi chiuse la porta, ma non del tutto, finch la Cadillac
non fu di nuovo in strada. Max Cherry risal la Greenwood
e svolt in direzione sud, allontanandosi da loro.
- Si trattava di affari, - disse Tyler. - Max  uno dei
buoni. Era nel dipartimento dello sceriffo prima che arrivassimo
noi. Ricordi qualcuno dei pi anziani che parlava
di lui? Max Cherry?
- Vagamente, - disse Nicolet.
- Era nell'Anticrimine e lavorava pi che altro sugli
omicidi. Una volta, da Helen Wilkes, Max conosceva il
procuratore distrettuale con cui stavo pranzando e si 
unito a noi. Stavamo parlando delle sparatorie dalle macchine,
roba di gang, teppisti... ricordo che Max disse: Fate
conoscenza con gli amici della vittima, parlate con loro.
Potrebbe essere stato uno di loro a far fuori la vittima e
magari sembra soltanto una sparatoria da una macchina.
Gli ho fatto delle domande...
Smisero di parlare. Un'auto vistosa sotto il sole della
Florida stava venendo verso di loro sulla Greenwood, poi
svolt sulla Trentunesima: una Firebird rosso fuoco con i
finestrini oscurati e pinne cromate sul retro. Si ferm di
fronte a casa di Ordell, con il motore che rombava soddisfatto.
Tyler prese il numero di targa e pass il binocolo
a Nicolet.
- Una Trans Am GTA, il modello costoso, - disse Nicolet.
Tyler era gi al telefono. Attraverso il binocolo, Nicolet
osserv un giovane maschio di colore, tra i diciotto e i
vent'anni, di corporatura snella, non pi di settanta chili,
con indosso un giubbotto degli Atlanta Braves e un paio
di scarpe da basket alte e bianchissime che sembravano di
un paio di numeri troppo grandi per lui, che percorreva il
vialetto fino al garage di Ordell e guardava dentro la finestrella.
- Dimmi un po', dove ha trovato 'sto ragazzino i venticinquemila
per comprarsi una macchina come quella? -
domand Nicolet, anche se pensava di conoscere gi la risposta:
droga. Si aspettava che il ragazzino attraversasse
il vialetto e andasse alla porta, invece no, stava tornando
indietro...
Quando Tyler mise gi il telefono disse: - Non  sua.
E rubata. La targa  stata presa da una Dodge ieri notte
a Boca -. Afferr il binocolo: voleva dare un'occhiata a
quel tipo.
- Se rubi una macchina come quella, - disse Nicolet,
- la parcheggi nel tuo quartiere di merda e nessuno se ne
accorge.
- Non gliene frega un cazzo di chi lo vede, - disse Tyler,
abbassando il binocolo e girando la chiave nel quadro per
mettere in moto la Chevy. - E uno che ama vivere pericolosamente.
Nicolet sollev una mano. - Aspetta un attimo. Cosa
sta facendo?
- Niente. Se ne sta li in piedi, fermo.
Sul marciapiedi di fronte alla casa. Ma stava guardando
dalla parte opposta, con gli occhi sgranati. Tyler sollev di
nuovo il binocolo e vide la macchina che stava risalendo
la Trentunesima verso la casa.
- Dimmi che  una Mercedes nera, - disse Nicolet.
- Certo, - rispose Tyler. - Credo che sia il nostro uomo.
Mercedes decappottabile...
Con il tettuccio alzato, e stava rallentando, oltrepassando
la Firebird e immettendosi nel vialetto. Ora il ragazzino
con il giubbotto degli Atlanta Braves si stava avvicinando
alla Mercedes, con calma, mentre il signor Ordell Robbie
usciva e veniva visto da Tyler e Nicolet per la prima volta:
un maschio di colore, tra i quarantacinque e i cinquanta,
alto forse un metro e ottanta, ottantacinque chili scarsi,
occhiali da sole, camicia di seta stampata e pantaloni marroni.
Vestito piuttosto bene e firmato, in confronto ai due
agenti di polizia nelle loro camicie di Sears e i loro Levi's.
Nicolet aveva i suoi stivali da cowboy. Tyler indossava
scarpe da jogging grigie e blu.
Rimasero in silenzio a guardare Ordell e il ragazzino
in piedi a parlare vicino al bagagliaio della Mercedes, una
bella coppia di tosti, fatta eccezione per lo sguardo di Ordell
che continuava a spostarsi su e gi lungo la strada.
Tyler diede un'occhiata con il binocolo e vide quattro o
cinque ragazzini in fondo all'isolato, tutti di colore, che
se ne stavano li come se stessero aspettando lo scuolabus.
- Gli ha appena mostrato qualcosa, - disse Nicolet.
- L'hai visto? Sotto la giacca.
- Me lo sono perso, - disse Tyler.
- Si  aperto la giacca per fargli dare un'occhiata.
- Pensi che sia una pistola?
- Credo proprio di s, - disse Nicolet. - Un criminale
con un'arma da fuoco  proprio il mio tipo -. Ora Ordell
stava parlando. Il ragazzino rise, le mani in tasca, e Tyler
disse: - Stanno rappando. A quelli gli piace quella merda
rap. Adesso si danno il cinque. Hanno 'sti rituali che devono
fare sempre.
Guardarono Ordell incamminarsi verso la casa e dire
qualcos'altro al ragazzino, che annu un po' di volte e lo
salut con un pigro cenno della mano. La porta si apr e i
due colsero una fugace occhiata della donna. Prima che il
ragazzino fosse risalito sulla Firebird, Ordell era dentro,
con la porta di nuovo chiusa.
- Andiamo a prenderlo, - disse Nicolet, sporgendosi
all'indietro per prendere la valigetta dal sedile posteriore.
- Ma prima voglio vedere dove va.
Tyler inser la marcia. - E perch? Abbiamo gi l'auto
rubata.
-  coinvolto in qualcosa di pi dei furti d'auto.  venuto
qui per vendere un'arma.
- Non sai che cosa gli ha mostrato.
- Era un'arma, - disse Nicolet.
Seguirono la Firebird in direzione ovest sulla Trentunesima
verso Windsor Avenue, Nicolet con la valigetta
sulle gambe. La apr, prese una Sig Sauer automatica nove
millimetri e rimise la valigetta sul sedile posteriore. Poi
disse: - Scommetto che la tua  nel bagagliaio, insieme a
tutta quella merda che ti porti sempre dietro.
-  l dentro, - disse Tyler indicando il vano portaoggetti.
Nicolet lo apr, prese una Beretta calibro nove da una
fondina nera e la pass a Tyler. - Non vedo il tuo giubbotto
antiproiettile, l dentro.
- Vaffanculo, - disse Tyler, infilandosi la pistola tra
le cosce.
Proseguirono lungo Windsor Avenue, oltrepassarono la
Trentaseiesima e presero Australian Avenue, e poi ancora
a nord, sempre in una zona residenziale a basso costo,
con poco traffico, seguendo una Firebird rossa in una bella
mattina di primavera. Nessun problema.
- Prima hai parlato delle gang, - disse Nicolet, poi si
interruppe e sembr ricominciare da capo. - Dove  stato
trovato Beaumont Livingston? In una macchina rubata,
una Oldsmobile. Il fucile era nel bagagliaio con lui, un calibro
trentotto a cinque colpi pulito con cura. O, almeno,
pulito all'esterno. Hanno trovato delle impronte latenti
sui tre proiettili ancora nel cilindro e sui bossoli dei due
proiettili che l'hanno ucciso. Hanno controllato il numero
di registrazione, e l'arma appartiene a un tipo che gestisce
una casa del crack, che al momento  dentro per reati federali
e sicuramente non se la sta passando bene. Questo
tipo ti dir tutto ci che vuoi sapere, quindi devi selezionare
bene quello che gli chiedi. Dice che il fucile gli 
stato rubato il mese scorso insieme a tutti i suoi soldi, la
droga e qualche altra arma... Teppisti di una gang, dice,
sono entrati e l'hanno ripulito. Uno l'ha identificato, un
tipo di nome Bug Eye che un tempo conosceva a Delray.
Le impronte sull'arma che ha fatto secco Beaumont, hanno
scoperto, appartengono a un criminale pregiudicato di
nome Aurelius Miller. E indovina qual  il soprannome
di Aurelius, come se gliene servisse uno? Bug Eye.
- Il tipo della casa del crack, - disse Tyler. - Non capisco
perch ti abbia detto cos tanto. Voglio dire, non 
che ha alzato la testa e ha fatto la spia su qualcuno cos
all'improvviso.
- Il punto che stavo cercando di chiarire, qui,  che 
ansioso di compiacere la polizia, - disse Nicolet, - e noi
non abbiamo ancora finito, no? Okay, dieci giorni fa Bug
Eye  stato ucciso da un agente della polizia di West Palm.
Era sui giornali...
- L'ho letto, - disse Tyler. - C'era qualche dubbio
sul fatto che il tipo fosse stato colpito sia al petto sia alla
schiena, giusto?
Nicolet, con lo sguardo fisso sulla macchina rossa a
mezzo isolato di distanza davanti a loro, disse: - Proprio
quello. C' stata una sparatoria.
- E lui  stato beccato al petto e per la violenza del colpo
si  girato, - disse Tyler, - mentre l'agente stava ancora
sparando.
- Sappiamo benissimo che pu capitare, - disse Nicolet.
La macchina rossa ora stava facendosi pi grande nel
parabrezza. - Sta rallentando.
Avevano raggiunto una zona industriale costituita per
lo pi da magazzini e da aree di carico, oltre a pochi piccoli
negozi, a Riviera Beach.
- Sta accostando, - disse Tyler.
Nicolet si guard intorno e non vide nessuna macchina
dietro di loro.
- Continua ad andare.
Fiss dritto davanti a s mentre oltrepassavano la Firebird
parcheggiata in strada in uno spiazzo aperto, il cortile
di una compagnia di trasporti.
- Cosa c' qui intorno?
- Niente, - disse Tyler. - Credo che ci abbia scoperti.
Nicolet si volt a guardare. - Un posto dove fanno mobili
da giardino, una carrozzeria... potrebbe essere quella.
- Magazzini in affitto, - disse Tyler, - in una delle vie
laterali.
- Dove stiamo arrivando?
- Blue Heron.
- Fai inversione e torna indietro. Lo vedi?
Tyler guard nello specchietto. -  ancora l.
- Vender la Firebird per i pezzi di ricambio, - disse
Nicolet. - Entra nella carrozzeria e nessuno la vede pi.
Capisci perch mi  venuto in mente Bug Eye?
Tyler annu. - Fossi in te supererei il semaforo e poi
tornerei indietro.
Nicolet si volt a guardare la Firebird dietro di loro, ormai
lontana. - Qui abbiamo un ragazzino con una macchina
rubata che ha tutta l'aria di essere un teppista da gang,
giusto? Va a trovare un trafficante d'armi di nome Ordell
Robbie per vendergli un pezzo. Lo stesso Ordell Robbie
che ha pagato la cauzione per far uscire un tipo che  stato
fatto secco da qualcuno che usava un'arma che era stata
rubata a uno spacciatore di crack dal membro di una gang
conosciuto con il nome di Bug Eye, ora deceduto.
- Allora vuoi parlare con questo tipo, - disse Tyler, ora
ansioso. Fece una brusca inversione a U e torn indietro
da dove erano venuti.
- Vediamo cos'ha da dire, - disse Nicolet, tenendosi
la grossa Sig Sauer sulle gambe. - La collaborazione dei
cittadini potrebbe rendere il nostro lavoro molto pi semplice,
non trovi?
- Faccio il giro e gli arrivo da dietro, - disse Tyler. - Credi
che abbia una pistola, eh?
Nicolet sollev la sua Sig Sauer facendo scattare l'otturatore.
- Ci puoi scommettere la vita che ce l'ha.
Quella che Cujo mostr a Bread nel vialetto di casa sua
era la grossa .44 Magnum in acciaio che Bread gli aveva
fatto prendere per uno dei suoi clienti. Funzionava cos:
quando Bread scopriva chi possedeva un'arma simile
e dove viveva il tipo, Cujo o uno degli altri entravano in
casa e la prendevano, rubavano l'arma e tutto quello che
vedevano che gli piaceva o che potevano vendere. Nel
vialetto, Bread voleva sapere se era la pistola giusta, gli
chiese quanto era lunga la canna. Cujo gli disse mooolto
lunga, amico, se andavano in casa gliel'avrebbe fatta vedere.
No no, Bread non faceva mai entrare gli altri a casa
sua, dato che aveva - cos almeno credeva Cujo - una
donna che non voleva far vedere a nessuno. O forse era l
che teneva i milioni di dollari che doveva aver ormai fatto
con la vendita delle armi. Bread disse che la Magnum
che il suo cliente voleva aveva una canna lunga sette pollici
e mezzo, qualunque cazzo di cosa volesse dire. Era
quella l'arma? Cujo domand se doveva portarsi dietro
un righello quando entrava in casa di qualcuno per misurare
la lunghezza della canna. E Bread gli rispose: - No,
amico, non ti serve un righello -. Poi disse: - Sai quanto
 lungo il tuo cazzo, no? E allora calcola la differenza -.
Ti faceva morire dal ridere quando diceva cose tipo quella
con l'espressione seria. Quell'uomo avrebbe potuto benissimo
andare in televisione: era divertente, ma aveva le
sue regole. Non avrebbe messo l'arma nel bagagliaio della
sua macchina, proprio l, n l'avrebbe portata dentro casa.
Disse che doveva andare l nel posto dove tenevano le
armi, e niente scherzi e niente stronzate. Poi si illumin
dicendo che sarebbe stato pronto tra qualche giorno per
il Tiro al Tacchino. Voleva dire che sarebbero andati a
fare una visitina al nazistone che aveva tutte quelle armi
a casa sua. Bread dava un nome a tutte le cose che facevano.
Punch al Rum era l'affare che stava portando avanti
alle Bahamas. Open House era come chiamava i posti
che trovava perch loro ci entrassero. E, quando avessero
beccato il nazi, sarebbe stata una specie di combinazione
tra una Open House, diceva Bread, e un Tiro al Tacchino.
L'avrebbero beccato la mattina presto...
Quando si ferm per assicurarsi che nessuno lo stesse
seguendo, Cujo si era tolto quell'enorme .44 Magnum dalla
cintura dei pantaloni e l'aveva appoggiata sul tappetino
sotto di lui. Aveva visto quella macchina arrivargli dietro
quando non c'erano altri veicoli in giro, e andava pure piano.
Una Chevy Caprice che l'aveva oltrepassato. Due uomini
bianchi nella macchina bianca. Cujo aspett ancora
un po' per essere proprio sicuro, osservando le macchine
nello specchietto avvicinarsi a lui e poi seguendole con gli
occhi attraverso il parabrezza oscurato quando si allontanavano
verso Blue Heron. Quando vide la Chevy bianca
tornare indietro passando in direzione opposta e poi fare
inversione a U per tornare un'altra volta verso di lui, nella
sua testa divent un'auto della polizia senza contrassegni
e i due smisero di essere due tizi che stavano cercando
una stradina laterale che magari avevano mancato la prima
volta. Eccoli, ora, che uscivano dalla strada per mettersi
dietro di lui. Cujo guard nello specchietto retrovisore le
due portiere aprirsi e pens di darsela a gambe non appena
i due fossero usciti dalla macchina.
Solo che quella roba ad alta velocit poteva ucciderti.
L'aveva provata, una volta, ed era stato tirato fuori dalle
lamiere con un taglio grosso cos che gli attraversava la testa.
Molto meglio guardare i due figli di puttana negli occhi.
Stare al gioco.
- Sta scendendo, - disse Tyler.
Nicolet pens che il ragazzo sarebbe andato verso di loro
con una qualche storia idiota da raccontare. Sapeva benissimo
chi erano. Invece, non fece altro che restarsene accanto
alla Firebird e mostrare quanto era figo, il braccio destro
appoggiato alla portiera aperta, il sinistro sul tetto dell'auto.
Li stava aspettando. A meno di dieci metri di distanza.
- Tieni la portiera aperta di fronte a te, - disse Nicolet.
- Almeno finch non l'ho coperto.
- Sei sicuro che abbia una pistola?
- Sicurissimo.
- E se non ce l'ha?
- Allora non sparargli, cazzo.
Guard Tyler uscire piano dalla macchina e mettersi in
piedi dietro la portiera aperta, appoggiando la Beretta sul
telaio del finestrino abbassato. Nicolet usc dalla parte opposta
e si diresse verso il fianco destro della Firebird, allontanandosi
di qualche passo dalla macchina per aprirsi una
linea di tiro pulita, la pistola tenuta bassa lungo la gamba.
Il ragazzo guard verso di loro.
- Tieni le mani alzate dove posso vederle bene, - disse
Tyler.
Il ragazzo, sempre appoggiato alla portiera, sollev i palmi
verso l'alto. Troppo calmo. Forse era fatto.
- Allontanati dalla macchina, - disse Tyler.
- Siete della polizia? - domand il ragazzo. - Che cosa
ho fatto?
- Ti ho detto di allontanarti dalla macchina.
Nicolet vide il ragazzo guardare dalla sua parte e poi
guardare Tyler. - Volete vedere la mia patente? Aspettate
che la prendo, - disse, e mise la testa dentro la Firebird.
Nicolet si stava muovendo. Sent Tyler gridare ancora
una volta al ragazzo di allontanarsi dalla macchina. Vide la
testa e le spalle del ragazzo sollevarsi e vide un lampo brillante
di metallo scintillare riflettendo la luce del sole, e un
attimo dopo il ragazzo stava facendo fuoco su Tyler con
una pistola che sembrava una Magnum, e sparava ancora,
girando intorno alla macchina ora per appoggiare l'arma sul
tetto, e Nicolet alz la sua Sig Sauer e spar tre colpi in rapida
successione. Vide il ragazzo abbassarsi - forse era stato
colpito, forse no. Nicolet continu a muoversi. Arriv sul
lato opposto della Firebird accovacciato, guardando dritto
verso quel maledetto vetro oscurato che non permetteva
di vedere all'interno, e lo fece saltare sparando tre volte
e poi un altro colpo ancora quando intravide di sfuggita il
ragazzo oltre il parabrezza in frantumi e lo sent gridare.
Scavalc il cofano, rotol dall'altra parte e colp la portiera
mentre il ragazzo si stava sollevando in ginocchio e
ricominciava a strillare, incastrato contro il sedile anteriore,
la scintillante .44 Magnum abbandonata sull'asfalto.
Nicolet la scalci sotto la macchina e piant la canna della
Sig Sauer contro la testa del ragazzo. Lui lo fiss stordito
e disse: - Amico, mi hanno sparato.
Nicolet si volt a guardare la Chevy. Vide due fori di
proiettile nella portiera e Tyler che giaceva a terra su un
fianco, tenendosi stretta una gamba.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Max aveva la sensazione di un'euforia senza sforzo.
Non vedeva l'ora di vederla. Ma, nel momento stesso in
cui Jackie apr la porta, lo guard e disse: - Oh, - Max
sent la sua euforia calare.
D'accordo, era sorpresa, non c'erano dubbi su questo.
- Stavi aspettando qualcuno, - disse Max.
- No... - rispose lei, ma non sembrava troppo sicura.
Disse: - Be', si e no, ma vieni dentro.
A quel punto c'era ancora speranza. Jackie aveva un
aspetto fantastico.
- Sicura che va bene?
- S, davvero.
Poi, per, mentre chiudeva la porta, disse: - Vuoi la
tua pistola, vero? - e quella bella sensazione gli fin sotto
le scarpe mentre lei andava in camera da letto con indosso
una maglietta larga e un paio di jeans attillati. - Te la
vado a prendere, - disse.
Come se stesse andando a prendere la mancia da dare
al ragazzo dei giornali.
Nessun accenno di scuse e nemmeno un atteggiamento
contrito, magari un tentativo di spiegarsi. No - vuoi la tua
pistola? E va a tirarla fuori. Max era andato l pensando
di cominciare alla leggera. Hai avuto occasione di usare
contro qualcuno quella pistola che mi hai rubato? Una cosa
del genere, insomma, con espressione tranquilla. Be',
ora niente divertimento e niente giochetti. Lo faceva incazzare,
quella recita che lei aveva messo su, comportandosi
in modo tanto disinvolto. Adesso domandale se le va
di tornare al Serraglio, dal momento che Ordell non ha
pagato il premio della cauzione. E vediamo se continua a
comportarsi in modo tanto indifferente.
Jackie emerse dalla camera da letto con la pistola in una
mano e una specie di sorriso triste sulle labbra. - Max,
mi dispiace, - disse, e lui sent il suo umore riprendere
a salire, mentre la speranza gli rinasceva dentro. - Avevo
paura che se ti avessi chiesto di prestarmela mi avresti
detto di no, e ne avresti avuto tutti i diritti. Ti va un
po' di caff?
E in un attimo era tornato in gioco.
- Mi andrebbe, s, - disse seguendo Jackie in cucina.
- L'hai usata?
Lei gli rivolse di nuovo quel sorriso un po' malinconico.
- Mi sono sentita molto pi sicura ad averla con me.
Spero che tu non voglia il latte, nel caff. E andato a male
mentre ero in prigione.
- No, caff nero va benissimo.
La osserv posare la Airweight sul tavolo della cucina,
vuoto fatta eccezione per un posacenere, e andare al piano
di lavoro. Sembrava ancora pi snella della sera prima,
con quei jeans. Non proprio magra. Giusta.
- Vuoi tenerla per un po'? Non sarebbe esattamente legale
ma, sai, se ti fa sentire meglio averla con te...
- Grazie, - disse Jackie versando il caff, - ma ho la mia,
adesso -. Si avvicin al tavolo con due tazze di ceramica
bianca, senza decorazioni. - Ci vuoi dello zucchero?
- No, grazie, - rispose Max. - Stamattina sei uscita a
comprare una pistola? - Era possibile, se fosse andata nella
contea di Martin: l a West Palm c'era un'attesa di tre
giorni per poter comprare una pistola, un periodo-cuscinetto
per raffreddare gli animi.
- Diciamo che ne ho una e basta, - disse Jackie, - d'accordo?
Non voglio che ti preoccupi.
- Qualcuno te l'ha prestata.
- Esatto, - ribatt uscendo dalla cucina.
Max prese una sedia da sotto il tavolo e si sedette, chiedendosi
che tipo di pistola fosse e se sapeva come usarla.
Stava pensando di domandarglielo quando Jackie torn
con le sigarette e l'accendino e si sedette di fronte a lui.
- Ieri sera non vedevo l'ora di farmi una doccia e di lavarmi
i capelli, - disse.
E lui si dimentic della pistola.
- Stai molto bene.
- Mi sono data malata. Per quanto ne sanno alla compagnia
aerea, sono ancora disponibile.
- E lo sei?
- Non lo so ancora. Vedr Tyler, e suppongo anche Nicolet,
pi tardi, questo pomeriggio, e lo chieder a loro -.
Fece una pausa per accendersi la sigaretta. - Insomma,
fare quello che mi hai suggerito tu. Offrirmi di aiutarli e
vedere che cosa succede.
- Quello che volevo dire, - disse Max, - era di lasciare
che fosse un avvocato a negoziare al posto tuo. Se non
puoi permettertene uno c' un mio buon amico, quasi in
pensione ormai, che credo me lo farebbe come un favore
personale. Ha meno bisogno della parcella di quanto tu
abbia bisogno di un avvocato.
Lei lo stava fissando da sopra l'orlo della tazza, e a Max
torn in mente la sera prima.
- Magari no, - disse lei. - Fammi parlare con loro, prima.
Dei soldi di Ordell.
- La faccenda li interesser, ma solo fino a un certo punto.
- Sono tutti a Freeport. E intendo molti soldi. Tipo
mezzo milione di dollari in varie cassette di sicurezza, e
altri in arrivo.
- Come l'hai scoperto?
- Me l'ha detto lui ieri sera.
- Ordell ti ha chiamata?
- Era qui quando sono tornata a casa.
- Ges cristo, - disse Max, e pos la tazza sul tavolo.
- E entrato mentre non c'eri?
- Ha scassinato la serratura.
- Hai chiamato la polizia?
- Abbiamo parlato, - disse Jackie. - All'inizio aveva
qualche dubbio. Ma si  sempre fidato di me e vuole pi
di ogni altra cosa credere di potersi fidare ancora. E sai
perch? Perch ha bisogno di me. Perch senza di me tutti
quei soldi rimarranno a Freeport. Possono esserci altri
modi per portarli fuori, ma io sono l'unica che lui ha mai
usato, e per il resto ha a che fare solo con delinquenti.
Mettiti nei suoi panni.
Max la stava fissando. - Come farai a portarli fuori?
- Come ho sempre fatto. Ma prima devono permettermi
di tornare a lavorare.
- Ti stai offrendo di incastrarlo.
- Se mi lasciano andare. Altrimenti, nessun accordo.
- Ti rendi conto del rischio che comporta?
- Non ho intenzione di andare in galera o di rifare un'altra
volta quella storia della libert vigilata.
Lui la guard studiare la sigaretta, sfiorando delicatamente
il posacenere con la punta. - Be', hai detto che potevi
avere pi opzioni di quelle che credevi.
Jackie era concentrata sulla sigaretta, intenta a fare la
punta alla cenere. - Sai quante miglia ho volato? - gli chiese,
e sollev lo sguardo su di lui.
Max scosse la testa. - No. Quante?
- Pi o meno sette milioni, da una rotta all'altra. Ho
fatto la cameriera ai passeggeri per quasi vent'anni. Sai
quanto guadagno adesso, che ho dovuto ricominciare da
capo? Sedicimila l'anno, con contributi per la pensione
tanto bassi che te li puoi ficcare in un orecchio. Come ti
senti a diventare vecchio?
- Non sei vecchia, hai un aspetto fantastico.
- Ti sto chiedendo come ti senti tu. Ti d fastidio?
- Non  una cosa a cui penso, sinceramente. Quando mi
guardo allo specchio, sono la stessa persona di trent'anni
fa. Se vedo una mia foto, invece... be', allora  diverso.
Ma tanto chi  che fa una foto a uno come me?
- Per gli uomini  diverso, - disse lei. - Le donne invecchiano
prima.
- Immagino che le donne se ne preoccupino di pi, -
disse Max. - Alcune hanno soltanto la loro bellezza. E
quando perdono quella... Ma tu hai molto pi del tuo
aspetto.
- Davvero? E cosa?
- Vuoi discutere sul diventare vecchi? Qual  il punto?
- Ho la sensazione di dover ricominciare sempre tutto
da capo, - disse Jackie, - e, prima che me ne accorga, non
mi rimarr pi nessuna scelta. Sar incastrata con la vita
che riuscir ad avere - Poi continu: - Ieri sera ti ho raccontato
che sono stata sposata due volte? In realt, ho
avuto tre mariti, ma a due di loro penso come se fossero
lo stesso uomo, prima a vent'anni e poi in una versione
molto pi vecchia. Si chiamavano anche allo stesso modo.
Cos ti ho detto che sono stata sposata due volte. Avevo
diciannove anni, con il primo, studiavo a Miami. All'Universit
di Miami. Lui correva con le moto, gare nel fango,
hai presente le gare in salita?
- Diciannove anni sono pochini per sposarsi.
- Altrimenti non avrei mai accettato di vivere con lui.
Ecco quanto ero furba all'epoca.
- I tempi cambiano, - disse Max, - ma di solito l'usanza
 quella.
- Siamo stati sposati cinque mesi... E rimasto ucciso
durante una gara, dovevano saltare su un ponte mobile
alzato e arrivare dall'altra parte con la moto. Solo che era
ubriaco e non ci  riuscito.
Max tenne la bocca chiusa.
- Il mio secondo marito era un drogato, ha cominciato a
spacciare per pagarsi il vizio ed  finito in galera. Prima di
fare il pilota di linea era stato pilota di caccia in Vietnam.
Ti stai facendo un'idea? L'ultimo invece aveva quindici
anni pi di me, pi o meno la tua et. E io ho pensato, ah,
ecco uno con un po' di maturit. Senza sapere che era il
motociclista tornato nel mondo dei vivi.
- Io ho soltanto dodici anni pi di te, - disse Max.
Lei parve sorridere - per quale ragione Max non ne era
sicuro - poi torn a farsi seria.
- Gli dava fastidio essere pi vecchio, o invecchiare.
Cos correva non so pi quanti chilometri ogni giorno. Nuotava
nell'oceano da solo, spingendosi al largo finch non
riuscivi pi a vederlo. Guidava troppo veloce, si ubriacava
ogni sera... Era divertente, era molto intelligente, ma...
ragazzi quanto beveva. Una sera eravamo seduti sul balcone
e lui  saltato sulla balaustra di cemento e ha cominciato
a camminarci sopra, con le braccia larghe, mettendo
un piede davanti all'altro... eravamo al sesto piano. Gli ho
detto: Non devi dimostrarmi niente. Ricordo di avergli
detto: Non ti sto guardando, quindi tanto vale che
scendi. E mi sono voltata dall'altra parte. Non riuscivo
a guardare -. Fece una piccola pausa. - Quando ho sollevato
lo sguardo, lui non c'era pi. Non so se  caduto o
se  saltato gi apposta. Non ha fatto il minimo rumore.
La cucina cadde nel silenzio.
- Ecco la mia storia, - disse infine Jackie. - Ho accumulato
sette milioni di miglia sposata a due ubriaconi e a
un drogato.
Max si schiar la gola. - Sai, non parli mai di loro chiamandoli
per nome.
- Mike, Davey e Michael, - disse Jackie. - Che differenza
fa? - Ma poi aggiunse: - Erano brave persone, davvero,
la maggior parte del tempo, eppure non sono rimasta
affatto sorpresa... Capisci cosa intendo?  il mio difetto.
Mi lascio coinvolgere in situazioni che so che possono essere
difficili, e ci entro con gli occhi spalancati, con gli occhi
bene aperti, e poi mi ritrovo a dover escogitare un modo
per uscirne -. Fece una pausa e schiacci il mozzicone
nel posacenere. - Ma sai qual  la cosa che mi ha stancato
pi di ogni altra?
- Dimmelo.
- Sorridere. Fare la parte della persona gentile.
- Adesso stai parlando del tuo lavoro.
- Certo. Passi delle belle vacanze alle Bahamas e grazie
per aver scelto la Islands Air. O: Grazie per aver volato
con la Delta, o la TWA. Signore, gradirebbe un'altra tazza di caff TWA?
Max le sorrise, anticipando la battutaccia che stava per arrivare. Era vecchia.
- O forse preferisce la Twat, la fica? (Gioco di parole tra la sigla della compagnia aerea, TWA, e il termine volgare per
indicare l'organo sessuale femminile, twat).
- Per ti piace, vero? Volare, intendo.
- Non pi.
- Hai tanti uomini che ti vengono dietro?
- Abbastanza.
- E com'era quando eri ragazza? - domand Max. - I maschi si comportavano male con te?
Lei lo guard da sopra la tazza di caff con quella luce divertita negli occhi verdi.
- E tu come fai a saperlo?
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Ray Nicolet chiam alle quattro del pomeriggio. A
quell'ora, Jackie aveva gi tentato di mettersi in contatto
con Tyler. L'ufficio dell'FDLE le aveva detto che era fuori
in servizio e, quando l'aveva chiamato sul cercapersone, non aveva ottenuto risposta.
- Vorrei che mollassi qualsiasi cosa stai facendo e venissi
al Buon Samaritano, - disse Nicolet, la voce calma
e, secondo Jackie, cupa. Forse stava fingendo. - Se vuoi
mando una macchina a prenderti. Che ne dici?
- Perch vuoi che venga l?
- Per vedere quello che uno degli uomini di Ordell ha
fatto a Faron. E poi voglio che tu dia un'occhiata al tipo e mi dici se lo conosci.
- Dove ti trovi? - Nicolet le disse che era al terzo piano dell'ala ovest.
E, quando lei arriv meno di quaranta minuti pi tardi,
Nicolet la stava aspettando vicino alla postazione delle
infermiere. Jackie indossava una camicia da uomo sopra i
jeans, e la borsa marrone le pendeva dalla spalla.
- Grazie di essere venuta, - disse Nicolet.
La cosa la sorprese.
Lui rimase a fissarla per un attimo senza dire una parola,
poi si volt e si incammin lungo il corridoio. Jackie lo
segu fino a una porta, ai lati della quale c'erano due agenti
in uniforme verde scuro. I poliziotti si fecero da parte,
guardandola mentre Nicolet rivolgeva loro un cenno e la
donna lo seguiva dentro la camera, oltre il primo letto,
vuoto, fino a un giovane ragazzo di colore che giaceva nel
secondo con gli occhi chiusi. C'erano dei tubicini nelle
sue braccia e uno che gli usciva dal naso; un altro invece
finiva sotto le lenzuola, collegato alla sacca di un catetere
agganciata alla sponda del letto.
- Che cosa gli  successo?
- Gli ho sparato, - disse Nicolet, - dopo che lui ha sparato
a Faron.
Jackie si volt verso il letto dov'era sdraiato l'agente
dell'ATF. - Come sta?
- Quale dei due?
- Tyler. Sta bene?
- Voglio che prima dai un'occhiata a questo tizio. Lo
conosci?
Jackie fece un passo avanti. - No.
- Non l'hai mai visto prima?
- Non credo.
- Forse una volta con Ordell, magari?
Jackie scosse la testa. - No.
- Mi stavo chiedendo se questa non sia un'altra di quelle
volte in cui tu non conosci uno, ma lui invece conosce te.
Tipo come  successo con Beaumont.
- E giamaicano?
- No,  uno dei nostri, - disse Nicolet. - Il suo soprannome
da strada, stando a quanto dice uno degli agenti qui
fuori,  Cujo. E Cujo, ho scoperto,  ben noto nei tribunali
penali. La sua patente dice che si chiama Hulon Miller
Junior, ma dubito che ci sia qualcuno a parte sua madre
che lo chiama Hulon -. Nicolet pos una mano sulla spalla
di Cujo e gli diede una scrollata. - Ho ragione? Apri gli
occhi, voglio che dai un'occhiata a una persona, qui, che
 venuta a farti visita.
Jackie osserv il giovane accigliarsi mentre Nicolet lo
scuoteva ancora per fargli aprire gli occhi.
- Che cazzo mi stai facendo?
- Ti fa male, Cujo? Lo spero proprio che ti faccia male,
- disse Nicolet. - Voglio che guardi bene questa signora
qui, e mi dici chi .
Jackie vide Cujo che la scrutava. - Amico, e come faccio
a saperlo? Sei tu quello che l'ha portata qui.
Nicolet afferr una manciata di capelli di Cujo e gli
stratton la testa all'indietro. Cujo protest: - Ehi, merda,
lasciami andare, - guardando Nicolet dritto in faccia.
Jackie rimase a osservarli. Nicolet sembrava calmo. Disse:
- Qualcuno potrebbe entrare qui e strapparti via tutti
quei tubicini. Ci hai mai pensato? La gente muore di
continuo negli ospedali, amico -. Diede a Cujo una pacca
sulla testa e si volt verso di lei con la sua impenetrabile
espressione da sbirro. Era ora di andarsene. In corridoio,
mentre tornavano verso la postazione delle infermiere, la
prese per un braccio, appena sotto il gomito.
- Gli ho sparato all'inguine e gli ho incasinato le tubature,
ma non troppo. Potrebbe avere bisogno di un altro
intervento, ancora non lo sanno, oppure potrebbe uscire
tra un paio di giorni. Provo dei sentimenti contrastanti in
proposito. Stavo quasi sperando che morisse -. Jackie gli
lanci uno sguardo che la diceva lunga. - Ma voglio anche
che resti vivo, cos potremo usarlo, - continu Nicolet.
- Lavora per Ordell?
- Ne siamo sicuri. So che gli vende delle armi.
- E se non vi dice niente?
- Lo far. Ha vent'anni ed  stato arrestato diciassette
volte. Possiamo trattare con un tipo come lui. La sua
qualit di vita si basa su quanto tempo riesce a stare fuori
di galera.
- E Tyler? - domand Jackie. - Posso vederlo?
- Adesso con lui c' sua moglie, - rispose Nicolet. - Andremo
a vedere come se la passa... Faron  stato colpito
due volte. Una pallottola alla coscia, che gli ha fratturato
l'osso, com' che si chiama, il femore? L'altra gli ha scheggiato
l'osso iliaco -. La mano di Nicolet scivol in basso
a sfiorarle un fianco. - Quell'osso che c' proprio qui. Si
rimetter. I proiettili sono passati attraverso la portiera
della sua macchina e hanno rallentato un po'. Uno ha colpito
il suo cercapersone ed  stato deviato.
- Ho tentato di chiamarlo, - disse Jackie.
- Ottimo. Vuoi parlare con noi.
- Ho bisogno del mio lavoro.
- Abbiamo tutti bisogno di qualcosa, - disse Nicolet.
- Aspettiamo di vedere Faron.
Tyler era in una camera privata. Nicolet si avvicin al letto
dicendo: - Ehi, socio, stai dormendo? - e Jackie lo vide
aprire gli occhi. La testa sul cuscino, i capelli scompigliati,
sembrava pi giovane, a malapena uscito dall'adolescenza.
- Dov' Cheryl?
- Credo che sia andata a prendere un po' di caff.
- Ti hanno dato della roba buona, eh?
Tyler chiuse gli occhi e li riapr, tentando di sorridere.
- Guarda un po' chi ho portato a trovarti.
Jackie si avvicin al letto. - Come stai?
Ora Tyler la stava guardando, e riusc a sorridere. - Sto
bene -. Prov una strana sensazione, la sensazione di trovarsi
con degli amici. Nicolet la fece sedere e port un'altra
sedia, tutt'e due con i cuscini plastificati e i braccioli
di legno. Jackie continuava a fissare Tyler, la sua faccia
voltata verso di loro con espressione assonnata, la gamba
destra sollevata di qualche centimetro sotto le lenzuola, le
dita dei piedi nudi che sbucavano in fondo al letto. Il tubicino
di una flebo correva lungo il suo braccio per terminare
in un flacone di plastica chiara appeso a un sostegno.
Nicolet si appoggi al bracciolo della sedia, avvicinandosi
a lei.
- Dove eravamo?
- Ho bisogno del mio lavoro.
E di una sigaretta. Ne avrebbe proprio voluta una, in
quel momento.
- Be', lo sai quello che vogliamo noi.
- Se posso lavorare, posso aiutarvi.
- Oppure potresti volare via.
- Non ne varrebbe la pena. Che cosa mi aspetta, qualche
mese di prigione?
- Un bel po' di pi se ti porto ai federali, cosa che posso
fare.
Forse si poteva fumare, in una camera privata.
- E com' che il fatto che tu lavori potrebbe essermi
d'aiuto? - continu Nicolet.
- Volete Ordell Robbie, no?
- Oh, adesso lo conosci, quindi.
- Non mi avete mai chiesto se lo conoscevo.
- Pensavamo che volessi farci una sorpresa.
- Porto i soldi per lui.
- Ma non mi dire. E lui dove li prende?
- Vende armi.
- Te l'ha detto lui oppure l'hai visto mentre lo faceva?
- Quello che devo avere, - disse Jackie, - se devo aiutarvi,
 il permesso di lasciare il paese, e l'immunit.
- Non vuoi molto.
- S o no.
- Si pu fare.
- Vi faccio vedere come beccarlo e l'accusa di droga diventa
non luogo a procedere.
- Hai parlato con un avvocato, vedo.
Jackie prese le sue sigarette e l'accendino dalla borsa.
- S o no, prendere o lasciare.
- Non mi hai ancora detto che cosa ottengo io.
Jackie si accese una sigaretta.
- Lui. Tu ti becchi Ordell.
- Sei nervosa?
- Certo che sono nervosa.
- E lo becco con le armi?
- Con i soldi ricavati dalla vendita delle armi.
Non sapeva cosa poteva usare come posacenere.
- Buttala per terra, - le disse Nicolet. Poi: - Dov' il
mio caso? Io non sono la dogana. A me non me ne frega
un cazzo dei soldi. Io ho bisogno di beccarlo con le armi.
In possesso di armi illegali, armi da fuoco rubate o non
registrate o mentre le vende senza la necessaria licenza -.
Guard il letto. - Giusto, socio? Vogliamo un caso di traffico
d'armi a prova di bomba.
- Esatto, - conferm Tyler, con una voce che si sentiva
appena.
- E strafatto per la roba che gli hanno dato, - disse Nicolet,
voltandosi di nuovo verso Jackie. - Non me ne frega
un cazzo nemmeno dei quarantadue grammi di coca. Posso
toglierti quell'accusa, ma soltanto se mi procuri Ordell
Robbie con le armi. Ci siamo capiti?
- Tutto quello che posso fare  dirvi ci che so, - disse
Jackie.
- Tipo cosa?
Lei esit e fece un tiro dalla sigaretta.
- Ha gi pi di mezzo milione di dollari fermi a Freeport.
- Se la cava piuttosto bene.
- E ne stanno per arrivare altri, appena effettua un'altra
consegna.
- Te l'ha detto lui?
- Si fida di me.
- Questo  un bene. Pu impedirti di beccarti una pallottola.
- Lui vuole che lo aiuti a portare qui i soldi.
- Non sa che non puoi lasciare gli Stati Uniti?
- Gli ho detto che potevo ottenere il permesso.
- Ges cristo, - disse Nicolet con un sogghigno. - E
cos, se te lo concediamo, anche noi lo staremo aiutando.
- Voi seguite i soldi.
- Questo lo capisco. Li segneremo prima ancora che tu
lasci l'aeroporto. Poi li seguiamo e ti guardiamo mentre li
consegni a Ordell. Ma dov' il mio caso di armi?
- Se sta pianificando una consegna, sai che ha le armi.
- Dove?
- Proprio qui.
- Se lascio andare le armi - altrimenti lui non viene pagato
- avremo un po' di denaro, ma le mie prove non ci
saranno pi.
- Scusami un attimo, - disse Jackie sollevando quello
che restava della sua sigaretta. - Devo liberarmi di questo -.
Attravers la camera fino al bagno e butt il mozzicone
nella tazza del water. Farlo le diede meno di un minuto
di tempo. Era gi sulla sedia quando chiese: - Che
ne dici di lasciargli spedire la maggior parte delle armi, e
di costringerlo a tenerne abbastanza da avere un caso per
le mani? Funzionerebbe?
- Non fa le consegne di persona?
- Sono mesi che non mette piede a Freeport.
- Be', - disse Nicolet, - entrerebbe un altro po' di soldi...
Jackie lo interruppe. - I soldi non sono il tuo interesse
principale, lo so. Ma perch lasciare che se li tenga il governo
delle Bahamas? Non appena Ordell viene arrestato,
non gli confischeranno tutti i fondi?
- Sempre che sappiano dove sono.
- Prendere i soldi sarebbe un bonus, per voi, - disse
Jackie. Gli rivolse un sorriso stentato. - Lo ammetto, sto
tentando di fare in modo che l'affare sia per voi il pi attraente
possibile...
Nicolet le restitu il sorriso. - Non te la stai cavando
niente male.
-  solo che non voglio che pensiate, come dire, a tutti
quei soldi e nessuno che li reclama. Sto cercando di comprarvi...
- Nemmeno per idea, - disse Nicolet.
- Per convincervi a lasciar perdere le accuse contro
di me.
- Io ci sto, - disse Nicolet, - davvero. Ma dove sono le
armi? Detesto tornare sempre su questo argomento.
Jackie pens di fumarsi un'altra sigaretta, prese la borsa
dal pavimento, poi decise di aspettare.
- Ma tu non lavori mai sotto copertura?
- Di continuo.
- E se lo contattassi fingendo di essere un compratore
in cerca di qualche tipo di arma che non si pu acquistare
in un negozio?
Nicolet lanci un'occhiata a Tyler. - Ehi, socio, hai sentito?
- Poi disse a Jackie: - Stavamo pensando alla stessa
cosa, solo al contrario. Offrirgli armi militari, qualcosa di
esotico.
- E come pensate di riuscirci? - domand Jackie. - Andate
da lui e basta, cos, semplicemente?
- Bisogna essere presentati da qualcuno. Fino a questo
momento non siamo riusciti ad avvicinarci a nessuno che
lo conosce.
- Non starai parlando di me, vero?
Nicolet scosse la testa.
Ma stava sorridendo, si rese conto Jackie. Faceva il misterioso.
Aveva in mente qualcosa che non intendeva dirle.
- Sono affari vostri, - disse Jackie. - Io che ne so.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Il sabato mattina, sdraiata al sole con indosso gli shorts
e un succinto top, Melanie stava pensando che negli ultimi
diciassette anni era rimasta a crogiolarsi al sole praticamente
a tempo pieno, guadagnandosi da vivere come la
classica ragazza bionda della California. Stava pensando
che pochi dei tipi con cui era stata passavano molto tempo
al sole. Tranne Frank, quello di Detroit con cui era insieme
quando aveva conosciuto Ordell alle Bahamas, quasi
quattordici anni prima. Era uno stronzo, ma amava stare
al sole. I produttori di film non ci stavano mai. O gli
industriali giapponesi o i mediorientali sulle isole greche.
Melanie leggeva delle star del cinema e della bella gente
che se ne stava al sole, leggeva di tutte quelle giovani ragazze
di cui nessuno aveva mai sentito parlare che all'improvviso
ce la facevano e sfondavano. Ma non aveva mai
letto niente di quello che capitava alle ragazze che erano
vissute crogiolandosi al sole, una volta che il sole aveva
rovinato la loro pelle ed erano ridotte a passare la vita con
un tipo di colore che, ovviamente, non capiva l'utilit di
stare al sole. Ecco dove si trovava Melanie a trentaquattro
anni, su una sedia a sdraio macchiata di lozione abbronzante,
sul terrazzo.
Non li aveva sentiti entrare.
Non seppe che erano in soggiorno finch Ordell non
disse: - Ragazza? Guarda chi c'.
Volt la testa e vide Ordell insieme a un tipo con una
giacca azzurra e una camicia gialla che teneva in mano
una grossa borsa di Burdine's. Uno dall'aria un po' rude,
ma la giacca era nuova, appena tirata gi dall'appendiabiti
del negozio. Lo riconobbe solo quando Ordell disse:
-  Louis, baby -. Allora Melanie si alz dalla sedia
a sdraio ed entr in soggiorno, tirandosi su i lati del top
con la punta delle dita per impedirgli di scivolarle sotto
i capezzoli.
- Non  ancora una bella ragazzona? - disse Ordell.
- Porca merda,  vero, - disse Melanie, - sei davvero
qui. Louis, l'ultima volta che ti ho visto...
- Lo sa, - disse Ordell. - Louis non vuole parlare di
quella volta.
- Posso capire perch, - disse Melanie. Lasci andare
il top, che scivolasse pure, se ne aveva voglia, e si alz in
punta di piedi per dare a Louis un bacio sulla bocca, dopo
il quale non si ritrasse, tutt'altro.
- A quei tempi pensavo che voi due foste i pi grandi
falliti che avessi mai conosciuto.
- Te l'ho detto, - disse Ordell, - Louis non vuole parlarne.
Melanie continu a guardare Louis. - Ti stavi divertendo,
per, vero? Con la tua scatola di maschere? Avresti
rapito persino me, se avessi pensato che qualcuno avrebbe
pagato un riscatto.
Finalmente Louis sorrise.
- Gi, era un'idea.
- Ordell mi ha detto che eri qui, non vedevo l'ora di
vederti.
- Quello che Louis vuole vedere, - disse Ordell, -  il
mio filmino sulle armi.
Melanie prepar vodka tonic per tutti e si sedette a
guardare Louis mentre Ordell gli mostrava il suo video
sul televisore, un video che aveva comprato a una fiera
delle armi, e intanto Ordell parlava sopra le voci del film.
- Ti d la maggior parte dei dettagli tecnici. Gi, la Beretta,
credo che abbia detto Pm-125. Non importa. Non ne
vedo molte, di quelle. Ascoltala, per. Tat-tat-tat-tat. Eh?
E qui il tizio sta sparando con un M-16. Una di quelle
armi semiautomatiche possono comprarsela tutti. Allora
le ho fatte convertire io in automatiche, full auto, cos
dicono, ed ecco che hai un mitragliatore. Niente di particolare,
ma mi  costato un centone a fucile, perch c' in
ballo il culo del tipo che mi fa il lavoro, se viene preso. Hai
presente quello che mi faceva i silenziatori...?
Ecco, adesso vedi uno dei Mac-10. La stessa cosa di
un silenziatore. Bup-bup-bup-bup, li sputa fuori. Quel tipo
 stato beccato con ottantasette di quei gioiellini nel furgone,
i silenziatori, dico. E adesso si deve fare trentanni,
niente libert condizionata. Ho un altro tizio a Lantana
che me li fa, adesso. Al prossimo viaggio ne consegno
cento per trentamila dollari, amico mio, trecento a
pezzo -. Poi disse: - Baby, mi farebbe comodo ancora
un po' di ghiaccio.
Melanie gli prese il bicchiere e and in cucina.
- Il Mac-10  quello che vedi in tutti i film. Ecco, questo
 il famoso Uzi, un'arma meravigliosa. Posso farci millecinquecento
al pezzo con gli originali. Li fanno gli ebrei
gi in Israele.
Lo Steyr Aug, uno dei migliori. Ascoltalo un po'. Amico,
quell'arma si che sa fare il suo lavoro. Molto costosa,
viene dall'Austria. I miei clienti non ne sanno un cazzo,
quindi non c' domanda.
Melanie torn con il suo drink mentre Ordell stava facendo
di nuovo bop-bop-bop e poi pass a ou-bop-ba-da,
ba-diddly-a per le armi del Diz. Lo faceva ogni volta che
mostrava a qualcuno il video, impegnandosi per sembrare
figo. Louis non aveva detto una sola parola da quando era
cominciato lo spettacolo. A Melanie piacevano i tipi come
Louis, con quei lineamenti duri e scolpiti, le mani grosse...
come si dice, mani grosse, cazzo grosso.
- L'Ak-47  il meglio che c' in giro. Questa  la versione
cinese. Li pago otto e cinquanta e raddoppio il mio
investimento. Te lo danno con tre caricatori a banana e
una baionetta, amico, per ficcarla nella pancia di qualcuno.
Il telefono squill e Ordell disse: - Rispondi per me, ti
spiace, baby?
- Sai che  per te, - disse Melanie.
Ordell la fiss storto perch lei di solito si alzava e faceva
sempre quello che le veniva chiesto. Poteva prendersela
comoda o fare la stupida lamentandosi, ma non glielo
diceva mai in faccia. Quella era una prima volta assoluta.
- Come? - disse. - Non ho capito bene.
Louis continuava a fissare lo schermo.
Melanie si alz, and al bancone che separava il soggiorno
dalla cucina e prese il telefono. Rispose, poi appoggi la
cornetta e disse: -  per te -. Ordell la fiss per un lungo
istante prima di mettere in pausa il video e alzarsi dal divano.
Melanie si sedette accanto a Louis.
-  noioso, vero?
- Posso vederlo, per una volta, - disse Louis.
- Lui  convinto di sapere di cosa sta parlando.
- Dov' che tiene tutte quelle armi? - domand Louis.
- Ha un posto... - Melanie si interruppe.
Ordell torn dicendo: - Un tipo di New York che vuole
una Bren-10. Quell'arma  una merda, ma  quella che
ha usato Sonny Crockett e questo la fa valere milledue e
cinquanta. Un grosso pezzo di ferro, dieci millimetri.
- Ce ne hai una? - domand Louis.
- Non ancora. Faccio una telefonata e ce l'ho il giorno
dopo, do duecento dollari al ragazzo -. Ordell premette un
pulsante sul telecomando. - Questo sta usando un Tec-9,
un fucile da poco fatto a South Miami. Costa trecentottanta
al dettaglio. Io li prendo a duecento e li vendo a
ottocento. Louis, ti stai facendo un po' di calcoli, amico,
un po' di addizioni? Questo Tec-9? Lo pubblicizzano dicendo
che  duro come il pi duro dei tuoi clienti. Dicono
che  l'arma pi popolare tra i criminali americani.
Niente balle, lo giuro, lo dicono veramente.
Il telefono squill di nuovo.
- So che le adorano, laggi a Medellin.
Melanie guard Ordell che metteva in pausa la videocassetta
e i due si fissarono per qualche istante prima che
lei si alzasse e andasse al telefono. Rispose, poi appoggi
la cornetta e disse: -  per te.
Ordell stava raccontando a Louis come aveva comprato
ogni genere di roba militare che un tipo aveva recuperato
dopo la guerra a Panama e l'aveva riportata in barca
alle Keys. Disse che era li che aveva preso la mitragliatrice
M-60 di cui aveva parlato a Louis. Disse che era stata come
una svendita di cortile, solo con bombe a mano, razzi
e tutta quella merda.
-  una donna, - disse Melanie.
Quello lo fece tacere. Ordell si alz e and al telefono.
- Posso portarti qualcosa? - chiese Melanie a Louis.
Lui sollev il bicchiere vuoto.
- Non  troppo presto?
- Non sto lavorando, - rispose Louis.
- E cos sei andato a fare spese -. Gli tocc il bavero
della giacca, tenendolo tra le dita. In parte sintetico, in
parte qualcos'altro. - Chi ha scelto questa giacca, Ordell?
- Non abbiamo gli stessi gusti, - disse Louis.
- Per i vestiti.
- Si, per i vestiti.
Melanie and in cucina con il bicchiere di Louis. Ordell,
a qualche passo di distanza, stava dicendo al telefono:
- Potrebbero tenere d'occhio casa tua. Fammici pensare
un attimo... s, vai alla spiaggia libera... quella vicino
al ponte di Blue Heron. Cammina verso Howard Johnson
e ci vediamo da quelle parti... anche subito, se vuoi.
Sali in macchina. - Riagganci e guard Melanie dall'altra
parte del bancone.
- Devo uscire per un po'. Sarai carina con il mio amico?
Proverai a non saltargli addosso? Non gli strapperai i
vestiti? Sono nuovi di zecca.
- Non mi dispiacerebbe starmene sul terrazzo, - disse
Louis. - Mi farebbe bene un po' di sole.
- Stai scherzando, - disse Melanie.
- Sei carina e abbronzata.
- Vuoi vedere i segni dell'abbronzatura? - disse Melanie
e si sedette dritta sul divano con la schiena inarcata,
si afferr il top con i pollici e lo tir gi a scoprire il seno.
- Sei abbronzata, okay, - disse Louis. - Non le lasci
mai al sole, eh?
- Un tempo s. Per penso che siano pi belle al naturale,
non trovi?
- S, credo che tu abbia ragione -. Erano tette grosse.
Louis continuava a guardarle, notando le piccole vene azzurre
simili a fiumi su una mappa. Quando sollev il bicchiere
per prendere un sorso scopr che era rimasto soltanto
il ghiaccio.
- Vado a riempirtelo, - disse Melanie.
E lo disse guardandolo in faccia, invece che guardare il
bicchiere. Quando glielo prese dalla mano e and in cucina,
Louis si alz e and sul balcone.
Il palazzo era piuttosto pacchiano, con la pittura verde
chiaro che si stava scrostando dall'intonaco, ma aveva
una vista grandiosa sull'oceano Atlantico, che era proprio
l fuori dalla porta, e su una spiaggia di sabbia bianca
che arrivava fino a Jacksonville. Laggi c'erano persone
minuscole. Non molte, finch Louis non guard verso la
spiaggia libera, sulla sinistra, e vide file di paraventi blu,
o come si chiamavano, con pi gente fuori che dentro. Era
una giornata perfetta, con abbastanza vento per sollevare
le onde e spingere in cielo una nuvola di tanto in tanto per
alleviare dal calore del sole. Melanie, che ora era accanto a
lui appoggiata alla balaustra di cemento, disse: - Continua
a guardare da quella parte. Vedrai Ordell sulla spiaggia.
- Deve incontrare una donna?
- Cos ha detto.
- E a te non d fastidio?
- Stai scherzando.
- Voglio dire, dopotutto vivi con lui.
- Ordell non vive qui, passa di qui di tanto in tanto. Lo
conosci, fa sempre quello che vuole.
Sembrava che anche Melanie lo facesse, dato che aveva
ancora le tette al vento mentre gli porgeva il bicchiere pieno.
- Non vorrai scottarti quelle bambine.
- Tengo al sole la schiena, - rispose Melanie. - Perch
non ti stendi sulla sdraio e ti togli la camicia? Anche
i pantaloni, se vuoi.
Gli tenne il bicchiere mentre lui si toglieva la camicia,
la ripiegava, la appoggiava su un tavolino di metallo e si
sedeva sulla sdraio.
- Ragazzo, hai davvero bisogno di prendere un po' di
sole, - disse Melanie. - Dove sei stato tutto questo tempo?
- In prigione. Quasi quattro anni. Quattro anni meno
due mesi.
Parlare con un ex detenuto sembr accenderle lo sguardo.
- Davvero? Ordell non me l'ha detto, questo. Che cosa
hai fatto?
- Ho rapinato una banca.
Quella frase la mise in movimento: gett la testa di lato
per togliersi i capelli biondi dalla faccia. Aveva un sacco
di capelli. Disse: - Ho pensato un casino a te, mi chiedevo
che fine avessi fatto...
- Ci siamo incontrati solo quella volta. Quando  stato,
tredici anni fa?
- Quasi quattordici. Lo so, e quando ti ho visto entrare
non potevo crederci. Ti ho riconosciuto subito -. Si guard
alle spalle, verso la spiaggia libera.
- E tu cosa hai fatto in tutto questo tempo? - le domand
lui.
Lei lo stava guardando di nuovo, il sole gli arrivava addosso
proprio da sopra la testa di Melanie.
- Me ne sono stata al sole.
- Tutto qui?
- Leggo.
- Ti annoi?
- Un sacco. Vuoi scopare?
- Certo, - disse Louis, e pos il bicchiere sul pavimento.
Melanie era il tipo di donna a cui piace stare sopra. Gemeva
e diceva oddio oh mio dio gettando la testa all'indietro
e passandosi le mani tra i capelli e poi sul petto villoso
di lui come fosse un asse per lavare, avanti e indietro,
o una superficie che stava tentando di pulire. Aveva lunghe
unghie rosse che lo graffiavano, ma la sensazione era
anche piacevole. Lui voleva salirle sopra e farlo come si
deve, ma il sole era abbagliante contro i suoi occhi chiusi,
caldissimo, e finirono prima che potesse cambiare posizione.
Lei salt gi e si infil gli shorts, senza biancheria
intima. Louis si tir su i pantaloni, prese il bicchiere dal
pavimento, e calcol che forse erano passati cinque minuti.
- Wow, mi sento molto meglio, adesso, - disse Melanie.
- E tu?
Louis annu. - Gi, ci voleva proprio.
- Adesso possiamo rilassarci, - disse lei, - e raccontarci
gli ultimi anni.
- Non riesco a sentire quello che dici, - disse Ordell a
Jackie. - Vieni qui e parla con me.
Lei era girata dall'altra parte, in piedi sulla battigia, e
lasciava che le onde le colpissero i piedi nudi e che il vento
le scompigliasse i capelli. Irritante, quella donna poteva
davvero mandarti fuori di testa: ma era comunque bella
da guardare quella mattina nella sua t-shirt, con quelle
gambe abbronzate che uscivano da quegli shorts bianchi
e cortissimi.
- Togliti le scarpe, - gli disse lei senza voltarsi.
- E cosa ne faccio quando le ho tolte? - Erano mocassini
di alligatore color vinaccia da quattrocento dollari. - Se
metto gi le scarpe, qualcuno se le frega -. Aveva la sabbia
nei piedi, avrebbe dovuto pensarci meglio prima di dirle
di incontrarsi proprio l. Ogni volta che camminava sulla
spiaggia gli finiva la sabbia nelle scarpe. Ordell non sarebbe
mai andato a piedi nudi, per, come Melanie e Sheronda.
Non aveva nessun motivo eccetto qualcosa nella sua testa
che gli diceva di tenersi sempre le scarpe tranne quando
andava a letto. Non nuotava, non entrava mai nell'acqua.
- Ragazza, - disse, - vuoi essere tirata via per i capelli? -
Incredibile. Non era incazzata, non era nervosa perch
si trovava l. E ora si stava avvicinando, con il vento che
le buttava i capelli sulla faccia. Alcuni bagnanti passarono
di l guardando a terra in cerca di conchiglie.
- Pensi che qualcuno ti abbia seguita?
- Non lo so, - disse Jackie. - Non lo faccio molto spesso.
Profumava di qualche borotalco. Un odore pulito e salutare.
- Ti comporti come se lo facessi sempre, sei una tosta.
- Non credo che abbia importanza se mi hanno seguito
o no. Sanno che cosa stiamo facendo.
- Come dici? - domand Ordell.
- Gli ho detto che ci saremmo incontrati.
- Aspetta un attimo. Gli hai detto che sono io?
- Lo sanno gi. Sanno pi cose loro su di te di quante
ne so io. Il tipo dell'ATF continua a parlare di armi. Io gli
ho detto che non potevo aiutarlo, in questa storia...
- Ma che avresti visto che cosa saresti riuscita a scoprire?
Lei si avvicin a lui e gli disse: - Senti, l'unico modo
che ho per ottenere il permesso di volare  acconsentire ad
aiutarli. Devo dargli qualcosa. O fare finta. Ma dev'essere
qualcosa che possono verificare, altrimenti sar soltanto
una che d aria alla bocca. Quindi la prima cosa che gli
ho dato era qualcosa che loro sapevano gi. Hai capito?
- E qual era?
- Gli ho detto che hai dei soldi a Freeport e che vuoi
che io te li porti qui. Mezzo milione messo da parte pi
altri in arrivo.
- Gli hai detto tutto questo?
-  vero, no?
- E questo cosa c'entra?
-  vero o no?
- Ho detto pi o meno quella cifra, s.
- Sanno che sono io a portarti i soldi, - disse Jackie.
- Ho menzionato il mezzo milione, ma non sono poi cos
interessati ai soldi, ti vogliono con le armi. E io gli ho detto,
bene, se volete le prove che viene pagato per vendere
armi, fatemi portare i soldi da Freeport. Far due consegne,
la prima con diecimila, una specie di corsa a vuoto. E,
gli ho detto, voi guardate il tutto, capite come funziona.
Poi tu organizzi la consegna successiva, quando io porter
il mezzo milione e spiccioli.
- Come funziona, - disse Ordell. - Vengo a casa tua e
li prendo?
- Gli ho detto che sei molto prudente. Che mandi qualcuno
a incontrarsi con me e che io non so mai in anticipo
chi potr essere.
- Questa  un'idea, - disse Ordell, - brava.
- Se mi ascolterai, - disse Jackie, - vedrai che  un'idea
molto buona. La prima volta che arrivo con i soldi loro saranno
nei paraggi e mi vedranno dare i diecimila a qualcuno.
- A chi?
- Non lo so, uno dei tuoi amici.
- Una donna?
- Se vuoi.
- S, penso che sar una donna.
- Il viaggio successivo, quando arrivo con tutti i soldi,
far in modo che sembri che io li abbia consegnati alla
stessa persona della volta precedente...
- Ma non lo farai.
- No. Li dar prima a qualcun altro.
- E loro seguiranno la persona sbagliata, - disse Ordell,
- pensando che li stia portando da me, giusto?
- L'idea  questa.
- Quindi abbiamo bisogno di due persone, due donne.
Jackie annu, come se ci stesse pensando, o stesse tentando
di ricordare qualcos'altro che aveva raccontato agli
sbirri. Era davvero in gamba.
- E dove lo facciamo?
- Non lo so ancora.
- Avrai due diverse borse da viaggio e farai lo scambio.
- Immagino di si.
- Immagini?
- Non ho ancora pensato a come fare.
- La donna che loro credono abbia i soldi e invece non
ce li ha, le salteranno addosso.
- Ma se lei non ce li ha, qual  il problema?
- Dev'essere una che non apre bocca -. Ordell fece una
pausa per pensare alla sua idea. - Sapranno sempre che
sono io quello da cui sta andando.
- Una volta che avrai i soldi, - disse Jackie, - questo 
un problema tuo. Sarai da solo.
- Immagino che tu abbia in mente una parte per te.
- Dieci per cento. Pi quello su cui ci siamo gi messi
d'accordo. Centomila se finisco in galera.
- Ma li stai aiutando. Ti lasceranno andare.
Jackie si volt a guardare l'oceano, e gli disse: - Forse
Chiuse gli occhi, e la brezza le scompigli i capelli. Era
davvero bella.
- Se dicono che faranno passare la prima consegna senza
problemi, - disse Ordell, - perch non portiamo l'intera
somma gi quella volta?
Con gli occhi ancora chiusi, Jackie disse: - Non mi fido
cos tanto di loro. Vediamo come va -. Si tir via la t-shirt
sfilandosela da sopra la testa e scosse i capelli.
Ordell vide quello che sembrava il reggiseno di un costume
da bagno che le copriva le tette. Non lasciava vedere
molto, ma sembravano niente male. - Devo pensarci
su un po', - disse.
- Dovresti, - ribatt lei, poi si allontan sulla sabbia
bagnata. Rimase li, dopodich si volt a guardarlo. - Conosci
uno che si chiama Cujo?
E quella che storia era, adesso? Cos, dal nulla.
- Che mi dici di lui?
-  al Buon Samaritano.
- Di cosa stai parlando?
- Gli hanno sparato ieri, - disse Jackie, e cominci a
camminare verso l'oceano.
- Aspetta un attimo!
Ordell glielo grid, ma lei continu a camminare. Lui
corse sulla battigia. - Chi te l'ha detto? - Lei non lo sentiva,
cos Ordell le si avvicin gridando: - Torna qui! - e
in quel momento un'onda arriv a infradiciargli le scarpe
di alligatore prima che avesse il tempo di rendersene conto.
Merda. Guard Jackie tuffarsi in un'onda, poi la guard
tornare a galla e tuffarsi in quella dopo, mostrandogli
il culo nei pantaloncini bianchi come a prenderlo in giro.
Melanie aveva portato la bottiglia di vodka sul tavolino,
vicino a una ciotola di ghiaccio, mentre Louis finiva
di fumare uno spinello grosso quanto un sigaro che lei
aveva rollato in stile giamaicano. Louis era avvolto da una
nuvola di fumo bianco. Quel tipo apprezzava tutto quello che gli veniva dato. Cinque bicchieri di vodka, fino a
quel momento, pi l'erba, ma era molto attento. Aveva
la testa appoggiata al cuscino del divano, e la osservava
con le pupille dilatate mentre lei parlava del loro comune
amico Ordell.
Di come una volta aveva dato un'occhiata al traffico di
cocaina ma l'aveva trovato un ambiente troppo competitivo,
con tutti gli angoli di strada gi presi da qualcun altro:
se cercavi di prendere il posto di uno di loro ti sparavano.
Le armi, invece, con quelle non avevi bisogno di un'organizzazione,
potevi venderle ovunque ci fosse richiesta. Gli
raccont come Ordell si considerasse un trafficante d'armi
internazionale quando, in realt, le uniche persone a cui le
vendeva erano gli spacciatori, i pazzi giamaicani e adesso
i ragazzi del cartello di Medellin.
- Ma se la cava, per. Se la sta cavando molto bene, -
disse Louis, sollevando il bicchiere come al rallentatore.
- Be', fino adesso, s, - disse Melanie, con un tono un
po' dubbioso. Si era lavata e aveva indossato una camicia:
per il momento, la parte romantica era finita. - Devi
ammettere che non  una cima, - disse.
Louis disse che lui non si sarebbe spinto tanto in l nel
dire una cosa del genere.
- Louis, - disse Melanie con il suo tono di voce pi calmo
e pacato, - Ordell mette le dita sulle parole quando
legge. Muove le labbra. Diciamo che sa vivere sulla strada,
questo si. Ma ci non gli impedisce di essere un fallito.
- Se stai parlando del rapimento, - disse Louis, - c'ero
dentro anch'io, sai.
- Tu non eri a Freeport, o sbaglio?, quando al tipo che mi
manteneva  stato detto di pagare altrimenti non avrebbe
pi rivisto sua moglie? E lui aveva gi pronti i documenti
per il divorzio, e se non l'avesse pi rivista la cosa gli
avrebbe fatto risparmiare una fortuna? - Melanie gli sorrise.
- No, tu non c'eri. Hanno fatto un film con una storia
simile. Ho dimenticato il titolo. Hai presente, con Danny
DeVito che fa il marito e Bette Midler che viene rapita?
Louis sembr pensarci un po' su, poi scosse la testa.
- Ci  capitato di vederlo alla tele non pi di un mese fa.
Ordell lo stava guardando e a un certo punto dice: Cos'
questa merda? Ma ci credi? E io gli faccio: Ehi, non
funziona nemmeno come film... E adesso lui ne sta parlando
di nuovo, voglio dire il vero rapimento. E sai perch?
Per colpa di quel nazista fuori di testa che ha conosciuto.
- Big Guy, - disse Louis. - L'ho visto.
- Alla manifestazione della supremazia bianca. Ecco
perch ti ha portato l, - disse Melanie. - Per vederlo.
Louis annu. - Perch assomiglia a Richard.
Lei continu a fissarlo finch lui non le disse: - Che c'?
- Intuisco che tu e Richard non andavate d'accordo, -
disse Melanie. - Volevi ucciderlo -. Vide Louis che si stringeva
nelle spalle, e sembrava che anche quel movimento
gli costasse uno sforzo. - Richard ha violentato la donna
che stavate tenendo...
- Ci ha provato.
- A te lei piaceva, vero?
- Era carina. Gentile.
- L'hai portata via prima che gli sbirri piombassero su
Richard. L'hai portata nel tuo appartamento? - Aspett,
ma lui non conferm n neg. - Ordell credeva che tu
avessi qualcosa in ballo.
Louis scosse la testa.
- Sarebbe stato molto strano, se fosse stato cos -. Melanie
osserv Louis sorseggiare la sua vodka e abbassare il
bicchiere posandoselo sulla coscia. - Be', Ordell ha qualcosa
in ballo davvero. Deve avertelo detto.
- Sul destino che ci ha fatto ritrovare tutti?
Melanie fece scivolare una spalla sul divano verso di lui.
- Destino un paio di palle. Ti sta tirando dentro per un
motivo. Quando andr a beccare il nazista e tutte le sue
armi, qualcuno dovr ucciderlo. Vuole che sia tu a farlo.
Louis aveva voltato la testa, sempre appoggiata al cuscino,
abbastanza vicina da poterla toccare. La fiss per
un'eternit prima di parlare. - E perch? - chiese.
- A chi somiglia Big Guy? A Richard. Uno che volevi
uccidere.
- Non lo SO.
- Ordell ne  convinto, me l'ha detto. Una sera mi fa:
Quando Louis verr li e vedr Big Guy, vedr Richard,
e quando io glielo dir vorr sparargli -. Louis sorrise e
Melanie aggiunse: - Sono brava a imitarlo?
- S, non era niente male.
- Se ci vai, non voltargli le spalle, - disse Melanie, avvicinandosi
ancora e fissandolo nelle pupille gigantesche,
- altrimenti cercher di lasciarti l. Intendo morto. Louis,
la pistola sar in mano tua e lui sar tranquillo.
- Te l'ha detto lui, questo?
-  cos che ragiona, adesso.  cambiato. L'altra notte
ha ucciso uno che lavorava per lui.
- E perch?
- Chiediglielo.
- Dovrei andarmene da qui. E questo che stai cercando
di dirmi?
Melanie fece una smorfia, per un attimo sembr una
smorfia di dolore. Poi disse: - Oh, no... baby, voglio che
rimani nei paraggi. Usalo prima che lui usi te, e prenditi
quello che vuoi -. Poi disse: - Non riesco a immaginare
che un rapinatore di banche abbia dei problemi con questa
storia.
Lo osserv sorridere, e non fu sicura di cosa significasse
quel sogghigno finch lui non disse: - Stai parlando sul
serio, - e lei gli sorrise a sua volta, abbastanza vicina ora
da poter sentire l'odore dell'erba nel suo alito.
- Ci puoi scommettere che dico sul serio. Che cosa ha
mai fatto Ordell per noi?
Louis sembr pensarci su per un attimo.
- Non molto, immagino.
- Oh, ragazzi, - sospir Melanie. - Hai idea da quanto
tempo sto aspettando un momento come questo?
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
La galleria di Renee si trovava al pianterreno del Gardens
Mail, in una zona buia tra Sears e Bloomingdale's: uno
spazio profondo e rettangolare, con i soffitti alti, le pareti
bianche e ornamenti turchesi che riprendevano i colori del centro commerciale.
A mezzogiorno e mezza di domenica, Max stava guardando
oltre i vetri alle pareti nude della galleria. Alcuni
dipinti erano posati sul pavimento contro i muri, e tre
contenitori di metallo nero erano disposti sul lato pi
lungo del locale. Max pens a delle urne greche, poi si
rese conto di che cos'erano in realt: gli ottocentoventi
dollari di vasi per le olive per cui Renee l'aveva chiamato
il luned precedente, chiedendogli di mollare tutto e
di portarle un assegno. I vasi erano l, quindi lei li aveva
pagati. Anfore di metallo nero arrugginite alte circa
un metro. Una vicino all'ingresso. Max and da quella
parte e vide il cartello sulla porta: Ci spiace, oggi siamo
chiusi. Era opera di Renee, le lettere maiuscole elaborate,
le parole sottolineate tre volte. Chiuso ma, quando
spinse sulla maniglia d'ottone, la porta si apr. Max entr,
fermandosi a guardare il vaso per le olive pi vicino.
Mozziconi di sigaretta, incarti di gomme da masticare,
un bicchiere di plastica... Un giovane latino molto magro
con i capelli lunghi fino alle spalle stava uscendo dal
retro con un dipinto, uno di quelli grossi. Lo abbass
appoggiandolo contro un tavolo in mezzo al pavimento e guard Max.
- Non sa leggere? Oggi siamo chiusi.
E poi torn da dove era venuto, attraverso un salone
sul retro fino a una porta aperta da cui filtrava la luce del giorno.
Max si avvicin al dipinto: due metri, due metri e mezzo
per uno e mezzo e verdastro, differenti tonalit di spessa
pittura verde con tocchi di rosso, giallo ocra, nero... Non
aveva idea di cosa fosse. Forse era una giungla e quelle
erano sagome verdi che uscivano dal fogliame, emergendo
dal rigoglio selvaggio: difficile a dirsi. Altri dipinti erano
posati dalla parte opposta del tavolo. Dipinti che venivano
tolti dalle pareti, quelli sul pavimento, e dipinti nuovi
pronti a essere appesi. Renee si stava preparando a una
delle sue mostre tutte vino e formaggi francesi. Poteva essere
sul retro, nel suo ufficio. Max guard da quella parte
e vide il giovane latino che arrivava portando un'altra tela.
- Le ho detto che siamo chiusi, - disse a Max, e sistem
la tela contro la prima che aveva portato dentro. Sollevandosi,
si tolse i capelli dalla faccia. Crespi, e molti pi
di quanti gliene servissero. Aveva un'aria familiare...
- Qual  il suo problema? - chiese a Max.
E Max quasi sorrise. - Sono il marito di Renee.
Il tipo disse: - S...? - e rimase in attesa.
- Dov' lei, sul retro?
- E andata a prendermi qualcosa da mangiare.
- Tu lavori qui?
Max riusc a vedere chiaramente che al piccolo stronzo
quella cosa non piaceva affatto. Disse: - No, io non
lavoro qui Poi si volt e torn sul retro della galleria.
Max gir intorno al tavolo e trov altri dipinti verdi.
Si chin per leggere la firma, uno scarabocchio in nero.
David de la Villa.
Il tipo doveva essere Da-veed, l'aiuto-cameriere cubano
di Chuck and Harold's che Renee qualche settimana prima
aveva detto che presto il mondo dell'arte avrebbe scoperto.
E ora stava tornando con un'altra tela...
Alto pi o meno uno e settantotto e pesante s e no sessantacinque
chili, con la sua t-shirt nera e i jeans neri attillati.
- Tu sei David, eh? - disse Max, con la giusta pronuncia.
- Mi stavo chiedendo che cos'era questo Gli indic
il dipinto che aveva di fronte.
L'aiuto-cameriere cubano disse: -  quello che , non
quello che dovrebbe essere -. Poi apr un cassetto del tavolo,
ne prese alcuni fogli di carta con david de la villa
stampigliato in grassetto in cima, e ne pass uno a Max.
Una cartella stampa. Nome, nato nel 1965 a Hialeah...
- Se non sa niente, - disse Da-veed, - legga quello che
dice il giornale. Il Post.
Max lo trov, una citazione sottolineata. Lesse a voce
alta: - ... De la Villa ha reso un vivido collage della
sua vita, anche se sotto forma di metafora... Dipinge con
una galanteria pungente e sarcastica, ma piena di giovinezza -.
Max guard di nuovo il dipinto. - S, adesso
riesco a vedere la giovinezza galante. Non direi che sia
particolarmente sarcastico, per. Con che cosa dipingi,
con una pala?
- Vedo che non ne capisci un cazzo, - disse l'aiuto-cameriere
cubano.
Max era pronto ad ammetterlo, ma non quel giorno:
adesso era piuttosto sicuro di sapere perch il ragazzo gli
sembrava familiare. L'orecchino di diamanti, i capelli,
l'atteggiamento, i piccoli baffetti da fighetta. - Quelle l
sono persone? - domand.
- Persone della mia vita, - disse il ragazzo, - che cercano
una via di fuga.
Max si avvicin ancora. - Hai appiccicato qualcosa qui,
eh? Pensavo che fosse soltanto pittura. Sembra che siano
foglie.
- Dall'albero di canna. Mostro la vita come un campo
di canna da zucchero che ci ha intrappolato, e noi dobbiamo
tentare di uscirne.
- Non ci sono canne da zucchero a Hialeah, che io sappia.
Se questa  la tua vita, - disse Max, spostando lo sguardo
dalla tela all'aiuto-cameriere, - come mai non vedo niente
sull'effrazione? Non ho forse compilato un modulo di
cauzione per te qualche anno fa? Eri accusato di furto.
- Tu sei fuori.
- Non sei David Ortega?
- Puoi vedere il mio nome l, leggilo.
- Quale, De la Villa? Quello  il tuo nome d'arte. Quando
ti ho conosciuto, eri David Ortega. Hai patteggiato per
possesso di merce rubata e ti sei fatto sei mesi.
David Ortega de la Villa si volt e si allontan.
- Vendi qualcosa di questa merda? - gli grid dietro Max.
L'aiuto-cameriere si ferm e si volt.
- Adesso capisco perch ti ha lasciato.
- La vendi oppure no? Mi piacerebbe sapere come se la
passa mia moglie. Se non altro.
- E capisco pure perch non ti parla. Ne ha gi venduti
cinque in tipo due settimane. Tres... tremila e cinquecento
dollari l'uno.
- Stai scherzando. E Renee che percentuale prende?
- Questi sono affari suoi, non tuoi.
Max tenne la bocca chiusa. Erano affari di Renee, ma
erano i suoi soldi quelli che pagavano l'affitto dei locali
e la bolletta del telefono - per lo meno non aveva pagato
quei vasi per le olive, posacenere alti un metro che ci sarebbero
voluti tre uomini per svuotarli. Aspett che Renee
rientrasse con il pranzo di Da-veed, l'avrebbe portata in
ufficio e le avrebbe detto che era finita, che non ce n'era
pi, che da quel momento in avanti doveva cavarsela da
sola. Stava per chiudere l'attivit di agente di cauzioni e
preparare i documenti per il divorzio.
Guard il dipinto di fronte a s.
Forse non era il caso di tirare fuori il divorzio, almeno
per il momento.
Ma di sicuro doveva dirle che non avrebbe pi pagato
i suoi conti.
Da-veed, l'artista dell'effrazione, disse: - Lo vedi questo?
- avvicinandosi a una tela. - Guardalo bene. Dimmi
se ci vedi qualcuno che conosci.
- Non vedo nessuno l dentro.
- Da questa parte, proprio qui?
Max fiss il dipinto e una sagoma cominci ad apparire.
Un ragazzo? Si avvicin, stringendo le palpebre. Capelli
corti da ragazzo, ma era una donna, con dei puntini
a indicare il seno scoperto e una minuscola macchia scura
che avrebbe potuto essere il suo boschetto magico. Una
donna verde chiaro in mezzo alle foglie verde scuro, incollate
e dipinte.
- Quella dovrebbe essere Renee?
- Amico, non riconosci la tua stessa moglie? Gi, ha
posato nuda per me per tutto il tempo.
Era difficile da immaginare. Renee andava nel ripostiglio
per mettersi la camicia da notte. Com'era possibile
che quel piccolo stronzo l'avesse convinta a togliersi tutti
i vestiti? Ma, aspetta un attimo... - Che cosa ci fa Renee
in un campo di canna da zucchero? - domand.
- Il campo  un simbolo della sua oppressione, ci da
cui desidera fuggire, - disse l'aiuto-cameriere ora pittore.
- I suoi anni di costrizione con te. Senza una vita propria.
- Costrizione? - disse Max.
E si ferm. Che cosa voleva fare, rivivere ventisette anni
di vita matrimoniale con questo ragazzino? Aveva un'idea
migliore. - Fammi un favore, vuoi? - chiese.
- Cosa? - domand l'aiuto-cameriere, sospettoso.
- Mettimi l dentro, che vengo fuori dal campo di canna
da zucchero.
Ordell adorava quel centro commerciale, il pi grande
e sgargiante in cui avesse mai messo piede, tutto moderno
con alberi, e fontane, e lucernari lass in alto, i negozi
migliori... C'era Saks Fifth Avenue, dove Ordell amava
comprare i suoi vestiti; c'era Macy's, Bloomie's, Burdine's;
c'era Sears, dove sarebbe dovuto andare Louis. Al secondo
piano c'erano tutti i tipi di caffetterie etniche dove ordinavi
da mangiare e te lo portavi in una zona in cui, se riuscivi
a trovare posto, ti potevi anche sedere. Ora nell'alta
stagione era affollato ogni giorno. Jackie diceva che poteva
essere il posto giusto per fare la consegna. Forse anche
il posto per fare lo scambio e la consegna, proprio
l, gi: il modo in cui l'area era progettata era abbastanza
caotico, e c'era sempre folla. Jackie diceva che assomigliava
a un labirinto.
La donna era ancora al tavolo con davanti un piatto di
qualche merda greca in quel pane che chiamavano pita.
Ordell non aveva visto niente che gli andasse di mangiare
e avevano finito il loro incontro di lavoro, perci se ne
stava andando, dopo aver chiamato l'ospedale per sapere
come se la stava passando Cujo. Il ragazzo non aveva un
telefono in camera, dovevi chiedere di lui e farti spiegare
da qualcuno la situazione. L'uomo che era venuto al telefono
il giorno prima continuava a insistere che voleva sapere
chi stava chiamando: cos lui aveva ritentato la sera
e l'infermiera aveva detto che Hulon stava bene - chi? - e
che, a quanto pareva, sarebbe tornato a casa di li a un paio
di giorni. L'infermiera aveva detto casa, ma intendeva
dire prigione, oppure non sapeva come stavano le cose. Sul
giornale c'era scritto che Hulon Miller Junior aveva sparato
all'agente dell'FDLE prima di essere a sua volta ferito
e arrestato da un agente federale. Il luogo e il momento
fecero capire a Ordell che i federali gli stavano addosso e
che adesso c'era qualcun altro che avrebbe potuto raccontare
delle cose su di lui, Cujo che tentava di trovare un accordo.
Quello che doveva assolutamente fare era parlare
con Cujo prima che lo portassero a Gun Club. Fargli una
visitina in ospedale.
Ordell aveva una guida del centro commerciale con una
mappa che mostrava l'ubicazione dei telefoni a pagamento
al piano inferiore, in un angolo dietro Burdine's. Attravers
il grande spiazzo aperto in mezzo al centro commerciale,
dove potevi vedere le fontane e le vasche, si diresse
alla scala mobile che portava di sotto e si ferm. Si volt
rapidamente e torn a nascondersi dentro la Barnie's
Coffee & Tea Company.
Chi era quello che stava salendo dalla scala mobile se
non l'agente delle cauzioni, Max Cherry? Max si stava dirigendo
verso i banconi delle caffetterie.
Ordell lo tenne d'occhio da dentro Barnie's e cominci a
riflettere. Aspetta un attimo. Perch si era ficcato l dentro
per non farsi vedere da Max? Non fu che in quel momento,
quando si ferm a pensare a ci che stava facendo,
che gli torn in mente il Rolex - ecco cos'era - e la possibilit
che Max avesse scoperto quanto valeva davvero.
Era l'istinto che l'aveva spinto a nascondersi. Qualcosa
che vegliava su di lui mentre la sua testa era da tutt'altra
parte. Disse a s stesso: Lo vedi? Amico, tu hai un dono.
Max oltrepass i banchi delle caffetterie pieni di clienti:
Olympus, il Caf Manet, Nate's Deli, China Town, la
Italian Eatery, chiedendosi quale sarebbe piaciuto di pi a
Renee, che era sempre stata schizzinosa riguardo al cibo.
Non le piaceva che nulla toccasse il suo piatto, nemmeno
i piselli e il pur di patate. Chick-fil-A, Gourmet Grill,
Nacos Tacos... poteva essere quello, qualcosa di piccante
per l'aiuto-cameriere ora pittore. Ma Renee non era al Nacos
Tacos e non era allo Stuff V Turkey, n a nessun altro
dei banconi. Max si volt verso la zona pranzo nel semicerchio
delle caffetterie: cerchi di tavoli intorno e sotto
un gazebo a otto colonne grande come una casa e con una
fontana al centro. La zona era divisa in sezioni da paratie
e piante: i corridoi sembravano procedere in cerchio. Fece
qualche passo e cominci a guardare una sezione alla volta,
lo sguardo attento, pensando che c'era troppa folla
per riuscire a trovare qualcuno...
E dopo pochi secondi la vide.
Renee seduta da sola: quel teschio di capelli scuri, orecchini
ad anello di turchesi, un vestito blu che le era sceso
da una spalla, intenta a spiluzzicare un'insalata, facendo
piccoli bocconi, con un contenitore da asporto al centro
del tavolo...
L vicino, quasi accanto a lui, la voce di una donna disse:
- Max? - e lui seppe che si trattava di Jackie prima
ancora di voltarsi e vederla rivolta verso di lui, Jackie con
la sua sigaretta e una tazza di caff, appena finito il suo
pranzo. - Che ci fai qui? - domand, con quel suo sorriso
un po' timido.
- Sono passato proprio davanti a te.
- Lo so, - disse Jackie, - e mi hai ignorato. Stavi cercando
qualcuno.
Non pi. Max guard dietro di s prima di sedersi e
spost dei piatti di plastica per poter appoggiare i gomiti
sul tavolo. Era al di fuori del campo visivo di Renee, semmai
le fosse venuto in mente di guardare da quella parte.
- Hai mangiato tutto, - disse a Jackie, e la vide sollevare
la sigaretta. - Come te la passi?
- Non male.
Mosse le spalle nel maglioncino di cotone leggero che
indossava senza camicetta, con le maniche tirate su.
- Che cosa sei, una senzatetto?
Sulla panchina accanto a lei c'era quello che sembrava
un assortimento di borse da shopping piegate e infilate
all'interno di un grosso sacchetto di Saks Fifth Avenue.
- Ricomincio a lavorare domani, - disse, come se la cosa
potesse spiegare tutti quegli acquisti.
Non aveva importanza. - Li hai convinti, - disse Max.
- Sembra che l'idea gli piaccia.
- Tu porti i soldi e loro ti seguono?
- Si, ma organizzo tutto per bene. Metter i soldi nel
sacchetto di un negozio e li consegner a qualcuno che mi
aspetter qui.
- Non lo fai davvero cos, di solito, vero?
- Lui  sempre venuto a ritirare i contanti a casa mia, -
rispose Jackie. - Ma adesso, con l'ATF di mezzo, voglio
fare una bella recita, sai, far sembrare il tutto pi intrigante,
del tipo sappiamo il fatto nostro. Poi dipender da
Ray seguire la borsa. Parlo di Nicolet, l'agente dell'ATF.
- Farai la consegna da qualche parte qui al centro commerciale?
- domand Max.
- Credo che succeder proprio qui.
- Ti siedi e lasci la borsa sotto il tavolo?
- Qualcosa del genere.
- E Ordell ci star?
- Lo sto aiutando a recuperare i suoi soldi, - disse Jackie.
- L'idea gli piace moltissimo.
Con quello scintillio nello sguardo. Cose serie, ma si
stava divertendo. Era strano, loro due che sorridevano,
entrambi, trattando la cosa alla leggera finch Max disse:
- Ho sentito di Tyler, - e l'espressione di Jackie cambi.
- L'ho letto sul giornale e ho chiamato un tipo che conosco
all'ufficio del procuratore distrettuale, - continu Max.
- Mi ha detto che se la caver.
- Gi. Tyler non  una cattiva persona. Mi  simpatico,
- disse Jackie. - Solo che adesso ho a che fare soltanto
con Nicolet. A lui piace l'idea di prendere i soldi, ma
dice che deve beccare Ordell con le armi.
- Non ti dir che te l'avevo detto, - disse Max.
- Dice che dei soldi non gliene frega niente, ma io credo
che gli piacciano pi di quanto dia a vedere, se capisci
cosa intendo.
Max osserv Jackie tirare dalla sigaretta e soffiare un
lento sbuffo di fumo davanti a s. Quando prese la tazza
di caff, Max si volt per controllare Renee - era ancora
l a smangiucchiare la sua insalata - poi si sporse di nuovo
sul tavolino.
Jackie lo stava fissando.
- Devi vederti con qualcuno.
Max scosse la testa. - Mia moglie  seduta laggi.
- Stavi cercando lei, allora.
- S, ma non avevamo nessun appuntamento.
Jackie si appoggi alla panca, guardando da quella parte.
- Dov'?
- Tre tavoli pi in l, quella con il vestito blu.
Guard Jackie che guardava sua moglie.
-  piuttosto minuta.
- S, lo .
- Non vuoi parlare con lei?
- Pu aspettare -. Jackie lo stava guardando di nuovo
e Max aggiunse: - Ti ho chiamato, ieri sera.
- Lo so, ho ricevuto il tuo messaggio. Ray voleva andare
a cena, per parlare della stangata che stiamo architettando.
 cos che la chiama, una stangata.  molto gentile con
me, - disse Jackie, sporgendosi in avanti per appoggiare le
braccia sul tavolo. - Non posso fare a meno di chiedermi
se non sia interessato ai soldi per i fatti suoi.
- Perch  gentile con te?
- Sta preparando il terreno per farmi una proposta.
- Ha accennato a qualcosa?
- Non proprio.
- Allora perch pensi che voglia i soldi?
- Conoscevo un agente della Narcotici, una volta, - disse
Jackie. - Mi ha detto che, in una retata, i pacchetti
non tornano mai interi alla centrale. Erano state le sue
esatte parole.
- Conosci gente piuttosto interessante, - comment
Max.
- Gli credo, perch poi pi avanti  stato sospeso e obbligato
ad andare in pensione prima del tempo.
- Nicolet ti ha raccontato qualche storia simile?
Lei scosse la testa. - Tenta di mostrarsi impassibile.
- Non c' niente di male. E un ragazzo giovane, e si
diverte a fare il poliziotto. Pu anche non andare troppo
per il sottile per ottenere una condanna, da quello che ho
sentito dire di lui, ma sinceramente non me lo vedo che se
ne va con quei soldi. Sono prove.
- E tu, Max? - chiese lei. - Se ne avessi la possibilit?
- Se fossi al posto di Nicolet?
Forse Jackie intendeva proprio quello ma cambi idea,
scuotendo la testa. - No, intendo proprio te, adesso, in
questo momento. Non se fossi qualcun altro.
- Se capissi che c' un modo per filarmela con una busta
piena di soldi, ne approfitterei? E questo che vuoi sapere?
- Sai da dove vengono, - disse Jackie. - Non  come se
fossero i risparmi della vita di qualcuno. Non se ne sentirebbe
nemmeno la mancanza.
Lo osservava, in attesa di una risposta.
Era seria. Diceva sul serio.
- Potrei essere tentato, - rispose Max. - Specialmente
ora, dal momento che ho deciso di smetterla con le cauzioni.
La notizia la colse di sorpresa, senza dubbio.
- Devo stare dietro ai prestiti che sono ancora attivi,
ma non ne stipuler nessun altro.
Lei torn ad appoggiarsi allo schienale. - Perch?
- Sono stanco... sono in una brutta situazione con la
compagnia assicurativa che rappresento. L'unico modo per
uscirne  chiudere la baracca.
- Quando hai deciso?
-  da un po' che mi girava per la testa. E finalmente
ho deciso, credo fosse gioved.
- Il giorno che mi hai tirata fuori di prigione.
- Quella sera sono andato a recuperare un tipo. Me ne
stavo seduto l al buio con una pistola stordente, e la casa
puzzava di muffa...
- Dopo che eravamo stati insieme? - domand Jackie.
Max fece una pausa. - S... ho pensato, che cosa ci sto
facendo qui? Sono diciannove anni che faccio questa vita.
E allora ho deciso di chiudere tutto. E, gi che c'ero,
di fare domanda per il divorzio.
Lei lo stava ancora fissando, ma adesso non sembrava
sorpresa.
- Tutt'a un tratto, cos, dopo ventisette anni?
- Se ti guardi indietro, - disse Max, - non riesci a credere
che sia passato cos tanto tempo. Poi guardi avanti e
ti dici, merda, se continua a passare cos alla svelta farei
meglio a darmi una mossa.
- L'hai detto a Renee?
- Ero venuto qui per questo.
Jackie guard verso l'altro tavolo. - Se ne sta andando.
- Ci penser poi, - disse Max. Vide Renee in piedi accanto
al tavolo nel suo vestito blu che arrivava quasi al pavimento,
la vide chinarsi a prendere la busta da asporto
con il pranzo dell'aiuto-cameriere ora pittore.
-  una bella donna, - disse Jackie. - Quanti anni ha?
- Cinquantatre.
- Si tiene in forma.
- S stessa  la sua pi grande preoccupazione, - disse
Max.
- Sembra molto sicura di s. Il modo in cui cammina,
come tiene la testa alta.
- Se ne  andata?
Jackie torn a voltarsi verso di lui e annu. - Hai paura
di lei, vero?
- Credo che ci sia di pi. Non sono mai riuscito a conoscerla
davvero. Non abbiamo mai parlato molto, in tutti
questi anni. Sai quando ti trovi con qualcuno e devi sforzarti
di pensare a qualcosa da dire? - Jackie stava annuendo.
- Ecco, era cos. Quello che fa adesso, a cinquantatre
anni,  posare nuda per un aiuto-cameriere cubano che dipinge
campi di canna da zucchero su tele che poi lei rivende
a tremilacinquecento dollari l'una. Quindi  sistemata.
- Cos' che ti d pi fastidio? - domand Jackie. - Il
fatto che posi nuda o che guadagni bene?
- Quel tipo mi d fastidio, il pittore, - disse Max. - Mi
irrita da morire, ma non posso farci niente. Peso venticinque
chili pi di lui. Se lo colpisco,  aggressione aggravata,
una cauzione di tremila dollari. Renee, invece, penso
che quello che sta facendo sia grandioso. Finalmente ha
messo in piedi qualcosa che funziona e io non devo pi
sentirmi in colpa tentando di capirla.
- Non devi nemmeno pi sostenerla economicamente,
- disse Jackie.
- S, c' anche questo. Lei sta lavorando, e io no.
- Allora perch non sembri felice quando ne parli?
- In questo momento mi sento sollevato, e la cosa mi
basta e avanza.
Jackie si accese una sigaretta prima di guardarlo di nuovo.
- Non sono sicura che tu abbia risposto alla mia domanda.
- A quale?
- Se avessi la possibilit, ora che sei senza lavoro, di filartela
con mezzo milione di dollari e spiccioli, lo faresti?
- Ho detto che ne sarei tentato -. Jackie continu a fissarlo
e Max disse: - Sai che stavo scherzando.
- Stavi davvero scherzando?
- Non pensarci nemmeno, d'accordo? - disse Max. - Potresti
essere uccisa, potresti finire in galera...
Si interruppe perch negli occhi di Jackie era ricomparso
quello sguardo, quello scintillio che nascondeva un'ombra
di sorriso e che lo faceva impazzire.
- E se ci fosse un modo? - disse Jackie.
Al telefono avevano detto a Ordell terzo piano, ala ovest
e il numero della stanza. Alle undici e mezza di domenica
sera, tutto quello che doveva fare era aspettare nel vano
delle scale che il poliziotto di guardia si stancasse di starsene
seduto da solo in corridoio e andasse alla postazione
delle infermiere per stirarsi le gambe e fare una visitina alle
ragazze. Era davvero cos facile andare a trovare Cujo.
Ordell entr nella stanza semibuia indossando un vestito
scuro e una cravatta e portando un sacchetto di noccioline
che pos sul comodino. Senza perdere tempo prese il
cuscino da sotto la testa del ragazzo.
Cujo disse: - Ehi, cazzo, - svegliandosi confuso e con
l'alito cattivo.
- Ehi, amico mio, - disse Ordell, appoggiandogli il
cuscino sul petto, - come te la passi? Ce la fai? Ti trattano
bene?
- Che cosa vuoi? - disse Cujo, strizzando gli occhi e
fissandolo, cattivo e scontroso per essere stato svegliato.
- Amico, dovrebbero darti qualcosa per l'alito, - disse
Ordell, spostando il cuscino sotto il mento di Cujo. - Chiudi
gli occhi, me ne andr tra un minuto -. Ordell afferr
saldamente il cuscino con entrambe le mani, fece per sollevarlo,
e in quel momento la luce della stanza si accese.
Un'infermiera grassa era ai piedi del letto. - Che cosa
ci fa qui? - gli chiese.
Ordell si guard intorno e vide che c'era anche lo sbirro,
uno anziano ma grosso, con tanto di pancia prominente.
- Gli stavo sistemando il cuscino, - disse Ordell, - glielo sprimacciavo perch stesse pi comodo. Glielo volevo
girare dalla parte pi fresca.
- Non dovrebbe essere qui, - disse l'infermiera grassa.
- L'orario di visita  finito da un pezzo -. Il poliziotto
grasso era accanto a lei, ora, e lo stava fissando con il
tipico sguardo stolido e pragmatico che hanno gli sbirri.
Ordell si mise le mani sui fianchi, rassegnato.
- Ho detto a sua mamma che sarei venuto a trovarlo.
Un tempo faceva le pulizie per la mia, di mamma, prima
che morisse. Sono un avventista del settimo giorno e sono
andato tutta la giornata casa per casa a raccogliere offerte
per la chiesa. Sapete, i poveri non hanno niente da mangiare, avete presente?
- Be', lei non dovrebbe comunque essere qui, - disse l'infermiera grassa.
E il poliziotto grasso aggiunse: - Porta fuori il culo, subito.
Cos Ordell non fu in grado di mettersi l'animo in pace su Cujo. Merda. Se ne and sapendo di avere un problema per le mani.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
Domenica sera, sul presto, Ordell aveva portato Louis
nella sua casa sulla Trentesima strada a West Palm, l'aveva
presentato a Simone, dicendole di prendersi cura di lui
perch sarebbe rimasto l qualche giorno. Poi aveva mostrato
a Louis la camera degli ospiti, la Beretta calibro nove
nel cassetto del com che doveva portare con s il giorno
dopo, e se ne era andato dicendo che doveva salutare un
amico in ospedale. - Ci vediamo domattina.
Quella domenica sera fu una vera esperienza.
Louis pensava che la donna di colore potesse essere la
zia di Ordell. Simone gli domand se poteva preparargli
qualcosa da mangiare. Louis rispose no grazie. Lei and
nella sua stanza e Louis si sedette a guardare La signora in
giallo pensando che Simone si fosse ritirata per la notte,
perch generalmente le persone anziane tendono ad andare
a letto presto. Dopo La signora in giallo fu la volta di Un film della settimana.
Pi o meno alle nove e mezza dalla camera da letto usc
una donna del tutto diversa. Quella che era entrata assomigliava
a Zia Jemima nel vecchio grembiule da casa e
con un foulard legato sulla testa. Quella che ne usc era di
vent'anni pi giovane, aveva capelli neri lucenti pettinati
in un'onda, orecchini a pendaglio, ombretto blu intorno
agli occhi e grosse ciglia finte, un vestito argentato attillatissimo
e sandali dal tacco vertiginoso. Disse a Louis
che, a quanto aveva capito, veniva da Detroit. Disse che
un tempo conosceva molti ragazzi bianchi che incontrava
al Flame Snoivbar, allo Sportress, e in seguito al Watts
Club Mozambique, e dopo li portava in locali notturni.
Disse a Louis: - Fai mai niente del genere? - Lui rispose
che a volte s, lo faceva, dopotutto aveva conosciuto Ordell
proprio al Watts Club. Simone disse: - Baby, adesso
ti porter a casa -. Il Film della settimana scomparve e
al suo posto arriv la Motown.
Il luned mattina Louis usc di casa presto, prima che
Simone si alzasse, e fece colazione da Danny's. Dovevano
incontrarsi nel parcheggio dell'Hilton sul Southern Boulevard,
appena usciti dall'autostrada. Louis arriv e vide
Ordell che si fumava una sigaretta, con indosso una tuta
blu, in piedi accanto a un furgone parcheggiato vicino alla
sua Mercedes. Melanie era in macchina ad ascoltare la
radio, muovendo la testa a ritmo di musica. Ordell si avvicin
all'auto di Louis e disse: - Fammi vedere che cos'hai
che ti rende tanto orgoglioso.
Louis apr il bagagliaio e mostr a Ordell le sue armi
scintillanti, la Colt Python e il Mossberg 500 con il mirino
laser. C'era anche la Beretta calibro nove che aveva
preso dal cassettone. Ordell disse: - Portale. - Louis prese
la Beretta e se la infil nella cintura dei pantaloni, sotto
la camicia che pendeva libera sul davanti.
- E anche quel fucile da Star Trek, - disse Ordell. - Big
Guy si eccita da morire per questo tipo di stronzate.
Louis lo tir fuori dal bagagliaio avvolto in una carta di
giornale, chiuse il portello e segu Ordell sul retro del furgone.
Ordell si volt e gli disse: - Simone si  fatta scopare?
Prima innocente, poi sogghignante, e Louis cap che
Ordell stava aspettando proprio di fargli quella domanda.
- Ha messo su uno show, - disse Louis.
- Si, lo fa sempre.
- Ha fatto Baby Love con tutti i gesti.
- La coreografia, - disse Ordell. - Saresti pronto a giurare
che sono le Supremes, eh?
- Amico, erano le Supremes, sul disco.
- Voglio dire il modo in cui quella donna si muove.
- Ha fatto anche Stop! In the Name of Love.
- ... before you break my heart, - termin Ordell.
- Ha fatto anche Gladys Knight.
- Con le Pips o senza? Le fa tutte e due.
- Con le Pips.
- Ti ha fatto Syreeta Wright?
- Non lo so. Ha fatto qualcuna che non avevo mai sentito nominare.
- Syreeta era sposata con Stevie Wonder.
- E stata grande, - disse Louis. - Voglio dire, sapeva a memoria ogni singola piccola mossa.
- Si  fatta scopare?
- Voleva che andassi con lei nella sua stanza.
- E?
- Ha detto che aveva bisogno di un massaggio alla schiena, perch con tutto quel muoversi le faceva male.
- Le piace anche farsi massaggiare i piedi.
- Le ho detto che ero stanco e che avevo mal di testa.
- Davvero?
- Poi nel bel mezzo della notte, hai presente? Mi sveglio
e Simone  nel letto con me. Mi fa: Come va il tuo mal di testa, baby? E andato via?
- Te la sei scopata, non  vero? - disse Ordell.
Il portellone posteriore del furgone si apr e un ragazzo di colore con una bandana mise la testa fuori e disse: - Bread,
noi siamo qui dentro. Che si fa, amico, andiamo o no?
- Adesso andiamo, - disse Ordell. - Tornate dentro, - e apr la porta quel tanto che bastava perch Louis vedesse
tre ragazzi neri accovacciati con in mano dei fucili che sembravano Ak-47. I tre lo fissavano.
- Questo  Louis, - disse Ordell. - Il famoso rapinatore
di banche di Detroit di cui vi ho parlato, ci siete? Louis,
questi due gattoni sono Sweatman e Snow, e il figlio
di puttana dall'aria cattiva che non vede l'ora di andare
 Zulu. Loro mi chiamano Bread, okay? L'abbreviazione
di Whitebread, pane bianco. Ehi, dovete pensare a un nome
per il mio amico Louis, qui, - disse Ordell, poi sbatt il
portellone. - Mi adorano, - disse a Louis. - E sai perch?
Perch io vengo da Dee-troit e questa, da sola,  una raccomandazione
con le contropalle, amico. Se arrivi da l, con questi ragazzi sei a posto.
Melanie usc dalla Mercedes con indosso gli shorts e
un top, con una borsa fatta a maglia sbrindellata che le
pendeva da una spalla. - Ciao, Louis, - disse senza guardarlo
negli occhi, poi rimase con le braccia incrociate
mentre Ordell le diceva che lui e Louis sarebbero andati
nel furgone con i ragazzi e lei doveva seguirli con la
Toyota di Louis. Louis chiese perch proprio la sua macchina.
E Ordell rispose: - Per il ritorno, - come se la cosa spiegasse tutto.
- Come vuoi, - disse Louis.
Sulla strada, oltre il Southern Boulevard verso Loxahatchee,
Ordell parl dei suoi teppisti a voce tanto alta
da farsi sentire da loro sul retro, definendoli figli di puttana
fuori di testa e domandandogli se avevano mai sentito
parlare dei pistolocos. I pistolocos erano i ragazzi delle
gang colombiane. Ordell guard nello specchietto retrovisore
mentre glielo diceva. - Vi beccate due milioni di pesos
per sparare a un uomo del governo, laggi a Medellin, la
capitale mondiale della droga. Sono duecentomila dollari
americani che i signori della droga vi pagano. Prima vi
sballano con una merda cattiva e fortissima che chiamano
basuco, ricavata dalla coca ma che ti prende molto peggio.
E tu pensi, duecentomila, ragazzi, con duecentomila
posso comprare a mia madre un condominio intero sulla
spiaggia, cazzo. Fai fuori un altro membro del governo e
ti compri una macchina come la mia e tutti i vestiti che
vuoi. Solo che sai cosa ti ritrovi laggi a parte i narcotrafficanti
e i pistolocos? Ti ritrovi ogni genere di delinquenti
e di bastardi che si sparano l'un l'altro. Ti ritrovi terroristi
- sapete di cosa sto parlando, quando dico terroristi? Vi
beccate tutti questi e gli altri che ho nominato e in pi ci
sono anche i tipi delle squadre della morte, tutti che se ne
vanno in giro a uccidersi. Sapete quanti morti per arma da
fuoco o per morte violenta ci sono stati soltanto in quella
citt, Medellin, l'anno scorso? Pi di cinquemila, ed erano
tutti ragazzi della vostra et, che stavano per cominciare
la loro giovane vita. Avete capito cosa sto dicendo? Sono
dieci volte i morti ammazzati di Detroit ogni anno. Questo
vi dice di che tipo di posto si tratta. Vedete quanto
siete fortunati a vivere qui negli Stati Uniti d'America?
Louis si voltava a guardare i teppisti, tre ragazzoni
grossi, le teste e le spalle che si muovevano seguendo i
sussulti del furgone. Silenziosi, seri, cupi nella penombra
l dietro. Come emigranti portati a lavorare in nero,
con la differenza che loro avevano in mano dei mitra fatti in Cina.
Ordell non disse una parola di quello che dovevano fare
quella mattina finch, pochi chilometri dopo aver passato
il penitenziario statale di Loxahatchee, usc dal Southern
Boulevard, si diresse in campo aperto e si ritrovarono
completamente soli tra gli arbusti. Una linea scura in lontananza
delimitava l'inizio dei campi di canna da zucchero,
mezzo milione di acri da li fino alle Everglades.
Ordell guard nello specchietto.
- Ci siamo quasi, ormai. Svoltiamo su questa stradina
sterrata... il tipo non rende certo le cose facili a chi vuole
andare a casa sua.
Era una strada affiancata da pini australiani spelacchiati
dalla parte opposta di un canale quasi asciutto. Qualche
chilometro di polvere e di pietre che colpivano il pianale
del furgone pi tardi, Louis vide i confini di una fattoria
tra gli alberi: un ranch di mattoni rossi dall'aspetto curato,
un fienile con dei pollai e la baracca di un trattore da
una parte, un capanno Quonset dall'altra parte della casa
vera e propria. Louis si aggrapp con forza mentre Ordell
inseriva la marcia pi bassa e il furgone sobbalzava dentro
e fuori dai solchi.
- La vedi quella tartaruga? Merda, l'ho mancata, - disse
Ordell e guard nello specchietto. - Guardate tutti, date
un'occhiata alla svelta e fatevi un'idea di dove stiamo
per andare. Quando attraverseremo il ponte saremo sulla
propriet del tipo.
Il furgone romb e sussult su una serie di assi malmesse
che attraversavano il canale e Ordell guard di nuovo
nello specchietto.
- Vedete quel grosso edificio di alluminio? Si chiama
Quonset, ed  dove il tipo tiene tutte le sue armi e la sua
merda militare. L dentro, montata su una jeep, c'ha una
mitragliatrice M-60 che gli strapperemo via. Ha bombe
a mano. Ha quelli che chiamano lanciarazzi a-l-a, ce ne
ha un bel po'. La sigla sta per Arma leggera anticarro. Ha
gi il razzo dentro e le istruzioni stampate su come spararlo
e poi buttare via il bossolo,  un'arma usa e getta. Se
uno del governo arriva al volante della sua macchina gi a
Medellin... bam, andato.
Poi disse: - Mi aspetto di trovare il tipo in persona. Sua
moglie, ho sentito dire che si  stancata di sottoporsi alle
ispezioni, di pulire tutte le sue armi e il resto, e l'ha lasciato -.
Imbocc un vialetto di ghiaia e continu: - No,
a quanto pare il nostro amico ha compagnia, stamattina.
Ci sono un paio di moto...
Parcheggiate dietro un pick-up nel vialetto c'erano due
Harley. Il furgone si avvicin a passo d'uomo.
- Sono laggi nel garage delle armi, - disse Ordell. - Vedete?
L, dietro la costruzione di metallo?
C'era un lungo bancone sotto una tettoia piatta a circa
cinquanta metri dalla casa. Davanti al bancone stavano
due uomini. In lontananza si vedevano dei bersagli attaccati
a dei pali e un'ampia collinetta di terra, come la massicciata
di un treno.
- Un paio di Bikers per il razzismo, - disse Ordell, - che
fanno pratica allenandosi a sparare a noi afroamericani
quando ci addentriamo nei loro quartieri e ci godiamo le
loro donne. Adesso abbassatevi tutti. Io e Louis usciamo,
e quando saremo fuori dovete starvene zitti zitti come topolini,
mi avete capito? Non si guarda dal finestrino. Ci
sentirete cominciare a sparare dentro la casa, questo  il
vostro segnale. Uscite e fate fuori i Bikers immediatamente.
Questo  il vostro compito in questa operazione, l'operazione
Tiro al Tacchino, okay? Ascoltate.
Potevano sentire lo scoppiettio delle armi da fuoco provenire
dal poligono di tiro, piccoli schiocchi che risuonavano
ben separati l'uno dall'altro.
- Pistole, - disse Ordell. - Hanno dei bersagli con su
dipinti 'sti negri brutti e cattivi, e gli sparano addosso. Un
negro che va verso di loro con un machete... be', appena
lo vedi lo sai che questo fratello si beccher una pallottola.
Non ha una pistola, quindi se lo merita, essendo cos idiota.
Louis si guard di nuovo alle spalle. I teppisti stavano
sniffando coca, adesso, prendendola da un sacchettino di
plastica con dei cucchiaini. Ognuno aveva il suo. Sniffavano
e poi si asciugavano il naso con le maniche.
- Abbiamo i nostri pistolocos, - disse Ordell guardando
ancora una volta nello specchietto, poi si allung per prendere
quella che sembrava una Army Colt calibro quarantacinque
automatica dal vano portaoggetti. Fece scattare
l'otturatore e si infil la pistola nella tuta. - Sei pronto? -
domand a Louis. - Andiamo a ballare.
Louis usc con il Mossberg ancora avvolto nella carta di
giornale. Si sistem la Beretta, ficcandosela gi nell'inguine,
poi la tir fuori dalla cintola - al diavolo - la sistem
sul sedile e chiuse la portiera. Gir intorno al furgone per
raggiungere Ordell. Si volt e vide Melanie che scendeva
dalla Toyota parcheggiata dietro di loro, con la borsa di
maglia sempre attaccata alla spalla. Si avvicin a loro, e
non aveva un'aria molto felice.
- Eccolo, - disse Ordell.
Sollev una mano per salutare e Louis guard in direzione
della casa.
- Come te la passi, Big Guy? -Sempre sorridendo, Ordell
abbass la voce e disse: - Guarda il figlio di puttana.
 convinto di essere Adolf Hitler.
L'uomo era in piedi sulla veranda a met strada tra
loro e la casa, vestito con un paio di pantaloni mimetici
dell'operazione Desert Storm e una maglietta color cachi
da Gi, anfibi piantati a mezzo metro l'uno dall'altro, le
mani sui fianchi.
- Se pensi che mi scoper quel deficiente, sei fuori di
testa, - disse Melanie.
Ordell si volt. - Sta' calma. Tutto quello che devi fare
 eccitarlo un po'.
Poi si volt di nuovo e disse: - Guarda chi ti ho portato,
Gerald. Ricordi che ti ho parlato di Melanie? Eccola
qui, amico.
Gerald aveva teste di animali con corna e palchi di corna
montate sulle pareti in legno di pino. Aveva stampe a
colori incorniciate di svariati pesci. Aveva mobili di cuoio
marrone, un lampadario fatto con una ruota di carro, moschetti
incrociati sopra il caminetto, trofei posati sulle vetrine
contenenti le pistole, una rastrelliera di fucili... Non
c'era nulla, nella stanza, che possedesse un tocco femminile.
Ordell stava raccontando a Gerald quanto i suoi amici
erano ansiosi di vedere casa sua, sperando che non gli
desse fastidio che fossero arrivati cos, senza avvisare,
mentre Melanie vagava per lo stanzone scrutando qua e
l, piegandosi e mostrando il culo, e lo sguardo di Gerald
seguiva i suoi shorts.
Louis era in piedi e teneva il Mossberg sotto il giornale,
guardandosi intorno, poi si spost a una finestra
per controllare i due motociclisti. Erano ancora l fuori
a sparare.
Gerald si liber del sigaro che teneva all'angolo della
bocca, facendolo cadere in un posacenere ricavato da un bossolo
di mortaio, tir dentro la pancia e si avvicin a grandi
passi a Melanie vicino alle stampe dei pesci. Tutte le specie
diverse che si potevano pescare sul lago Okeechobee.
Pesci gatto, abramidi, lucci... e intanto Gerald lanciava
occhiate furtive alle spalle nude di Melanie e alla sua scollatura,
le mani infilate nelle tasche posteriori come se dovesse
tenerle li per impedirsi di toccarla. Timido, pens
Louis, per un uomo della sua stazza. Gerald si volt verso
Ordell dicendo che sarebbero andati in cucina. - Tu e il
tuo amico fate come foste a casa vostra.
Ordell prese una bomba a mano che ora era un accendino
da tavolo e si avvicin a Louis accendendoglielo davanti
alla faccia.
- Big Guy  un personaggio, eh?
Louis si scost dalla finestra. - Che cosa gli hai detto
di Melanie?
- Gli ho detto che si eccita guardando le armi. Ed  la
verit.
- Cos ci prover, a scoparsela.
- Immagino di s. Se vuoi proteggerla, vai l dentro e
sparagli.
Erano faccia a faccia.
- Sai che dovrei farlo, - disse Louis.
- Qualcuno deve, - disse Ordell.
Gerald e Melanie tornarono nel salone. Melanie aveva
una tazza di caff, e la borsa di maglia ancora appesa alla
spalla. - Perch voi due ragazzi non andate al poligono? -
disse Gerald. - Vi presto io un paio di pistole.
- Mostra a Big Guy il tuo pezzo forte, - disse Ordell
a Louis.
Louis tir fuori il Mossberg da sotto il foglio di giornale
e lo tenne davanti a s. Vide Gerald guardare l'arma, ma
non sembrava troppo impressionato.
- Ha un mirino laser, - disse Ordell.
Gerald si avvicin per prendere il fucile dalle mani di
Louis e torn con l'arma dove Melanie se ne stava a bere
il suo caff. Le disse: - Posso essere franco? Non appenderei
questo coso nemmeno nel mio bagno, - e si mise
a controllarlo, azionando la pompa. Prese la mira, strinse
l'impugnatura e posizion il puntino rosso del laser in
mezzo agli occhi di un cervo impagliato che aveva alla parete.
- Devi sempre impugnare l'arma tenendo conto del
rinculo. Quel puntino rosso non significa un cazzo, se mi
passi l'espressione, - disse a Melanie. - Ci andrei contro
con un vecchio Remington a colpo singolo che avevo da
bambino e lo batterei ogni volta che vuole. Puntiamoci dei
soldi, rendiamo la cosa interessante -. Lanci il Mossberg
a Louis e disse: - Attento, ora, hai un colpo in canna -.
Poi scosse la testa. - A cosa serve un'arma del genere, con
tutte quelle cromature? Sicuro come l'oro che non me la
porterei in combattimento.
- Non  male per rapinare i negozi di liquori, - disse
Louis.
Melanie lo guard e rote gli occhi.
Gerald si strinse nelle spalle. - E pi o meno la sua velocit
di fuoco.
Louis, all'inizio, pensava che il tipo fosse sospettoso,
anche per il modo con cui guardava Melanie. Che cosa ci
facevano quelle persone a casa sua? Oppure era infastidito
per lo stesso motivo e a causa di questo apriva a malapena
la bocca. Per come lo vedeva Louis adesso, a quel tipo piaceva
metterla sul piano dei muscoli: doveva essere sfidato in
qualche modo perch la sua testolina cominciasse a funzionare.
Gerald aveva pi o meno cinquant'anni: poteva anche
tirare dentro la pancia, ma non poteva farlo con quel grosso
culo che si ritrovava. Di sicuro credeva di essere strafigo
nella sua mimetica di Desert Storm ed era troppo sicuro di
s per essere conscio che, sotto i capelli a spazzola, aveva
un cervello piccolo cos. Quel genere di persona aveva il
potere di fare incazzare Louis. L'ex detenuto che era in lui
amava la sensazione che provava quando guardava Gerald,
sapendo di poterlo controllare e di poter giocare con lui.
Louis, immaginando l'et dell'uomo, disse: - Gerald,
sei mai stato in guerra?
- Ho partecipato a campi di addestramento tattico, -
rispose quello. - In Georgia e qui in Florida. E tempo fa
mi sono addestrato per la Baia dei Porci e l'ho mancata
per un soffio.
- Hai mai visto la morte in faccia?
- In che senso?
- In combattimento, cosa credevi?
- Ho preso parte a esercitazioni di combattimento con
munizioni vere, - disse Gerald, - organizzate da ex marine.
Non illuderti, so che cos' uno scontro a fuoco.
Nemmeno Louis aveva mai combattuto. No, ma aveva
visto due uomini uccisi da pallottole - uno che scappava
da una gang a Huntsville, l'altro mentre tentava di
scavalcare la recinzione di Starke - e aveva visto un uomo
ucciso a coltellate, un altro a cui avevano dato fuoco,
un altro ancora che era appena stato strangolato con una
gruccia appendiabiti, ed era convinto che quelle esperienze
contassero qualcosa. Cos disse a Gerald: - Stronzate.
Quello non  guardare la morte in faccia,  giocare. E
quello che fanno i bambini Louis se la stava prendendo
con quell'idiota che se ne stava l con i suoi anfibi in una
stanza piena di armi. Si stava gasando sapendo quello
che stava per accadere.
Ordell si allontan dalla finestra e guard nella sala.
- Big Guy si  addestrato, preparandosi per la rivoluzione
nera, - disse. Stava giocherellando con la lampo della tuta,
alzandola e abbassandola. - Ci sente cantare We Shall
Overcome e sa che prima o poi succeder.
Louis si era voltato per guardare dalla finestra. Sentiva
Ordell parlare, ma non sentiva pi gli schiocchi delle
pistole l fuori. Si erano interrotti. Vide i due motociclisti
vicini al bancone del poligono. Forse stavano
ricaricando.
- E non sar come la guerra araba l nel deserto, - stava
dicendo Ordell. - No no, la guerra dei negri sar per
le strade. Sar un bel casino fermare noi nativi, eh, amico?
- Lo stava provocando. - Credi che tu e i tuoi fratelli
razzisti riuscirete a gestire la cosa?
- E tu mi parli cos a casa mia? - sbott Gerald. Le rughe
sulla sua faccia si tesero. Ora era veramente infuocato.
- Perch sei venuto qui, portandoti dietro la tua puttana?
Per farti frustare il tuo culo negro? Lo far personalmente,
se vuoi.
Ordell aveva abbassato la lampo della tuta fino alla vita,
e ci infil la mano. Stava per succedere. Ordell stava per
sparare al nazi. Louis lo avvert chiaramente e gli venne
voglia di farsi avanti, di sbrigarsi, se proprio doveva farlo.
Era ansioso, doveva guardare di nuovo fuori dalla finestra,
e alla svelta, per controllare i Bikers.
Stavano lasciando il poligono: due uomini robusti che
arrivavano con fucili e pistole.
Louis si allontan dalla finestra. - Quei tipi stanno arrivando,
- disse, tentando di suonare freddo. Voleva che
Ordell lo sapesse senza che si fermasse.
Invece accadde proprio cos. La sua frase blocc Ordell,
che guard dalla finestra, la mano ancora dentro la tuta.
In quel momento Melanie grid: - Sparagli!
Louis la vide togliersi la borsa di maglia dalla spalla e
non vide altro prima di puntare il Mossberg su Gerald,
piantandoglielo contro mentre il nazi si avventava su Ordell
e gli mollava un pugno. Il colpo spinse Ordell all'indietro
e lo fece atterrare con violenza su una poltrona di
cuoio, con la Colt automatica ora libera dalla tuta e nella
sua mano, e in un attimo Gerald gliela tolse: gli diede un
pugno in bocca, gli strapp la pistola e la lanci sul divano,
fuori dalla sua portata. Poi si accovacci e gli colp la faccia
con un gancio destro, quindi fece scattare l'altra mano
picchiandolo sulla testa contro il cuscino di cuoio marrone.
Melanie strill di nuovo: - Sparategli! - e Gerald fece
una pausa, abbassandosi su un ginocchio come per riposarsi,
poi si guard alle spalle.
Guardava Melanie, pens Louis. In realt il nazi stava
guardando dalla sua parte, con gli occhi sgranati. Louis
strinse l'impugnatura e vide il puntino rosso del laser comparire
sulla fronte di Gerald. Il nazi gli sorrise.
- Hai il coraggio di farlo? Mi hai chiesto se ho mai visto
la morte in faccia. Merda, tu non hai mai nemmeno
visto un combattimento, vero?
- Che cosa stai aspettando? - chiese Melanie.
Gerald si volt quel tanto che bastava per guardarla. - Ha
dei pallettoni in quel fucile, tesoro. Come fa a beccare
me senza colpire il suo amico negro? - Poi disse a Louis:
- Ho ragione? Merda, non ne avresti comunque il fegato.
Louis gli si scagli addosso, sollevando il Mossberg per
darglielo sulla testa, mirando ai capelli a spazzola, e colp
l'uomo su una spalla. Gerald si rialz con la sua t-shirt da
Gi, tutto braccia, afferr la canna del fucile e la gir con
forza da un lato e Louis, aggrappato all'arma, venne scagliato
sulla poltrona proprio sopra Ordell. Scivol via, arranc
lontano dalla portata del nazi per poter avere spazio per
muoversi. Si alz... Gerald era in piedi e gli dava le spalle.
Gerald, e ora Louis, stavano guardando la mano di
Melanie uscire dalla borsa di maglia con una piccola automatica
in acciaio. Gerald disse: - E adesso che cos'hai l,
una specie di pistola da fighetta a basso calibro?
Melanie teneva l'arma con tutt'e due le mani, le braccia
distese, e la stava puntando contro Gerald.
Lui lanci il fucile sul divano, guard Melanie e disse:
- D'accordo, adesso metti gi quella roba, tesoro, e io
non ti denuncer -. Era sicuro di s, come se quello che
aveva detto bastasse a sistemare la questione.
Melanie non disse nulla. Gli spar e basta.
Louis sussult, il rumore era stato assordante nella stanza
chiusa. Guard Gerald. L'uomo non si era mosso: era
ancora li, in piedi.
- Non sono una puttana, bastardo, - disse Melanie.
Cristo, e gli spar ancora.
Louis vide Gerald afferrarsi un fianco, questa volta, come
se fosse stato appena punto.
Gli spar una terza volta e Gerald si port le mani al
petto. Le ginocchia cominciarono a cedergli, barcoll mentre
si muoveva verso di lei e Melanie gli spar di nuovo: il
rumore rimbombava e tintinnava nella sala piena di armi
e di teste di animali impagliate, poi lentamente si attenu.
Gerald era sul pavimento.
-  morto? - disse Ordell con la bocca piena di sangue,
senza quasi muovere le labbra.
- Ci puoi scommettere che  morto, - rispose Melanie.
- Stanno arrivando? - domand Ordell a Louis. Poi, a
Melanie: - Ragazza, dove hai preso quella pistola?
Louis era tornato alla finestra.
Vide i due Bikers accovacciati con i fucili in mano, le
spalle curve. Guardavano da quella parte, e ora erano pi
vicini alla casa che al poligono di tiro. Li vide l fuori, cauti.
Vide che tutti e due si voltavano a guardare il vialetto
nello stesso istante e poi li vide correre in quella direzione,
sollevando i fucili. Louis sent il rumore delle armi
automatiche, non forte come l'aveva sentito nel filmino di
Ordell o in qualsiasi film avesse mai visto, e guard i due
bikers cadere sul posto, come se qualcuno gli avesse staccato
la spina. Caddero senza sparare nemmeno un colpo.
Il rumore delle automatiche continu per un po' e poi, finalmente,
tacque. Poco dopo comparvero i ragazzi con i
loro mitra made in China, i caricatori a banana, ricurvi.
Guardarono gli uomini a terra e si voltarono verso la casa.
Louis si chiese se il vero combattimento era simile a
quello. Se avesse avuto la possibilit di guardarlo da una
poltrona, sarebbe stato cos?
- Li hanno beccati? - domand Ordell.
Louis annu. - S, - rispose.
E sent Ordell che diceva: - Amico, la bocca mi fa male.
Credo che dovr andare dal dentista.
Lo sent anche dire: - Adesso devo prendere quei ragazzi
e fargli caricare il furgone. Noi torniamo a casa con
la macchina di Louis, se ce la fa.
E lo sent dire: - Avevi mai sparato a qualcuno prima?
E ud Melanie rispondere: - Praticamente mai.
Osserv i ragazzi dare dei colpetti ai Bikers con la canna
dei loro mitra. Apparve Ordell. Camminava verso di loro
e Louis ne fu sorpreso: non lo aveva sentito uscire dalla
stanza. Distolse lo sguardo dalla finestra e vide Melanie
seduta sul divano, con ancora in mano la pistola.
- Perch non gli hai sparato? - gli chiese.
- Tu te la sei cavata pi che bene, - rispose Louis.
Melanie guard il corpo di Gerald sul pavimento. Poi
disse: - Non parlavo di lui.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Jackie non vide Ray Nicolet finch non usc dall'ascensore
del parcheggio dell'aeroporto. Era marted pomeriggio.
- Dobbiamo smetterla di incontrarci cos, - disse il
poliziotto, con voce piatta, appoggiato al paraurti anteriore
di una Rolls Royce.
Si aspettava che lei sorridesse, perci lo fece, perch
Nicolet era giovane, si divertiva a fare il poliziotto e lei
doveva essere carina con lui. Poteva anche sorridere per
il suo modo di camminare mentre si avvicinava per prenderle
il trolley, con gli stivali da cowboy e una pistola sotto
la giacca leggera, infilata nei jeans.
- Pensavo che mi aspettassi alla dogana.
- Non abbiamo bisogno di coinvolgerli, - disse Nicolet.
- Questo  un caso dell'ATF. Come  andato il volo?
- Perfetto, dall'inizio alla fine.
- Immagino tu sia felice di lavorare ancora.
- Non si pu mai sapere, - rispose Jackie, camminando
insieme a lui accanto alle file di automobili.
- Abbiamo i soldi qui?
- Diecimila.
- Qualcos'altro? Erba, coca?
- No, ma posso procurartene un po', se vuoi.
- Me ne faccio un po' di tanto in tanto, se c', - disse
Nicolet. - Sai, tipo a una festa. Ma non la comprerei mai,
 contro la legge.
Sistem il trolley nel bagagliaio della Honda e port
il bagaglio a mano sul sedile anteriore. Jackie sal dietro il
volante. Lui apr la borsa e disse: - Tre e dieci pomeridiane,
- poi elenc data e luogo, dove si trovavano. - Sto prendendo
una busta di carta di Manila dal bagaglio a mano del
soggetto. La busta contiene banconote... tutte dello stesso
taglio, banconote da cento dollari. Ora le sto contando.
- Cosa stai facendo? - domand Jackie.
Lui le mostr il microfono agganciato al bavero della
giacca, poi vi premette sopra il palmo della mano. - Sto
registrando.
- Dicevi che questa consegna l'avresti fatta passare.
- E infatti lo far. Non preoccuparti.
- Allora perch sei cos ufficiale?
- Non voglio sorprese. Ogni passo di questa faccenda
finisce nel mio rapporto.
Jackie lo osserv contare le banconote, segnarle una per
una con una piccola penna a sfera e descrivere il punto in
cui aveva messo il segno. - ... sul primo zero della cifra
cento nell'angolo in alto a sinistra -. Termin il suo lavoro
e disse: - Ora rimetto le banconote nella busta, diecimila
dollari. Il soggetto consegner il denaro in...
- In una borsa del.negozio Saks Fifth Avenue, - complet
Jackie, che nel frattempo si era accesa una sigaretta.
- Un sacchetto del negozio Saks Fifth Avenue.
Lei gli indic diverse borse sul sedile posteriore.
- Un sacchetto da shopping con manici e scritte in lettere
rosse, - disse Nicolet, poi prese il registratore dalla
tasca del soprabito e lo spense. - Okay, possiamo andare.
- Non verrai mica con me, vero?
- Sar in giro, - disse Nicolet. - A che ora devi essere li?
- Alle quattro e mezza. Mi incontro con una donna.
- Come si chiama?
- Non me l'ha voluto dire. Sarai da solo?
- Non preoccuparti di questo. Appena la donna se ne
va, qualcuno la segue.
- Ma non la fermerete, - disse Jackie.
Nicolet aveva aperto la portiera e stava scendendo dalla
macchina.
- Non lo farete, no? - insistette Jackie.
Lui rimise la testa nell'abitacolo. - E perch mai dovrei
farlo?
Max arriv al centro commerciale alle quattro, parcheggi
vicino a Sears ed entr nel negozio. Si sarebbe fermato
da Renee, per parlarle e farla finita con quella storia. Se
lei avesse cominciato con uno dei suoi monologhi, si sarebbe
scusato e sarebbe andato via. In tutto quel tempo
non era mai riuscito a pensare a qualcosa da dirle, mentre
lei non aveva mai avuto problemi a parlare con lui. Sempre
di s stessa.
Jackie aveva detto alle quattro e mezza. Per guardare
bene come funzionava. Una donna si sarebbe seduta al
suo tavolo o a quello accanto. Ci sarebbe stata un sacco di
gente, aveva detto Jackie, la zona ristorazione era sempre
pienissima da mezzogiorno in avanti. Se lui fosse arrivato
prima, doveva cercarla da Saks.
Il cartello sulla vetrina della galleria portava la scritta
david de la villa in lettere verde scuro, con sotto le date
della mostra.
Un panno bianco copriva il tavolo al centro della galleria.
Le pareti erano costellate di quadri verdi, i campi
di canna da zucchero dell'aiuto-cameriere ora pittore, e
Renee che sbucava nuda da uno di essi...
Troppo piccola per poter essere vista dall'ingresso, oltre
la vetrina della galleria, ma ecco dov'era: sulla parete di
destra, la terza tela. Max entr. Il vaso per olive appena
oltre la porta sembrava contenere gli stessi mozziconi di
sigaretta, gli stessi incarti di gomme da masticare, lo stesso
bicchiere di plastica - niente di pi, niente di meno.
Vide Renee.
Stava arrivando dal retro con un vassoio pieno di formaggio
e di cracker. Sollev lo sguardo, lo vide e abbass
di nuovo gli occhi.
- Renee? - disse Max.
- Ah, sei tu, - fece lei, sistemando il vassoio sul tavolo,
al centro.
Max si chiese come avrebbe potuto essere qualcun altro.
- Anche per me  bello vederti.
Lei stava evitando il suo sguardo. - Ho una mostra che
apre alle cinque -. Mise il vassoio esattamente al centro
del tavolo, spostandolo di un centimetro da una parte.
- Lo so, - disse Max, - ma mi piacerebbe parlare con te.
- Non vedi che sono occupata?
- Con formaggio e cracker, - disse Max. - So che sono
una parte importante della tua vita.
- Che cosa vuoi?
Max esit. L'aiuto-cameriere ora pittore stava arrivando
con un vassoio d'argento e un impermeabile appeso al
braccio. Max attese, guardando Renee che aspettava l'arrivo
del ragazzo. Indossava un abito semitrasparente bianco
che arrivava quasi al pavimento, che a Max faceva venire in
mente uno di quei vestiti dei figli dei fiori, o il tipo di vestito
indossato dalle donne che danzano a mezzanotte intorno
a Stonehenge. Renee stava recuperando il tempo perduto.
Come tutti noi, pens Max. David de la Villa arriv con
un vassoio di verdure crude disposte intorno a una specie
di salsa cremosa. Lo sistem sul tavolo e indoss l'impermeabile,
che si rivel essere la giacca di uno smoking, un
vecchio smoking, sul maglione giallo che portava sopra un
paio di jeans strappati all'altezza delle ginocchia.
- Ti sta dando fastidio? - domand a Renee.
Nulla, li, aveva il minimo senso. E se anche le stava
dando fastidio? Che cosa avrebbe potuto farci quel ragazzino?
- Stiamo parlando, - disse Max.
Renee scosse la testa. - No, non stiamo parlando -. E
la sua testolina di capelli neri si mosse, rivelando riflessi
color verde, senza pi nessuna traccia di grigio visibile.
Renee si volt per andarsene, facendo ciondolare gli
orecchini a pendente, ovviamente verdi. - Gli ho detto
che abbiamo da fare.
- L'hai sentita, - disse l'aiuto-cameriere.
Max rimase l, perplesso, fissando quello strano tipo in
giacca di smoking che lo guardava, ma consapevole del fatto
che Renee se ne stava andando. -  importante, - disse.
Lei si ferm il tempo sufficiente per voltarsi a guardarlo e dirgli:
- Anche la mia mostra.
Gli suonava familiare. Sto lavorando. Be', sto lavorando
anch'io. Mi piacerebbe parlare con te. Sono occupata.
Sto preparando i documenti per il divorzio... Ecco, quello avrebbe potuto destare la sua attenzione. Si volt verso
l'aiuto-cameriere, che lo irritava pi di chiunque altro
riuscisse a pensare in quel momento.
- Sai a cosa assomigli?
- A cosa?
Il ragazzo se ne stava l con le mani sui fianchi, in attesa.
Max esit. Perch quel tipo poteva guardare dove voleva,
la mostra era sua, era lui quello che stava eccitando gli
amanti dell'arte e ce la stava facendo... Oppure, il ragazzo
aveva talento, sapeva davvero dipingere, e Max, nella sua
giacca da quattro soldi, non ci capiva un cazzo. Quella era
una possibilit che Max poteva prendere in considerazione
come fa un ragazzo cresciuto e ammetterla. Era anche in
qualche modo orgoglioso di s stesso. Cos disse: - Lascia
perdere, - e si volt per andarsene.
- Se ti vedo ancora qui intorno chiamer la sicurezza, -
sent dire Max da quell'irritante sguattero, e ci manc poco
che si fermasse. - Ti faccio sbattere fuori -. Ma Max continu
a camminare. La cauzione per un omicidio di primo
grado, sempre che te la concedessero, era di cinquantamila
dollari.
Alle quattro e trenta precise, Jackie prese un paio di involtini
all'uovo e un t freddo al China Town e oltrepass
il semicerchio di banconi di alimentari con il sacchettone di
Saks, mettendosi in mostra nella sua uniforme della Islands
Air. Poi, si fece strada nel labirinto di corridoi nello spiazzo
centrale, sotto il gazebo gigante, prima di scegliersi un
tavolo e sedervisi dando le spalle a un vaso di fiori. Da l
riusciva a vedere quello che succedeva intorno a lei. Pens
che avrebbe potuto scorgere Nicolet, e forse anche Max,
se ce l'aveva fatta a venire. Ma non contava di riuscire
a vedere gli agenti dell'ATF, sempre che Nicolet avesse davvero
altri uomini con s. Non si fidava molto di quello che
lui le diceva. Le aveva detto che qualcuno avrebbe seguito
chiunque avesse preso i soldi. Ma non significava per forza
la presenza di un altro agente dell'ATF. Jackie aveva il
sospetto che Ordell avrebbe mandato la donna con cui viveva,
quella che rispondeva al telefono, diceva che lui non
era in casa e poi riattaccava. Passarono quindici minuti.
Jackie fin di mangiare gli involtini e si accese una sigaretta.
Una donna di colore, snella e con un vassoio pieno di cibo
e una borsa di Saks appesa a un braccio le chiese: - Questo
posto  occupato?
Jackie le disse di no, di sedersi pure, e la osserv togliere
il cibo dal vassoio. Tacos, enchiladas, fagioli rifritti, una
Coca-Cola large, tovagliolini, posate di plastica... - Hai
fame, vedo, - disse Jackie.
La giovane donna, pelle scura e decisamente carina,
disse: - Sissignora -. Non poteva avere pi di vent'anni.
- Metti la borsa sul pavimento, okay? - le disse Jackie.
- Sotto il tavolo. Facciamolo bene, gi che ci siamo -. Not
la ragazza, che non l'aveva guardata negli occhi nemmeno
una volta da quando si era seduta, lanciare un'occhiata
furtiva sotto il tavolo.
- Proprio accanto alla mia. Poi, quando me ne vado, -
disse Jackie, - be', lo sai. Come ti chiami?
Questa volta la ragazza sollev lo sguardo per rispondere.
- Sheronda? - lo disse cos, come se non ne fosse troppo
sicura, e poi riabbass gli occhi sul suo vassoio.
- Va' avanti e comincia a mangiare. Credo di averti parlato
al telefono, una volta, - disse Jackie. - Quando ero in
prigione e ho chiamato Ordell. Eri tu?
- Penso di s, - rispose l'altra.
- Ti ho detto il mio nome? Jackie.
- Sissignora, - disse Sheronda, e rimase seduta ad aspettare.
- Davvero, comincia a mangiare. Non ti dar pi fastidio -.
Jackie la guard attaccare il suo pranzo, curva vicino
al vassoio. - Voglio soltanto farti una domanda. Tu
e Ordell siete sposati?
- Lui dice che  come se lo fossimo, - rispose Sheronda,
senza nemmeno alzare la testa.
- Sei venuta qui in macchina?
- Sissignora, mi ha dato una macchina da usare.
- Per vivete insieme, - disse Jackie.
Sheronda esit e Jackie credette che non le avrebbe risposto.
Quando lo fece, disse, sempre senza alzare la testa:
- La maggior parte del tempo.
- Non tutti i giorni? - domand Jackie.
- A volte s, tutti i giorni, per un po'.
- Quindi a volte non lo vedi per qualche giorno.
- Sissignora.
- Sai cosa c' nella borsa che stai per prendere?
- Ordell dice che  una sorpresa.
Jackie spense la sigaretta. - Be',  stato bello parlare con
te, - disse, poi prese la borsa di Sheronda e se ne and.
Max poteva vederle dal Cappuccino Bar. Osserv Jackie
che si allontanava dal tavolo e diceva alla ragazza al bancone
di non ritirare il suo caff perch sarebbe tornata subito.
Jackie non lo vide, dirigendosi fuori dal centro commerciale
con l'aria di chi sa dove sta andando. L'idea di Max era
di seguirla, e di non raggiungerla finch non fossero ben
lontani da l. Il piano cambi non appena vide l'uomo uscire
dalla Barnie's Coffee & Tea Company e Jackie che si fermava.
Si ferm anche Max. Osserv l'uomo con i jeans, la
giacca sportiva e gli stivali da cowboy prendere la borsa di
Saks da Jackie e frugarci dentro, senza staccarle gli occhi di
dosso mentre lo faceva. Quello doveva essere Ray Nicolet,
decise Max, che si assicurava che Jackie non se ne stesse
andando con i diecimila dollari. Max, da ex poliziotto, si
mise nella testa di Nicolet: non ci si pu fidare di nessuno,
no? Specialmente di un informatore. I due parlarono per
un minuto. A occhio e croce, non parlarono di niente di
serio. Jackie annu, ascolt Nicolet, annu di nuovo, poi si
volt e and via. Dopo qualche passo svolt l'angolo, scomparendo.
Nicolet stava guardando la zona pranzo e parlava
da solo, o pi probabilmente al microfono nascosto di una
radio. Max torn al Cappuccino Bar per finire il suo caff.
Aveva riconosciuto la ragazza di colore che si era fermata
con Jackie, la stessa che viveva nella casa della Trentunesima
strada e con cui aveva parlato venerd mattina
quando stava cercando Ordell. Lo stava cercando ancora,
erano gi cinque giorni che aveva al polso il falso Rolex
che non era per niente brutto, ma comunque non valeva
mille dollari. L'aveva fatto valutare in una gioielleria e
Winston aveva ragione, quell'orologio si vendeva comunemente
per duecentocinquanta.
La ragazza stava ancora mangiando la sua pila di cibo
messicano, senza mai sollevare lo sguardo. Alla fine lo fece.
Si volt verso una donna al tavolo accanto. Una nera
pi anziana.
Max rimase a osservare la scena.
La donna pi vecchia disse qualcosa. La pi giovane prese
il posacenere che Jackie aveva usato e lo pass all'altra.
Le due scambiarono qualche parola. Poi non dissero altro
per un minuto o gi di l, mentre la pi anziana fumava
una sigaretta. Jackie aveva parlato con la ragazza per tutto
il tempo in cui erano rimaste vicine, per nulla cauta,
aveva parlato apertamente. La donna pi anziana aveva
una tazza di caff davanti a s sul tavolino, ma niente da
mangiare. Disse qualcos'altro alla ragazza, solo che questa
volta lo fece senza guardarla. La ragazza fece una pausa,
poi ricominci a mangiare alla svelta.
Il cappuccino di Max si era raffreddato.
Quando lo fin, la ragazza si stava alzando dal tavolo.
Max la osserv chinarsi a raccogliere il sacchetto di Saks,
raddrizzare il suo corpo snello, guardarsi intorno e uscire
dalla zona riservata ai tavolini. La segu con lo sguardo
mentre oltrepassava il Caf Manet e poi la Barnie's Coffee
& Tea e svoltare l'angolo prima che il cowboy uscisse allo
scoperto. Osserv Nicolet permettere alla ragazza di guadagnare
qualche metro su di lui prima di parlare alla radio
e andarle dietro, svoltando l'angolo anche lui. Max si volt
e vide la pi anziana spegnere la sigaretta.
La donna rimase seduta li ancora qualche minuto prima
di alzarsi e prendere - ma pensa - una borsa di Saks Fifth
Avenue e allontanarsi dal tavolo, dirigendosi verso le caffetterie
dalla parte opposta della zona pranzo.
Quella donna non era compresa nello scenario che Jackie
gli aveva descritto. Ma non aveva importanza. Anche se
avesse avuto la borsa di un altro negozio, Max l'avrebbe
seguita comunque: gi per le scale mobili e poi attraverso
il piano terra del centro commerciale verso Burdine's, ancora
dentro il negozio, poi fuori dal centro commerciale,
nel parcheggio, fino a una Mercury a quattro porte, una
grossa Mercury marrone, vecchio modello. Sapeva chi era
la ragazza pi giovane e sapeva dove viveva. Ma non sapeva
nulla di questa donna, che ora stava salendo in macchina
con la sua borsa e se ne andava tranquillamente dal
parcheggio.
Max si scrisse il numero di targa sul taccuino e torn
dentro per cercare un telefono a gettoni. Il suo vecchio
amico al dipartimento dello sceriffo, Harry Boland, capo
dell'unit tattica, a quell'ora era a casa a farsi un bourbon,
probabilmente. Avrebbero parlato: Max gli avrebbe chiesto
se poteva fare in modo che qualcuno del suo ufficio,
pi tardi, lo chiamasse con un nome e un indirizzo.
- Era come il mostro in quel film, Alien, hai presente
quello che mangiava le persone? - disse Ordell. - A un
certo punto guarda Sigourney Weaver in mutande e reggiseno
e per lui non significa un cazzo. E tu vorresti gridargli:
Ehi, amico, quella  Sigourney Weaver in mutande,
cazzo! Che cosa c' che non va in te?
- E Gerald ti ha ricordato quell'essere? - domand
Louis.
- Per come non ha preso Melanie e non le  saltato addosso.
Se ne vanno in cucina da soli, santiddio, e lui le
prepara una tazza di caff.
- Ha funzionato, - disse Louis, tutto serio, ora.
- S, la cara vecchia Melanie.
- Tu gli avresti sparato?
- Se fossi stato costretto.
- Se fossi stato costretto? Il tipo ti stava prendendo a
mazzate... Vuoi forse dire se ti fossi incazzato?
Stavano parlando come facevano ai vecchi tempi. Ordell
gli sorrideva. Erano sulla Mercedes, diretti a casa di
Simone, nelle prime ore della sera di marted. Louis adesso
sapeva perch Ordell l'aveva sistemato l. Non perch
la donna lo intrattenesse. Il motivo principale era tenere
d'occhio i soldi che Simone avrebbe portato a casa. Ordell
lo stava coinvolgendo sempre di pi nei suoi affari.
La notte di luned, tardi, Ordell l'aveva portato ai depositi
privati vicino a Australian Avenue, nella zona industriale.
File e file di box, uno dopo l'altro: Ordell era cauto,
aveva fatto attenzione che nessuno li stesse seguendo
e non c'era nessuno in giro che potesse vederli. Aveva tolto
il lucchetto, aveva sollevato la saracinesca del box che
aveva preso in affitto ed eccole l sotto il raggio della sua
torcia elettrica: ogni genere di arma d'assalto convertita in
automatica al cento per cento, scatole di silenziatori che
a Louis avevano fatto venire in mente i pezzi di ricambio
di una fabbrica, il mitragliatore M-60 e il lanciarazzi a-l-a
che avevano preso da casa di Gerald quel giorno. Ordell
aveva detto che la notte dopo, o quella dopo ancora, tutta
quella roba sarebbe stata impacchettata, caricata nel furgone,
portata fino a Islamorada, nelle Keys, sistemata sulla
barca di Mister Walker e trasferita alle Bahamas. Mister
Walker avrebbe fatto la consegna al mediatore che comprava
le armi per conto dei narcotrafficanti colombiani e
si sarebbe fatto pagare. L c'erano duecentomila dollari
abbondanti di armi, spese escluse, che avrebbero portato
il totale del gruzzolo che Ordell aveva nelle banche laggi
vicino al milione di dollari.
Aveva raccontato tutto questo a Louis, al buio, confidandosi
con lui.
Gli aveva persino dato la chiave del lucchetto, in modo
che potesse portare nel box qualche arma, i Tec-9 che
erano ancora a casa di Simone.
Louis aveva sentito la voce familiare del suo vecchio
compare, e ora era sicuro che non era Ordell che stava
cercando di usarlo, ma era Melanie.
- Tu capisci questo genere di situazione, Louis, - stava
dicendo Ordell. - Pu farti diventare ricco, s, ma ci trovi
anche qualcosa di divertente nell'idea, eh? Vedi capitare
cose buffe che nessun altro vede, sai di cosa sto parlando?
Sei l'unico uomo bianco che ho mai conosciuto che capisce
di cosa cazzo parlo tutto il tempo. Melanie non capisce.
Melanie pu dire cose divertenti senza saperlo. Ma quando
pensa di essere divertente, non lo . Tipo, hai presente
quando eravamo in macchina e stavamo tornando da casa
di Gerald? L'hai sentita? Ha detto: Voi due siete ancora
una coppia di falliti. Capisci, lei crede di poter dire una
cosa del genere perch ha sparato al nazistone. Come se
stesse facendo una battuta sapendo che io non dir niente.
- E non l'hai fatto, - disse Louis.
- No, ma me ne ricordo. Vedi, lei ti tratta di merda e
crede che sia divertente. A me non piace essere preso in
giro, a meno che non lo faccia qualcuno che rispetto.
- Ti fidi di lei? - domand Louis.
- Non mi sono mai fidato di Melanie, - rispose Ordell,
- dall'istante in cui l'ho vista la prima volta sdraiata
al sole. La tengo d'occhio, riesce ancora a sorprendermi,
tipo il fatto che aveva quella pistola. Una piccola Walther
calibro trentadue. Ti rendi conto di quanto fracasso fa?
Deve avermela rubata e io non sapevo nemmeno che ce
l'aveva. Dove altro pu aver preso una pistola come quella,
che costa ottocento dollari? Di sicuro non se l' comprata.
- Fossi in te terrei gli occhi bene aperti, con lei, - disse
Louis.
Lo sguardo di Ordell si spost dalla strada, Windsor
Avenue, e si focalizz su Louis. - Sta tentando di metterti
contro di me...? Non devi nemmeno dirmelo, amico, conosco
quella donna. E una che guarda le cose da ogni punto
di vista possibile, per essere sicura di cadere in piedi. Ha
sparato a Big Guy cinque volte, no?
- Quattro, - disse Louis.
- Okay, quattro. La sua pistola tiene sette colpi. Come
mai, se mi vuole fuori dai giochi, non l'ha fatto quando ne
ha avuto la possibilit? Vuoi sapere perch? Perch non 
sicura che tu sia capace di andare fino in fondo, ecco perch.
Avresti potuto sparare a me e a Big Guy insieme, ma
non l'hai fatto. E Melanie sta pensando: ehi, merda, non
 perch non ha le palle? Lei  il tipo di donna che vuole
sapere quale sar il cavallo vincente prima di puntarci su
dei soldi.
- Perch te la tieni intorno, allora?
Ordell gli sorrise. -  la mia bella ragazzona, amico. E
adesso ho te che mi guardi le spalle...
- Ti prendi troppi rischi, - disse Louis. - Ti esponi.
Troppa gente sa quello che stai facendo.
- Grandi guadagni, grandi rischi, - disse Ordell. - Ho
bisogno di questa gente finch non sar finita. So di chi
mi posso fidare e di chi no. Al momento l'unico che mi
preoccupa  Cujo. Te ne ho parlato. L'hanno rinchiuso a
Gun Club. Ho chiamato e, cazzo, ancora non hanno fissato
la cauzione. Mi piacerebbe tirarlo fuori di li e mandarlo
per la sua strada, solo che temo che la cauzione sar
troppo alta per riuscire a tirarlo fuori senza i contanti, e
quelli al momento non ce li ho. E poi non credo che lo faranno
parlare di me subito. Per un po' far il duro, e tutto
quello che mi serve  un altro paio di giorni. Per portare
il mio culo lontano da qui.
Lasciarono la Windsor e svoltarono sulla Trentesima,
accostando davanti alla casa in stile spagnolo di Simone.
- Porterai quei Tec-9 al deposito?
- Lo far stanotte.
- Non me l'hai mai detto, - disse Ordell. - Ma alla fine
quella vecchia signora te la sei scopata o no?
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
Nicolet pass dall'ufficio la sera di marted, mostr il
distintivo, strinse la mano a Max e a Winston e disse:
- Winston Willie Powell: ero un bambino e mio padre mi
portava a vedere i match al Convention Center di Miami.
Ti ho visto battere Tommy Laglesia e un tipo che si chiamava
Jesus Diaz, pronunciato aspirato, Hey-soos. Ricordo
di aver pensato: con un nome come quello, non ce la far
mai. Hai vinto trentanove incontri da professionista e ne
hai persi soltanto un paio ai punti?
- Qualcosa del genere, s, - disse Winston.
-  un piacere stringerti la mano, - disse Nicolet, e si
sedette accanto alla scrivania di Max, dando le spalle
a Winston. -  un piacere conoscere anche te, - disse a
Max. - Con tutte le storie che ho sentito sul tuo conto.
Parlo di quando eri detective, e chiudevi casi di omicidio
in due o tre giorni.
- Guai se non fai cos, - disse Max, - altrimenti sei
nei casini.
- So cosa vuoi dire, - disse Nicolet. - Pi tempo un caso
resta aperto senza che succeda niente... - Il telefono
squill e Nicolet si interruppe finch Winston non prese la
chiamata. - Ho un problema con cui credo tu possa aiutarmi,
Max. Essendo stato anche tu nella polizia, sai quanto
inattaccabili devono essere le nostre prove, se vogliamo
ottenere una condanna.
- Tutto quello che so su Ordell Robbie, - disse Max,
-  dove vive, e nemmeno di questo sono sicuro al cento
per cento.
Nicolet sogghign. - Come facevi a sapere che si trattava
di lui?
- Stavo aspettando che tu passassi di qua.
- Si tratta di lui, ma indirettamente, - disse Nicolet.
- Conosci il tipo che ha sparato all'agente dell'FDLE, Tyler?
Siamo convinti che lavori per Ordell.
- Hulon Miller Junior, - disse Max. - L'ho fatto uscire
su cauzione diverse volte, fin da quando aveva solo sedici
anni.
- Davvero? - disse Nicolet, fissando Max per fargli vedere
quanto era interessato, continuando con la sua recita.
Doveva essere un grosso favore, quello che voleva da lui.
- Diciassette arresti. Credo nove o dieci condanne, -
disse Nicolet. -  un tipo duro, conosce il sistema a menadito.
L'abbiamo beccato con una pistola rubata e con una
macchina, rubata anche quella... l'abbiamo visto a casa di
Ordell. In effetti,  stato subito dopo che abbiamo visto te.
- Venerd scorso, - disse Max. - L'avete anche arrestato
per tentato omicidio, aggressione a un agente federale,
possesso di arma nascosta, scontro a fuoco... - Il telefono
squill. Max sollev lo sguardo mente Winston rispondeva.
- Che altro?
- Sa di essere nella merda fino al collo, - disse Nicolet,
- ma adesso che ha sparato a uno sbirro  diventato una
star. Intendo in prigione. Va in giro l dentro zoppicando:
gli ho piazzato in corpo un calibro nove che quasi gli
ha staccato via l'uccello. Vorrei averlo fatto.  stata colpa
di quei maledetti vetri oscurati che aveva sulla macchina,
ho dovuto sparargli alla cieca.
- E cos non parler con te, - disse Max.
- Mi guarda malissimo.
- Hai abbastanza per minacciarlo.
- Lo sa benissimo. Ho tentato un approccio diverso,
gli ho detto: Cujo, amico mio, avrei potuto ucciderti.
Mi devi un favore. Parliamo di Ordell Robbie. E lui mi
fa: Chi? E io: Amico, mi sembri un gallo la mattina
presto. Cos, lui  dentro, senza cauzione... e mi viene
un'idea, e torno a trovarlo. Che ne dici se ti faccio uscire
su cauzione, amico? Ti piacerebbe? E improvvisamente
ho tutta la sua attenzione. Gli dico: Devi fare soltanto
una cosa per me. Non devi fare la spia, ma solo questa
cosa. Mi presenti a Ordell. Gli dici che sono venuto da te
prima, settimane fa, in cerca di armi. Ecco tutto quello
che devi fare. Da l in poi ci penso io.
Max aspett. Poi: - E allora?
- Tutto qui. Io poi avvicino Ordell, sorrido un casino,
gli bacio le chiappe, e lui mi fa vedere i suoi mitra.
- Hai appena detto che non c' cauzione.
- Esatto,  cos, ma posso convincere il magistrato federale,
una signora a posto, a fissarne una.
- Quanto?
- Venticinquemila. Ma, vedi,  solo se sarai tu a scrivere
i documenti, per darci una mano.
- Chi ci mette la garanzia?
- Non ce n'. Non ci sono soldi che passano di mano.
Ecco perch dico che ci aiuteresti.
Max sorrise. Guard Winston, che aveva smesso di parlare
al telefono. - Devi sentire questa. Vuole che controfirmiamo
una cauzione di venticinquemila dollari senza nessuna
percentuale, nessuna garanzia, per un tipo che  stato
arrestato diciassette volte e che ha sparato a un poliziotto.
Ora Winston stava sorridendo.
Nicolet si volt a guardarlo.
- Come favore. Cosa c' di sbagliato?
- Stai parlando di un tipo, - disse Max, - che ha il rischio
di fuga pi alto che ci sia, che  una minaccia per
la comunit... Se spara a qualcuno, magari a un altro poliziotto,
poi scappa e noi restiamo con i moduli in mano.
Nicolet stava scuotendo la testa. - Aspetta un attimo,
okay? Ti garantisco che terr il soggetto sempre d'occhio.
Sempre. Ma, anche se dovesse scappare, non ci avrai perso
venticinquemila dollari, te lo prometto. Ho la parola del
giudice, su questo. Sa esattamente cosa stiamo facendo,
sa che non  la solita situazione.
- E che mi dici se questo giudice muore, va in pensione,
viene trasferita, viene colpita da un fulmine? Andiamo, -
disse Max, - credi che sia pazzo? Metterei il mio nome,
la mia firma, su una nota compromissoria per venticinquemila
dollari basandomi sulla tua parola che non verr mai
chiamato a pagarli? - Guard di nuovo Winston. - Hai
mai sentito una cosa del genere?
- S, in realt s. Conosco un agente di cauzioni a Miami
che l'ha fatto, - disse Winston. - Erano diecimila dollari.
Il caso  passato a un altro tribunale dopo che il criminale
si  dato alla fuga, okay? Il nuovo giudice dice che non ha
mai approvato una stronzata del genere, tanto per cominciare,
e costringe l'agente a pagare.
- Lo far mettere per iscritto, - disse Nicolet.
Winston scosse la testa.
- Farai firmare alla giudicessa una dichiarazione in cui
dice che  una cauzione farlocca? Gi  difficile convincerli
a firmare i mandati. - Fece una pausa. - Contro ogni
buonsenso ti verr incontro in parte. Non applicheremo
la commissione del dieci per cento se riuscirai a trovare
qualcuno che fornir la garanzia. Che mi dici di te? Hai
una casa?
- Se l' presa la mia ex moglie, - disse Nicolet.
- Non cambia niente, - disse Max. - E solo un altro
motivo per cui non funzioner. Sulla strada sapranno tutti
che Hulon ha fatto un accordo. Tanto vale che si porti un
cartello appeso al collo con su scritto: Faccio la spia per
l'ATF. Molto probabilmente, se non se la d a gambe, finisce
stecchito.
Nicolet aveva di nuovo quello sguardo diffidente. - Pensavo
che avresti accettato.
- Perch?
- Sei stato in polizia, sai come funziona. Pensavo che
avresti considerato l'opportunit di tentare.
- Hai tutta la mia comprensione, - disse Max. - Non
ti basta?
- Immagino che anche tu abbia i tuoi problemi, - disse
Nicolet. - Tipo quando firmi una cauzione per uno che
poi scompare...?
- Andiamo a prenderlo.
- E se questo non lo puoi trovare perch  nascosto dal
programma federale di protezione testimoni? Hai un qualsiasi
imputato con una cauzione alta che potrebbe svanirti
da sotto il naso in questo modo?
Max guard Winston. - Adesso ci sta minacciando.
- Chiedigli, - disse Winston, - se gli hanno mai tolto
la testa dalle spalle a pugni.
Nicolet si volt e sorrise a Winston. - Ehi, vi stavo
prendendo in giro. Siamo dalla stessa parte, amici.
- Va benissimo, finch non passi il limite, - disse Winston.
Nicolet guard Max e inarc le sopracciglia, con aria
innocente. - Stavo scherzando, d'accordo?
Max annu. Forse era vero, stava scherzando, o forse no.
Era giovane, aggressivo, smaniava per arrestare e mettere
dentro Ordell Robbie. Max lo capiva benissimo. - Fai un
controllo su un tipo di nome Louis Gara, - disse, - appena
rilasciato da Starke. Non so, sar stato un paio di mesi
fa. Fai un controllo con la Glades Mutual di Miami. Se ti
avvicini a lui, credo che ti possa portare da Ordell.
Parlarono di Louis Gara per qualche minuto, poi Nicolet
se ne and.
- Una delle telefonate era per te, - disse Winston quando
furono di nuovo soli. - Mi hanno dato un nome... -
Winston guard il suo taccuino. - Simone Harrison, vive
sulla Trentesima.
Max scosse la testa. - Mai sentita nominare.
- Guida una Mercury dell'85.
Simone fece per Louis Martha and the Vandellas che facevano
Heat Wave e poi Quicksand. Louis muoveva la testa
quasi a tempo. Quella sera beveva rum, il drink preferito
di Simone. Cominci a battere le mani e Simone dovette
dirgli: - No, baby, fai cos, - e mostrargli quando c'era
il beat. Il rum contribu a scioglierlo. Simone fece Mary
Wells che faceva My Guy. Poi fece Mary Wells e Marvin
Gaye che facevano What's the Matter ivith You Baby e allung
le mani perch Louis si unisse a lei per fare la parte
di Marvin Gaye. Louis disse che non conosceva le parole.
In realt non sapeva un cazzo se non che era un uomo robusto
con i muscoli, le ossa grosse, e un sacco di peli neri
sul corpo bianco. Simone disse: - Ascolta le parole, zuccherino.
 cos che le impari -. Gli disse: - Ecco, fai cos, -
mostrandogli come tenere le mani molli e muovere i
fianchi lentameeeeente, vedi? Gli regal uno sguardo sognante
per calmarlo e farlo smettere di guardarsi i piedi,
dicendogli: -  proprio l, baby, esattamente al centro di
te, - con la mano sul petto, - non laggi sul pavimento.
Lui la strinse che ancora si stavano muovendo.
- Andiamo in camera da letto.
- Non possiamo ballare l, baby.
Quando cominci a muovere le mani su di lei e gliene
infil una sotto la gonna, Simone gli chiese: - Cosa stai
cercando, l sotto?
- L'ho trovata.
- Gi, credo proprio di s.
- Andiamo in camera da letto.
- Baby, non strapparmi le mutande. Sono nuovissime,
comprate oggi.
- Potrei farlo, facilmente.
Le mutande nuove le fecero venire in mente il centro
commerciale, quando aveva incontrato la ragazza come
previsto, e disse: - Dobbiamo mettere via i soldi. Non
possiamo lasciarli l.
- Lo far io.
- Dobbiamo nasconderli.
- Ho intenzione di nascondere bene il mio uccello.
Dicevano sempre cose carine come quella, i ragazzi bianchi.
Anche gli avanzi di galera grandi e grossi di mezza et.
- Davvero, eh? Ti senti bene, eh, baby? Yeaaah... ma
non mi strappare le mutandine, okay zuccherino? Se ti piace
strapparle, prima fammene mettere su un paio vecchie.
Max suon il campanello e rimase in attesa. Da dentro
sentiva un suono ovattato di musica che, gradualmente,
identific come vintage della Motown. Il suono gli era familiare,
ma non riusciva a identificare il gruppo o la canzone
che stavano cantando. Suon di nuovo e aspett ancora,
quasi un minuto, prima che una voce di donna dicesse:
- Che cosa vuoi?
- Ordell, - disse Max, fissando lo spioncino. Era troppo
buio perch la donna lo vedesse, a meno che non accendesse
la luce del portico.
- Non  qui.
- Dovevamo incontrarci.
- Dove?
- Qui. Ha detto alle nove -. Erano le nove meno dieci.
- Aspetta un attimo.
Max poteva sentire dei bambini che giocavano dall'altra
parte della strada, piccoli bambini di colore, e pens
che era passata l'ora di andare a nanna, dovevano essere
a casa, a quell'ora.
- Che cosa vuoi? - chiese la voce di un uomo.
- L'ho gi detto alla signora, devo vedermi con Ordell.
Ci fu un attimo di silenzio.
Poi: - Sei uno sbirro.
- Sono un agente per le cauzioni. Accendi la luce del
portico e ti faccio vedere il tesserino.
La voce dell'uomo disse: - Immaginavo che fossi tu.
Ora suonava sicuro di s.
La porta si apr. Max si trov davanti Louis Gara, con
addosso un paio di pantaloni e senza camicia, che si passava
le dita nella spessa peluria del petto. Max ci mise un
istante a fare il collegamento: erano entrambi amici di Ordell,
e la cosa poteva spiegare il fatto che Louis si trovasse
l, ma non quello che stava facendo con la donna.
- Non devi vederti con Ordell, - disse Louis. - Me
l'avrebbe detto.
- E cos lavori per lui, adesso, - disse Max. - Be', stavo
cercando sia te che lui, quindi non  che sto perdendo
il mio tempo.
Entr sfiorando Louis con una spallata che gli fece quasi
perdere l'equilibrio e lo mand a colpire la porta e farla
sbattere contro il muro. Max lo guard.
- Stai bene?
La donna disse: - Non voglio casini.
Era l e si teneva chiusa la vestaglia, a piedi nudi ma
truccata, la faccia sottolineata da blu e rosso, i capelli sistemati
come per un party. Che cosa stava succedendo?
Tutti e due erano mezzi svestiti, sul tavolino c'erano rum
portoricano e bottiglie di Coca-Cola, ma non c'erano bicchieri,
e il sound della Motown riempiva la stanza.
- Signora Harrison, - disse Max, - che gruppo  questo?
- Le Marvelettes, - rispose Simone. - La canzone  Too
Many Fish in the Sea. Troppi pesci nel mare. Un po' quello che sta succedendo qui -. And allo stereo e lo spense.
Max la guard. - Quest'uomo vive qui?
Louis ora era accanto al tavolino. La donna lo oltrepass,
toccandogli il braccio nudo, and a sedersi su una sedia
a dondolo imbottita e accavall le gambe, mostrando
a Max un po' di coscia. - Se vuoi sapere qualcosa di Louis,
perch non lo chiedi a lui?  proprio qui davanti a te.
- Mi dispiace disturbarla, - disse Max. - Io e lui possiamo
andare fuori a parlare.
- No, va benissimo -. Simone si sporse in avanti per
prendere una bottiglietta in cui era rimasta un po' di Coca-Cola.
- Finch vi comportate bene.
Quella donna aveva intenzione di stare a guardare.
Era difficile capire la sua et con tutto quel trucco e il
modo in cui aveva i capelli impilati sulla testa con quello
che sembrava un filo di perle nell'acconciatura.
- Louis lavorava per me.
- Oh,  vero? - domand la donna.
- Quando se ne  andato ha scassinato la porta del mio
ufficio e si  preso un po' di armi.
- Quali? - disse Louis, con espressione imperturbabile.
- Parli del Mossberg e della Python?
Nella posa di Louis, Max vide quattro anni di penitenziario
statale: i suoi fianchi mostravano i muscoli. Quello che non vide fu lo sguardo spento, quello sguardo da
galeotto negli occhi di Louis, pi gelido che minaccioso.
Louis era troppo ubriaco per dissimulare.
- Louis, non te la caverai mai, - disse Max.
Quell'uomo non sapeva cosa stava facendo.
- Dove sono le armi?
Louis si strinse nelle spalle, oppure se le sgranch.
- Ce le hai in macchina?
- L'ha prestata a qualcuno, - disse Simone. - La sua
macchina non  qui, e non c' nessun'arma. Hai intenzione
di perquisirmi la casa per vedere se dico palle?
- Non pu farlo, - disse Louis.
Max si volt verso di lui. - Vuoi che chiami la polizia?
- Tu prova a guardare in giro, e ti fermo subito, - disse
Louis.
Max avrebbe voluto avere la sua pistola stordente. Aveva
invece la Browning automatica nella tasca interna della
giacca. La tir fuori e la punt su Louis. - Siediti, okay?
Se fai una mossa contro di me, ti sparo. Non ti uccider,
ma ti far un male d'inferno e zoppicherai per il resto della
tua vita -. Lanci un'occhiata alla donna. - Potrebbe
addirittura salvargli la vita.
Lei annu, seduta sulla sua sedia a dondolo. - Potrebbe.
- Quest'uomo esce di galera e fa di tutto per tornarci.
- Non pu farne a meno, - disse Simone. - Conosci la
storia, quella dello scorpione che chiede alla tartaruga se
pu salirgli sul guscio per attraversare un torrente?
- Non credo, no.
- Questo scorpione chiede a una tartaruga se pu cavalcarla
per attraversare un torrente. La tartaruga dice: Non
esiste, secondo te ti permetto di pungermi? E lo scorpione
le fa: Se lo faccio, anneghiamo tutti e due. Credi che
voglia uccidermi? E cos la tartaruga dice: D'accordo, va
bene. Se ne vanno in mezzo al torrente e lo scorpione punge
la tartaruga. Ora stanno annegando e la tartaruga dice:
Ma sei impazzito? Perch l'hai fatto? E lo scorpione risponde:
Non ci posso fare niente, amico,  la mia natura.
Sono fatto cos.
Max annu. -  una bella storia.
- Lo scorpione dice sono fatto cos, - ripet Simone.
-  fatto cos anche lui, e sono fatti cos tutti quelli che
ho conosciuto usciti di galera. Non vedono l'ora di tornare
dentro.
- Ora dar un'occhiata in casa sua, - disse Max.
- Non me lo stai chiedendo, vero?
Max scosse la testa.
- Sai come sono fatte le tue armi? Puoi identificarle?
- Un fucile e un revolver.
- D'accordo, fa' pure, - disse Simone. - Se trovi altre
armi, o se trovi qualcos'altro e te lo prendi, Ordell ti verr
a beccare. Capito? Quell'uomo ha pi armi di quante
ne hai viste in tutta la tua vita.
Louis era seduto eretto stringendo i braccioli della poltrona,
ripercorrendo la situazione passo dopo passo, pensando:
Ehi, aspetta un attimo, che cosa  successo qui?
La donna lo sta cavalcando sul letto, lui sta per esplodere
e farla volare fino al soffitto, e adesso c' 'sto tizio che se
ne va in giro a perquisire la casa?
Suona il campanello. Lei si alza dicendo che deve essere
Ordell che vuole qualcosa e suona il campanello invece
di entrare e sorprenderli. Poi torna nella stanza,
non  Ordell,  un uomo. Lui si mette i pantaloni e va
alla porta. Ges cristo,  Max Cherry. E allora? Qual 
il problema? Come fa Max a sapere di questo posto, se
non gliel'ha detto Ordell? Mente dicendo che deve vedersi
con Ordell, o forse non sta mentendo. E allora lo
fa entrare. Pu sempre sopraffarlo. Lui parla delle armi,
gli sbatte la cosa in faccia. Oh, vuoi dire il Mossberg e la
Python? Voce fredda, nessuna espressione. Se non crede
che sia divertente, 'fanculo, dopotutto che cosa pu
farci? Non pu dimostrare niente.
Ma non era andata cos. Era successo tutto troppo alla
svelta e lui non era pronto. Avrebbe dovuto pensarci bene
prima di farlo entrare. Perch una volta che  dentro,
 dentro, e prende il controllo.
- Non sono in forma, - disse a Simone.
- A me sembri a posto, baby.
- Ieri pensavo di esserlo, ma non lo sono. Non sento
quella cosa. Lo sai. Non mi sento pronto.
- Adesso stai parlando come un pazzo. Hai tu le armi
di quell'uomo?
- Non qui.
- Allora di cosa ti preoccupi? Non  mica della polizia.
- E se lo fosse stato?
- Be', allora non l'avresti fatto entrare, no? Baby, sei
solo un po' incasinato nella testa perch sei eccitato. Fa
questo effetto alla gente, l'ho visto con i miei occhi.
-  quello che sto dicendo. Dentro, ero in forma. Poi
esco... si pu perdere alla svelta quell'istinto, il tuo senso
di... lo sai.
Simone sospir. - S, lo so, baby -. Sollev lo sguardo,
vide Max e disse: - Oh oh.
Max stava uscendo dal corridoio con una borsa di Saks
Fifth Avenue, la pistola nella cintola.
- Quello  il qualcosa che ti ho detto che era meglio se
non lo prendevi, - disse Simone, e guard Louis. - Hai visto
cosa sta succedendo? Mi sei testimone che non li ho presi
io. E stato quest'uomo qui, quello per cui lavoravi prima.
Louis si aspettava che Max dicesse qualcosa delle sue
armi, ma Max stava parlando con Simone.
- Dica a Ordell che siamo pari. Ho lasciato qualcosa in
camera da letto per lui.
- Cosa, - disse Simone, - una ricevuta?
Max le sorrise e Louis si chiese se non gli fosse sfuggito
qualcosa, se i due magari non si conoscevano davvero.
Max stava parlando ancora con lei. - Fossi in lei, signora,
farei portare via a Ordell quei mitragliatori che tiene
nell'armadio. Stanotte, o il pi presto possibile. Se la polizia
li trova qui, lei potrebbe perdere la sua casa.
Max se ne stava andando. Simone sollev una mano e
la agit verso di lui, come se lo stesse salutando.
Louis rimase a fissarla, pensando ai Tec-9 nell'armadio
che doveva portare al magazzino. Si volt e vide Max
aprire la porta e uscire con la borsa da shopping. Louis
continu a fissare la porta anche quando se ne fu andato.
Simone si alz e and in camera da letto.
Louis stava pensando che no, non avrebbe proprio
dovuto bere rum. O forse invece doveva trovare un bicchiere
e farsene un altro. Rum and Coca-Cola delle Andrews
Sisters. Aveva cominciato quel pomeriggio al bar
del centro commerciale, Casey's, nascondendosi da Melanie,
pensando a lei come a una femmina mangiauomini.
Bourbon quel pomeriggio, rum quella sera, e in mezzo
non aveva mangiato niente... Bisognava essere in forma
per fare quel genere di cose, proprio come dovevi essere
in forma a Starke per sopravvivere ogni giorno. Ci voleva uno sforzo mica da poco.
Simone entr in soggiorno tenendo una mazzetta di banconote in una mano e un orologio d'oro nell'altra.
- Quell'uomo lavora? - domand a Louis. - Ha un lavoro?
Louis la guard sedersi vicino al tavolino e cominciare a contare biglietti da cento.
-  un agente per le cauzioni.
- Lo immaginavo, - disse Simone, - perch non sa proprio un cazzo di come si rapina la gente.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
- Mi hai fatto un regalo.
Quella fu la prima cosa che Jackie disse quando vide la
borsa da shopping: tir a indovinare, ma non ne era troppo
felice, non c'era traccia di quella luce divertita nei suoi
occhi verdi. Max scosse al testa, porgendole la borsa.
- Prendila.
Lei non voleva. Si infil le mani nelle tasche posteriori
dei jeans e Max si ritrov a sorridere.
-  tua. E la stessa che hai dato alla ragazzina, poi lei si
 voltata dall'altra parte e l'ha data a una donna. Ci scommetto
quello che vuoi che non faceva parte del tuo piano.
E viene fuori che 'sta donna  amica di un tipo, Louis
Gara, un ex detenuto che fino a poco tempo fa lavorava
per me e che adesso, a quanto sembra, lavora per Ordell.
Hai intenzione di offrirmi da bere oppure no?
La guard fissare la borsa di Saks per qualche altro istante,
tentando di arrivarci da sola, poi voltarsi e andare in
cucina. Max chiuse la porta e la segu. Sistem la borsa da
shopping sul tavolo della cucina. Lei non gli fece nemmeno
una domanda mentre prendeva il ghiaccio dal freezer
e preparava da bere, cos lui cominci a raccontarle come
era andata: come aveva ottenuto il nome e l'indirizzo della
donna ed era andato l, si era imbattuto in Louis Gara,
che aveva rubato delle armi dall'ufficio... Jackie gli porse
il suo bicchiere. Ascolt, ma non sembrava molto interessata.
Lui prese un sorso e le raccont di come aveva perquisito
la casa della donna in cerca delle sue armi e aveva
trovato la borsa di Saks nell'armadio della camera da letto,
con dentro diecimila dollari. Jackie lo stava fissando, ora.
Lui infil una mano nella borsa, tir fuori dieci banconote
da cento e le sparse sul tavolo dicendo che erano tutte
segnate, proprio li nell'angolo in alto a sinistra.
Adesso Jackie era interessata.
- Hai preso i suoi soldi.
Era la seconda cosa che diceva da quando lui era arrivato.
- Me li doveva, - disse Max, e le spieg anche quella
parte, il fatto che i mille dollari in realt rappresentavano
la sua percentuale sulla cauzione, e come aveva lasciato
l'orologio fasullo e il resto dei soldi, novemila dollari, alla
donna.
- Ma ne hai presi mille.
- Sapevo che erano suoi...
-  stato facile?
- Intendi se mi hanno creato dei problemi?
Lei gli fece un cenno, piegando la testa da un lato, e lui
segu la sua t-shirt bianca e i suoi fianchi ondeggianti nei
jeans attraverso il soggiorno illuminato dalla luce di una
lampada e poi sul balcone, dove rimasero in piedi accanto
alla balaustra di metallo.
- Voglio dire,  stato facile prendere i suoi soldi e andartene?
- Ho preso quello che mi doveva, nient'altro.
- E sei sicuro che siano soldi suoi.
- So che sono quelli che tu hai consegnato. Sono segnati.
- Allora  stato giusto prenderli dalla casa della donna.
Jackie stava giocando con lui tre piani sopra le sagome
scure del cortile, gli alberi, i cespugli, i puntini di luce
arancione dei lampioni sul marciapiedi: abbastanza
in alto perch Max si sentisse da solo con lei nella notte
della Florida.
- Normalmente non l'avrei fatto.
- Questa volta era diverso.
- Considerando che tipo di persona  Ordell.
- E come ha avuto i soldi.
- Non  tanto questo.
- Sai che non chiamer la polizia.
- Ci ho pensato.
- Rende tutto pi facile.
- In un certo senso.
- Quindi non ti ha dato fastidio prenderli.
Era abbastanza vicina da poterla toccare. - C' una
differenza, - disse Max. Lei rimase in attesa e lui continu:
- Non credo di aver fatto niente di paragonabile ad
andarmene con mezzo milione.
- Potresti, se ci provassi, - disse Jackie. - Sappiamo che
non chiamerebbe la polizia...
- No, verrebbe a cercarti di persona.
- Sarebbe in prigione.
Max la guard sollevare il bicchiere e poi dare un'occhiata
al soggiorno, e vide per un istante la luce riflessa
nei suoi occhi. Avrebbe voluto toccarle il viso.
- Pensa a quei soldi come a una cifra che non dovrebbe
nemmeno essere l, visto come sono andate le cose. Voglio
dire, qualcuno ha dei diritti legali su quel denaro?
- I federali, - disse Max. - Sono delle prove.
- Potrebbero essere delle prove se riuscissero a metterci
su le mani, - disse Jackie, - ma per il momento sono solo soldi. Loro vogliono Ordell. I soldi non gli interessano,
perch non ne hanno bisogno per condannarlo. Li cercheranno:
sono scomparsi, sono andati perduti? Com' che si
dice? Il pacchetto non arriva mai intero alla centrale.
- Stai razionalizzando.
-  quello che fai tu, Max, per andare fino in fondo
una volta che hai cominciato a pensarci. Per non avere
dei dubbi residui che possano farti esitare. Stai cercando
lavoro, no? - Poi, con voce sommessa: - So che stai cercando
qualcosa che, a quanto pare, al momento non hai.
Lui le sfior il viso. Vide la sua espressione, in attesa.
La baci, passandole una mano tra i capelli, e dovette
guardare di nuovo il suo volto, pallido nel buio della sera,
gli occhi fissi in quelli di lui mentre allungava una mano e
posava il bicchiere sulla ringhiera del balcone. Non c'era
nessun rumore. Sent le dita di lei scivolare dentro la sua
giacca e cingerlo, le dita di Jackie sul suo corpo. E a quel
punto Max allung una mano oltre la ringhiera e lasci cadere
il suo bicchiere.
Nel momento stesso in cui l'aveva guardato e gli aveva
detto: Hai preso i suoi soldi, Max aveva capito che
sarebbero finiti presto in quel letto e che la sua vita stava
per cambiare.
Fecero l'amore al buio, sulle lenzuola con il copriletto
tirato gi. Si tolsero i vestiti e fecero l'amore. Poi lei si
alz e torn, ancora nuda, con le sigarette e i bicchieri.
C'erano tante cose che lui voleva dirle, ma ora Jackie era
silenziosa, cos rimase in silenzio anche lui. Le avrebbe
detto pi tardi di consegnare ai federali Louis Gara: questo
le avrebbe fatto guadagnare dei punti.
Lei si allung e mise una mano su di lui.
Fecero l'amore di nuovo con la lampada accesa e questa
volta lui seppe con certezza che la sua vita era cambiata
davvero.
- Siamo simili, io e te, - disse Jackie. - Prima non lo
eravamo, tu ti trattenevi, ma adesso lo siamo. Io e te -.
Poi aggiunse: - Saresti disposto a servire punch al succo
tropicale in piccoli bicchieri di plastica? Questa  la mia
alternativa, ed  inaccettabile.
Lui la guard, era nuda e appoggiata alla testiera del letto,
il bicchiere in una mano e la sigaretta nell'altra.
- Quindi i soldi sono una via d'uscita.
Lei lo guard con quello scintillio negli occhi.
- Non faccio finta che non sarebbe divertente averli.
Lui ci pens e disse: - Oppure, diciamo che li prendiamo
noi cos non finiranno in mano ai cattivi.
- Se ti piace questa versione, - disse Jackie, - allora usala.
Lui annu, pensandoci su ancora un po'.
- Prendiamo i soldi e vediamo cosa succede. Non vale
la pena di finirci in galera. Ma se ai federali, come dici tu,
non frega niente di quel mezzo milione... voglio dire, se i
soldi non ci sono e per loro non  poi un gran problema...
o se non hanno il tempo di contarli all'aeroporto, quando
tu arrivi, e se ne prendono un po'...
- Ma non tutto il pacchetto, - disse Jackie.
Quegli occhi che gli sorridevano mentre tirava dalla sigaretta.
Lui la guard e disse: - Fammene provare una.
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
Ordell chiese a Jackie di andare all'appartamento di
Palm Beach Shores mercoled, dopo che il suo volo era
atterrato, per quello che chiamava l'incontro del Giorno di Paga.
Quella notte, le armi sarebbero state portate gi a Islamorada
e caricate sulla barca di Mister Walker. Walker
avrebbe effettuato la consegna l'indomani e sarebbe stato
pagato e il giorno successivo, venerd, Jackie avrebbe
portato tutti i soldi da Freeport.
Arriv Louis. Disse che Simone si stava ancora vestendo
e che gli aveva chiesto di dire a Ordell che sarebbe arrivata
un po' tardi. Ordell disse che non era possibile entrare
nella casa di quella donna senza essere portati a letto.
Louis non replic. Ordell gli chiese se aveva portato
i Tec-9 al magazzino. Louis gli rispose che l'aveva fatto
quella mattina presto e diede a Ordell la chiave del lucchetto.
A parte quello, Louis non stava parlando granch,
e si comportava in modo strano.
Arriv Jackie. Ordell la present a Louis, il suo vecchio
compare, dicendo: - Questa  Melanie, - e rimase sorpreso
dal fatto che le due donne sembravano pi o meno della
stessa et e indossavano lo stesso tipo di blue jeans. La
differenza era che quelli di Melanie erano tagliati appena
sotto il culo, Melanie aveva un aspetto pi trasandato e,
comunque, aveva delle tette enormi. Jackie aveva un corpo
snello e tonico e Melanie - lo si poteva capire chiaramente
da come guardava Jackie - avrebbe voluto averlo anche lei.
La prima cosa che Jackie fece fu portarlo fuori sul terrazzo
e dirgli: - Non voglio altre sorprese. Lo facciamo
come abbiamo deciso, altrimenti niente Giorno di Paga.
Ordell disse che non sapeva di cosa stava parlando. Che
genere di sorprese?
- La donna a cui ho dato i soldi li ha passati a qualcun
altro.
Ordell rimase sorpreso.
- E tu come fai a saperlo?
- Ero l. L'ho visto.
- Be', non avresti dovuto restare l.
- Sono rimasta nei paraggi, - disse Jackie, - pensando
che tu potessi avere in mente un trucchetto del genere.
Ordell le disse che erano soldi suoi e che ci poteva fare
quello che gli pareva. E Jackie disse che non era cos se
lei doveva metterci la faccia: doveva andare tutto come
diceva lei, oppure non se ne faceva niente. A quel punto
Ordell le spieg che aveva voluto che Simone fosse l per
vedere come funzionava, dal momento che sarebbe stata
proprio Simone a ricevere la borsa con il mezzo milione il
Giorno di Paga. Simone, disse Ordell, era in arrivo da un
momento all'altro. Una donna simpatica, a Jackie sarebbe
piaciuta di sicuro.
Andarono in soggiorno e Ordell disse a Louis di chiamare
Simone e dirle di portare subito l il suo culo nero,
che la stavano aspettando. Louis non conosceva il numero
della casa in cui viveva, e la cosa irrit Ordell. Prese il
telefono dal bancone della cucina e la chiam lui stesso.
Lasci squillare e squillare. Nessuna risposta.
- Si vede che  per strada, - disse Ordell, e guard
Melanie che, dopo aver servito da bere, aveva messo le
chiappe sul divano. - Lasciaci soli, adesso, ti dispiace? -
le disse in tono gentile.
Melanie si alz e gli pass davanti per andare in cucina.
Ordell si volt. - Ragazza, ho detto di lasciarci soli.
Va' fuori a giocare con la sabbia -. Ora il suo tono di voce
era freddo.
Melanie non disse una parola, pass davanti a tutti
quanti e and in camera da letto. - Adesso metter il broncio,
- disse Ordell. - Si sistemer i capelli, dovr trovare
i sandali, e poi la borsa, e gli occhiali da sole... - Aspettarono.
Quando Melanie usc dalla camera Ordell le disse:
- Divertiti, okay...? E non sbattere la porta.
Melanie usc sbattendo la porta. Forte.
Ordell scosse la testa. Louis lo stava guardando in modo
interrogativo. E anche Jackie. Nessuno dei due disse
niente finch Jackie non guard l'orologio e disse che doveva
andarsene.
- Dove?
- Devo vedermi con il tipo dell'ATF.
- Mi d sui nervi che parli con lui. Mi mette in ansia.
- Se non lo facessi, questa storia non funzionerebbe, -
disse Jackie. - Gli dir che il giorno  venerd. Lui mi fermer
all'aeroporto, segner le banconote...
Ordell scosse la testa. - Maledizione, questo non mi piace.
- Si lava via, - disse Louis.
- Gli dir che faremo esattamente come l'altra volta, -
disse Jackie. - Loro seguiranno Sheronda... Detesto lasciarla
con la borsa in mano, tanto per dire.
- L'altra volta, hai presente,  tornata a casa e ci ha
guardato dentro, - disse Ordell. - Le  piaciuta da matti
la biancheria intima che le ha dato Simone. Sheronda non
sa niente dei soldi. Crede che sia una specie di gioco che
facciamo noi gente ricca, scambiarci regali cos.
- A me sono toccati dei guanti da forno, - disse Jackie.
- Vedi,  cos che ragiona quella donna.
- Dille che mi farebbe comodo una camicetta, - disse
Jackie. - Taglia sei, qualcosa di semplice.
- Questa volta le darai una borsa di Macy's? - domand
Ordell.
- Quella che mi d Simone. Giusto, faremo lo scambio
da Macy's, - disse Jackie. - Simone sa che aspetto ho, vero?
- Ti ha vista con Sheronda.
- Be', se non arriva alla svelta...
- Fammi vedere se ho capito bene, - disse Ordell. - Allora,
Simone va al reparto vestiti con la sua borsa di Macy's...
- Vestiti firmati.
- Aspetta che tu entri nel negozio dove ti metti a provare
delle cose.
- Il camerino. C' un cartello sopra la porta.
- Lo facciamo l dentro?
- Ho il sospetto che mi terranno d'occhio. Non possiamo
rischiare di scambiare le borse all'aperto, nemmeno
nella zona pranzo. Sei sicuro di questa Simone? Ti puoi
fidare di lei?
- Per me  come una sorella maggiore.
- Dev'essere una donna quella che entra nel camerino.
- Lo far benissimo, - disse Ordell. - Tu esci con la sua
borsa di Macy's e vai a incontrarti con Sheronda. Simone
d una sbirciatina fuori, aspetta che Louis le faccia il segnale
che nessuno la sta tenendo d'occhio, esce dal negozio,
sale in macchina, e io la seguo fin qui, per assicurarmi
che non le succeda niente.
Jackie era ansiosa di andarsene: non voleva che l'agente
dell'ATF si agitasse. Ordell la accompagn in corridoio
e poi fino all'ascensore e premette il pulsante.
- Quando avr consegnato, dovr fidarmi di te, - gli
disse Jackie.
- Parli del nostro accordo, - disse Ordell. - Mi sono
fidato di te per tutto questo tempo, no? Abbiamo convenuto
per il dieci per cento di quello che porti negli Stati
Uniti; ed  quello che prenderai.
- E centomila dollari se finisco dentro.
- Gi, anche quello. Ma non mi hai ancora detto dove
li dovr mettere.
Arriv l'ascensore e le porte si aprirono. Jackie le tenne
ferme, guardandolo. - Dalli all'agente delle cauzioni.
Max Cherry. Se ne occuper lui.
Ordell strinse gli occhi. - Max Cherry? - Era sorpreso,
e voleva pensarci su. - Tu e lui siete amici, adesso? Gli hai
parlato dell'accordo?
Jackie entr in ascensore continuando a tenere ferme
le porte e si volt verso Ordell, scuotendo la testa. - Non
sapr da dove arrivano, sapr solo che sono soldi miei.
- Max Cherry? - ripet Ordell. - Sai cosa stai facendo?
- Le porte si chiusero mentre stava dicendo: - Non
sai che gli agenti delle cauzioni sono dei poco di buono?
Ordell rimase l ancora qualche secondo. Sapeva che non
avrebbe mai pagato a Jackie la sua parte, se fosse andata
in galera. La cosa non lo infastidiva per niente. Quello
che gli dava fastidio era che Jackie fosse diventata amica
di Max Cherry. Poteva essere un aspetto su cui riflettere.
Torn nell'appartamento. Lui e Louis erano soli, ora, e
Ordell gli chiese: - Dimmi che cosa ti tormenta.
- Max Cherry, - rispose Louis.
Eccolo. Ancora lui, che saltava fuori come una molla.
Max Cherry.
- L'hai incontrato?
-  stato lui a incontrare me, - disse Louis. - Sapeva
dove trovarmi.
Jackie si ferm all'Ocean Mail per vedere se riusciva a
incontrare Ray Nicolet e dirgli di Louis. Per dimostrargli
quanto fosse una brava ragazza, pronta a collaborare.
La notte prima Max le aveva detto di non perdere tempo:
lui aveva gi chiamato Nicolet e gli aveva detto dove stava
Louis. Quella mattina Jackie aveva provato a chiamare
Nicolet sul cercapersone prima di prendere l'aereo e aveva
provato ancora quando era tornata indietro. Avrebbe
usato il telefono pubblico da Casey's, avrebbe controllato
i suoi messaggi prima di provare di nuovo il cercapersone:
ormai era troppo tardi per trovarlo in ufficio. Entr nell'ingresso
del centro commerciale.
C'era gi una bella folla. Il telefono era occupato. Un
tipo grasso era appoggiato alla parete con la cornetta infilata
tra la spalla e il doppio mento, quasi nascosta da
tutta la ciccia. Jackie si volt e vide Melanie seduta in
fondo al bancone del bar. Melanie fece girare lo sgabello,
fissandola, poi le fece cenno di raggiungerla. Sollev
il bicchiere.
- Beviti qualcosa.
- Sto aspettando che si liberi il telefono.
- Buona fortuna, allora. Quel tipo  l da mezz'ora.
- Ne trover un altro, - disse Jackie. - Ci vediamo.
Si volt per andarsene e Melanie disse: - So di che si
tratta, questa cosa che state facendo. So cosa stai facendo
per lui. Bevitene uno con me e ti racconter un segreto.
Melanie stava bevendo rum e Coca-Cola, disse che era
ormai un'ora che beveva, e un sacco di tipi l'avevano abbordata,
viscidoni vestiti da turisti. Jackie ordin una birra,
bevve un sorso, e un uomo mise le mani sulle loro spalle.
- Volete venire al tavolo e unirvi a me e al mio amico
per bere qualcosa insieme? - Senza nemmeno guardarlo,
Melanie gli disse di andare a fare in culo, poi si volt verso
Jackie e fece roteare gli occhi.
-  questo che ci serve, un po' di conversazione brillante.
Di dove sei?... Oh, ma davvero? E tu, di dove sei?...
Ohio, eh? Non mi dire.
- Da quanto tempo stai con Ordell? - le domand Jackie.
- Questa volta? Quasi un anno. Lo conosco da sempre.
- Perch ti ha fatta andare via?
- Per non innervosirti. Vuole che tu pensi che io sono
l soltanto per fargli pompini, di certo non che io sia un
rischio per la sicurezza -. Melanie appoggi le braccia sul
bordo del bancone e la guancia sulla spalla, guardando
Jackie sullo sgabello accanto al suo. - L'altro ieri gli ho
salvato la vita, cazzo. C'era questo nazista che stava per
pestarlo a morte e io gli ho sparato quattro volte, dritto
al cuore. E oggi mi dice di andare a giocare con la sabbia,
che cazzo.
Jackie sorseggi la sua birra. - Hai sparato a un nazista.
- Uno di quei pazzi della supremazia bianca. Eravamo li
per portargli via tutta la roba militare che aveva. Hai presente,
armi dell'esercito? Il mio compito era farlo spogliare
nudo in modo che Ordell potesse essere sicuro che non
fosse armato quando gli sparava. Di tanto in tanto Ordell
finisce in mezzo a cose serie e pericolose, ma di solito se
la gioca sul sicuro, ha questi negri fuori di testa che lavorano
per lui, si smazzano il lavoro sporco. Hanno ucciso
altri due uomini che erano li per caso.
- E dove  successo? - domand Jackie.
- A casa di Gerald. Fuori in campagna, vicino a Loxahatchee.
Conosci Mister Walker? Jackie annu.
- Chiedi a lui di Ordell, ti racconter tutto. Mister
Walker  mio amico, mi manda della roba buona.
- Quella coca era per te, - disse Jackie.
Melanie fece una smorfia per far vedere quanto era
dispiaciuta. - Oh, cazzo, senti, mi dispiace davvero per
quella storia. Spero che non ci vadano troppo pesanti, con
te. Ges. Per colpa mia. Ordell avrebbe dovuto dirti che
c'era della coca nella tua borsa, sai, o almeno chiederti se
non ti dispiaceva portare anche quella. Non  stato giusto.
- Ha detto che non ne sapeva niente.
- E tu ci credi? Gi, be', immagino che devi fidarti
di lui. Se ci sei dentro, be', che cos'altro puoi fare, ci
sei dentro e basta, devi soltanto sperare per il meglio. Io
avrei dei ripensamenti, ma dopotutto io lo conosco bene.
Se tu vieni beccata, se la prendono molto di pi con
te che per la storia della droga. Voglio dire, quarantadue
grammi paragonati a tutte quelle cazzo di mitragliatrici e
lanciagranate? Andiamo... e tutti quei soldi in contanti,
poi? - Melanie sollev la testa quel tanto che bastava per
bere un altro sorso del suo drink, poi torn ad appoggiare
la guancia sulla spalla, senza mai smettere di fissare Jackie
negli occhi. - Avere tutti quei soldi nella tua valigia, anche
solo diecimila, dev'essere una bella tentazione. Erano
cinquantamila la volta che ti hanno beccata?
Jackie annu.
- Ordell fa sempre casino,  famoso per questo, - disse
Melanie, - e loro si beccano i soldi e si beccano la mia
coca, e in pi ti tengono per il collo.  una vergogna, lo
sai? Al tuo prossimo viaggio avrai in valigia pi di mezzo
milione di dollari -. Lo sguardo di Melanie si raddolc e
la sua voce fece altrettanto. - Se hai pensato di tirare uno
scherzetto a Ordell in questa storia, non ti biasimo.
Jackie sorrise.
- Credi che stia scherzando, - disse Melanie.
- Sognando, pi che altro, - disse Jackie.
- Sai quanto sarebbe facile? Perch lui di te si fida, -
disse Melanie, - e non sar nei paraggi del centro commerciale,
nemmeno per sbaglio. Tira un'altra leva, in anticipo.
Tutto qui. Ascolta, se sei interessata e hai bisogno di una mano...
- Rimane tra noi ragazze? - domand Jackie.
- E perch no? Che cosa ha mai fatto per noi quel figlio di puttana?
- Ma lo verrebbe a sapere.
- Quando capir cos' successo, tu te ne sarai gi andata,
diretta in California, o in Messico, o dove cazzo ti
pare, Alaska, te ne vai e basta. Vai da qualche parte e decidi
cosa fare.  meglio che non ci pensi troppo su, altrimenti
ti convinci di non farlo. Sai, permettere alla cosa di logorarti i nervi.
- L'hai gi fatto prima, - constat Jackie.
Melanie volt la testa, come per controllare se qualcuno
le stesse ascoltando, poi torn a guardare Jackie. - Ho
fregato soldi, droga, gioielli, una volta un quadro che doveva
essere inestimabile e invece  venuto fuori che era un
falso. Macchine, di tanto in tanto, centocinquanta all'ora,
l fuori, una volta, con la Mercedes di quello stronzo che
ho lasciato all'aeroporto di Key West. Lasciati tutto alle
spalle e poi vattene, tipo in Spagna o qualcosa del genere.
Senza zaini, perch ti controllano per vedere se hai droga.
In ogni caso sei troppo vecchia per portare uno zaino.
Mettiti un vestito, delle belle scarpe, e passerai la dogana
in quasi tutti i paesi civilizzati a parte qui e in Israele. Ma
comunque  meglio che non ci vai proprio, in Israele, non
 un posto sicuro.
- Tutto qui? - disse Jackie.
- Come si fa di solito, - rispose Melanie.
- Grazie, - disse Jackie, e scese dallo sgabello.
La testa di Melanie si sollev di scatto. - Dove stai andando?
- A cercare un telefono, - rispose Jackie.
Erano ormai quasi le sette quando riusc ad ascoltare il
messaggio che Nicolet le aveva lasciato in segreteria. Corse
a casa a cambiarsi e arriv al Buon Samaritano con indosso
un vestito stampato e un paio di orecchini. Nicolet port
una sedia mentre Jackie parlava con Tyler, sorridendo,
arrivando persino a toccargli i capelli e a fargli una carezza
sulla testa. Non proprio in modo materno, anche se, seduto
sul letto con una lattina di birra, Tyler sembrava un
diciassettenne. C'erano fiori su ogni superficie disponibile
e biglietti di pronta guarigione messi in verticale sul davanzale
della finestra. Nicolet la fece sedere. Jackie prese
una sigaretta dalla borsa e la accese.
- Ho qualcosa da riferire, - disse. - Due cose, in realt.
Consegner i soldi dopodomani. Stessa procedura,
alle quattro e mezza al centro commerciale di Gardens.
Mi vedr con Sheronda.
- Quella che vive sulla Trentunesima, - disse Nicolet
a Tyler.
Tyler annu. - E sposata con Ordell.
- Vivono insieme, - disse Jackie, - ma lui non sta l tutto
il tempo. Sheronda non ha la minima idea di cosa sta
succedendo.  una brava ragazza, spero che non dobbiate
arrestarla.
- Che tipo di accordo pu offrire? - domand Nicolet.
- Era troppo spaventata per aprire la porta, - disse
Tyler. - Ti dar Ordell, far il suo nome come l'uomo
a cui erano destinati i soldi, poi bisogner portarla via,
al sicuro -. Si rivolse a Jackie. - Qual  l'altra cosa che
hai per noi?
- Ordell ha un uomo che lavora per lui. Si chiama
Louis Gara.
Vide Tyler scambiare un'occhiata con Nicolet e si volt
verso quest'ultimo mentre le chiedeva: - L'hai incontrato?
- Oggi pomeriggio, in un appartamento a Palm Beach
Shores. Non credo che Gara viva li, ma posso scoprire
dove sta.
Nicolet si abbass per prendere un sacchetto che si sistem
sulle gambe. - Hai parlato con lui?
- Non proprio.
- Che cosa fa per Ordell?
- Non lo so ancora. Ma immagino di poterlo chiedere.
- Vuoi una birra?
- S, grazie.
Nicolet infil la mano nel sacchetto, tolse una lattina
da una confezione da sei, la apr e la pass a Jackie: umida
di condensa, gelata. Jackie bevve un sorso.
- So che  appena uscito di prigione. Sembrano molto
amici per essere un nero e un bianco.
Tyler le stava sorridendo. - Stai andando benissimo.
- Abbastanza da togliermi le accuse?
- Sappiamo gi di Louis Gara, - disse Nicolet, -  un
rapinatore di banche. Ieri sera tardi abbiamo messo sotto
sorveglianza la casa in cui abita, sulla Trentesima strada,
a West Palm. Stamattina verso le cinque esce, va a piedi a
una casa sulla Trentunesima, quella dove vive Sheronda,
prende da lei le chiavi della macchina e se ne va al volante
di una Toyota parcheggiata nel vialetto. La macchina 
intestata a lui. E stato seguito fino a un deposito vicino a
Australian Avenue, a Riviera Beach. Li hai mai visti? Hai
presente quali sono? Sembrano tanti garage uno accanto
all'altro, in file lunghissime -. Nicolet guard Tyler. - Doveva
essere li che stava andando Cujo.
Tyler annu. - Lo so, a lasciare gi l'arma. E noi pensavamo
che fosse il carrozziere, invece.
Jackie non capiva, ma lasci perdere.
- Ha aperto una delle porte, - le disse Nicolet, - ha preso
una scatola di cartone dal bagagliaio e l'ha messa nel box.
Poi  tornato alla casa sulla Trentesima. Alle tre e mezza
di oggi pomeriggio ha guidato fino all'appartamento di cui
hai parlato, quello a Palm Beach Shores.
Quel fatto la colse di sorpresa. - Allora dovete avermi
visto entrare.
- Io non c'ero, - disse Nicolet. - Ero al deposito con
un mandato di perquisizione e un fabbro. Entriamo nel
box ed  pieno di armi, di tutti i tipi, persino armi militari.
Un po' della roba sappiamo che  stata presa dalla fattoria
in campagna vicino a Loxahatchee, dove luned c'
stato quel triplice omicidio.
- Uno di loro, - disse Jackie, - era un supremazista
bianco di nome Gerald qualcosa?
- S, era sui notiziari ieri e in prima pagina sui giornali.
Anche stamattina.
- Non l'ho visto, - disse Jackie. - Una donna di nome
Melanie, la ragazza di Ordell, mi ha detto di aver sparato
a Gerald quattro colpi al cuore,  vero?
La stavano fissando tutti e due. Nicolet rispose: - Quattro,
s, ma non al cuore.
- Non ci avevo creduto.
- Ti ha detto di essere stata lei? Quando  successo?
- Pi o meno mezz'ora fa, da Casey's, subito dopo che
sono uscita dall'appartamento.  l che vive Melanie. Ha
detto che alcuni, parole sue, giovani negri fuori di testa
che lavorano per Ordell hanno ucciso gli altri due.
Tyler e Nicolet si scambiarono uno sguardo, di nuovo,
poi Nicolet disse: - Ti ha detto come si chiamano?
Jackie scosse la testa, tirando dalla sigaretta. - Non conosco
nemmeno il cognome di Melanie, - e vide Nicolet
che guardava di nuovo Tyler.
- Conosci una Melanie?
- Non mi pare, - rispose Tyler. - Che aspetto ha?
- Be', ha le tette molto grosse... - disse Jackie.
- S?
- Un sacco di capelli biondi, folti. Ha pi o meno
trent'anni ma sembra molto pi vecchia.
- E perch te l'ha raccontato? - domand Nicolet.
- Perch  incazzata con Ordell. Lei spara a un tipo che
lo sta pestando e lui non le permette di restare alla riunione
del Giorno di Paga, - disse Jackie. - Il Giorno di Paga
 il nome di quello che deve succedere venerd. A Ordell
piace usare nomi in codice. Punch al Rum  il suo accordo
con i colombiani, per esempio.
- L'abbiamo usato, una volta, - disse Nicolet, - Rum-
punch, una sola parola, per dare un nome a una retata delle
gang giamaicane. Quindi possiamo mettere Ordell sulla
scena degli omicidi. Che mi dici di Louis, c'era anche lui?
- Melanie non me l'ha detto.
Nicolet rimase in silenzio per un lungo istante.
- Se Melanie  abbastanza incazzata con Ordell...
- Non se ne andr, - disse Jackie. - Ne sono certa.
Nicolet guard Tyler. - Sai cosa dicono: una volta che si
mettono con un nero... Ma io lo voglio pi di quanto lo vuole
lei, ci scommetto. Ci sar una scazzottata, - disse Nicolet
a Jackie, - per stabilire chi se lo prende, ora, Ordell, l'ATF
o i colleghi di Faron o il dipartimento dello sceriffo. Hai
detto che c' ancora una consegna di armi in programma?
Jackie annu. - Cos ha detto lui.
- Ne hanno abbastanza, di roba, ormai, che potrebbe
crollare da un momento all'altro. Il mio cercapersone lo
spengo, amico. Io me ne vado.
- E se Ordell non fosse con loro? - chiese Jackie.
- Non mi interessa se c' oppure no, so che  il suo magazzino,
- rispose Nicolet. - Possiamo esibire delle armi,
l dentro, che sono state prese dalla casa di Gerald e accusare
Ordell degli omicidi e del possesso d'armi. Fantastico.
Mandarlo a Marlon, sarebbe bellissimo. L si sta rinchiusi
ventiquattr'ore su ventiquattro.
Jackie pos la lattina di birra sul pavimento, si alz,
and in bagno e lasci cadere il mozzicone della sigaretta
nella tazza. Poi usc e si ferm vicino alla porta del
corridoio.
- Quand' che cadono le accuse contro di me?
- Quando  tutto finito, - disse Nicolet.
Jackie guard Tyler. - Sono un tuo caso, non suo.
-  vero, - disse Tyler, - e chiamer il procuratore distrettuale
domani, lo convincer del non luogo a procedere.
- Un A-99? - disse Jackie.
Tyler le sorrise. - Perch non rimani per un po'? Ci liberiamo
di Ray...
Louis lasci Windsor Avenue e imbocc la Trentesima
strada. Ordell, seduto sul sedile di fianco, gli disse: - Continua
ad andare. Non mi piace quella Chevy l dietro. C'
un uomo solo, dentro.
- Non me ne sono accorto, - disse Louis guardando nello specchietto. -  bianco o nero?
- E come faccio a sapere se  bianco o nero, al buio?
-  un quartiere nero, - disse Louis.
- Questo lo so. Ma esistono fratelli che fanno i poliziotti,
se non te ne sei mai accorto. Guarda, le luci sono
spente. E troppo presto perch sia gi andata a letto. Fai
il giro dell'isolato.
Louis svolt in South Terrace e poi sulla Ventinovesima
e si ritrov di nuovo nella via di Simone. Oltrepassarono
la Chevy e Ordell lanci un'occhiata.
- Merda. Non riesco a capire. Continua a guidare fino
da Sheronda, vediamo com' la situazione l. Trentunesima
strada.
- Lo so dov'.
- Amico, ti rendono la vita difficile. No, scordati di
andare di l. Fai inversione qui all'angolo e torna indietro.
Cazzo, devo scoprirlo subito. La casa  buia... Il tipo
nella Chevy potrebbe stare seguendo chiunque. O forse
 un uomo convinto che la sua donna gli stia mettendo le
corna. Gli sbirri non ti conoscono, quindi come fanno a
sapere che vivi qui?
- Lo sa Max Cherry.
- Ehi, 'fanculo Max Cherry. Entriamo in casa.
Parcheggiarono sul vialetto ed entrarono dalla porta laterale.
- Nemmeno una luce accesa, qui dentro. Non  da
lei, - disse Ordell in cucina. - Be', dobbiamo guardare in
un posto soltanto, dove tiene i suoi dischi della Motown.
Se quelli non ci sono, vuol dire che se n' andata.
- Non ci sono, - disse Louis dal buio del soggiorno.
- Merda, - disse Ordell. - Be', cerchiamo i soldi.
- Sai che se Simone se n' andata, se ne sono andati
anche quelli, - disse Louis. - I soldi sono il motivo per
cui se n' andata.
- Cosa? Mi stai dicendo che novemila dollari la fanno
andar via, le fanno lasciare casa sua? Amico, questo mi
ferisce. Avevo intenzione di dargliene duemila per avermi
aiutato.
- Ha lasciato il tuo orologio, per, - disse Louis.
- Questa storia ha a che fare in qualche modo con Max
Cherry, - disse Ordell. - E entrato in casa sua e si  spaventata.
- Mi sono spaventato io, - disse Louis. - Come ha fatto
a scoprire che stavo qui?
- Amico, questa merda mi sta dando sui nervi, - disse
Ordell. - Mi fa pensare che devo cambiare i miei piani.
Per prima cosa, devo trovare qualcuno che prenda il posto
di Simone.
- Non guardare me, - disse Louis.
- Non sto guardando te. Sto pensando a chi posso usare.
- Invece stai guardando me, - disse Louis al buio.
- Potresti farlo tu.
- Entrare nei camerini delle signore? E come potrei
riuscirci?
- Merda, - disse Ordell. - Lasciami riflettere.
Max non tocc il telefono: era sul comodino con la lampada
e l'orologio digitale, accanto al lato del letto matrimoniale
dove stava Jackie. Si mise a squillare mentre lei
era in cucina, squill tre volte e smise. Jackie doveva aver
preso la chiamata mentre se ne stava vicino al bancone con
una camicia da uomo che aveva indossato quando era uscita
dalla camera da letto, senza niente sotto. Ora si stava
accendendo una sigaretta e parlava con Ordell o con Ray
Nicolet a proposito di venerd. L'orologio segnava le dieci
e trentasette nel momento in cui lei finiva di preparare da
bere per entrambi. Max prese una sigaretta dal comodino.
Ne erano rimaste cinque nel pacchetto che aveva comprato
quella mattina prima di incontrarsi con l'avvocato
per il divorzio. L'avvocato aveva suggerito che lui e Renee
vendessero la casa e dividessero i loro beni. Questo avrebbe
dovuto sistemare le cose. Poi, in cucina, prima di andare
a letto, Jackie aveva detto:  tutto quello che devi
fare, - descrivendo la sua parte nel piano di fuga con mezzo
milione di dollari. - Okay?
Niente di particolare. Se cambiare la propria vita era
tanto semplice, perch si era sempre preoccupato delle
cose quotidiane, tipo firmare i documenti di quindicimila
cauzioni per altrettanti criminali? Okay, aveva risposto
a Jackie, e ormai c'era dentro, si sentiva coinvolto,
pi sicuro della propria parte nella faccenda che di quella
di lei. Finch lei non gli si era avvicinata in cucina e lui
le aveva sollevato la gonna sopra la vita, guardando quella
ragazza in abito estivo, con un lampo di divertimento
nello sguardo, e aveva capito che c'erano dentro insieme.
Lo cap davvero. E ne fu sicuro quando fecero l'amore,
ancora una volta guardandola negli occhi.
Quando aveva dei dubbi era sempre da solo. Allora si
chiedeva se lei lo stava usando e temeva che non l'avrebbe
mai pi rivista una volta finito tutto.
Erano le dieci e quarantacinque.
Un tempo pensava che, chiamandosi Max Cherry, avrebbe
dovuto essere un personaggio. Max il leggendario agente
delle cauzioni che raccontava storie selvagge su pedinamenti
e catture di criminali in fuga agli avventori dell'Helen
Wilkes Bar. Ne raccontava una - di come una volta aveva
guidato fino a Van Horn, nel Texas, per riportare indietro
un imputato che aveva saltato l'udienza con una cauzione
di cinquecento dollari - e loro non capivano, non riuscivano
a capire il valore reale di quel tipo di dedizione. Cos
si era accontentato di essere un uomo di parola invece
che un personaggio, e poteva essere quello il motivo per
cui si trovava l.
Jackie entr in camera con i bicchieri, la camicia da uomo
aperta. - Era Faron, - disse. Diede a Max il suo bicchiere
e si sistem dalla propria parte del letto. Erano le
dieci e cinquantuno.
- Vi siete fatti una bella chiacchierata?
- Ray ha appena sentito dire che stanno per spostare le
armi, tre uomini, e se n' andato. Cos ho chiamato Ordell
sperando che non fosse uno dei tre. Non vogliamo
perderlo proprio adesso, dopo tutto questo sbattimento.
Max la guard appoggiare il suo bicchiere sul comodino
e accendersi una sigaretta prima di scivolare nel letto,
sistemando i cuscini contro la testiera.
- Evidentemente era in casa, - disse Max.
- Era all'appartamento. Gli ho detto che stava per chiudere
bottega e lui si  lamentato per un po'.  per questo
che ci ho messo cos tanto, per riuscire a calmarlo. Gli ho
detto che faremmo meglio a portare i soldi qui domani.
Lui mi ha detto che Mister Walker  a Islamorada, e che
doveva mettersi in contatto con lui. Allora gli ho detto:
Sali in macchina e vai a prenderlo. Portalo a Miami e
mettilo su un aereo per Freeport, dev'essere l quando arriva
il mio volo. Gli ho detto che, se voleva i suoi soldi,
faceva meglio ad andarsene alla svelta. Ha detto: Okay,
Mister Walker si prender la sua fetta e metter esattamente
cinquecentocinquantamila dollari nella valigia.
Adesso devo mettermi in contatto con Ray prima di andarmene
domattina.
Era cos calma. - Perch? - le chiese Max.
- Devo dirgli che  per domani.
- Se non sar al centro commerciale, tanto meglio.
- Io voglio che lui sia l, fa parte del piano. Voglio che
mi perquisisca e mi trovi pulita.
- Stai cominciando a parlare come certa gente che conosco.
- Dir a Ray che Ordell ha cambiato idea, - disse Jackie.
- Con quello che  successo ha paura di portare negli Stati
Uniti tutti i suoi soldi, ma avr bisogno di almeno cinquantamila
dollari per la cauzione, in caso venga arrestato.
- Avr bisogno di molto di pi.
- Non essere cos pignolo. Questo  quel che dir a Ray.
- Ma gli farai vedere i soldi all'aeroporto.
- Be', sai che non ho intenzione di mostrargli tutta la
somma. Vedr cinquantamila dollari.
- E dove sar il resto?
- Nella valigia, ma sotto.
- E se guarda anche l?
- Non lo far. Si aspetta cinquantamila dollari, ed eccoli
l, in cima. L'ultima volta non mi ha perquisito la valigia.
- Ti stai prendendo un rischio terribile.
- Se li trova, dir che Mister Walker ha messo i soldi
nella valigia e che io non sapevo che c'erano, proprio come
 successo con la coca.
- Ma a quel punto sei fuori, non ti resta in mano niente.
- Giusto, ma almeno ci avr provato e non andr in
prigione.
- Fai le cose semplici, okay?
- Esattamente, - disse lei. Poi: - Oh -. Le era venuto
in mente qualcos'altro. - Domani va bene per te?
Lui non riusc a fare a meno di sorridere. - Vedr di
esserci.
Jackie rimase in silenzio per qualche minuto, fumando
la sua sigaretta, lo sguardo lontano.
-  praticamente lo stesso identico piano. La tua parte
non cambia.
- Avrai un sacco di gente che ti sorveglia.
- Lo so.  per questo che non farai nemmeno una mossa
finch non sar uscita dal camerino.
- Con un vestito.
- Be', s, un tailleur, un Isani su cui ho messo gli occhi
da un po'. L'unica cosa che non mi piace, al momento, -
disse Jackie, -  che Simone  scomparsa, e indovina chi
prender il suo posto? Melanie.
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
I tre teppisti nel deposito - Sweatman, Snow e Zulu che
indossava la bandana nera e gli occhiali da sole - avevano
portato delle scatole di cartone per caricare i vari tipi di
armi, avvolgendo ogni pezzo con carta di giornale. Le armi
non dovevano essere imballate alla perfezione perch
andavano soltanto da l al furgone e poi nelle Keys, dove
le avrebbero caricate su una barca. Faceva cos caldo
con la saracinesca chiusa e le torce elettriche. Zulu gir il
furgone nel senso opposto, lo mise a met dentro il box e
accese i fari. Non c'era nessuno fuori tra l e Australian
Avenue, quindi che differenza poteva mai fare? Quando
finivano di chiudere le scatole Zulu avrebbe girato di nuovo
il furgone e l'avrebbero caricato dal portellone posteriore.
Quando sentirono la voce fuori dal box pensarono
che fosse la radio di qualcuno. Quando si fermarono ad
ascoltare e sentirono di nuovo la voce, capirono subito chi
era, merda, era un megafono, e la polizia che stava dicendo:
- Uscite con le mani in alto!
La voce disse qualcosa sul fatto che erano agenti federali
e di mettere gi le armi e di uscire uno alla volta con
le mani bene in vista.
- Come fanno a spararci, se sono in fondo alla strada? -
disse Sweatman. - Per farlo dovrebbero essere proprio
qui davanti.
- Merda, abbiamo tutte le armi che ci servono, - disse
Snow.
- Sweat, - disse Zulu, - sali sul furgone e dai un'occhiata
dal retro. Vedi un po' dove sono.
Aveva spostato il furgone a sufficienza dentro il box da
permettere loro di aprire le portiere ed entrarci senza essere
visti. Zulu cominci a guardare nelle scatole. - Dove sono
quei lanciarazzi che abbiamo preso da Big Guy? - chiese
a Snow.
Sweatman torn indietro e disse che avevano bloccato
entrambi i lati della strada con auto bianche e verdi e c'era
anche qualcuno sdraiato sul tetto proprio dall'altra parte della
strada. Zulu si volt verso di lui con un lanciarazzi a-l-a
verde oliva tra le mani, un tubo lungo ottanta centimetri con
un'impugnatura, un mirino, un grilletto e coperto di scritte
e spiegazioni. - Come funziona il figlio di puttana? - disse
Zulu. - Ognuno di noi ne prende uno e saliamo sul furgone.
- Io voglio il mio Ak, - disse Snow.
- Ci portiamo anche gli Ak, ma questo  il figlio di puttana
che ci render liberi. Guarda, ecco le istruzioni.
Indossavano tutti i giubbotti antiproiettile con le lettere
identificative sulla schiena. Nicolet, ATF, accovacciato
dietro le autopattuglie con un agente dell'FDLE e un tipo
pi anziano di nome Boland che comandava l'unit tattica
del dipartimento dello sceriffo. Fissavano la strada
illuminata con le porte dei box su entrambi i lati fino al
retro di un furgone che sbucava fuori da uno dei magazzini.
La squadra di ricognizione aveva detto che erano tre
ragazzi di colore. Due erano saltati fuori quando il furgone
era arrivato: all'inizio il guidatore aveva fatto retromarcia
verso il magazzino, poi l'aveva girato dalla parte
opposta. Oltre il furgone, all'altra estremit della strada,
lampeggiavano le luci blu. Sulla scena, tra agenti federali
e poliziotti, c'erano circa cinquanta uomini.
- Se sono tutti ragazzi, - disse Nicolet, - il tipo che voglio
non  qui, quindi ho bisogno di arrestare qualcuno.
L'unico problema che vedo  che hanno pi o meno centocinquanta
mitragliatrici, un grosso M-60, granate e una
mezza dozzina di lanciarazzi. Potrebbe andare per le lunghe.
Quei ragazzi hanno pi potenza di fuoco rispetto a noi.
Il comandante dell'unit tattica disse: - Ma sanno usarli?
- Non voglio scoprirlo, - disse Nicolet. - Prima che comincino
a lanciarci addosso delle granate, pensavo di andare
l sopra e lanciare gi una bomba stordente.
- C' il furgone di mezzo, - disse il tattico.
-  la mia copertura, - disse Nicolet. - La butto dentro
facendola rimbalzare sul tetto del furgone. L'esplosione
li metter fuori combattimento e avremo pi o meno
sette secondi per saltargli addosso. Ho bisogno che quegli
stronzi siano vivi.
Zulu si era tolto gli occhiali da sole per leggere le scritte
stampate sul lato del lanciarazzi a-l-a. Teneva l'arma
alla luce dei fari del furgone. - Tirare la molla, - disse.
- Rimuovere... il coper-chio... sul retro e...
- Cinghia, - disse Snow. - Dice di rimuovere il coperchio
posteriore e questa cinghia qui.
Zulu disse: - S, questo coso, - e ricominci a leggere.
- Ora. Tirare e a-aprire fino a quan... Merda.
- Dice di aprire il figlio di puttana, - disse Sweatman.
-  quello che sto facendo, - disse Zulu. - Tu apri il
tuo. Ehi, cos.
Il suo lanciarazzi a-l-a ora era lungo pi di un metro.
Zulu disse: - Ri... che cazzo  'sta parola qui?
- Ri... lasciare, - disse Snow. - S. Dice di rilasciare
il... qualcosa. Rilasciare la si-cu... ra. Esatto, quel coso
che sta l. Rilascialo.
- Lo tiro?
- Rilascia il figlio di puttana come devi rilasciarlo. Credo,
s, credo che si debba tirare. Poi la cosa che dice dopo
 di mirare. Sei pronto a sparare.
- Davvero? E cosa dice quest'altra scritta qui? - disse
Zulu.
- Pre... - disse Snow. - Credo che dica premere.
- Cosa c' scritto l sopra? Quel pericolo?
- Fa' vedere, - disse Snow. - S, dice pericolo... esplosione
pos... posteriore.
Qualcosa colp il tetto del furgone. I tre lo sentirono e
poi lo videro, una cosa lunga e cilindrica tipo un candelotto
di dinamite, che rimbalz sopra le loro teste atterrando
tra le scatole di cartone. Udirono un rumore simile a uno
sbuffo. Puff. Per un paio di secondi rimasero immobili, poi
la granata a concussione esplose con un lampo di luce accecante
e un frastuono cos forte che li mand a sbattere
tutti e tre contro la parte anteriore del furgone.
Erano sdraiati sul pavimento, ora, con le loro mitragliatrici
e i loro lanciarazzi, confusi, storditi, sbattendo gli occhi
nella polvere che offuscava la luce dei fari, lo sguardo
sollevato sui giubbotti antiproiettile e le canne dei fucili.
Nicolet si chin accanto a Zulu. Prese un lanciarazzi,
diede un'occhiata alle istruzioni, poi butt l'arma sul petto
del teppista.
- Non sapevi leggere, eh? Brutto idiota, ci stavamo
chiedendo che cosa stavate facendo. Vedi? - disse Nicolet.
- Non avresti mai dovuto lasciare la scuola.
Ordell aveva detto a Louis di incontrarlo in un bar sulla
Broadway a Riviera Beach. Il locale era buio, Louis si
guardava alle spalle seduto al bancone del bar, mentre Ordell
gli diceva: - Stai tranquillo, sei con me -. Anche Ordell
era nervoso, dentro di s, ansioso, e fumava una sigaretta
dietro l'altra insieme ai suoi cocktail al rum: voleva andare
al magazzino, vedere com'era la situazione e poi andare
a Islamorada quella notte stessa, prelevare Mister Walker
e metterlo su un aereo per Freeport. Tutto in una volta.
Sarebbe stato bello, per, andarsene dalla citt gi quella
sera e non farsi vedere in giro il giorno dopo.
- La cosa importante che voglio dirti, - disse a Louis,
-  che sar Melanie ad andare nel posto dove si provano
i vestiti.
- Il camerino, - disse Louis. - Mi assicurer che non ci
siano agenti in giro prima che lei esca da l.
- Fallo, - disse Ordell. - Ma poi non andartene. Se lo
fai, lei se ne va con la borsa di Macy's. Hai capito cosa
sto dicendo? Prendi la borsa dalle sue mani e vattene, non
aspettare. Se Melanie ti crea qualche problema, qualsiasi
problema, dalle un pugno in faccia, dritto in bocca. Quello
che voglio dire  che devi prenderle quella cazzo di borsa,
ci siamo capiti? Altrimenti Melanie se ne va e con lei se
ne vanno anche i soldi. Tutti. Cinquecentocinquantamila
dollari, amico.
...
.
...
Capitolo 22.
...
.
...
Gioved, sul volo da Freeport a West Palm, Jackie trascorse
quindici minuti alla toilette per risistemare il suo bagaglio
a mano. I cinquecentomila dollari che mise dentro per
primi presero quasi met dello spazio. Jackie ci pieg della
biancheria sopra gli angoli, copr le banconote con camicette
e due gonne e leg il tutto strettamente. I restanti cinquantamila
finirono dentro per ultimi, in cima a tutto il resto.
Quando usc, un uomo che era andato a Freeport per
giocare d'azzardo le disse: - Sto aspettando da bere e lei
passa met del volo al bagno. Non appena atterreremo
inoltrer un reclamo formale.
- Perch avevo il mal d'aria?
- Come fa a fare la hostess se soffre l'aereo?
-  per questo che sto per licenziarmi.
- Far comunque reclamo.
- Perch avevo il mal d'aria, - disse Jackie, - o perch
le ho detto che  uno stronzo?
Lui rimase confuso. - Non mi ha mai detto che sono
uno stronzo.
- Non l'ho fatto? - disse Jackie. - Allora d'accordo, lei
 uno stronzo.
Era il suo ultimo volo.
Ray Nicolet la stava aspettando al livello superiore del
parcheggio. Prese il trolley dalle sue mani e disse: - Dobbiamo
smetterla di vederci cos.
- L'hai detto anche la volta scorsa.
- E allora?  la verit, no? Potremmo vederci da qualche
altra parte quando questa storia sar finita. Che ne dici?
- Potremmo, se non sar in prigione.
- Faron ha telefonato all'ufficio del procuratore distrettuale.
Stamattina il tuo caso  stato dichiarato non luogo
a procedere dal tribunale.
Cos, semplicemente: ud la notizia che tanto aveva atteso
nella penombra di un parcheggio tra le automobili
vuote. Si ferm e aspett che Nicolet si voltasse a guardarla.
- Mi stai dicendo che sono a posto?
- Libera come un uccellino. Mi aspetto che fai la consegna,
per, che finisci il lavoro. Quanto hai questa volta?
- Quello che ti ho detto, - rispose Jackie, - cinquantamila.
Ordell  praticamente sicuro di dover mettere da
parte i soldi per la cauzione.
- Sempre che una cauzione venga fissata, cosa su cui ho
dei dubbi, - disse Nicolet. Raggiunsero la Honda di Jackie.
Quando Nicolet apri il bagagliaio, disse: - Ieri notte abbiamo
messo a segno un'operazione facile facile che dovrebbe
caricargli addosso altri duecentomila: abbiamo beccato tre
dei suoi teppisti senza sparare nemmeno un colpo.
Jackie sollev il portellone del bagagliaio. - Ma non
avete beccato Ordell.
- Non ancora. Ma uno dei ragazzi lo tradir. O magari
quello che hai visto in ospedale. E sul punto di cedere -.
Nicolet mise il carrellino nel bagagliaio e sal in macchina
con la valigia. Era sulle sue gambe, aperta, quando Jackie
si sedette dietro il volante.
- Questi sono cinquantamila, eh? - disse Nicolet guardando
le mazzette di banconote da cento dollari, ognuna tenuta
insieme da una banda elastica. - Non sembrano cos tanti.
- Mi  stato detto che sono diecimila in ogni mazzetta.
- Li hai contati?
- Non li conto mai. Non sono soldi miei.
- Potrebbe aver messo della coca, tra i soldi. Hai controllato?
Jackie rimase a guardare la mano di Nicolet che frugava
tra le mazzette di banconote e nelle pieghe di una gonna.
- Mister Walker mi ha promesso che non l'avrebbe
fatto pi.
- Dove sono i tuoi bigodini?
- Non li ho portati.
Jackie osserv la sua mano spostarsi su un paio di scarpe
nere con il tacco infilate in un lato della valigia. Le sue
dita sfiorarono le scarpe, poi si spostarono per prendere una
delle mazzette. Se la tenne vicino all'orecchio e fece scorrere
le banconote con il pollice.
- Diecimila, giusto.
Nicolet strofin le banconote tra le dita e pass la mazzetta
a Jackie. - C' polvere di cocaina, sui soldi. La senti?
Sono convinto che la met dei soldi che gira in Florida
risulterebbe positiva ai test.
Jackie si pass i soldi tra le dita. Aveva in mano diecimila
dollari. Sorrise. - Sei tentato? - chiese.
Nicolet la guard. - Cosa, di mettermene una in tasca?
Se lo facessi, ne farei prendere una anche a te, non trovi?
Oppure potremmo prendere quello che vogliamo, non
 che c' una ricevuta. Nessuno sa quanto c' qui dentro
tranne noi due -. Prese la mazzetta dalla sua mano e la
lasci cadere nella valigia. - Ho visto montagne di soldi
sui tavoli delle case degli Spacciatori, in scatole di cartone
nascoste da qualche parte. Ho visto ogni genere di denaro
sporco in giro, e non ho mai avuto la tentazione di prenderne
nemmeno un dollaro. Che mi dici di te?
- Non parli sul serio, - disse Jackie.
- Invece s.
- Tentare di fare la cresta a Ordell?
- O a me, - disse Nicolet. - Quando li avr segnati,
questi cinquantamila apparterranno all'ATF.
- E come farei a prenderli, - disse Jackie, - se sono tenuta
d'occhio ogni momento?
-  questo che voglio che tu capisca: saresti stupida a
provarci. Metti questi cinquantamila nella borsa da shopping,
e sono quelli che mi aspetto di trovare quando guarder
in quella di Sheronda. Lo farete di nuovo con i sacchetti
di Saks?
- Questa volta saranno sacchetti di Macy's.
- E perch?
- Chiedilo a Ordell.
- Non vedo l'ora, - disse Nicolet.
Che cosa ci si mette quando si deve fuggire con mezzo
milione di dollari? Ci si veste casual, con scarpe da ginnastica,
o ci si veste bene? Max ci pens su per un po' e alla
fine indoss il suo completo di popeline scuro con una camicia
azzurra e una cravatta blu. Le sue istruzioni erano
di restare nelle vicinanze della vetrina di Anne Klein al secondo
piano di Macy's, abiti femminili, e restare in attesa
che Jackie uscisse dal camerino pi o meno alle quattro e
mezza. Dare il tempo alla sorveglianza dei federali, quale
che fosse, di andarsene, quindi avvicinarsi a una commessa
e dirle che sua moglie credeva di aver dimenticato
un sacchetto in uno dei camerini. Un sacchetto con dentro
degli asciugamani da spiaggia.
Aveva letto da qualche parte che un uomo pronto  un
uomo solitario, e sembrava essere vero: ora, qualche minuto
dopo le quattro, era in piedi davanti alla galleria di
Renee, con un giornale sottobraccio, a guardare i quadri
verdi dell'aiuto-cameriere, mentre di Renee non c'era traccia...
finch non sent la sua voce.
- Max?
Triste, o forse incerta. Era dietro di lui, in mezzo allo spiazzo, e teneva uno dei dipinti dell'aiuto-cameriere
dritto sul pavimento.
- Sono arrivati stamattina, - disse Renee. - Li ha consegnati
un messo, come se fosse una convocazione del tribunale.
-  esattamente questo, - disse Max.
Renee sembrava tanto piccola aggrappata a quel quadro
enorme, inconsapevole delle persone che le camminavano
intorno. Era una sua particolarit, quella di essere inconsapevole:
si fermava a parlare nel bel mezzo del traffico,
sulle porte dei locali pubblici, in un parcheggio mentre una
macchina aspettava di prendere il posto.
- Sono rimasta tristemente delusa, - disse Renee. - Pensavo
che avresti potuto dimostrare pi classe invece di farmi
informare da uno sconosciuto. Dopo ventisette anni,
Max, credi che sia corretto?
- Perch non vieni qui e ti togli di mezzo? - le disse
Max. I clienti del centro commerciale la stavano guardando,
poi si voltavano a guardare lui. - Ecco, lascia che ti aiuti.
Renee entr nella sua galleria. Indossava una veste
dall'aria araba, larga, a strati di tessuto marrone e bianco,
con strisce nere di traverso. Max la segu, fermandosi per
trattenere la porta a vetri che gli stava finendo addosso.
Port il dipinto all'interno e lo appoggi contro il tavolo al
centro del locale, pronto a sorbirsi un'altra dose di Renee,
con la sua piccola testa di capelli scuri che usciva dalla veste
araba e gli occhi scintillanti. Ora stava guardando la tela.
- Ero sicura che Ralph Lauren ne avrebbe comprato uno
dopo essermelo portato fin l. Ho detto: Appendi qualcosa
che abbia un po' di vita dentro, dell'energia, invece
di quelle stupide stampe inglesi di cavalli.
- Cosa ne sanno, loro, - disse Max, per qualche motivo
comprensivo verso di lei. Ora Renee lo stava guardando,
e la sua espressione gli diceva chiaramente che era
triste e delusa.
- Avresti potuto venire da me, Max, e dirmi che cosa
avevi in mente di fare.
- Ci sono venuto, da te. Ma eri occupata con il tuo formaggio
e i tuoi cracker.
- All'inaugurazione ho venduto tre dei quadri di David.
E un altro ieri.
- Te la stai cavando bene.
- Ventisette anni, - disse Renee. - Come se non ci fossero
mai stati.
Max stava pensando: No, ci sono stati, devono esserci
stati. Ma non disse nulla. Perch cominciare una discussione?
Doveva farle accettare la situazione e andarsene.
Erano gi le quattro e dieci.
Renee stava guardando di nuovo i quadri, i campi di
canna da zucchero, con una sorta di espressione smarrita,
o vuota. - Abbiamo avuto le nostre divergenze, - disse.
- Ci siamo allontanati, non c' modo di negarlo. Tu hai...
suppongo che tu abbia i tuoi affari -. Sollev lo sguardo su
di lui. - Ma abbiamo anche avuto dei bei momenti, non
 cos, Max?
Lui tent di pensare a un momento in particolare. C'era
stato quel periodo, all'inizio, in cui non era capace di tenere
le mani lontane da lei ed era convinto che alla fine le
sarebbe piaciuto, molto tempo prima, prima che si arrendesse
e smettesse di cercare argomenti di conversazione.
Forse non c'era stato nessun momento particolare, almeno
nessun momento memorabile, in tutti i ventisette anni
del loro matrimonio, senza contare i periodi di separazione.
Quelli non erano stati male. Le volte che Cricket gli
aveva cantato canzoni country, Cricket in quella che aveva
scambiato per la luce della luna... Era strano, gli piacevano
le cameriere. Jackie era diversa. Intelligente, ma
lussuriosa, in un modo calmo e privo di fretta. Jackie che
infilava la mano nei suoi pantaloni sul balcone e gli faceva
cadere il bicchiere di sotto. Non si sarebbe mai stancato
di stare con lei...
- Gi, - disse a Renee, - ci sono stati bei momenti, - e
vide il mento di lei che iniziava a tremare.
Renee era in grado di farlo, poteva far tremare il mento
ogni volta che voleva, e sembrava funzionare sempre:
Max si sentiva in colpa, o dispiaciuto per lei senza nemmeno
sapere il perch.
Lei guard di nuovo il campo di canna da zucchero e
disse: - A che serve parlarne? Hai preso la tua decisione -.
Sospir. - Se  questo ci che vuoi...
- Non credi che abbia senso?
- Suppongo di s -. Renee sollev la testa per guardarlo,
e il mento non le tremava pi. - Ma questo non significa
che non ti coster nulla.
- Renee, - disse Max, - non sei mai stata una che costava
poco.
Frieda, la commessa che era nei camerini con Jackie,
stava in piedi mollemente adagiata in una posa da modella,
una mano sulle reni con le dita puntate verso la spina
dorsale. - Quell'Isani  assolutamente fantastico su di lei.
Jackie si guard allo specchio da sopra la spalla. - Sono
abituata a gonne pi strette.
- Con la sua figura, - disse Frieda, - pu andare sul
dritto o sul fluido e vaporoso. Deve recarsi all'estero?
- Pensavo di cominciare da Parigi e poi attraversare la
zona dei vini in macchina.
- Ah, e ci va da sola?
- Potrei, - disse Jackie. - Non ne sono sicura.
- Prenda capi separati e li metta insieme, - disse Frieda.
- Ha presente quella giacca di seta che le ho mostrato? In
viaggio  meravigliosa -. Frieda prese diversi vestiti dallo
schienale di una sedia. - Se le piace la gonna stretta, perch
non prova quella Zang Toi con la piega di lato?
Jackie guard l'orologio. - Okay. So che il vestito lo
voglio. In effetti, credo che lo indosser. Mi toglier questa
uniforme.
- La seta nera su di lei  straordinaria, - disse Frieda,
e se ne and.
Louis e Melanie erano vicino alla vetrina di Donna
Karan New York. Louis stava fissando l'apertura nei
pannelli della parete su cui c'era il cartello camerini, alla
fine della sezione abiti firmati. Alla riunione, Jackie aveva
detto di aspettarla li e di non entrare prima delle quattro
e venticinque. Il momento stava per arrivare. Louis era sicuro
di avere una vista migliore dei camerini dalla vetrina
di Dana Buchman. Quando Melanie fosse entrata... be',
voleva assicurarsi di vederla uscire. Passavano di continuo
donne intente a fare shopping e lui sentiva che lo fissavano.
E sicuramente pensavano cose del tipo, che cosa ci
stava facendo l? Melanie si teneva occupata. Prese una
camicetta per guardarla e poi la rimise sullo scaffale. Non
ripiegava mai niente di quello che prendeva. Era tutta culo,
con la sua gonna bianca e la giacca di pelle, ma non era
poi cos male. Louis era sorpreso dal fatto che fosse interessata
ai vestiti, perch non sembrava averne molti, portava
sempre gli shorts. Louis aveva in mano il sacchetto
di Macy's che avrebbero scambiato con quello di Jackie.
Temeva che, se l'avesse tenuto Melanie, ci avrebbe infilato
dentro qualcosa da rubare. E non avevano bisogno di
tirarsi addosso la sicurezza del centro commerciale, tipi
con giacche verdi e cravatte color pesca. Almeno non erano
armati. Louis aveva indosso la sua nuova giacca sportiva
azzurra. Non vedeva l'ora che fosse finita. Melanie
lo innervosiva.
- Andiamo, - disse, facendole un cenno, e attravers
il corridoio fino alla vetrina di Dana Buchman. Si volt,
facendole di nuovo segno di muoversi, e and a sbattere
contro una donna mentre si voltava a guardare verso i camerini.
- Mi spiace, - disse, poi vide gli occhi senza vita
della donna e si rese conto che, cristo santo, era un manichino.
Melanie arriv e disse: - Parli da solo?
Louis pensava che quella postazione desse loro una vista
perfetta sui camerini, ma tra loro e la porta c'era un'altra
esposizione, manichini messi in posa dappertutto. Non
sembravano reali. Diede di gomito a Melanie e le disse:
- Andiamo.
- Che cosa stiamo aspettando? - disse lei. - Perch non
lo facciamo e basta?
- Lei ha detto alle quattro e venticinque.
- Ormai ci siamo.
Louis le fece un cenno e Melanie lo segu in una sezione
contrassegnata dal cartello michi moon. Guardando i
vestiti, la ragazza comment: - Non ci siamo.
- Stai pronta, - disse Louis consegnandole il sacchetto
di Macy's con dentro gli asciugamani da spiaggia che Jackie
aveva detto loro di comprare. Vide una donna con diversi
vestiti appesi al braccio uscire dai camerini e cominciare
a riappenderli al loro posto. C'erano poche donne nei
dintorni che guardavano gli scaffali, e soltanto un uomo:
era seduto su una sedia vicino alla sezione di Ellen Tracy
e leggeva un giornale. Sollev lo sguardo verso il retro del
negozio e Louis disse: - Ges cristo,  Max.
Melanie distolse lo sguardo da Michi Moon. - Chi?
- Il tipo per cui lavoravo, Max Cherry. Che cosa ci fa
qui?
- Non lo so, - disse Melanie. - E un travestito? Chiediglielo.
-  sposato, potrebbe essere qui con sua moglie, - disse
Louis, poi si ricord che Max non viveva pi con la moglie.
Erano separati. O magari era li con la sua ragazza:
ecco, quello era possibile. Guard in direzione di Melanie:
non c'era pi, stava camminando verso i camerini. Anche
Max si stava allontanando, dirigendosi verso la sezione di
Anne Klein. Vestito di tutto punto, in completo e cravatta:
s, doveva essere con qualche donna. Louis si port a
un'estremit della sezione Michi Moon. Melanie era gi
entrata nei camerini.
-  molto carino. Di cos' il top, di cotone?
- Lino, - disse Jackie. - La gonna  di seta lavata.
- Molto bello. Di solito io non prendo mai gonne ampie.
-  il look giusto, - disse Jackie, - fluido e vaporoso.
- Su di te sta bene. Quanto  costato?
- Cinque e cinquanta la giacca...
- Cristo.
- Due e ottantacinque la gonna.
- Immagino che te lo puoi permettere, - disse Melanie,
passando a Jackie la sua borsa di Macy's. - Avremmo potuto
farcela. Lo sai, vero? Ne saresti uscita molto meglio
di come ne uscirai, te lo garantisco.
Jackie apr la porta a soffietto di uno dei( camerini, vi
entr con il sacchetto di Melanie e usc con il suo.
-  lo stesso, - disse Melanie, - dico, lo stesso asciugamano?
Mi stai fregando o cosa?
Jackie infil la mano nel sacchetto, scav sotto gli asciugamani
e ne tir fuori una mazzetta di banconote da cento
dollari che mise davanti alla faccia di Melanie, lasciando
che lei la guardasse con gli occhi sgranati per un attimo
prima di rimettere i soldi di nuovo nella borsa. Jackie non
disse una parola.
Nemmeno Melanie. Prese la borsa di Macy's e usc.
Tornata in camerino, con la porta chiusa, Jackie trasfer
i cinquecentomila dollari dalla sua valigia al sacchetto che
le aveva dato Melanie. Sistem la sua uniforme in valigia,
indoss la giacca di seta nera: aveva dovuto rinunciare alla
Zang Toi con la cucitura di lato, non c'era tempo di provarla.
Doveva pagare separatamente il vestito e l'Isani, che
avrebbe portato con s. Ma avrebbe chiesto di poter lasciare
la valigia alla cassa: sarebbe passata a ritirarla dopo.
Okay, era il momento. Usc e disse a Frieda: - Oh.
Qualcuno ha lasciato un sacchetto in camerino. Ci sono
dentro degli asciugamani da spiaggia -. Poi usc dal negozio.
Un minuto dopo sarebbe entrato Max, cercando un
sacchetto che sua moglie pensava di aver lasciato in uno
dei camerini. Con dentro degli asciugamani da spiaggia.
Quando fu fuori dal negozio, in piena vista, avrebbe
dovuto apparire ansiosa, sconvolta, e mettersi a correre
in cerca di Nicolet, di qualcuno, per raccontare quello che
era successo. Che Melanie, non pi di un minuto prima, era
entrata in camerino, aveva preso i soldi e se ne era andata.
Melanie, quella che aveva sparato al nazistone. Jackie
a quel punto sarebbe stata addirittura frenetica. Nicolet
sarebbe entrato in azione, avrebbe fatto quello che doveva
fare e, quando fosse tornato da lei con o senza Melanie
ci sarebbero state un sacco di domande, domande di ogni
genere, ma nessuna domanda - Jackie ne era convinta -
che non avrebbe potuto gestire. L'unico vero problema che
vedeva in tutta la faccenda era Max.
Melanie era uscita dal camerino e si muoveva attraverso
le file dei vestiti diretta al corridoio centrale. Con la
coda dell'occhio, vide che Louis era ancora nella sezione
Michi Moon. Lui vide lei e lei vide lui tagliare per il negozio,
oltrepassando Dana Buchman per portarla fuori.
Si incontrarono nel corridoio di Donna Karan New York.
- Cosa stai facendo?
Lo disse con una sorta di sguardo teso e stordito che
per un attimo la spavent.
- Me ne sto andando di qui. Cosa pensavi?
- Dammi la borsa.
- Col cazzo. Posso portarla io.
Tent di oltrepassarlo e lui la prese per un braccio e la
costrinse a voltarsi.
- Maledizione, dammi quella borsa.
- Che cosa hai intenzione di fare, colpirmi?
- Se devo, si.
Era pronto a farlo, il pugno chiuso alzato vicino alla
spalla. Afferr il bordo aperto della borsa da shopping e,
quando lei tent di tirarlo via, tenendo strette le maniglie,
il sacchetto cominci a strapparsi lungo la cucitura, non
molto, ma abbastanza perch lei lo mollasse. - Okay, okay,
prendilo, cristo, - disse, - che cosa c' che non va in te?
- La porto io, - disse Louis.
- D'accordo, - si arrese lei. - Adesso ce l'hai. Che cosa
pensavi che volessi fare, scappare con i soldi?
- Se ne avessi avuto la possibilit l'avresti fatto, - disse
lui, tenendo la borsa sottobraccio, ora, con tutti quei soldi
schiacciati contro la sua giacca sportiva. Si volt e usc dal
negozio. Melanie lo segu fino alla scala mobile che portava
al piano inferiore fissandogli la nuca, e si accorse che
sotto i capelli cominciava a vedersi il cuoio capelluto: lo
segu al pianterreno, oltrepassando ragazze che offrivano
campioni di profumo e poi nel centro commerciale vero e
proprio. Louis si ferm.
- Ti ricordi da dove siamo entrati? - chiese Melanie.
Lui sollev lo sguardo sulle palme, alle travi strutturali
turchesi e al soffitto di vetro lass in alto. Poi cominci a
camminare verso Sears.
- Dall'altra parte, Louis, - disse Melanie, e lui si ferm.
- Siamo entrati passando da Burdine's, ricordi? Dove ti
compri i vestiti, hai presente?
Louis non disse nulla. Non era teso: forse aveva i postumi
di una sbronza. Ma era spaventato a morte, decise
Melanie: era fuori dal suo elemento, un ex detenuto in una
folla di civili che non conosceva e di cui non si fidava. Si
teneva la borsa di Macy's stretta al petto.
- Cerchiamo di comportarci come fossimo gente qualunque,
Louis, - disse Melanie. - Che ne dici? Voltiamoci.
Ecco, cos, metti un piede davanti all'altro e passeggiamo
verso Burdine's. Compriamo un cappello di paglia vistoso
che si accordi con la tua giacca vistosa. Ti piacerebbe?
Max osservava i camerini dalla sezione Anne Klein. Vide
una donna che doveva essere Melanie, con tanti capelli
e il sedere grosso, entrare e uscire subito dopo, e poi andarsene
mentre lui si concentrava sul camerino. La commessa
entr, rimase dentro qualche minuto, poi usc e si
diresse verso la cassa con dei vestiti appesi al braccio. Di
Jackie ancora nessuna traccia. La cassiera stava battendo
gli acquisti, ora, piegando i vestiti nelle scatole, due, e infilando
le scatole in un sacchetto. E finalmente eccola l,
Jackie con un vestito nero. Con la sua valigia. La sistem
sul pavimento dietro la cassa, si sollev e cominci a
guardarsi intorno, entrando nella parte: agitata, distratta
mentre parlava con la cassiera, pag i vestiti in contanti
e prese il sacchetto dal bancone. Max aveva visto una
giovane donna, prima, che sembrava attardarsi troppo e
che poteva anche essere un'agente messa li a sorvegliare
Jackie, ma adesso non la vedeva pi, e nessuna delle donne
nel negozio che sbirciavano tra i vestiti poteva essere
della polizia o dei federali. Ora Jackie se ne stava andando,
guardandosi sempre intorno, ansiosa, e la cassiera le disse
qualcosa. Jackie continu a camminare. Max la tenne
d'occhio finch non scomparve alla sua vista lungo il corridoio,
diretta verso il centro commerciale. Aspett. Nessuno
la segu. La commessa adesso era da sola alla cassa.
Era il turno di Max.
Diciannove anni avendo a che fare con persone che si
prendevano dei rischi incredibili. Se fosse andato a quella
cassa avrebbe scoperto com'era davvero.
Dopo, doveva andare a casa e aspettare la telefonata di
Jackie. Lei sarebbe tornata oppure si sarebbero incontrati
da qualche parte. O magari era anche possibile che non
la sentisse subito. Se Nicolet avesse capito qualcosa, lei
avrebbe dovuto affrontarlo, raccontare la sua storia e attenersi
a quella. Gli aveva detto: Se tu ce la fai, io posso
gestirla. E dopo se ne sarebbero andati, scomparendo in
qualche modo.
Insieme o separati. Non gliel'aveva detto e lui non
gliel'aveva chiesto. E poi cosa? Vediamo che succede,
aveva detto lei.
L'unica cosa di cui Max era sicuro, standosene l accanto
agli abiti firmati di Anne Klein, era che era innamorato
di Jackie e che voleva stare con lei, e se per farlo
doveva trascurare la sua coscienza, l'avrebbe fatto senza
problemi, con gli occhi bene aperti. Se avesse visto che
lei lo stava usando... non pensava che fosse cos, ma se lei
lo stava usando... be', avrebbe dovuto gestire la cosa, no?
Al momento, allontanandosi dagli scaffali di Anne Klein
verso la cassa, stava cambiando la sua vita per sempre.
- Non lo vuoi un cappello di paglia vistoso? Ehi, un pigiama.
O che mi dici di una camicia hawaiana? Louis, guarda.
Lo stava facendo ammattire.
Melanie gli rimase attaccata per tutto il tempo che ci
misero ad attraversare Burdine's, dandogli di gomito, dicendogli
di guardare cappelli, camicie, costumi da bagno.
Lui spinse la porta e si ritrov fuori, per qualche secondo
prov un senso di sollievo di fronte alle file di automobili
vuote alla luce del sole del tardo pomeriggio. Merda, per
non riusciva a ricordare dove avevano parcheggiato. Di li
a qualche attimo Melanie avrebbe cominciato a dargli il
tormento anche per quello. Non era la fila proprio davanti
all'ingresso, era due o tre file pi in l, Louis ne era quasi
sicuro. Sulla sinistra. Quando erano arrivati al centro
commerciale, stava pensando al motivo per cui erano l,
non si era preoccupato di memorizzare dove avevano parcheggiato.
Se uscivi dalla porta sbagliata eri nei guai. La
gente perdeva di continuo la macchina ai centri commerciali.
Era per quello che c'erano degli addetti alla sicurezza
che facevano il giro del parcheggio nelle loro macchine
bianche - GMC Jimmy, era cos che si chiamavano - per
aiutarti a ritrovare la tua. Poteva aspettare, per, magari
Melanie se ne sarebbe andata.
Non lo fece: lei stava aspettando lui. - Non hai idea di
dove abbiamo parcheggiato, vero? - gli disse. - Cristo, ma
voi due siete davvero i due pi grandi falliti che ho mai
conosciuto in tutta la mia vita... Come diavolo sei riuscito
a rapinare una banca? Sei uscito e hai dovuto cercare
la macchina? Faresti meglio a darla a me, la borsa, Louis,
prima che ti perdi anche quella.
Lui non disse niente.
- La tengo io e tu vai a prendere la macchina, - disse
ancora Melanie. - No, non funzionerebbe. Non sai dove
l'hai lasciata.
Louis pens di darle un pugno.
- Oppure vado io a prendere la macchina, - disse Melanie,
mettendo le parole una in fila all'altra rapide come
una mitraglia, - e ce ne andiamo, dividiamo i soldi, e ognuno
di noi poi se ne va per la sua strada. 'Fanculo Ordell.
Un bel pugno, dritto sulla bocca.
- Okay, - disse Melanie. - Andiamo. E da questa parte,
Lou-is. Qui, dammi la manina.
E allung la mano, in attesa. Quando lui non la prese,
si incammin e Louis le and dietro, fino alla seconda fila,
e poi tagliarono attraverso le auto parcheggiate verso la
terza. Melanie cammin di fianco alle macchine per un
po' e poi si ferm.
-  in questa fila?
- S, in fondo.
- Sei sicuro? - Si mosse in quella direzione.
Lei disse: - Lou-is, - si volt, e tagli tra le automobili
verso la fila successiva.
Lui la segu. A volte, quando viveva a South Beach e beveva
molto, si dimenticava dove aveva parcheggiato e doveva
andare su e gi per le strade del quartiere. Quel pomeriggio
prima di andarla a prendere si era fatto un paio di bicchieri.
Melanie si ferm. Disse: - Louis, mi dispiace per te,
davvero -. Poi: - Hai bisogno di qualcuno che si prenda
cura di te, - e si allontan sculettando in quella sua gonna
a tubo bianca. Si ferm, sul punto di attraversare di nuovo
le auto parcheggiate, e si volt a guardarlo.
-  in questa fila o in quella dopo ancora?
- Questa, - disse lui, senza curarsi che fosse vero o no.
Non aveva intenzione di sopportare ancora.
- Ne sei sicuro? - domand Melanie.
- Non dire pi una parola, d'accordo? Ti avverto. Tieni
la bocca chiusa.
Melanie sembr sorpresa, ma poi il suo viso riprese la
solita espressione sorniona. Stava per parlare, e Louis alz
una mano, di colpo.
- Dico sul serio. Non dire pi una cazzo di parola.
- Okay, Lou-is, - fece lei.
E poi gli disse che sarebbe stato in giro a camminare in
quel parcheggio per tutta la notte in cerca della sua macchina.
Lo disse proprio mentre lui stava mettendo una mano
nella tasca della giacca per prendere la Beretta che gli
aveva dato Ordell. Quando la vide, Melanie smise di parlare.
La sua faccia perse ogni espressione. Ma poi, cristo
santo, riprese a parlare ancora. Louis non sent quello che
aveva da dirgli perch in quel preciso momento le spar.
Bam. E la vide rimbalzare sul cofano di una macchina. Bam.
Le spar ancora, tanto per andare sul sicuro e soprattutto
perch lo faceva sentire bene. E la cosa fin l. Louis
continu a camminare lungo la fila fino alla sua Toyota,
che era proprio dove aveva detto lui, sal in macchina con
la borsa di Macy's, mise in moto e torn verso il centro
commerciale. Quando si avvicin alle gambe abbronzate
di Melanie che spuntavano tra due automobili, abbass il
finestrino. - Ehi, guarda un po', l'ho trovata, - le disse,
poi usc dal parcheggio: una di quelle Jimmy bianche stava
arrivando dietro di lui.
Jackie camminava di fretta al primo piano del centro
commerciale, senza fiato a beneficio degli agenti che la
sorvegliavano. (In realt si sentiva ansiosa di dare la colpa
a Melanie. Quel cambio di piano, Melanie al posto di
Simone, stava funzionando meglio di quanto si fosse aspettata.
And dritta verso la Barnie's Coffee & Tea Company,
sul limitare della zona ristoro, dove Nicolet l'aveva aspettata
la volta prima.
Non c'era.
Jackie usc e due addetti alla sicurezza del centro commerciale
in giubbotto verde le andarono quasi a sbattere
contro, entrambi con le radio in mano, la evitarono e continuarono
a camminare. Allontanandosi da Macy's aveva
visto un altro addetto alla sicurezza correre verso Burdine's.
Jackie immagin che Nicolet e i suoi uomini, in contatto
via radio, se la stessero passando, dicendosi l'un l'altro
cose del tipo: Adesso  di fronte a Barnie's e si guarda in
giro. Ora si sposta verso la zona ristoro,  tutta tua. Dieci
quattro, passo e chiudo. O qualsiasi cosa si dicessero alle
radio della polizia. Jackie aveva ancora la sua espressione
preoccupata, una smorfia perplessa, quando il suo sguardo
si pos su Sheronda che reggeva un vassoio di Stuff 'n '
Turkey e si ferm.
Gli occhi di Sheronda, sopra un bicchiere extralarge di
Coca-Cola, videro Jackie avvicinarsi al tavolo e sedersi,
spingendo sotto la sua borsa di Macy's.
- Come stai?
Sheronda pos la sua Coca-Cola e raddrizz le spalle, dicendo
che stava proprio bene. Jackie si accese una sigaretta.
- L'ultima volta che ci siamo scambiate dei regali, - le
disse, - una donna  venuta qui dopo di che e hai scambiato
i sacchetti con lei?
- Simone, - disse Sheronda. - Una signora gentile, mi
ha detto di essere la zia di Ordell. S, ha preso il sacchetto
che avevi messo qui e mi ha dato quello che aveva lei.
- Sai perch stiamo facendo tutto questo?
- Lui dice che  una specie di gioco, che alla fine ci sono
delle sorprese. Come l'altra volta. Nel sacchetto c'era
della bella biancheria intima.
- Le presine da forno erano bellissime, - disse Jackie.
- Non sapevo cosa prenderti.
- Ne avevo bisogno... grazie.
- Ordell dice che questa volta porteremo tutti la stessa
cosa, vero?
- Asciugamani, - disse Jackie.
Sheronda annu. Sorrise a Jackie guardandola, poi abbass
gli occhi, innocente, senza avere la minima consapevolezza
che la stavano usando.
- Ma potresti avere una sorpresa, - disse Jackie, poi
spense la sigaretta. - Devo andare.
- Simone viene, questa volta?
- Non lo so, - rispose Jackie. - Forse. Prenditi tutto il
tempo che vuoi. Prenditi qualcos'altro da mangiare, se vuoi,
non c' fretta -. Prese la borsa da shopping di Sheronda
da sotto il tavolo e se ne and.
Max usc dal pianterreno di Macy's e si diresse alle fontane
nello spiazzo al centro della struttura, sotto le palme,
e poi verso l'uscita vicino a Sears, dove aveva parcheggiato.
Oltrepass l'ingresso di Bloomingdale's e arriv alla
galleria di Renee.
E lei era l, in piedi accanto al tavolo con l'aiuto-cameriere
ora pittore. Da-veed le stava mostrando qualcosa in
una rivista. L'aiuto-cameriere ora pittore sollev lo sguardo,
vide Max, e si ferm. Disse qualcosa a Renee e lei
guard dalla sua parte. Max spost il sacchetto di Macy's
con dentro mezzo milione di dollari dalla mano sinistra alla
destra, lontano dalla vetrina della galleria, e rivolse loro
un saluto amichevole mentre passava. L'aiuto-cameriere
sollev la mano, senza dito medio, ma mostrando soltanto
il pugno: un duro che faceva la sua scena. Renee si volt
dall'altra parte.
Quella donna non aveva nessuna immaginazione.
Un manichino vivente era in posa davanti a un negozio
di articoli per signora: una giovane donna con i capelli
biondi e un paio di jeans grigi, una camicia da cowboy
con i lustrini e stivali bianchi con le frange. Sembrava che
stesse correndo. O, dal modo in cui teneva le mani sollevate,
sembrava in posizione per respingere qualcosa che le
stava arrivando addosso: anche se non sarebbe mai riuscita
a vederlo con quello sguardo assente, la testa reclinata
leggermente da un lato. Una bambina si ferm per toccare
le dita del manichino, le sfior, tir indietro la mano di
scatto e corse per raggiungere sua madre.
Jackie, che si stava allontanando dalla zona ristoro, si
era fermata a guardare, aspettando che il manichino vivente
si muovesse. C'era qualcosa di familiare, in quella
ragazza. Jackie, con la sua borsa da shopping, si avvicin
e le disse: - Per quanto tempo devi stare cos?
La ragazza non rispose, lo sguardo fisso su un punto oltre
la spalla di Jackie, senza nemmeno battere le palpebre.
Per diversi istanti Jackie la fiss con la sensazione di stare
guardando s stessa. Capelli biondi e occhi verdi in una
versione molto pi giovane, ma eccola li, in posa, pronta
a fuggire o a difendere s stessa in qualche modo. L'unica
grande differenza era che gli occhi di Jackie erano a fuoco.
Davanti a s vedeva tempi duri, in cui avrebbe dovuto
procedere a tentoni e riuscire a trovare una via d'uscita.
Affrontare Nicolet: non c'era possibilit di evitarlo.
E magari rivedere Ordell: era una possibilit. E alla fine
giungere a una decisione su Max.
Quella sarebbe stata difficile, perch erano simili, lei stava
bene con lui e sapeva che lui stava facendo tutto quello
per lei, non per i soldi. Jackie gliel'aveva letto negli occhi
quando l'aveva catturato con il suo sguardo e aveva capito
che lui sapeva che stava giocando con lui, quindi era tutto
a posto. Eppure lui era s stesso, una persona davvero
perbene, anche se era un agente per le cauzioni - e Jackie
si scopr a sorridere pensandoci, chiedendosi se non stesse
ragionando come la sua piccola mogliettina dedita all'arte.
Era tenero ed era anche ruvido, in un modo positivo che poi
la lasciava dolorante. Gli aveva detto: Non credo di riuscire
a camminare, e lui aveva risposto: Allora torna qui
a letto. Avrebbe dovuto decidere il giorno dopo, al massimo,
e non era mai stata tanto brava a scegliere gli uomini.
Quando gli aveva detto: Vediamo cosa succede, parlava
sul serio. Max le piaceva molto. Forse lo amava addirittura.
Per non voleva fuggire con lui e scoprire che era stato un
errore quando ormai era troppo tardi. Ma come altro si poteva
scoprire una cosa del genere? Doveva avere i soldi tra
le mani per prendere una decisione sincera. E al momento
i soldi ce li aveva Max. O almeno cos Jackie sperava.
Il manichino vivente cambi posa: si mise in piedi dando
le spalle a Jackie, gli stivali con le frange piantati larghi a
terra, le mani chiuse a pugno sui fianchi e la testa reclinata
a fissare dietro di s con un'espressione di sfida. Senza
muovere la bocca, disse: - Se ne va da qui, per favore?
Quella povera ragazza tentava di guadagnarsi da vivere.
C'erano tanti modi per farlo. - Puoi avere di meglio, -
disse Jackie, e se ne and.
Non giunse molto lontano.
Un uomo con un walkie-talkie stava arrivando verso
di lei. Risaltava tra i turisti, vestiti in modo casual, per il
completo scuro. Jackie ne vide altri due vestiti allo stesso
modo e una giovane donna con la gonna e un giubbotto
che portava una borsa a tracolla. Gli uomini in completo
scuro si allargarono a ventaglio avvicinandosi, e a quel
punto Jackie vide Nicolet arrivare con la radio all'orecchio.
Rimase in attesa.
Quando fu abbastanza vicino, gli disse: - Difficile trovare
un poliziotto quando te ne serve uno, - e si prepar
ad affrontare i guai.
...
.
...
Capitolo 23.
...
.
...
Tutto quello che Ordell voleva sapere era: - Li hai presi?
No, Louis doveva raccontargli come, mentre stava guidando
verso l'appartamento, aveva visto due uomini seduti
in macchina sulla Atlantic che di sicuro stavano tenendo
d'occhio il palazzo e che aveva creduto l'avessero visto
passare. Cos aveva continuato a fare il giro dell'isolato e
adesso era da Casey's e stava telefonando da l.
Ordell si era fatto un paio di bicchieri anche lui, per calmarsi
i nervi. Tent di essere paziente con Louis. - Avevo
la sensazione che stessero osservando me, Louis: ecco
perch ti ho chiesto di controllare. Adesso, dimmi, li hai presi o non li hai presi?
- Ce li ho, - disse Louis. - Senti, c' un'altra cosa che devo dirti.
- Dopo che avr visto i soldi, - disse Ordell, e spieg
a Louis come avrebbero fatto. Lui sarebbe salito sulla sua
Mercedes come se stesse uscendo a comprarsi le sigarette o
qualche birra, in maniche di camicia e con un vecchio paio
di jeans. Sarebbe andato fino all'Ocean Mail portandosi
a rimorchio i due che lo seguivano. Avrebbe parcheggiato
sul retro. Poi sarebbe entrato da Casey's e Louis l'avrebbe
aspettato in macchina, di fronte al centro commerciale.
Sarebbero andati da qualche parte... Ordell disse che
avrebbe pensato a un posto e gliel'avrebbe fatto sapere.
Poi gli domand: - Hai contato i soldi?
Louis disse che non li aveva nemmeno guardati: erano ancora nella borsa.
- Melanie star morendo dalla voglia di vederli, - disse Ordell.
Ci fu un lungo silenzio all'altro capo del filo.
- Louis? - disse Ordell.
-  proprio di questo che volevo parlarti, - disse. - Melanie mi stava dando il tormento...
- Non adesso, - lo interruppe Ordell. - Ci vediamo tra
cinque minuti. Tieni acceso il motore.
Non appena fu in macchina, Ordell si volt, prese la
borsa di Macy's dal sedile posteriore e se la mise sulle
gambe circondandola con un braccio, ridacchiando come
un bambino. Quando erano ancora sul Riviera Bridge
disse: - Vai sulla Northlake, hai presente dove ci sono
tutte quelle concessionarie? Lasceremo questo rottame in
un parcheggio e ci prenderemo una macchina che la polizia
non conosce Quando stavano svoltando a nord sulla
Broadway, disse: - Ehi, ma dov' Melanie? - e si guard
intorno, come se lei potesse essere sul sedile posteriore e
lui non l'avesse ancora notata. - Dov' la mia ragazzona?
- Mi ha tormentato tutto il tempo, - disse Louis. - Ha
cominciato a infastidirmi perch non le facevo tenere la
borsa. Ha cominciato a prendermi in giro... Quando siamo
usciti dal centro commerciale non riuscivo a ricordare
bene dove avevo parcheggiato la macchina, cos ha preso
a trapanarmi per quel motivo.  in questa fila, Lou-is?
 in quell'altra fila? Amico, mi ha tirato scemo, cazzo,
per come continuava. Non voleva smetterla...
- Allora l'hai lasciata l, - disse Ordell.
- Le ho sparato.
Ordell si volt a guardarlo.
Louis se ne accorse. - Immagino che sia morta.
Ordell non disse nulla.
Dentro la macchina regnava il silenzio mentre percorrevano
la Broadway. Louis guardava i neri che bighellonavano
sui marciapiedi. Non sapeva che cosa avrebbe fatto Ordell.
- Voleva dividere i soldi proprio l, nel parcheggio, -
disse Louis. - Poi ognuno di noi se ne andava per la sua
strada e non tornava pi indietro.
Ordell non disse nulla.
Louis rimase in silenzio, lasciando a Ordell il tempo di
pensarci su. Tutto ci che aveva detto era vero e non aveva
intenzione di scusarsi per quello. Non aveva mai sparato
a nessuno, prima, e ci aveva pensato per tutto il tragitto
dal centro commerciale fino a Palm Beach Shores, quando
aveva visto i due uomini seduti in macchina. Pensava a
qualcos'altro per un momento o due e poi gli ritornava
in mente all'improvviso: vedeva il culo di Melanie nella
gonna bianca, vedeva l'espressione che aveva in faccia,
vedeva le sue gambe distese sull'asfalto - e per un attimo
non riusciva a credere di averlo fatto davvero: ma l'aveva
fatto. Conosceva degli uomini, a Starke, che avevano sparato
a gente durante discussioni assolutamente futili. Un
tipo che guardava la ragazza di un altro. La guardava e basta.
Magari, ascoltando le loro storie, per lui era diventata
una cosa normale. Era il risultato delle cattive compagnie.
Non si sentiva molto bene.
- Le hai sparato? - disse Ordell.
- Due volte, - rispose Louis. - Nel parcheggio.
- Non potevi parlarle.
- Sai com' fatta.
- Potevi darle un pugno.
- Ci ho pensato.
Ordell rimase in silenzio per un po'.
- Credi che sia morta, eh? - disse poi.
- Ne sono praticamente sicuro.
- Be', se dovevi farlo, allora dovevi farlo, - disse Ordell.
- Quello che non vogliamo  che lei viva pi a lungo
di noi. Amico, tutti, ma non quella donna.
Erano in Northlake Boulevard, ora, una strada larga
piena di concessionarie e di negozi. - Accosta vicino a
quel concessionario Ford, - disse Ordell. - Sulla strada,
non entrare -. Voleva dare un'occhiata ai soldi senza tirarli
fuori dalla borsa. Dare a Louis diecimila dollari per
comprare una buona macchina usata per quei giorni, una
che non desse troppo nell'occhio.
Louis chiese che tipo di macchina. Si stava comportando
in modo strano. Come se fosse sotto shock e ne stesse
venendo fuori solo adesso.
- Prendi un'auto normale e basta, - disse Ordell. - Hai
capito? Come quelle che guida la gente comune. Dobbiamo
giocare un po' a nascondino, qui, prima di andarcene
stanotte. Ho bisogno della mia macchina. Devo vedere se
riesco a trovare un ragazzo che vada a prendermela e ci
metta su una targa diversa. Ho lasciato dentro le chiavi.
Voglio anche riuscire a prendere un po' dei miei vestiti
a casa di Sheronda. Mander qualcuno l. Avrei dovuto
vestirmi per bene quando sono uscito, invece di scappare
fuori. Potrei dover vendere la macchina... non so. Ma, per
adesso, amico mio, vediamo che cosa abbiamo qui.
Ordell tir fuori un telo da spiaggia e lo gett sul sedile
posteriore. Ne tir fuori un altro e disse: - Sono belli, eh? -
Gett anche quello di dietro e guard nella borsa. - Tutti
quei soldi, eppure non occupano tanto posto -. Dentro
c'era un altro asciugamano, che cazzo. Ordell tast sotto
il telo con la mano. Cont una, due, tre mazzette con gli
elastici, quattro, cinque... strapp via da li l'ultimo asciugamano,
guard nella borsa e si sent stringere lo stomaco,
sent il panico che stava per arrivare e dovette tenere
duro e fare un bel respiro e poi far uscire l'aria, dicendo a
s stesso di restare calmo, di scoprire che cosa stava succedendo
invece di prendere la testa di Louis e sbattergliela
dall'altra parte di quel cazzo di parabrezza.
- Louis?
Se Louis aveva fatto il colpo sarebbe stato pronto per
quel momento, no?
Louis disse: - Cosa?
- Dov' il resto dei soldi?
Louis aveva una faccia sorpresa, o forse stava facendo
il finto tonto. Disse: - Quanti ce ne sono l dentro?
- Forse cinquantamila, - disse Ordell. - Forse nemmeno
quelli.
- Ma tu avevi detto cinquecento e cinquantamila.
- L'ho detto, vero? Quindi siamo pi leggeri, diciamo,
di un mezzo milione.
- Lei  uscita con quella borsa, - disse Louis. - Non ci
ha mai nemmeno infilato dentro la mano, e non l'ho fatto
nemmeno io.
- Uscita da dove?
- Dal camerino.  andata esattamente come doveva
andare.
- Quanto tempo  rimasta dentro Melanie?
- Forse un minuto. E uscita subito.
- Louis, mi stai dicendo la verit?
- Te lo giuro su Dio,  uscita con la borsa e io l'ho presa
dalle sue mani.
- E poi cosa?
- Ce ne siamo andati. Siamo usciti nel parcheggio.
- Dove le hai sparato.
- Esatto.
- Non  che sta aspettando da qualche parte con il mezzo
milione per cui mi sono fatto un culo cos, vero?
- Ges cristo, no, - disse Louis.
- E tu mi stai dando questa come fosse la mia parte?
Louis stava scuotendo la testa, come se non riuscisse a
credere a quello che stava sentendo.
- Con che cosa le hai sparato?
-  l dentro, - rispose Louis.
Ordell apr il vano portaoggetti e tir fuori la Beretta.
Annus la canna. Non gli disse nulla. Sganci il caricatore
e lo svuot, un proiettile alla volta, contandoli mentre
cadevano nella borsa di Macy's. Ne mancavano due.
- Forse ne ho tolti due, - disse Louis. - Brutto stronzo,
pensavo che ti fidassi di me. Adesso dovrai aspettare
e vedere se lo dicono al telegiornale, che Melanie  morta.
Ordell continuava a fissarlo, e intanto pensava. - Okay,
quindi  stata Jackie Burke, - disse. - Mi fidavo anche di lei.
- Se li ha presi lei, - disse Louis, - perch non li ha
presi tutti?
Ordell annu. - Su questo devo rifletterci. Poi, immagino,
dovr chiederlo a lei -. Mise una mano nella borsa,
prese una manciata di proiettili a punta cava e cominci
a infilarli nel caricatore. - Vedi, se qui non ci fosse stato
nient'altro che asciugamani da spiaggia, allora potrei
pensare che Jackie non ha avuto la possibilit di togliere i
soldi dalla sua valigia e l'ha beccata l'ATF, o magari Jackie
l'ha nascosta da qualche parte nel centro commerciale.
Capisci, lei doveva far vedere all'ATF i soldi all'aeroporto.
Okay, allora avrebbe senso pensare che sono scomparsi e
nessuno sa dove sono finiti. N Jackie, n nessuno. Ma,
invece, il fatto che mi abbia dato questi cinquantamila...
 come se mi stesse dicendo che lei si  presa il resto.
Capisci cosa intendo? Come se volesse che io lo sappia e me
lo stesse facendo pesare.
- Non so, - disse Louis. - O ce li ha lei, o ce li hanno
i federali.
- Oppure... - Ordell fece una pausa. - Lei li ha dati a
qualcun altro prima che Melanie entrasse nel camerino.
Nell'abitacolo cal il silenzio.
Pass quasi un minuto prima che Louis dicesse: - Cristo
santo, - quasi sottovoce.
Ordell, che stava rimettendo i proiettili nel caricatore,
sollev lo sguardo. - Che c'?
Louis stava pensando a qualcosa che doveva essergli
sfuggito.
- Sai chi ho visto l nel negozio di abbigliamento?
- Chi, - disse Ordell.
- Seduto l a leggersi un giornale? Non ci ho dato molto
peso, al momento.
Quell'uomo stava trovando delle scuse, stava rimandando
la rivelazione. Non voleva passare per stupido. Ordell
aspett.
- No, in realt mi sono chiesto che cosa ci faceva l, ma
non ho pensato che avesse qualcosa a che fare con noi. Sai,
tipo che forse era l con sua moglie o con la sua ragazza.
Louis doveva aver finito le scuse, a quel punto. - Vuoi
dirmi chi cazzo era? - sbott Ordell.
- Max Cherry, - rispose Louis.
Ordell guard fuori dal parabrezza, fiss il traffico, lasci
che il suo sguardo si spostasse sulle file di automobili
nel parcheggio del concessionario Ford prima di tornare
a fissare Louis.
Louis era ancora l.
Doveva essergli capitato qualcosa in prigione. Quattro
anni a guardare le pareti e a bere alcol distillato in qualche
cella, e probabilmente si era bruciato il cervello, e ora non
serviva pi a niente. - Tu vedi Max Cherry nel negozio
di vestiti, - disse. - Noi stiamo per ricevere mezzo milione
di dollari... amico, guardami quando ti sto parlando.
E non pensi che ci sia niente di strano nel fatto che lui sia
l. Ogni volta che ti chiedo cosa c' di sbagliato o cosa 
successo qui, tu che cosa mi rispondi?
Louis lo guard, accigliato.
- Rispondi alla mia domanda.
- Non so che cosa intendi dire.
Ordell infil il caricatore nella pistola, fece scattare il
meccanismo e piant la canna contro il fianco di Louis.
- Ti ho chiesto, tu cosa mi rispondi, di solito?
Ora Louis aveva gli occhi sgranati.
- Ieri ti ho chiesto, cosa c' che non va, Louis? E tu
mi hai risposto che Max Cherry sapeva dove vivevi. Io
ti chiedo, che cosa  successo a Simone? E tu mi rispondi
che Max Cherry deve averla spaventata. Mi dici che
ha spaventato anche te. Ogni volta che mi volto c' questo
Max Cherry, l'agente delle cauzioni. Hai lavorato
per lui, sai che  un poco di buono come tutti quelli che
fanno quel mestiere. Sono affamati di soldi, fanno qualunque
cosa per arraffarli. E tu l'hai visto, sapendo chi
era e che cosa fa, e gli hai permesso di prenderti i miei
cazzo di soldi da sotto il naso. Amico, ma cosa cazzo ti 
successo? - Ordell premette la canna della pistola pi
forte che poteva contro il fianco di Louis, tir il grilletto
e vide Louis sobbalzare nello stesso istante del tonfo
soffocato dello sparo. Guard gli occhi spalancati di Louis
che lo fissavano. Spinse la canna della Beretta pi in
alto sul fianco di Louis, mettendogliela sotto il braccio,
e gli spar ancora. Louis cadde contro la portiera. Questa
volta la sua testa colp il finestrino e rimbalz. Louis
cadde in avanti con il mento appoggiato sul petto, con
gli occhi aperti, e rimase cos.
- Cosa c' che non va in te, Louis? - disse Ordell. Poi:
- Merda, un tempo eri un tipo fantastico, lo sai?
Ordell lo lasci l. Cammin lungo Northlake Boulevard
cercando l'ultima macchina al mondo che potevano aspettarsi
che guidasse. Compr una Golf dell'89 con meno di
cinquantamila chilometri, marrone: la pag duemilacinquecento
dollari in contanti che prese dalla borsa di Macy's.
Adesso doveva trovare un posto dove stare.
C'era una donna, a Riviera Beach, che un tempo frequentava
saltuariamente. Una della vecchia scuola, si faceva
di eroina e non di crack, batteva di tanto in tanto. S,
l'aveva vista la notte prima al bar mentre stava parlando
con Louis e lei aveva continuato a fissarlo. Se fosse riuscito a ricordarsi come si chiamava...
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Portarono Jackie all'ufficio dell'ATF in South Dixie a
West Palm. Nicolet tolse una cartella dalla sedia accanto
alla sua scrivania perch Jackie potesse sedersi. Lei gli
chiese di cosa si trattava. Lui rispose che era una sacca
di esplosivi e la lasci da sola per circa venti minuti. Era
andato a parlare con i suoi agenti di sorveglianza, pens
Jackie, per vedere se avevano qualcosa da poter usare
contro di lei. Quando erano ancora al centro commerciale,
aveva raccontato che Melanie era entrata nel camerino per
prendersi i soldi. Avevano la sua valigia, quindi dovevano
aver parlato con Frieda, la cassiera.
Mentre erano in macchina, diretti all'ufficio, le dissero
che Melanie era morta, le avevano sparato due volte, ma
non le diedero nessun altro dettaglio. Nicolet, sul sedile
anteriore dell'auto dell'ATF, disse: - Hai visto cosa pu
succedere? - il che significava che non si stava bevendo la
sua storia, o almeno non completamente. La ragazza con
la borsa a tracolla seduta accanto a lei sul sedile di dietro
disse: - Quel microfono della Unitel non serve a un cazzo
in un centro commerciale. Non riuscivo a sentire nient'altro
che la musica di sottofondo -. Nicolet le lanci un'occhiata
e la ragazza non disse pi una parola. Jackie se ne
accorse. Avevano avuto un buco nella sorveglianza.
Mentre Nicolet era fuori dall'ufficio, Jackie guard alcune
fotografie di armi scattate all'interno di un box e sfogli
una copia di Shotgun News. Non c'era nessun posacenere,
cos adoper la tazza di caff che qualcuno aveva
lasciato l quella mattina. L'ufficio, con due scrivanie
spinte l'una contro l'altra, era pi piccolo di quello di Tyler
all'FDLE, pi incasinato, dall'aria pi vissuta. Sull'altra
scrivania c'era un mitra con tanto di etichetta, che Jackie
immagin non fosse carico.
Nicolet le port una tazza di caff senza chiederle se lo
voleva. Era un buon segno. Si era tolto la giacca e la cravatta
e non sembrava armato. Sedendosi alla scrivania,
disse: - Non mi hai detto che avevi intenzione di fare un
po' di shopping.
- Pensavo di s, all'aeroporto.
Nicolet scosse la testa. - Credevo che, con questa consegna
in mente, avresti aspettato un altro momento.
- Avevo messo gli occhi su questo vestito, - disse Jackie,
- e avevo paura che qualcuno lo comprasse.
- Perch hai lasciato l la valigia?
- Be', per prima cosa, l'ho portata per metterci la mia
uniforme e qualsiasi altra cosa avessi comprato che non mi
sarei messa addosso.
- Ma non l'hai fatto.
- No, perch quando sono uscita... Aspetta, ricominciamo
da capo. L'idea era che avrei lasciato nella valigia
tutto quello che avessi comprato, per non portarmela dietro,
e avrei incontrato Sheronda con la busta con dentro
i cinquantamila.
Lui lo disse di nuovo, fissandola. - Ma non l'hai fatto.
- Perch non ce l'avevo. Ray, te lo giuro, Melanie  entrata
nel camerino e l'ha presa -. Poi, in tono sottomesso:
- E qualcuno l'ha uccisa per questo?
Lui la fiss per qualche istante.
- Dov' la borsa che ti ha dato Melanie?
- Non mi ha dato nessuna borsa. Ho tentato di dirtelo,
prima, - disse Jackie. - Melanie non faceva parte del piano.
Ordell deve averle detto cosa fare. Lei entra, afferra
la borsa da shopping e scappa. Io sono li in mutande. Che
cosa avrei dovuto fare, secondo te, inseguirla? Dovevo
prima vestirmi. E, quando sono uscita, la cassiera aveva
gi messo le cose che avevo comprato nelle scatole, e le
scatole in un sacchetto.
- Ti sei presa il tempo per pagare.
- Dovevo farlo.
- Avresti potuto lasciare l gli acquisti.
- Ma tu o qualcun altro non mi stavate tenendo d'occhio?
Nicolet non rispose.
- Ero frenetica, agitata. Non sapevo cosa fare.
- Allora hai preso il sacchetto con le cose che avevi comprato
e sei andata all'appuntamento con Sheronda.
- Dopo averti cercato. Sono andata subito da Barnie's,
ma tu non c'eri. Mi stavate sorvegliando oppure no?
- Eri sotto sorveglianza, s.
- Ray, cosa avrei dovuto fare per attirare l'attenzione
di qualcuno e far sapere loro cosa era successo? Non mi
hai detto come potevo farlo, se ce ne fosse stato bisogno,
o sbaglio?
Nicolet fece una pausa, ma non rispose. - Hai preso la
busta di Sheronda e hai lasciato quella con i vestiti nuovi,
- disse.
- Una gonna e una giacca.
- Le avevi comprate per te, no?
- Mi dispiaceva per lei. Te l'ho detto, non ha la minima
idea di cosa sta succedendo. Hai guardato nelle scatole...
hai preso i vestiti?
- Per il momento li stiamo trattenendo qui.
- Ti ha raccontato dell'altra volta? La donna che  venuta
e ha scambiato i sacchetti con lei dopo che io avevo
lasciato i diecimila dollari?
- Aspetta un attimo, - disse Nicolet.
- Chiedilo a lei.
- Dimmelo tu.
- L'ho appena fatto.
- Come si chiama la donna?
- Non lo so. Sheronda ha detto che era la zia di Ordell.
Ordell ha cambiato piano quella volta e l'ha fatto di nuovo,
oppure Melanie agiva da sola.
- C'era un uomo, con lei.
- Non nel camerino.
- Melanie  stata vista uscire, - disse Nicolet. - Il nostro
agente non sa di chi si tratta, ma il sacchetto era identico a
quello che avevi tu. Il nostro agente ha visto quest'uomo
litigare con lei e prendere il sacchetto. Se lo teneva stretto
come se fosse di grande valore. Cos il nostro agente li ha
seguiti fuori per vedere dove stavano andando e mettersi
in contatto con altri agenti, allertarli...
- Era quella che aveva dei problemi con il microfono?
Nicolet la guard, senza dire una parola.
- Quella che sentiva solo musica di sottofondo?
- C'erano delle interferenze, s. Non appena ha localizzato
un altro agente ha trasmesso una descrizione via radio...
- Quindi non era nei paraggi quando sono uscita dal
camerino, - disse Jackie, - ma era in giro a cercare voi.
- Quando sei arrivata da Barnie's ti avevamo di nuovo.
Ti abbiamo vista uscire e incontrare Sheronda -. Fece una
pausa. - Il tipo con Melanie era Louis Gara?
- Non l'ho visto, - disse Jackie. - Ero in mutande.
- Un bianco.
- Probabilmente era Louis. Ha ucciso lui Melanie?
-  possibile.
- Ed  scappato con i soldi, oppure li ha portati a Ordell?
Nicolet attese, in silenzio, fissandola ancora.
- Non voglio venire a scoprire che stavi pianificando
qualcosa insieme a Louis.
- Non preoccuparti.
- Mi stai dicendo che non sai cos' successo a quei cinquantamila
dollari.
- Non ne ho la minima idea.
- Saresti disposta a sottoporti alla macchina della verit
su questo argomento?
- Se la cosa ti fa piacere.
Lo guard fissarla ancora, sempre in silenzio. Non era
la sua posa migliore, quella del poliziotto cattivo: mancava
di sicurezza.
- Spero che tu non abbia fatto niente di stupido, - disse
poi. - Se Louis ha preso i soldi, Ordell potrebbe venire
a cercarti per scoprire che cosa  successo.
- Non lo state sorvegliando?
- Ho quei quattro teppistelli gi pronti a indicarlo in tribunale,
ma voglio beccarlo anche con le banconote segnate.
Non aveva risposto alla sua domanda. - Ho come la sensazione
che non sappiate dove si trova Ordell, - disse Jackie.
- Non andr da nessuna parte, - disse Nicolet, - se
non ha i soldi.
- Quindi sapete che non gli sono stati consegnati, - disse
Jackie. - O almeno non pensate che gli siano arrivati.
L'intercom di Nicolet emise un ronzio.
Lui prese il telefono. Disse: - Si, - in tono pacato, ascolt
per un minuto, riappese e poi si rivolse a Jackie. - Scusami -.
Quando le pass accanto per uscire, le mise una
mano su una spalla.
Era una gentilezza, le fece capire che erano ancora amici:
niente di personale, stava facendo soltanto il suo lavoro.
O forse voleva semplicemente toccarla. In ogni caso, Jackie
lo prese come un buon segno: Nicolet voleva credere alla
sua storia.
Si domand che cosa stesse facendo Max in quel momento,
se si fosse gi occupato del denaro. Quando gli
aveva chiesto dove l'avrebbe nascosto, lui le aveva risposto:
Non si nasconde mezzo milione di dollari, lo si mette
in banca. Alla First Union, in una cassetta di sicurezza.
Lei gli aveva detto: Non farti venire un attacco di cuore,
okay? Non potrei pi prenderli. Era stata onesta con
Max, e lui aveva sorriso.
Nicolet torn in ufficio. Si sedette di nuovo alla scrivania,
di fronte a lei, poi disse: - Louis Gara  morto. La
polizia di Lake Park l'ha trovato nella sua macchina, due
colpi d'arma da fuoco sparati da qualcuno che, secondo
l'opinione di tutti, doveva essere un suo amico, eh? Un
amico che gli ha puntato contro la pistola e l'ha fatto fuori.
Jackie rimase in silenzio.
- Ordell ha lasciato il suo appartamento alle cinque e
venti, - disse Nicolet. - Ha guidato per qualche isolato fino
al centro commerciale della zona e ha parcheggiato sul
retro, poi  entrato in un bar. Non ne  mai uscito.
- Vuoi dire che l'avete perso, - disse Jackie.
L'espressione severa di Nicolet non cambi. - Louis
pu essere passato a prenderlo, ne aveva il tempo. Sono
andati insieme sul Northlake Boulevard, dove  stato trovato
il corpo di Louis...
Jackie rimase in attesa.
- Che cosa ci faceva Louis da quelle parti?
- Non ne ho idea, - rispose Jackie.
- Un bar, forse, un locale che a Ordell piace frequentare?
- Non l'ho mai incontrato in un bar.
- Se ti chiama, me lo farai sapere?
- S, ma non so perch dovrebbe farlo.
- Ha ancora dei soldi a Freeport, vero? - disse Nicolet.
- O adesso sono tutti qui? Forse non mezzo milione, ma
pi di cinquantamila?
- Ray, hai visto quello che avevo, - disse Jackie.
- Quello che mi hai mostrato.
- Credi che me ne sia presi un po'?
- Non ho nessuna prova che tu abbia preso niente. Non
hai pagato i tuoi vestiti nuovi con banconote segnate. La
cosa mi ha fatto piacere. Ci hai aiutati, ci hai dato Melanie
e Louis, quindi devo credere alla tua storia. O, almeno,
alla parte che mi hai raccontato.
Jackie non disse nulla.
- Mi accontenter di beccare Ordell con le banconote
segnate. Se c' altro in ballo di cui non mi hai parlato,
 una cosa tra te e lui. Tutto quello che posso dirti  che
spero tanto di trovarlo prima che lui trovi te.
...
.
...
Capitolo 25.
...
.
...
- Non ci crederai mai, - disse Ordell a Mister Walker
al telefono. - Ho appena visto uno scarafaggio arrampicarsi
su per la gamba di Raynelle. Lei  sdraiata sul divano.
Lo scarafaggio le  andato su per la gamba, si  infilato
sotto il vestito e lei non si  nemmeno mossa. E fuori, lo
 stata tutto oggi e tutto ieri. Le ho portato un pacchetto
di aghi e abbastanza merda per una settimana. Be', a
un certo punto muove il ginocchio e si tocca... Aspetta un
attimo, sento lo scarafaggio che sta dicendo qualcosa. Si,
ecco, dice: Ouuu, ma qui  carino. Non ci credo che questa
donna si lava, yeah. Qui gli scarafaggi li vedi anche
sui fornelli. Si arrampicano l sopra e si spaccano i denti,
amico, se li spaccano rosicchiando l'unto che  l da anni.
Mister Walker? Devi tirarmi fuori da qui, amico. Quando
vieni a prendere la tua barca, vai fino a Lake Worth.
Ordell rimase in silenzio, ascoltando.
- No, non oggi. Non sar pronto, oggi. Te l'ho detto,
prima devo vedere Jackie. L'altroieri notte sono andato
nel suo appartamento, ma lei non ci  mai tornata. Ho tenuto
d'occhio casa sua tutto il giorno, ieri. Ho intenzione
di telefonare a questo Max Cherry, credo che lui sappia
dov' Jackie, magari in un motel da qualche parte. Vedi,
non penso che sia scappata cos presto, farebbe insospettire i federali.
Ordell ascolt ancora, poi disse: - Forse domani, o luned...
no, non posso farlo oggi. Non me ne vado da qui
senza i miei soldi... Amico, ma ti stai ascoltando? Pensaci.
Non avresti nemmeno quella cazzo di barca, se non fosse
per me. Amico, sto scoprendo davvero molto alla svelta chi
sono i miei veri amici... Aspetta un attimo, adesso, te l'ho
gi detto, non le ho sparato io. E stato Louis e io l'ho fatto
fuori, non  cos? Cosa posso dirti...? Mister Walker...?
Ordell guard la donna dagli occhi vitrei sdraiata sul divano.
- Ci credi? Mi ha riattaccato il telefono in faccia. Ti
sbatti per le persone ed ecco come ti trattano. Quel tipo
ha una barca di otto metri e io sono bloccato qui in questo
cesso. Poi: - Ragazza, ma come fai a vivere cos?
Raynelle disse: - Cos come?
Ordell aveva il biglietto da visita di Max Cherry, quello
con su scritto Gli uomini preferiscono un bel prestito.
Compose il numero. La voce che rispose sembrava quella di Winston. Gli disse che Max non c'era.
- Ha lasciato la citt?
-  in giro.
- Dammi il suo numero di casa.
- Ti dar quello del cercapersone.
Ordell lasci la piccola casa che sembrava sul punto di
arrugginire, con le zanzariere rotte, cammin per due isolati
in direzione est e gir l'angolo fino al bar sulla Broadway,
dove compose il numero del cercapersone di Max Cherry
e lasci il numero del telefono pubblico per essere richiamato.
Mentre aspettava, ordin un rum collins. Il barista
era lo stesso a cui gioved sera aveva chiesto il nome della
donna che frequentava il bar, quella che si faceva di eroina
e ogni tanto batteva. Era forse Danielle? Il barista aveva
detto che l'eroina era di nuovo la droga preferita di molti.
Questa tipa, aveva continuato Ordell, aveva i capelli
rossicci e le gambe molto magre. Il barista aveva chiesto:
Raynelle? Esatto, Raynelle. Ordell l'aveva trovata quella
sera stessa, le aveva comprato un rum collins dietro l'altro
fino all'una del mattino. La ragazza era una delusione,
non reggeva per niente, aveva lo stesso aspetto un po' arrugginito di casa sua.
Il telefono del bar squill.
Ordell and alla cabina e chiuse la porta.
La voce di Max Cherry disse: - Ti stavo cercando.
La prima cosa che Max fece, dopo aver visto il numero
sul suo cercapersone, fu telefonare al dipartimento dello
sceriffo e parlare con una sua amica, Wendy, che era a capo
della sezione comunicazioni. Wendy lo mise in attesa
e torn al telefono in meno di un minuto. Gli disse che
il numero corrispondeva al Cecil's Bar, sulla Broadway a Riviera Beach.
La cosa che Max fece subito dopo, seduto alla scrivania
del suo ufficio, fu chiedere a Winston se era mai stato
al Cecil's Bar. Winston disse che ci aveva beccato dei latitanti
pi di una volta, era un locale di basso ordine ma
tranquillo, e l lo conoscevano, perch?
Max gli chiese di aspettare.
Compose il numero, sicuro che fosse Ordell ad averlo
chiamato. Cos, quando Ordell rispose, Max gli disse: - Ti stavo cercando.
- Sai chi sono?
- Ordell Robbie, no? Ho quei diecimila dollari da ridarti.
Non  per questo che hai chiamato?
Silenzio dall'altro capo del filo.
- La garanzia sulla cauzione per Beaumont Livingston
che mi hai dato per coprire quella della signora Burke, ricordi?
- Se l' cavata, eh?
- Hanno deciso di non procedere. Dimmi dove sei e ti porter i tuoi soldi.
Ancora silenzio.
Max rimase in attesa.
- Sei ancora l?
- Tagliamo corto, - disse Ordell. - So che l'hai aiutata
e sai che cosa voglio. Jackie pu anche raccontarmi una
storia, dirmi perch ha dovuto tenersi i soldi. Capito? La
ascolter. Le dir s, va tutto bene, adesso per favore ridammeli
finch siamo ancora amici. Ecco cosa deve succedere,
nient'altro. Se non vuole essere mia amica... dille
di pensare a Louis, a dov' Louis in questo momento.
Dille che, se mi consegna ai federali, dichiarer che  mia
complice e, amico, io e lei ce ne andremo al penitenziario
di Stato ammanettati insieme, mano nella mano. Ci siamo
capiti? Ecco come stanno le cose. Riferiscile quello che ti
ho detto, ti chiamer tra un po'.
Max si lasci andare contro lo schienale della poltrona.
Winston, chinato sulla scrivania, lo stava osservando. - Era
Ordell, - disse Max, - che chiamava dal Cecil's Bar. Se
hai tempo, pensi che potresti scoprire per me dove abita
ora Ordell?
- Gli sbirri non riescono a trovarlo, eh?
- Non hanno la tua personalit.
- Se  questo ci che vuoi, - disse Winston. - Non devo
per forza sapere cosa stai facendo, finch lo sai tu.
- Credo di saperlo, - disse Max. -  sufficiente?
- Molli l'agenzia oppure no?
- Ci sto ripensando.
Winston si allontan dalla scrivania. Mentre usciva, si
volt e disse: - Quando hai deciso, fammelo sapere.
- Tu s che sai come si fa felice una ragazza, vero Max?
- disse Jackie passandogli le braccia intorno alle spalle
e baciandolo. Lui le diede la bottiglia di scotch che aveva
comprato e la guard andare verso il comodino, dove
c'erano lattine aperte di Diet Coke e un secchio di plastica
pieno di cubetti di ghiaccio, a preparare i loro drink.
Aveva sentito il suo corpo sotto la maglietta che portava
lunga a coprirle i fianchi e un paio di mutandine bianche:
erano quasi quarantott'ore che stava in quella camera
dell'Holiday Inn. Sul letto matrimoniale vicino al bagno
c'erano vestiti e un accappatoio. Al telefono, poco prima,
gli aveva detto: Sto impazzendo, e aveva la voce stanca,
annoiata, ma poi lui le aveva raccontato della telefonata di
Ordell e le aveva detto che sarebbe andato subito da lei.
Si sedette sulla poltroncina accanto alla finestra. - So
dove si trova, - le disse. Lei si volt a guardarlo. - Tutto
quello che Winston ha dovuto fare  stato chiedere un po'
in giro, - continu. - Ordell sta a Riviera Beach a casa di
una donna, una tossica. Ha una Volkswagen marrone parcheggiata
davanti alla casa.  il suo travestimento -. Max
era seduto alla luce del tardo pomeriggio, le tende aperte a
sufficienza per mostrargli la stanza. Jackie si avvicin con
i bicchieri in mano e si sedette sul bordo del letto vicino
a lui, con le gambe nude nel raggio di luce. Si allung per
posare il suo bicchiere sul tavolino e prese una sigaretta
dal pacchetto che era appoggiato li sopra.
- Come ha fatto Winston a trovarlo se l'ATF e la polizia
locale non ci sono riusciti?
- La gente parla, con Winston, - disse Max. - Lui 
uno della strada,  come loro, e si fidano di lui. Se vengono
beccati, sanno di conoscere uno che pu farli uscire
su cauzione.
- Non l'hai detto a nessuno, vero, dove si trova Ordell?
- Alla polizia, dici? Non ancora. Ho pensato che prima
dovessimo parlarne io e te. Quello che potrei fare 
andare da lui, - disse Max. - Di sicuro sarebbe sorpreso
di vedermi...
-  capace di spararti.
- Al telefono gli ho detto che gli devo i diecimila dollari
che ha dato in garanzia per la tua cauzione. Se ne era
dimenticato, o aveva qualcos'altro per la testa. Potrei portare
i soldi e i documenti da fargli firmare...
- E perch?
- Dubito che verrebbe nel mio ufficio.
- Invece potrebbe, - disse Jackie, e l'idea sembrava
piacerle.
Max non era sicuro di capire il perch. - Il modo pi
semplice per portare avanti la cosa, - disse, -  che io vada
a trovarlo con il rimborso della cauzione. Per assicurarmi
che sia l, ecco il vero motivo. Poi esco e chiamo il dipartimento
dello sceriffo. O l'unit tattica, che  gi allertata,
pronta a fare irruzione.
Jackie stava scuotendo la testa. - Lo vuole Ray.
- Lo vogliono tutti,  sospettato di omicidio. Quello
a cui devi pensare, - disse Max, -  che, a prescindere da
chi lo prende, tu potresti avere un problema. Non appena
viene arrestato,  facile che ti nomini come sua complice.
- Lo so, - disse Jackie, -  per questo che voglio che
l'arresto lo faccia l'ATF. Io sono la loro testimone, li ho aiutati.
Non potrebbero montare un caso contro di me. Se 
la sua parola contro la mia, a chi crederanno?
- Non  cos semplice.
- Non lo  mai. Quindi non ho intenzione di cominciare
a preoccuparmene adesso. Senti, Ray muore dalla voglia
di diventare un eroe. Farebbe qualsiasi cosa.
Max prese una sigaretta e la accese. Jackie rimase a
guardarlo, in attesa.
- D'accordo, vuoi che sia Nicolet ad arrestarlo. E come?
- Convinci Ordell a venire nel tuo ufficio.
- Una trappola, - disse Max. - Gli dico che vuoi vederlo?
A quella frase, vide lo scintillio negli occhi di Jackie.
- Voglio dargli i suoi soldi.
- Perch?
- Mi sono spaventata. Ho paura di lui. Gli piacer molto.
Max ci pens su, fumando la sua sigaretta.
- Che cosa dici a Nicolet? Perch ti incontri con Ordell?
- Non lo so... qualcosa che abbia a che fare con il rimborso
della cauzione -. Jackie rimase in silenzio per un
lungo istante. Prese il bicchiere e bevve un sorso. - Ecco
perch Ordell si trova l, per il rimborso. Dir che mi ha
chiamata e mi ha detto che devo firmare qualcosa.
- Non devi.
- Ma io non lo so.  per questo che chiamo un agente
dell'ATF. Ho dei sospetti: che cosa vuole da me Ordell? E
sono spaventata.
- E credi che Ordell uscir dal suo nascondiglio? Con
tutti gli sbirri della Florida del Sud che lo stanno cercando?
- Max, deve farlo, se vuole i suoi soldi. Se non li volesse,
a questo punto se ne sarebbe gi andato.
- Se li vuole cos tanto, allora  disperato.
- Certo che lo .
- E se chiedesse di vederci da qualche altra parte?
- I soldi sono nel tuo ufficio, nella cassaforte. E l'unico
posto dove sono disposta a incontrarlo.
- E se non riesci a contattare Nicolet?
- Lo contatter.
- E se  fuori citt?
- Se non vuoi farlo, Max, dimmelo e basta.
Lui lasci correre, guardandola senza dire nulla, e intanto
pensava che poteva fare in modo che ci fosse anche
Winston. - Diciamo che Ordell abbocca, - disse. - Decider
lui quando vi incontrerete, questo lo sai.
- Sar stanotte, - disse Jackie. - Non ha nessuna intenzione
di starsene qui a perdere tempo. Ti permetter
di chiamarmi. Probabilmente vorr parlare. Questo posso
gestirlo. Gli dir che non stavo cercando di fregarlo,
ma che non mi fidavo di Melanie. Quindi le ho dato gli
asciugamani. Dobbiamo mettere a punto le nostre storie,
dire la stessa cosa, se lui me lo chiede. E io non sapevo
come mettermi in contatto con lui finch tu non mi hai
dato una mano.
- E perch non eri a casa, dove avrebbe potuto trovarti?
- Avevo paura. Non ero sicura che mi avrebbe dato la
possibilit di spiegarmi.
Max la osserv riflettere sulla faccenda. Il viso di Jackie
pass nella luce mentre si sporgeva per togliere la cenere
dalla punta della sigaretta. Fiss il fumo, poi disse: - Dovrei
trovarmi l prima che arrivi Ordell.
- Perch? - domand Max.
Lei non sollev lo sguardo. -  l che mi sono nascosta.
Nel tuo ufficio.
- Nicolet sar gi l, oppure arriver sfondando la porta
mentre stiamo parlando?
- Sar gi l.
- E se sente qualcosa che non dovrebbe sentire?
- Non succeder. Non lo permetteremo.
- Hai ancora la pistola?
Jackie lo guard. - S, perch?
- Non portarla.
...
.
...
Capitolo 26.
...
.
...
Ordell riteneva che guardare fuori dalla finestra fosse
una perdita di tempo. Se avessero saputo che era l sarebbero
entrati sfondando la porta con un ariete, o con quel
grosso piede di porco infernale che aveva visto usare dalle
squadre della SWAT in televisione, in grado di scardinare
una porta in un amen. Entrano gridando: Gi, a terra,
a terra, a terra, te lo gridano in faccia, e un istante dopo
ti ritrovi un fucile puntato alla testa mentre dici: Ehi,
amico, ma di che si tratta, che cosa sta succedendo qui.
E sprechi solo il fiato.
Fu solo perch stava camminando avanti e indietro nella
stanza, con Raynelle appisolata sul divano - che bella
compagnia! - che, guardando fuori per caso mentre passava
davanti alla finestra, vide Max Cherry sul marciapiedi.
A quel punto Ordell guard bene, osserv la strada, prima
da una parte e poi dall'altra, aspettandosi di vedere uno
di quei grossi furgoni neri con la sigla FDLE sulla fiancata,
o qualche altra iniziale di quel tipo. Ma non c'era niente
di sospetto l fuori, era quasi buio, c'era soltanto qualche
persona di passaggio. Ordell and rapidamente al divano
e dovette spostare di peso il culo magro di Raynelle per
riuscire a prendere la pistola che aveva nascosto sotto il
cuscino. Max Cherry stava bussando alla porta. Si infil
la Beretta nella cintura, sotto la camicia, tir su la ragazza
prendendola per le braccia, la accompagn in camera e
la moll sul letto. Aveva un'altra pistola l, sotto il cuscino,
e un'altra in cucina. Max Cherry continuava a bussare
mentre Ordell cercava di pensare a come poteva averlo
trovato. Si disse che era tutto okay, quell'uomo dopotutto
era un agente per le cauzioni, quindi stai tranquillo, si
disse, mi hai sentito? Sta' tranquillo. Se vuoi sapere come
ha fatto, chiedilo a lui.
Lo fece entrare e chiuse la porta.
Guard Max Cherry voltarsi e infilare la mano dentro
la giacca mentre si guardava intorno, e Ordell estrasse la
Beretta e gliela punt contro. Cos.
- Vuoi i tuoi soldi? - gli disse Max. - Vuoi il rimborso
della tua cauzione? - La sua mano usc dalla giacca con una
mazzetta di banconote tenute insieme da un elastico, la
lanci in alto e Ordell la prese al volo con la mano libera.
- Tutto qui?
- Mi devi firmare una ricevuta.
- Ho detto, tutto qui? Sai che cosa voglio. Hai parlato
con lei? - Ordell si spost vicino a una finestra e guard
di nuovo fuori.
- Non ho portato nessuno, - disse Max. - Lei vuole
darti i tuoi soldi. Se non lo volesse, ci sarebbero sbirri che
entrano da quella cazzo di porta mentre tu perdi tempo a
farmi domande.
- Dov', nella tua macchina?
- Vuole darteli di persona e prendersi la sua fetta, il
suo dieci per cento. Vuole spiegarti perch se li  tenuti.
- Anche a me piacerebbe saperlo.
- Perch non li ha dati a Melanie.
- Voltati, - disse Ordell. Cominci a perquisire Max.
- Dimmelo tu, il perch.
- Jackie non si fidava di lei. Melanie aveva gi tentato
di coinvolgere Jackie per farti fesso, per fare il lavoro loro
due e dividersi il mezzo milione. Quello che Jackie ha
fatto  stato prendersi un rischio pazzesco per far si che
tu avessi i tuoi soldi.
- Solleva le gambe dei pantaloni, - disse Ordell. - E
tu l'hai aiutata?
- Tutto quello che ho fatto  stato portare fuori i soldi
dal centro commerciale.
- Gli hai messo il tocco dell'agente di cauzioni, eh? Hai
sentito l'odore di tutti quei contanti. E mi stai dicendo
che vuoi che li abbia io?
- L'unico motivo per cui sono qui  che non voglio che
Jackie venga uccisa o arrestata.
- La stai proteggendo, - disse Ordell. - Credo che tu
mi stia prendendo per il culo, ecco cosa stai facendo.
- Allora scordiamoci tutta la faccenda, - disse Max.
- Restatene qui con la tua amica tossica e la tua Volkswagen -.
E si volt per andare verso la porta.
- Ehi, amico, - disse Ordell agitando la pistola nella
sua direzione, e Max si ferm. - Vieni a sederti qui sul
divano -. Vide Max osservare i cuscini macchiati. - Fai
quello che ti dico, amico, siediti. E asciutto, la mia amica
non si vomita addosso da due giorni. Giuro. Adesso dimmi
dove sono i miei soldi.
- Nel mio ufficio, - rispose Max.
- E Jackie dov'?
-  l anche lei, da gioved sera.
- Se voleva vedermi, perch non era a casa sua?
- Era spaventata.
- Non ho mai visto Jackie spaventata.
- E lo  ancora. Non vuole beccarsi una pallottola prima
di avere il tempo di spiegarti come  andata.
- Falle portare i miei soldi qui.
- Sono nella cassaforte. Lei non pu prenderli.
- Chiamala e dille la combinazione.
- Non uscir da li finch tu non avrai i tuoi soldi e te
ne sarai andato. Te lo dico fin da ora.
- Ma ti aspetti che io vada l dentro?
- Se avessi voluto tenderti una trappola, - disse Max,
- te l'ho detto, a quest'ora la polizia sarebbe gi qui. Jackie
sa che se tu vieni beccato dirai che  stata tua complice.
Questo la spaventa pi di qualsiasi altra cosa.
-  il motivo per cui mi rid i soldi, eh? Non quelle
stronzate su Melanie. Nemmeno io mi fidavo di lei, ma
sapevo come gestirla -. Ordell si spost di nuovo vicino
alla finestra. - Era la mia bella ragazzona -. La strada era
tranquilla, ora fuori era buio. - Ho detto a Louis: Amico,
avresti potuto darle un pugno. Un bel pugno in bocca,
invece di farla fuori Si volt verso Max. - Jackie
vuole la sua parte, eh?
- Cinquantamila.
- E se viene arrestata, quanto?
- E stata scagionata.
- Gi, dimenticavo. D'accordo, le dar i cinquantamila
che l'ATF ha segnato, dal momento che lei ha permesso
che lo facessero, e lei mi d i miei soldi. Lo facciamo nel
tuo ufficio, eh?
- Jackie  l adesso.
- E il tuo uomo, Winston?
-  fuori, alla prigione della contea.
- Adesso chiamo il tuo ufficio e sar meglio che mi risponda
lei e non qualcun altro.
Ordell prese il biglietto da visita di Max dalla tasca della
camicia e lo guard mentre andava al telefono, appoggiato
sul pavimento vicino a una sedia ricoperta di plastica
trasparente. Ordell detestava quella sedia, perch ci si
restava appiccicati. Aveva bisogno di andarsene da quel
posto. Aveva bisogno dei suoi vestiti. Aveva bisogno di
aggiustarsi i capelli, la sua coda di cavallo si stava distruggendo
a furia di tormentarla. Aveva bisogno della sua macchina.
Poteva togliere le targhe alla Golf e metterle sulla
Mercedes. Fermarsi lungo la strada... o mandare Jackie a
prenderla subito, la chiave era sotto il sedile anteriore, e
fargliela portare all'ufficio di Max perch fosse pronta.
Sempre che qualcuno non l'avesse rubata. Poi metti i soldi
nel bagagliaio e te ne vai, amico. Metti tutti i soldi nel
bagagliaio. Il mezzo milione e i cinquantamila dollari segnati.
E gli dici, ehi,  cos che vanno le cose.
Ordell si appoggi la pistola sulle gambe, sollev la cornetta
e fece il numero. Attese. Poi sorrise, dicendo: - Ehi,
baby, come te la passi? Indovina chi ?
Nicolet osservava Faron e sua moglie Cheryl, il modo in
cui si comportavano quando lei andava a trovarlo, e provava
l'impulso di rivedere la sua ex, Anita. Non aveva nessun
senso, perch era convinto che il modo in cui Faron e
Cheryl si parlavano fosse stupido. Ciao, tesoro. Come ti
senti, tesoro? Non male, tesoro. Tutti e due tesori, nessuna
identit propria quando stavano insieme. Come tutti i
padri sono pap o papino per i loro figli. Nicolet non riusciva
proprio a vedersi in quel gruppo anonimo. Eppure,
quasi ogni volta che vedeva Faron e Cheryl chiamarsi tesoro
e tesorino e sfiorarsi di continuo, sentiva la mancanza
di Anita e la invitava fuori a bere qualcosa. Le diceva:
- Cosa vuoi da bere, tesoro? - e poi stava a guardare lei che
aggrottava le sopracciglia rivolgendogli un'occhiata strana
e tutta seria. Cheryl era una donna di casa. Anita era radiologa
al Buon Samaritano. Si erano conosciuti una volta
che lui era andato li per degli esami: lei gli aveva fatto
un clistere di bario e lui le aveva chiesto come era riuscita
a ottenere un lavoro che prevedeva lo sparare roba bianca
tutto il giorno nei buchi del culo. Anita aveva detto di
essere stata semplicemente fortunata. Non si erano mai
chiamati tesoro mentre erano sposati, n avevano mai saputo
cosa avrebbero mangiato per cena, perch entrambi
lavoravano. Nicolet continuava a pensare di poter andare
a segno con Jackie. Lei era li. Ma era li anche Anita. Da
quando Faron era entrato in ospedale la vedeva sempre pi
spesso. Finalmente, quella sera Anita disse di s quando
lui le sugger di andare nel suo appartamento.
Il suo cercapersone cominci a suonare sul comodino.
- Merda, - disse Anita.
Nicolet disse: - Tieniti in caldo, tesoro, e non perderemo
l'attimo -. Compose il numero che era comparso sul display
e fu sorpreso quando sent rispondere la voce di Jackie
Burke. Le chiese dove fosse ed ebbe un'altra sorpresa.
- Che cosa ci fai l?
- Ordell ha telefonato e mi ha lasciato un messaggio
in segreteria. Ha detto che devo firmare dei documenti in
modo che lui possa riavere i suoi soldi, i soldi che ha anticipato
per la mia cauzione.
- Tu non firmare niente.
- Non credo. Ho la sensazione che voglia che io porti
qui il resto dei suoi soldi da Freeport. Che cosa devo fare?
- Verr l?
- Ha detto che sar qui verso le otto.
Nicolet guard l'orologio sul comodino. - Perch non
mi hai telefonato prima?
- L'ho scoperto adesso. Verresti qui, per favore?
Anita disse: - Per favoooreee.
Jackie disse: - Cosa?
- Max  li?
- No, ma c' quell'altro.
- Arrivo subito. Aspettami.
- Sbrigati, per favore, - disse Jackie.
Nicolet riagganci. - Devo andare l e trovare dei rinforzi
entro un quarto d'ora.
- Buona idea, tesoro, - disse Anita. - Qui non te la stai
cavando granch bene.
Ordell era al volante. Dopo avrebbe portato la Volkswagen
al centro commerciale e avrebbe scambiato le targhe
con quelle della Mercedes. E poi via, sull'autostrada,
nella notte verso nord.
- Da quando la conosco, - disse a Max, che era seduto
accanto a lui nella piccola automobile, - non l'ho mai
sentita tanto spaventata. Di solito, amico,  fredda e tranquilla.
Tutto quello che doveva fare era prendere un taxi
fino a dove ho lasciato la macchina e guidarla per me. E
invece no, non ne ha voluto sapere.
Aveva voglia di parlare, mentre Max Cherry non diceva
una parola. Prese una sigaretta, per, chiedendola quando
Ordell se ne accese una.
- Come mai hai quel cartello appeso nel tuo ufficio, vietato
fumare, se fumi?
- Ho appena ricominciato, - disse Max.
- Gi, ricordo che non avevi nemmeno un posacenere
da darmi, la prima volta che sono venuto da te. Ti ho detto
che avevo dei contanti da mettere come garanzia e tu hai
detto: Oh, usa quella tazza li. Avrei potuto usare tutto
quello che volevo. Quella volta ti ho detto: Voi avete i
vostri modi per fare la cresta, eh? Perch tutti voi che fate
quel mestiere siete dei poco di buono. Quando quella
donna ti ha raccontato il suo piano, amico, i tuoi occhietti
avidi si sono illuminati come un albero di Natale. Voi due
avevate in mente di truffarmi, lo so bene, ma poi vi  mancato
il coraggio, eh? Meglio che continui a fare l'agente
per le cauzioni, che continui a trattare con la feccia mentre
tenti di comportarti da persona rispettabile, eh? Per il resto
della tua vita.
Max Cherry se ne stava seduto l, senza dire niente. Sapeva
benissimo che tipo di uomo era.
Si stavano avvicinando alla Banyan. Max disse: - E la
prossima.
- So dov' il tuo ufficio, - disse Ordell.
- Svolta a sinistra, - continu Max.
- So bene dove devo svoltare.
Parcheggiarono nello spiazzo di fianco al negozio, la
Volkswagen in diagonale contro la facciata dell'edificio.
Max scese e rimase in piedi accanto al bagagliaio. Osserv
Ordell avvicinarsi sistemandosi la pistola nella cintura
e poi nasconderla con il lembo della camicia.
- E quella a cosa ti serve?
- Non si pu mai sapere, no? - Ordell si incammin
verso l'edificio.
Max attese. - E i cinquantamila?
- Li lasciamo nel bagagliaio, - fu la risposta, - finch
non vedo che Jackie ha i miei soldi Fece strada fino alla
vetrina con la scritta max cherry prestiti e cauzioni.
- Adesso voglio che entri per primo, - disse Ordell.
Max apr la porta, ancora ricoperta dall'asse di legno,
e si inoltr nel corridoio illuminato. Ordell era dietro di
lui. - Tranquillo, ora, vai piano, - gli disse.
Max entr.
Vide Jackie seduta alla sua scrivania con in mano una
sigaretta e le gambe accavallate. Si fece da parte, verso la
scrivania di Winston, e la vide guardare Ordell. Indossava
una camicia da uomo e pochissimo trucco.
- Ragazza, - disse Ordell, - qui dentro non dovresti
fumare. Non hai visto il cartello?
Max guard Jackie far ruotare la poltroncina lentamente
verso la porta della sala riunioni. Era chiusa. Vide il suo
sguardo alzarsi verso il cartello.
Poi vide la porta aprirsi e vide Ray Nicolet uscire dalla
stanza, e ud la voce di Ordell.
- Cos' questa merda?
Max si volt a guardarlo e vide Jackie che, sempre con
la sigaretta in mano, cominciava a girare di nuovo la sedia
verso Ordell dicendo: - Ray... - Non cambi espressione,
ma alz la voce e quasi grid: - Ha una pistola!
Max vide la faccia di Ordell cambiare. Vide i suoi occhi
spalancarsi in un'espressione prima di sorpresa, poi
di panico assoluto. Lo vide scostare i lembi della camicia
per prendere la pistola. Riusc ad averla in mano, libera e
pronta, ma Nicolet fu pi rapido di lui.
Ray Nicolet sollev la Beretta calibro nove dal fianco e
spar a Ordell in pieno petto. Gli spar tre volte in poco
pi di un secondo e tutto fin.
Dopo sembrava tutto cos silenzioso.
Nicolet si avvicin a Ordell, che giaceva a terra sulla
porta dell'ufficio principale. Dall'oscurit usc un agente
dello sceriffo con un fucile. Poi un altro. Nicolet li guard.
Si chin e tocc il lato del collo di Ordell. Poi si alz e
guard Jackie. Non disse nulla. Guard Winston, che era
comparso sulla porta della sala riunioni. Si volt ancora,
questa volta verso Max.
- Eri con lui.
- Sono andato a dargli il suo rimborso, in modo che non
dovesse venire qui.
- Come facevi a sapere dove si trovava?
- L'ho scoperto.
- E non l'hai detto alla polizia? Nemmeno a queste
persone, - si riferiva agli agenti dello sceriffo, - che sono
stati tuoi colleghi?
- Pensavo che lo volessi arrestare tu, - disse Max, e
continu a fissarlo per catturare la sua attenzione.
Ma Nicolet si volt di nuovo a guardare Ordell. Qualcosa
gli stava passando per la mente. - Non sappiamo chi
ha i suoi soldi, giusto? - disse. - Le banconote segnate.
Max guard Jackie. Lei fece un tiro dalla sigaretta. Nessuno
dei due parl. Nicolet avrebbe guardato molto presto
nella macchina di Ordell.
L'agente dell'ATF sembr sul punto di dire qualcosa, ma
non sapeva bene come dirlo. Continuava a fissare l'uomo
che aveva appena ucciso.
- Mi hai detto, - gli disse Jackie, - che speravi di prenderlo
prima che lui prendesse me. Te lo ricordi?
Nicolet si volt. Aveva ancora la pistola in mano, lungo
il fianco. Annu.
- Be', l'hai fatto, - disse Jackie. - Grazie.
...
.
...
Capitolo 27.
...
.
...
- Finalmente l'hai fatta sistemare, la porta, - disse Jackie.
- Gi. Ti piace?
- Ci sono passata davanti un po' di volte.
Max, seduto alla sua scrivania, non disse nulla, in attesa.
- Da quando  arrivato il pacco, - disse Jackie.
Era in piedi sulla porta proprio nel punto in cui dieci giorni prima un uomo era stato ucciso. Aveva un'aria fresca e pulita, con i pantaloni bianchi e la camicia verde smeraldo, gli occhiali scuri che in quel momento si tolse in modo che lui potesse vederle gli occhi.
- Il postino di solito li lascia di sotto, vicino all'ascensore, ma questo l'ha portato fino a su. Forse ha scosso la scatola, sai, e ha pensato che dovesse esserci dentro almeno mezzo milione di dollari.
- Meno il dieci per cento, - disse Max.
- Gi, la tua commissione. Ho dovuto capirlo, dal momento che non c'era un biglietto, non c'era una spiegazione. Solo che questa non  una cauzione, Max.
- Ho esitato a prendere cos tanto.
- Hai lavorato duro per quei soldi... se questo  tutto quello che vuoi.
Max si sentiva goffo l seduto: pensava che, se avesse parlato poco, sarebbe andato tutto bene. Lei si sarebbe resa conto che lui capiva come stavano le cose. Ma lei lo stava guardando in un modo che non gli rendeva le cose facili, con quello scintillio negli occhi. - Credevo che volessi smettere con questo mestiere, - gli disse, e lui si strinse nelle spalle.
- Non lo so.
- Quanti anni hai, Max?
La domanda lo sorprese, perch lei lo sapeva gi.
- Cinquantasette.
- E non sai ancora quello che vuoi? - A quello avrebbe potuto rispondere, ma esit, e lei aggiunse: - Io so quello che voglio. Sto partendo. Ho le mie cose in macchina. Perch non esci un attimo con me? Voglio mostrarti una cosa -. Lui esit ancora, e lei disse: - Andiamo, Max. Non ti far niente -. E sorrise.
Cos sorrise anche lui e si alz dalla scrivania. Non voleva farlo: si sentiva deluso, abbattuto. Ma si era preparato a quel momento ed era rassegnato: aveva sempre avuto la sensazione, a dispetto dei momenti di ottimismo, che sarebbe finita a quel modo, se mai ci fossero arrivati. O se, in effetti, pensando a Nicolet, fossero riusciti a uscirne del tutto puliti.
- Ho visto Ray all'ospedale, l'altro giorno, - disse Jackie.
- Ero andata a trovare Faron.
La cosa lo meravigli e gli fece tornare in mente la volta in cui lei gli aveva detto che erano simili. Le loro menti
lavoravano allo stesso modo.
Mentre attraversavano l'ingresso dell'ufficio e lui le teneva la porta aperta, Jackie disse: - Ray sta lavorando in un altro campo, adesso. Cerca tutte le armi che i soldati di Desert Storm si sono portati a casa come ricordo, tipo Ak-47 di fabbricazione russa e, dice lui, persino delle bombe a mano. Hanno trovato due chili di esplosivo al plastico che uno dei ragazzi aveva spedito a casa a sua moglie.
Lei l'ha fatto vedere a una vicina, senza avere la minima idea di cosa fosse.
Camminarono lungo la facciata dell'edificio.
- E poi sta dando la caccia a un tipo che possiede un negozio di armi, uno che Ray dice che vende in modo arbitrario e insensato fucili d'assalto a minorenni. Ha usato proprio queste parole. Ha definito il proprietario del negozio un segaiolo e ha detto che lo schianter, fosse l'ultima cosa che fa in vita sua.
- Hai detto a Ray che te ne stai andando?
- Gli ho detto che c'era la possibilit. Con lui c'era la sua ex moglie. Anita. Attraente ma, be', un po' troppo artefatta.
Max aveva la sensazione che gli stesse sfuggendo qualcosa. Forse dovevano sedersi e parlare e allora le avrebbe fatto qualche domanda. Invece svoltarono l'angolo del palazzo, nel parcheggio, e Max si ritrov a guardare una Mercedes decappottabile nera con il tettuccio abbassato.
- Quella  di Ordell, - disse.
- La sto prendendo a prestito, - disse Jackie. - Hanno confiscato la sua Volskwagen, con dentro i soldi. Questa  una specie di avanzo, si potrebbe dire. Il libretto  nel vano portaoggetti -. Guard Max per un istante. - Qual  il problema? Non hai mai preso a prestito la macchina di qualcuno?
- Non dopo che erano morti, - rispose lui.
Lei and dalla parte opposta e lo guard da sopra la Mercedes. - Andiamo, Max. Ti porto via da tutto questo.
- Avere a che fare con la feccia della societ, - disse Max, - e tentare di comportarmi da persona rispettabile.
Vide l'espressione perplessa di Jackie, i suoi begli occhi stringersi per un istante. -  cos che Ordell ha descritto
la mia situazione.
- E a te piace? - gli chiese lei.
Max esit.
- E dove andremmo?
- Non lo so, - disse Jackie, e lui vide i suoi occhi cominciare a sorridere. - Ha forse importanza?
...
.
...
Fine.